Partenza in timido rialzo

Pubblicato: gennaio 9, 2012 da Trading Warrior in Cina, Oro, Petrolio, PiazzaAffari, Unicredit

Le Borse europee partono con deboli tentativi di rialzo in una giornata densa di dati macro. Dalle Borse asiatiche stamani sono arrivati segnali contrastanti: la Borsa di Shanghai ha chiuso in forte rialzo (+2,88%) dopo che il premier Wen Jiabao ha annunciato che Pechino migliorerà la regolamentazione del mercato e proteggerà i diritti degli investitori. In verde anche Hong Kong mentre oggi è chiusa la Borsa di Tokio.
L’euro è indicato a 1,274 contro il dollaro, poco mosso rispetto alla chiusura di venerdì (1,271).
Sul mercato pesano le indiscrezioni secondo cui il Fmi starebbe perdendo fiducia nella capacità di riforme della Grecia. Inoltre pesa il downgrade del rating dell’Ungheria: venerdì sera Fitch ha annunciato il declassamento del debito sovrano ungherese di un notch a BB+ con outlook negativo, mettendo i bond del paese nella categoria della spazzatura. I riflettori saranno puntati anche sull’incontro a Berlino tra la cancelliera Merkel e il presidente francese Sarkozy per discutere le modalità di rilancio della crescita nei Paesi dell’EZ e concretizzare un accordo per aumentare il coordinamento fiscale.
Il rendimento del Btp decennale è al 7,07%, invariato rispetto a venerdì. Lo spread con il Bund è a 521 punti. A Piazza Affari gli occhi sono puntati su Unicredit che nelle prime cinque sedute dell’anno ha lasciato sul terreno il 35% del suo valore. Oggi inizia l’aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro. Borsa italiana ha fissato il prezzo di apertura di stamattina a 2,622 euro (venerdì 3,98 euro) e il prezzo del diritto d’opzione teorico a 1,359 euro.
L’operazione prevede l’emissione di 2 nuove azioni per ogni azione posseduta a 1,943 euro ciascuna.
Un consorzio di garanzia composto da 26 banche si è impegnato a sottoscrivere l’inoptato. L’impegno dei soci di riferimento ammonta a circa il 24% ovvero 1,8 miliardi di euro.
Al via a partire da oggi anche le trimestrali USA con Alcoa in prima linea. Petrolio stabile sopra i 101 dollari il barile, oro sopra i 1621 dollari l’oncia.

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