Asia e future UE in rosso, con U.K. fuori dall’Europa

Pubblicato: dicembre 9, 2011 da Trading Warrior in Bce, Euro, Macro, Oro, Petrolio

Prevedibilmente negative le prime reazioni dei mercati finanziari al pasticciaccio uscito ieri dal vertice dell’Eurogruppo. I future sulle Borse europee anticipano una partenza in calo di circa un punto percentuale, ad esclusione di Londra che anticipa un avvio in rialzo dello 0,7. Le borse asiatiche chiudono deboli: Tokio in calo dell’1,48 %, Hong Kong e Seul perdono più di 2 punti percentuali, Shanghai e Bombay -1% circa. Ieri, a una prima reazione positiva seguita alla decisione della Bce di tagliare i tassi all’1% dall’1,25% e di garantire liquidità alle banche per 36 mesi, sono seguite violente vendite che hanno spinto tutte le Borse in forte ribasso. Difficile capire esattamente quale sia stata la miccia che ha provocato la brusca inversione. Le cause potrebbero essere molteplici ma si riassumono facilmente: sfiducia nelle capacità politica dell’Europa di porre un argine definitivo alla crisi. Clamorosa la rottura tra Gran Bretagna e resto d’Europa. A causa dell’opposizione di Cameron è saltata l’ipotesi di un accordo ampio a 27 Paesi sulle misure da adottare. Si è perciò ripiegati su un accordo tra i 17 Paesi della zona euro più altri 6. Per quanto riguarda la Bce, molti sono convinti che si sarebbe potuto fare di più. Draghi ha confermato che non ci saranno acquisti illimitati di bond di paesi in difficoltà della zona euro e che non può permettersi di mettere un “cap” ai rendimenti dei bond in crisi. Probabilmente qualcuno aveva scommesso su queste ipotesi ed è rimasto deluso.
Il summit di Bruxelles si è prolungato per l’intera notte e ha comunque fornito risposte importanti sul futuro dell’euro. Riassumiamole.
Si è deciso di procedere verso un’unione di bilancio imponendo vincoli più stretti alla gestione del denaro pubblico e puntando al pareggio come regola fondante dei bilanci dei Paesi aderenti. E’ previsto infatti uno sforamento massimo pari allo 0,5% del PIL, lasciando la possibilità di aggiustamenti a fronte di cicli economici sfavorevoli o eccezionali circostanze economiche. Il limite attuale, sistematicamente sforato, era al 3%.
Prestito di 200 miliardi di euro al Fondo Monetario Internazionale. Gli Stati dell’Eurozona e altri Paesi Ue aumenteranno la disponibilità del FMI di altri 200 miliardi di euro.
Fondo Salva Stati (EFSF). Sarà la Banca Centrale Europea ad amministrare il fondo Salva Stati da 400 miliardi di euro che continuerà ad agire fino a metà 2013.
In questo momento il petrolio ripiega a 97,65 dollari il barile, oro stabile a 1709.

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(fonte yahoo.finance)

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