Chiusura di settimana ad altissima volatilità

Pubblicato: novembre 25, 2011 da Trading Warrior in Eni, Petrolio, PiazzaAffari, Prysmian, Saipem, Tenaris, Unicredit

Il Ftse Mib chiude in sostanziale parità una giornata ad altissima volatilità dominata dal succedersi dei ruomours sul futuro dell’Eurozona. Dopo essere sceso in picchiata a un minimo a 13.614, alle 14.30, il Ftse Mib è rimbalzato fino a toccare il massimo di 14.037 intorno alle 16.20, per poi assestarsi in chiusura di giornata a quota 13.937,40, con un + 0,12. L’escursione giornaliera complessiva ammonta a oltre 2 punti percentuali. I mercati hanno girato in positivo dopo l’indiscrezione secondo cui funzionari dell’Eurozona starebbero discutendo l’idea di escludere gli investitori privati dal salvataggio dei Paesi più esposti. Allo stesso tempo Merkel e Sarkozy hanno confermato ieri il loro sostegno all’Italia, consapevoli che un collasso del nostro paese porterebbe alla fine dell’euro. Il Dax di Francoforte ha chiuso a + 1,19, il Cac40 a + 1,23.
Buone notizie anche da oltreoceano nonostante la parziale chiusura per la festa del Ringraziamento. I consumatori si sono affollati nei grandi magazzini Usa che hanno aperto prima per offrire un avvio sprint al ‘Black friday’, giorno che segna da tradizione la stagione dei consumi natalizi. I dati di vendita del Black Friday sono letti dai mercati come un indicatore importante sull’andamento dei consumi. In serata la Fed annuncerà le riserve monetarie settimanali, gli asset liquidi e le misure sul debito oltre al rapporto della settimana sui fattori che influenzano le riserve delle istituzioni depositarie. Resta comunque forte la pressione sui debiti sovrani nonostante si segnalino acquisti da parte della Bce sui titoli italiani e spagnoli.
L’atteso test all’asta dei BoT semestrali e dei CTz ha avuto un esito nettamente negativo. I rendimenti hanno toccato un nuovo record dall’introduzione dell’euro. Per i BoT sono volati al al 6,504% contro il 3,535% dell’asta precedente. Record anche per i CTz a due anni (al 7,814%). Unica consolazione la domanda che è stata relativamente buona: 11,7 miliardi.
Performance contrastanti per il comparto bancario: scendono Ubs, Popolare di Milano, e Mps, positiva invece Unicredit nonostante il downgrade di Nomura.
Buone notizie per Eni che è avanzata dello 0,82% a 14,67 euro. Il colosso petrolifero ha raggiunto in Libia una produzione di 200 mila barili di olio equivalenti al giorno. “La produzione raggiungerà i livelli pre-guerra entro giugno 2012”, ha affermato Claudio Descalzi, direttore della divisione Exploration and Production, sottolineando l’obiettivo di raggiungere i 300 mila barili al giorno nel 2013. Il 2018 è invece la previsione per il primo cargo di gas proveniente dal giacimento di gas recentemente scoperto in Mozambico. Sempre nel comparto oil Tenaris chiude a 12,03 (-0,82), Saipem a 29,84 (+1,64) dopo un affondo che oggi l’ha vista tornare a quota 28,5.
Prysmian sprofonda del 4,69% a 9,25 euro. A pesare è stata la doppia bocciatura firmata da Ubs. Nella nota odierna gli analisti della banca svizzera hanno infatti tagliato la raccomandazione sulla società da buy a neutral, con un target price sceso da 14 a 11 euro. Nessun cambiamento invece sul fronte stime. Secondo Ubs “la valutazione non è abbastanza attraente per il mercato da far ignorare l’esposizione all’economia”.
Poco mosse le commodity: petrolio Wti +0,4% a 96,6 dollari, oro -0,2% a 1.688 dollari l’oncia.
Praticamente inviariati e con scambi ridotti, in questo momento, i mercati USA. Dow jones + 0,14, Nasaq – 0,49, S&P500 + 0,01.

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