Armageddon si avvicina

Pubblicato: gennaio 9, 2012 da Trading Warrior in Eni, Ftse Mib, News, Oro, Petrolio, PiazzaAffari, Saipem, Unicredit
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Ennesima giornata rovinosa per Piazza Affari, con il Ftse Mib che chiude a – 1,67 %, fermandosi sopra quota 14.401, mentre Londra, Parigi e Berlino riescono a contenere le perdite sotto il punto percentuale.
Milano ha pagato ancora una volta il tonfo del comparto bancario, con in testa Unicredit nel primo giorno dell’aumento di capitale. Il titolo di Piazza Cordusio scende del 12,8% a 2,286 euro. Va aggiunto che i diritti che consentivano di partecipare all’aumento sono sprofondati del 65,4% a 0,47 euro, rispetto agli 1,359 euro fissati in apertura. Profondo rosso anche per Monte dei Paschi (-14,3% a 0,197 euro) a cui l’EBA ha chiesto di raccogliere 3,26 miliardi di euro dopo la ricapitalizzazione da 2,1 miliardi portata a termine nel primo semestre 2011. Ma le vendite sono state massicce anche su Mediobanca che ha chiuso con un – 6,87% a 3,824 euro, Ubi Banca (-3,01% a 2,774 euro), Popolare di Milano (-3,25% a 0,253 euro), Banco Popolare (-5,36% a 0,829 euro) e Intesa SanPaolo (-3,17% a 1,101 euro). Inutile dire che in queste condizioni il regalo che Draghi ha fatto il 21 dicembre scorso continuerà ad essere parcheggiato sotto il materasso della Bce. A quando il prossimo credit crunch?
Per quanto riguarda l’incontro tra Merkel e Sarkozy a Berlino si registrano due novità: patto di bilancio Ue anticipato a gennaio e rilancio della Tobin Tax, su cui il premier britannico Cameron ha posto un veto assoluto. Nella conferenza stampa congiunta, i due leader europei hanno fatto sapere che le trattative stanno procedendo bene per quanto riguarda l’unione fiscale e che il vertice europeo inizialmente previsto a marzo sul patto di bilancio della Ue sarà anticipato alla fine di gennaio. Una mossa importante, questa, che segnala la volontà di accelerare i tempi per le misure di contrasto alla crisi e di sostegno all’euro. Le buone intenzioni di Merkel e Sarkozy non hanno tuttavia placato le tensioni sul mercato obbligazionario nostrano, dove lo spread Btp-Bund viaggia in area 530 punti base e il rendimento del bond decennale italiano si attesta al 7,15%. A rendere il quadro ancora più cupo le notizie provenienti dall’Ungheria. Secondo gli analisti di Goldman Sachs l’Ungheria avrebbe bisogno di 20 mld euro dal Fmi, i quali saranno sufficienti a rassicurare gli investitori e ristabilire la credibilita’ del Paese. Nel massacro generale si evidenziano due controllate di Eni. Saipem ha guadagnato il 2% a 34,64 euro, mentre Snam rete gas strappa un +0,36% a 3,336 euro. Lo scorporo di Snam dalla controllante Eni torna a far notizia in un momento estremamente positivo per il cane a sei zampe, che oggi mantiene quota 16,25 con una leggera flessione di mezzo punto percentuale, nonostante la minaccia paventata dall’Iran che sembra voler disconoscere i crediti vantati dall’Eni per le attività svolte nel Paese. “L’Iran ha un contributo marginale e calante sulla produzione di Eni (circa l’1%)” ha comunque spiegato l’ad Paolo Scaroni.
In questo momento (18.30 ora italiana) Wall Street galleggia sulla parità in attesa della trimestrale di Alcoa, il petrolio Wti si porta a 100 dollari il barile e l’oro staziona a 1.614.

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commenti
  1. Eymerich il Trader Errante ha detto:

    ANticipare il vertice di un paio di mesi mi sembra una cosa molto positiva. Solo a unione fiscale concretata, si potranno aprire le strade delle misure risolutive, con il beneplacito della Sig.ra Merkel.

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