Domani a Piazza Affari

Pubblicato: ottobre 31, 2011 da Trading Warrior in Bce, Dow Jones, Oro, PiazzaAffari, Scenari

Nel giro di due sedute Piazza Affari ha azzerato il maxi rialzo di giovedì, un balzo che aveva accompagnato l’annuncio del varo di un piano di misure di contenimento della crisi dei titoli governativi da parte delle istituzioni europee. L’indice Ftse Mib ha perso il 3,8% a 16.017 punti. Cali pesanti ma non ampi come quello di Piazza Affari per Londra 2,4%, Parigi -2,8%, Francoforte -3,2% e Madrid -2,5%. Gli investitori percepiscono l’Italia come l’anello più debole della catena dei PIIGS. Inutili demagogiche e piene di ipocrisia risultano le geremiadi contro la “speculazione”, specialmente quando arrivano da chi ha le mani in pasta e magari gioca al ribasso sulle aziende di sua proprietà.
Wall Street segue a ruota il calo delle piazze UE nonostante i dati in arrivo dalle trimestrali delle società finora siano stati migliori delle previsioni: almeno il 75% delle società dell’S&P500 che dall’11 ottobre ad oggi hanno comunicato i dati, hanno battuto le attese degli analisti.
Oltreoceano tiene banco la notizia della bancarotta di Mf Global Holdings, un conglomerato di aziende che si occupa di gestione delle piattaforme sulle quali vengono negoziati opzioni, futures, derivati ed altrititoli esotici.
I dubbi sull’efficacia del piano di salvataggio dell’euro e sulla capacità dei leader europei di riuscire a portare avanti un programma complesso e ambizioso come quello partorito a Bruxelles la settimana scorsa hanno messo in fibrillazione l’area dei paesi periferici, in particolare Italia e Spagna. Il rendimento del Btp italiano tratta 6,08% (+9 punti base) ma nel corso della seduta è arrivato a 6,11%, in prossimità dei massimi dall’introduzione dell’euro segnati all’inizio di agosto. La paura ha spinto gli investitori verso il bund tedesco e nel frattempo il differenziale Italia-Germania è salito a 401 punti base. Preoccupante è anche l’allargamento dello spread tra il titolo di stato della Francia ed il bund, arrivato a 108 da 98 di venerdì, il segnale che anche Parigi, che pure dovrebbe rappresentare uno dei due pilastri sui quali costruire le fondamenta del fondo salva Stati, non può ritenersi immune dal contagio.

Il FTSE/MIB Ha riconosciuto la resistenza grafica e psicologica dei 17.000 punti ed è oggetto di prese di profitto dopo il rally dell’ultimo mese. Si tratta di uno spintone violento che prelude a nuovi affondi. Il primo supporto da monitorare si colloca nell’area attorno ai 15.600 punti.

CAMBIO Eur/Usd (1,401). In calo dopo aver segnato la scorsa settimana i massimi da agosto a 1,425. Questa fascia rimane comunque di forte resistenza. Questa notte il Giappone è intervenuto per la seconda volta in tre mesi vendendo Yen in modo da arginare l’apprezzamento della sua valuta. Si tratta sostanzialmente della stessa manovra messa in atto a settembrea dalla banca centrale svizzera contro gli investitori in cerca di “valute rifugio”.

ORO (1.720 usd). Scende dopo il balzo della scorsa settimana (+6,0%). Il ritracciamento potrebbe preludere ad ulteriori allunghi verso la resistenza psicologica dei 1.900 usd, proprio in considerazione delle misure con cui Svizzera e Giappone hanno blindato le rispettive valute, una manovra che potrebbe essere presa in considerazione da paesi come la Norvegia e il Canada.

commenti
  1. TraderSurfer scrive:

    Ottima analisi, concordo pienamente.

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