Merkel e la ricetta dell’unione fiscale

Pubblicato: novembre 25, 2011 da TrandingTraderWarrior in Bce, Euro, News

La priorità riaffermata dai tre, ma soprattutto dal cancelliere Merkel, è stata però la prospettiva di una unione fiscale, come strada per recuperare la «fiducia persa». Regole di bilancio più stringenti, cessione di sovranità da parte di quei Paesi non in grado di rispettarle, sanzioni automatiche per i trasgressori, sulle quali il capo del Governo tedesco ha trovato più consenziente Monti che non Sarkozy, il quale ha glissato sui dettagli, promettendo che Francia e Germania continueranno il lavoro nei prossimi giorni, coinvolgendo poi l’Italia. Il presidente del Consiglio ha peraltro osservato che andrà discusso il problema di possibili modifiche agli obiettivi di bilancio in caso di recessione più grave del previsto.

articoli di Alessandro Merli e Gerardo Pelosi – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/TiH66

commenti
  1. Dobrotrader scrive:

    Sembra che l’unità fiscale sia la panacea, d’accordo, ma i tempi di realizzazione quali sono? Un QE nel frattempo non sarebbe meglio, tanto per dare un segnale di rapidità decisionale?

  2. Eymerich il Trader Errante scrive:

    Ma infatti il problema è che i tempi della riforma fiscale sono lunghi. Quindi è una soluzione che fa innervosire (non solo Sarkozy) in quanto lascia pensare che ci sia tempo da perdere, quando ogni giorno che passa è un altro chiodo nella bara della UE, ove dimora la stessa Germania. Certo che ci vorrebbe il QE. Secondo Giannino il vertice, per quanto inutile, avrebbe tuttavia sancito proprio la attuazione del QE all’europea. Inoltre, pare che, a parte chiuse, lontano dalle telecamere, la Merkel abbia ribadito a Sarkomonti l’apertura sugli eurobond, e che, per il 9 Dicembre, presenterà una contro-prosposta, cioè qualcosa di simile agli eurobond, ma sicuramente con un altro nome e con una portata minore. Della serie: meglio che niente.
    Monti l’avrebbe convinta a concepire la crisi anche come sistemica e non solo come risultato della storica incapacità dei Paesi UE di “fare i compiti a casa”. Quindi in teoria, il 9 Dicembre, dovremmo avere delle buone mezze soluzioni: “sanzioni per chi non studia” e semi-eurobond, con l’apertura alla Bce in modalità Fed (che poi peraltro porterebbe ad una svalutazione della moneta: ma, per come siamo messi, accontentiamoci). È tra un paio di settimane. Il punto rimane sempre il solito: perché cazzo non muovono quei culi imbolsiti e decidono subito ??

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