Il rialzo non modifica il quadro di fondo

Pubblicato: dicembre 9, 2011 da Trading Warrior in Bce, Eni, Euro, Fiat, Fiat Ind, Macro, Oro, Petrolio, PiazzaAffari, Saipem

La giornata odierna sembra chiudersi con un passaggio brusco dal catastrofismo mattutino a un trionfalismo di fine seduta che a ben vedere sembra sempre muoversi sull’onda dell’ultimo rumour, come se le ombre che tuttora si agitano nell’EZ si fossero diradate tutte d’un colpo. Non ci allineiamo ai commenti entusiastici che si leggono sui blog e sui siti di news. Piazza Affari ha comunque chiuso con un forte recupero una seduta avviata sotto il segno dell’incertezza. L’indice FtseMib è salito del 3,37 % recuperando buona parte della caduta di ieri e portando il bilancio della settimana in parità. Dall’inizio dell’anno l’indice resta in perdita del 23%.
Positive anche le altre Borse europee: Londra è salita dello 0,8%, Parigi +2,4%, Francoforte +1,9%, Madrid +2,2%. Anche per l’indice complessivo europeo Stoxx 600 il bilancio della settimana è di perfetta parità.
C’era molta diffidenza sull’esito del vertice europeo di Bruxelles, ma alla fine i mercati hanno mostrato di apprezzare l’accordo raggiunto, che prevede una riforma del Trattato costitutivo della Ue e introduce norme più severe e restrittive in materia di politica fiscale e di rispetto dei limiti al disavanzo pubblico. Il protocollo dell’intesa è stato firmato non solo da tutti i 17 Paesi della Zona euro, ma ha raccolto l’adesione anche di altri nove Paesi della Ue. Alla fine, dei 27 Paesi dell’Unione europea, l’unico che si è rifiutato di sottoscrivere è il Regno Unito. L’isolazionismo di cui ha dato prova Cameron nel corso dei colloqui potrebbe avere un effetto boomerang. L’altra decisione importante riguarda il fatto che i 17 Paesi della Zona euro si sono impegnati a prestare al Fondo monetario internazionale 200 miliardi di euro da utilizzare per eventuali sostegni a Paesi dell’euro che si trovassero in difficoltà.
L’euro non si è mosso granché negli scambi contro il dollaro: in serata è trattato a 1,336, da 1,334 della sera precedente.
Permane comunque la divergenza tra azionario e obbligazionario. Per i titoli del debito pubblico non è stata una giornata brillante. Nel finale il Btp a 10 anni ha recuperato posizioni rispetto a stamattina, ma è ancora sofferente dopo il tonfo di ieri. Il rendimento è sceso di 13 punti base a 6,29% e il differenziale con la Germania si colloca a 421 punti base, dal massimo di 463 punti base registrato nella mattina. Il giorno prima lo spread si muoveva intorno a 380 punti base. Se si gioisce per uno spread a questi livelli vuol proprio dire che mala tempora currunt.
In tutta Europa il rialzo delle Borse è stato guidato dalle banche e dal settore auto. Il movimento positivo è stato sostenuto anche da due notizie provenienti dall’America e dall’Asia: 1) negli Usa l’indice di fiducia dei consumatori (Università del Michigan) è salito più delle attese attestandosi a quota 67,7, contro previsioni che lo indicavano a 65,8 (da 64,1 del mese precedente); 2) la Cina prepara uno o più fondi con una potenza di fuoco complessiva da 300 miliardi di dollari per investire in America e in Europa. In Piazza Affari le banche hanno dato fuoco alle polveri, con l’Eurostoxx di settore in progresso dell’1,60%. Intesa Sanpaolo ha guadagnato il 7,8%, Unicredit ha chiuso in rialzo del 7,1%, Ubi Banca +5,6%, Monte Paschi +7,2%. Sul fronte assicurativo Generali ha chiuso con un progresso del 4% mentre Fondiaria Sai ha deluso con una perdita del 2,8%. Buone performance anche per gli industriali con Fiat che sale del 4,6%, e Fiat Industrial del +5,5%. Molto positivi anche Buzzi +4%, Prysmian +2,8% e Mediaset +3,5%. Buon recupero dei petroliferi e dei titoli dell’energia. Eni +2,4%, Saipem +2,5%%, Tenaris +2%.
In questo momento, alle 19.00 ora italiana, il petrolio è in recupero a 98 dollari il barile, e l’oro staziona a 1.718.

commenti
  1. Trader situazionista scrive:

    Vien voglia infatti di capire se Cameron andrà fino in fondo, e con quali aspettative. Globalmente ci sono segnali positivi che sembrerebbero convergere verso un andamento positivo dei mercati fino a Natale. Ma il trend è, come si diceva, talmente news sensitive che ogni minima mossa delle agenzie può aprire il baratro. Se poi apre bocca qualche ministro tedesco…

  2. Henry Turner scrive:

    La mossa di Cameron potrebbe essere un bluff, o comunque una strategia ad uso interno. Staremo a vedere.

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