La Bce disegna un quadro deprimente

Pubblicato: dicembre 8, 2011 da Trading Warrior in Bce, Dow Jones, Euro, News, Petrolio, PiazzaAffari, Scenari

Piazza Affari ha invertito la rotta tornando in territorio nettamente negativo alla luce del forte taglio delle stime sulla crescita dell’Eurozona comunicate dal presidente della Bce Draghi nella conferenza stampa seguita al meeting del Consiglio direttivo dell’Eurotower. I mercati sono stati presi in contropiede dalla brusca revisione al ribasso delle stime di crescita nel 2012. Le stime indicano una variazione del Pil compresa tra -0,4% e +1%, contro precedenti aspettative che andavano da +0,4% a +2,2 per cento. Il bilancio della giornata è pesantissimo per Milano, che chiude con un secco – 4% riconquistando per un soffio il pavimento a 15.000 punti che era vacillato nel corso del tardo pomeriggio. Parigi “contiene” le perdite a un -2,50, mentre Francoforte chiude con un calo di circa 2 punti percentuali. Draghi non è riuscito a rassicurare i mercati neanche quando ha escluso categoricamente un’imminente fine dell’euro e ha bollato come assurda l’ipotesi di un piano delle banche centrali per prepararsi all’ipotesi di un ritorno alle vecchie valute nazionali. Di fatto sono state respinte le ipotesi sulla possibilità che l’istituzione si metta a monetizzare i debiti pubblici. Non si profila quindi nessuna consistente espansione degli acquisti di titoli di Stato della Bce. Niente prestiti, inoltre, al Fmi: «Dobbiamo rispettare lo spirito dei trattati», ha affermato Draghi, con parole che hanno deluso i mercati. Di conseguenza lo spread BTp-Bund è tornato a salire ben oltre quota 400. Nonostante tutto gli elementi di novità non sono mancati: con una mossa che ha segnato il definitivo allontanamento dall’era Trichet, Draghi ha esposto una serie di misure destinate ad avere un forte impatto sulla capacità delle banche di raccogliere liquidità.
Primo: la Bce estenderà le tipologie di attività finanziarie utilizzabili come collaterale nelle operazioni di rifinanziamento delle banche nei confronti della stessa Bce.
Secondo: viene allungata la durata delle operazioni di rifinanziamento messe in opera dalla banca centrale. Sono infatti previste due operazioni della durata di 36 mesi ciascuna.
Terzo: il coefficiente di riserva che le banche devono lasciare depositato alla banca centrale scende dal 2 all’1 per cento.
Come sempre accade quando le prospettive negative prevalgono fino a oscurare il quadro complessivo, oggi è’ passato nell’indifferenza generale il secondo taglio dei tassi d’interesse dell’epoca Draghi. In linea con le attese della comunità finanziaria, la Banca centrale europea ha ridotto il livello dei tassi di riferimento nell’area euro dello 0,25%, portandoli all’1 per cento. Si tratta del valore più basso dal 2009, quando l’economia europea e mondiale si muoveva tra le incertezze della crisi seguita al crack di Lehman Brothers. Per Mario Draghi quello di oggi è il secondo taglio ai tassi ufficiali dopo quello, sempre di 25 punti base, praticato il 3 novembre.
Ultimo dato da rilevare: sale il rischio debito misurato dai Credit dafault swaps (Cds): per l’Italia a 483 punti (+22%), per la Spagna 390(+17%), per la Francia a 204 (+12%). In rosso anche le borse d’oltreoceano che in questo momento segnano cali dell’1 per cento medio, mentre il petrolio Wti scende a quota 99 dollari il barile.

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commenti
  1. Eymerich il Trader Errante ha detto:

    Queste cadute improvvise fanno temere il peggio, in vista di un summit che, stando ad alcuni rumors, non dovrebbe approdare a nulla di fatto: i famosi summit UE dove ciascuno parla e si confronta, ma alla fine nessuno decide niente, a meno che non si tratti di dire sì al diktat di Berlino.
    L’ipotesi di seguire l’inedito duopolio Merkel-Draghi, potrebbe rappresentare una via d’uscita dall’eterno impasse. Ma il vertice di domani e dopo domani, qualora andasse male, pur non segnando la fine dell’euro, potrebbe segnare a lungo i mercati in profondo negativo.

  2. Trading Warrior ha detto:

    La svolta rispetto a Trichet c’è stata ed è innegabile, nonostante l’impasse. Stiamo a vedere, le sorprese potrebbero essere solo all’inizio.

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