Cronaca di una giornata di sangue

Pubblicato: novembre 9, 2011 da Trading Warrior in Oro, Petrolio, PiazzaAffari

L’impennata del VIX che arriva di slancio a quota 35 con un balzo intraday del 30% è la fotografia della giornata odierna. Il mercato finanziario italiano si è trovato in balia di una imponente ondata di vendite sia sui titoli azionari che soprattutto sui titoli di Stato. La sfiducia nella capacità di leadership del governo si è trasferita a tutto il sistema-Italia, al punto che la promessa di dimissioni del premier è servita a ben poco.
L’Italia ormai è vista dagli investitori internazionali come la prossima Grecia. Il problema più grosso, come insegna l’esperienza di Irlanda, Portogallo e Grecia, è che un rendimento superiore al 7% è considerato dagli investitori la premessa per la richiesta degli aiuti finanziari. Il che, detto più brutalmente, significa che il paese è a rischio default.
A far scattare le vendite odierne ha contribuito la decisione della clearing house LCH Clearnet SA di alzare da domani il margine iniziale applicato al debito italiano dai 3,5 ai 5 punti percentuali su tutte le scadenze dei Btp. La combinazione di un debito pubblico di questa entità unita a una crescita asfittica è una miscela esplosiva di cui la classe politica sembra non volersi rendere conto, a meno che dietro le sceneggiate dei partiti non ci sia l’intenzione lucida di alzare il livello dello scontro per scopi eversivi.
A sentire i gestori di tutto il mondo, l’unica soluzione che potrebbe riportare un po’ di serenità sarebbe il varo di un governo tecnico guidato dall’ex commissario Ue Mario Monti. Una soluzione che sarebbe oggetto di mille boicottaggi incrociati, qualora venisse proposta. Consapevoli di questa situazione i mercati hanno massacrato l’Italia.

A Piazza Affari l’indice FtseMib ha chiuso in ribasso del 3,7%, trascinando tutte le altre Borse europee. Londra ha perso l’1,8%, Parigi -2,1%, Francoforte -2,2%.
L’indice Ftse Mib è riuscito a mantenersi al di sopra di area 15.000. Siamo decisamente pessimisti sulla capacità di tenuta.
L’euro è caduto perdendo l’1,7% contro il dollaro a 1,359.
In Borsa le vendite sono state violentissime su tutto il listino.
Il settore Oil è rimasto stabile perchè a fine seduta, alle 17.00 italiane, il petrolio era ancora a quota 97. In questo momento il Wti sta recuperando a 96 dopo uno scivolone che lo aveva portato, alle 19,00 ora italiana, a quota 95 $/b.
Oggi il Dipartimento energetico USA ha diffuso i dati settimanali sulle scorte di petrolio e derivati. Nella settimana al 4 novembre le scorte di greggio sono calate di 1,4 milioni a quota 338,1 milioni di barili. Segno meno anche per le benzine: -2,1 milioni a 204,2 milioni di barili. In calo anche i distillati: -6 milioni a 135,9 milioni di barili.
L’ oro staziona attorno a 1.769 $ l’oncia.
A circa due ore dalla chiusura il Dow Jones cede oltre il 3% a quota 11.802, il Nasdaq perde il 3,61 % a quota 2,629 e lo S&P500 scende a 1,232 con un calo di circa il 3,50%.

commenti
  1. Pivot Trader scrive:

    Se mantengono tempi e impegni, come peraltro è probabile, il rialzo potrebbe esserci da lunedì, non prima. Sempre nella speranza che varino il governo tecnico senza indugi.
    Personalmente resto fermo, il mio “Vix” interiore trema di paura🙂

  2. Mario Trader scrive:

    Ormai si ricomincia lunedì, se… si ricomincia

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