Apocalypse now ?

Pubblicato: dicembre 13, 2011 da Trading Warrior in Euro, Macro, Petrolio, PiazzaAffari, Prysmian, Scenari, Unicredit

In un messaggio di stampo mafioso lanciato ieri in un’intervista televisiva da un operatore di Moody’s è stato detto chiaramente che l’Europa “ha bisogno di uno scossone ancora più forte, affinchè tutti i paesi siano costretti a guardare in una sola direzione”. Ce ne stiamo accorgendo. Il grafico della giornata di oggi a piazza affari rende visivamente l’idea di una tachicardia costante. Chiamarla volatilità sembra quasi riduttivo. C’è un disegno destabilizzante che va al di là del clima “irrazionale” o “emotivo” invocato da alcuni osservatori, magari in conflitto di interesse. L’indice FtseMib ha oscillato per tutta la seduta fra un rialzo massimo dell’1,4% e un ribasso massimo dell’1,2%. Alla fine ha chiuso in lieve calo a – 0,3% assestandosi a quota 14.851 euro. Ancora una volta gli investitori devono ringraziare Frau Merkel per la tempestività del suo ennesimo e distruttivo intervento. Il brusco calo registrato nell’ultima mezz’ora di contrattazioni sarebbe stato determinato dalla delusione provocata dalle indiscrezioni secondo le quali la cancelliera avrebbe respinto la richiesta di aumentare la dotazione dell’ESM, il futuro fondo permanente europeo che nel 2013 prenderà il posto dell’attuale scalcinato EFSF. Secondo gli attuali accordi il fondo avrà una dotazione di 500 miliardi di euro.
Chiusura negativa anche per le altre Borse europee: Parigi -0,3%, Francoforte -0,2%, Madrid -0,9%. Londra in controtendenza è salita dell’1%. Molti leggono in questa divaricazione un segnale evidente del fatto che Unione europea e Regno Unito hanno imboccato due strade completamente differenti. L’euro oggi è sceso ancora, finendo in serata a 1,3088 contro il dollaro, da 1,318 della sera precedente (-0,8%). Si tratta del livello minimo dal gennaio di quest’anno. Il grafico seguente, prelevato da un intervento di Joe Weisenthal comparso oggi su businessinsider ha un aspetto macabro.

Ancora sofferenza per i Btp italiani, con il rendimento salito di 12 punti base al 6,62%. Lo spread con il Bund si è allargato a 465 punti base. Un altro motivo di debolezza dei mercati europei è stata l’allarmante notizia secondo la quale l’Iran avrebbe chiuso lo Stretto di Hormuz, punto di passaggio di importanza strategica fra il Golfo Persico e l’Oceano Indiano: di lì transita il 18% circa del greggio consumato in tutto il mondo. Le autorità iraniane hanno seccamente smentito qualsiasi chiusura dello Stretto, ma dopo le sanzioni verso Tehran decise da Usa, Canada e Gran Bretagna, l’ipotesi di una possibile rappresaglia iraniana attraverso la chiusura di Hormuz viene presa in seria considerazione. Il petrolio Wti è salito del 2% a 99,8 dollari al barile.
La Borsa americana, invece, a metà seduta saliva con il Dow Jones in rialzo dello 0,5%, S&P +0,2%, Nasdaq +0,1%.
In Europa le perdite maggiori hanno riguardato assicurazioni (Stoxx -0,7%) e banche (-0,7%). Unicredit è scesa del 3,7%. Bene in genere gli industriali con Prysmian in evidenza a +2%.
In questo momento dagli States arriva la notizia, del resto scontata, che la Fed lascerà invariati i tassi di interesse. E pensare che all’inizio del 2010 Bernanke aveva già iniziato a parlare di “exit strategy” dopo l’indigestione da quantitative easing!

commenti
  1. Carmelo scrive:

    Ottima analisi.
    Certo che dopo l’annuncio del QE europeo, coinvolgente la stessa Fed, c’è il timore sensato che nulla si possa più volgere al rialzo. Finchè non lo fanno, perlomeno.
    Mi chiedo anche se, alla lunga, il comportamento della Merkel, che per ora recepisce il plauso degli elettori (quelli che negli ultimi 4 anni si sono fatti la famosa ora gratis e non vogliono gli eurobond), verrà egualmente apprezzato, intendo qualora si arrivasse di fronte al collasso dell’unione europea.

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