Sale la domanda di petrolio

Pubblicato: ottobre 31, 2011 da Trading Warrior in Eni, Petrolio, Saipem, Tenaris

Le cassandre filorecessione sono state smentite per l’ennesima volta. Nel corso del 2010 la domanda mondiale di petrolio ha raggiunto la cifra di circa 87,9 milioni di barili al giorno registrando una crescita del 3,4% rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge dalla 10* edizione della World Oil and Gas Review presentata da Eni, che conferma l’andamento positivo dei consumi a livello privato e a livello industriale. Secondo i risultati delle statistiche mondiali, gli USA si confermano i principali consumatori di petrolio seguiti dalla Cina. Piu’ della meta’ delle riserve petrolifere risultano ancora localizzate in Medio Oriente, in particolare nei Paesi Opec (72% delle riserve mondiali). In crescita anche le riserve del continente americano, grazie al contributo dell’unconventional. La produzione e’ tornata a crescere nel 2010 in tutto il mondo (+2,3%), a eccezione dell’Europa che per effetto del declino dei giacimenti ha registrato un calo (-8,1%). Resta immutata la quota di produzione OPEC (stabile sul 40% dal 1995). Sono proprio i Paesi del cartello che hanno contribuito in misura maggiore alla crescita dell’offerta nell’ultimo anno (+3% contro +1,8% dei Paesi non-Opec). Dando un’occhio ai petroliferi notiamo che Eni regge sul supporto a 16 euro, la cui conferma potrebbe funzionare come rampa di lancio per ulteriori affondi, Saipem regge sull’area dei 33 euro, mentre più marcato il calo di Tenaris, di oltre i tre punti percentuali, che non riesce a valicare la resistenza collocata in area 12 euro.

commenti
  1. Stanislaw scrive:

    Da Agosto nel settore c’è stata uan crescita sensibile, e anche se gli incrementi di Saipem sono spaventosi, anche Tenaris, dopo essere scesa sotto area 9 euro, adesso torna a collocarsi a prezzi interessanti. La speranza è che possa anch’essa trovare il boost necessario per spingersi a 13/14 euro.

  2. Trading Warrior scrive:

    11 euro rimane un supporto molto importante anche in termini di serie storiche, un eventuale scivolone al di sotto di questa soglia potrebbero preludere a nuovi affondi attorno ai 9 euro. Sicuramente non ci sono le “condizioni ambientali” per un superamento dei 12 euro, ma in caso di repentino mutamento di scenario e col sostegno di volumi adeguati la rottura di tale resistenza proietterebbe il titolo verso quota 14/15 euro

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