I mercati aspetta(va)no il bazooka.

Pubblicato: dicembre 2, 2011 da Trading Warrior in Bce, PiazzaAffari

Il micro-rally c’è stato e Piazza Affari ha chiuso in rialzo, ma alla fine si è allontanata dai massimi raggiunti in giornata. Il Ftse Mib ha chiuso a 15.476 (+1,52%). Il grafico di oggi mostra chiaramente, tra l’altro, la forte resistenza collocata a quota 15.700. Londra + 0,99, Parigi +0,94, Francoforte +0,59. Al di là dei dati relativi al mercato del lavoro USA, decisamente migliori rispetto alla previsioni degli analisti, forse il calo è dovuto alla parziale delusione per la mancanza di un riferimento, da parte delle autorità europee, a un ampliamento del ruolo della Bce da semplice sentinella della stabilità dei prezzi a fonte di stimolo per l’economia. Il problema maggiore rimane la difesa corporativa a oltranza della cosiddetta locomotiva tedesca. Ma la Bce non dev’essere la succursale della Buba. Sembra che oggi anche paesi come la Finlandia e l’Austria, tradizionali difensori della linea ortodossa propugnata dalla Germania, si siano sbilanciati a favore di un ripensamento del ruolo e dello statuto della Bce, sulla scia di quanto lo stesso Draghi ha fatto capire in più di un’occasione.
Resta il fatto che la prospettiva di recessione, se può essere ancora un rischio potenziale per l’Eurozona, pare definitivamente scongiurata oltreoceano, se si mettono insieme i due dati macro principali emersi dalla settimana appena conclusa, ovvero: l’indice ISM manifatturiero di novembre è salito a 52,7% due punti sopra i 50,8% di ottobre, che restava ancora in bilico sul discrimine che separa le fasi di contrazione dalle fasi di espansione; e il dato sulla disoccupazione USA, che nel mese di novembre è calato all’8,6 per cento a fronte di 120 mila nuovi posti di lavoro creati, mentre gli analisti si attendevano la conferma di quota 9. Detto con il dovuto rispetto, la tirata wagneriana di Soros sull’imminente implosione dei mercati mondiali sembra una cassandrata da pensionando. Torniamo ai dati.
Il rendimento del Btp decennale è sceso al 6,5% (-11 punti base) e lo spread con il Bund tedesco si è ristretto a 433 punti base. L’euro è scambiato a 1,347, in lieve rialzo rispetto alla chiusura di ieri sera. Petrolio stabile sui 100 $/b, oro a 1.749 in marcia verso le posizioni perdute. In Europa i titoli migliori sono i bancari (Stoxx del settore +5,6%), gli assicurativi (+3,6%) e i titoli dell’industria dell’auto (+1,7%).

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