La svolta è vicina?

Pubblicato: novembre 29, 2011 da Trading Warrior in Euro, Petrolio, PiazzaAffari, Scenari

Le borse asiatiche si avviano a chiudere con entusiasmo sull’onda dei rialzi delle borse europee di ieri e di Wall Stret. Il Nikkei avanza di oltre due punti percentuali, l’Hang Seng di Hong Kong di oltre un punto. Quello di ieri è stato un rimbalzo tecnico, dopo una settimana di passione, o la prima avvisaglia di un cambiamento di trend? A nostro avviso non ci sono le condizioni per poter parlare ancora di cambiamento, il quadro rimane nebbioso e il divario tra mercato azionario e obbligazionario continua a farsi sentire. Vediamo intanto il programma della giornata.
A Bruxelles oggi riunione dell’Eurogruppo con la partecipazione di Monti. Al vertice sarà presentato il primo rapporto Rehn sul monitoraggio dell’Italia, che sarà “più ampio” di quanto inizialmente previsto, secondo quanto riferito ieri da un portavoce del commissario Ue. Il quotidiano “La Repubblica”, anticipando i contenuti del documento, riporta stamani che Rehn, nel sollecitare le riforme per evitare il default, vede come prerequisito il pareggio del bilancio nel 2013 e chiede una manovra da 11 miliardi.
Appuntamento importantissimo di oggi sono le aste a medio-lungo termine italiane, con un’offerta complessiva di Btp fino a 8 miliardi di euro e con rendimenti previsti in salita a nuovi massimi dall’introduzione dell’euro. In particolare il Tesoro lancia il nuovo Btp triennale novembre 2014 cedola 6% (che sostituisce il luglio 2014).
Lo spread ha terminato la giornata in lieve restringimento, a 504 punti base, dopo essere sceso nel corso della seduta fin sotto quota 490. Ieri si è inoltre annullata l’inversione della pendenza sul tratto 2-10 anni della curva italiana, iniziata lo scorso 22 novembre e che aveva raggiunto venerdì il gap massimo di 85 pb. A dare sostegno ai Btp, secondo gli operatori, anche il buon successo ieri del primo dei due Btp day promossi dall’Abi.
Al di là del capitolo Italia l’attenzione del mercato sarà rivolta a possibili indicazioni dall’Eurogruppo sulla strategia anticrisi europea. Ieri Schaeuble ha ribadito la contrarietà tedesca agli eurobond ma ha confermato l’apertura della Germania a eventuali procedure alternative per il perseguimento dell’obiettivo di integrazione fiscale tra i membri dell’Ue.
Ieri Fitch ha portato l’outlook sul rating degli Stati Uniti a negativo da stabile confermando il rating di tripla A.
Da seguire i dati sul sentiment economico della zona euro di novembre. L’indice principale è previsto in lieve calo, a 94,0 punti dai 94,8 di ottobre. Dalla Spagna in arrivo anche la stima flash sull’inflazione di novembre, attesa al 2,9% annuo, a livello armonizzato, dal 3% del mese precedente.
In Giappone, le vendite al dettaglio in ottobre sono cresciute dell’1,9%, sopra le attese di +0,6% su anno. Il tasso di disoccupazione destagionalizzato è salito in ottobre al 4,5% dal 4,1% di settembre, contro attes di +4,2%.
Il Brent è in rialzo sulle piazze asiatiche sui timori che le sanzioni per Iran e Siria possano diminuire l’offerta. Il Brent è a 109,38 dollari in rialzo di 38 centesimi, il greggio Usa è in leggera flessione a 97,04.
L’euro consolida i guadagni sulle piazze asiatiche. Alle ore 8 italiane quota 1,3360 in rialo di 0,37%. Il dollaro è a 78,01/04 yen in rialo di 0,03%.

commenti
  1. Eymerich il Trader Errante scrive:

    Finché lo spread resta così alto, penso che il trend non si inverta. L’ipotesi che fanno in diversi, anche in tv, è che il rialzo di ieri fosse strumentale al Btp Day: con l’indice in rosso ne avrebbero venduti molti di meno.

  2. Dobro Trader scrive:

    Ottima ipotesi, ci sta. Il problema centrale è proprio la divergenza tra mercato azionario e obbligazionario, finchè non c’è almeno un segnale di riallineamento si naviga a vista e si può prevedere la continuazione della fase laterale ad alta volatilità.

  3. Eymerich il Trader Errante scrive:

    D’altro canto: chi aveva investito nelle obbligazioni BTP, ha stornato sull’azionario, temendo di perdere troppo (o tutto); chi era nell’azionario, visto il trend, ha considerato opportuno entrare nell’obbligazionario, approfittando di un affare che invece è solo una fregatura che le banche rifilano ai propri clienti, fidando sulla ripresa. L’entità di questi spostamenti la vedremo in seguito.
    Giannino, peraltro, sostiene che la UE non riuscirà a/vorrà uscire dalla crisi. LA data del 9 rimane un punto fermo, ma secondo lui i governi non sono in grado o, per un errore di valutazione, non vogliono risolvere la crisi, pur avendo gli strumenti per farlo. E Vaciago, conferma.
    O si risale dalla settimana del 12, o non si risale, temo. Nel senso che, in mancanza di risposte forti e chiare, che probabilmente non ci saranno, la prospettiva di fallimento della moneta unica diverrebbe praticamente un certezza (più di quanto non lo sia adesso).

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