Dopo S&P è la volta di Fitch

Pubblicato: gennaio 17, 2012 da Trading Warrior in Eni, Euro, Fiat, Fiat Ind, Petrolio, PiazzaAffari
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Ieri il presidente della Bce Draghi aveva invitato governi e operatori di mercato “a vivere senza le agenzie di rating”. L’appello alla seconda categoria non sembra avere avuto presa: infatti Milano riduce i rialzi dopo che Fitch ha dichiarato che entro la fine di gennaio potrebbe declassare il debito sovrano dell’Italia. L’indice FtseMib riduce i guadagni a un + 0,2%, dopo una partenza all’insegna dell’entusiasmo che si era alimentata dei buoni dati provenienti dalla Cina e dal miglioramento delle aspettative dell’economia tedesca. L’indice Zew che calcola il sentiment degli investitori è salito a gennaio di 32,2 punti rispetto a dicembre, portandosi a -21,6 punti. Anche se si tratta del livello più alto dallo scorso luglio, la lettura di questo mese è ben al di sotto della media storica dell’indice, di poco superiore a 24,5 punti. Rallentano anche le altre Borse europee: Londra +0,5%, Parigi +1,8%, Francoforte +1,3%
La dichiarazioni di Fitch arriva pochi giorni dopo la raffica di tagli operata da S&aP: dopo avere ridotto il giudizio venerdì scorso su nove Paesi europei, l’agenzia di rating ha ieri tagliato anche la raccomandazione sul fondo salva-Stati europo Esfs, privandolo della tripla A. La notizia tuttavia non sembra impensierire più di tanto le borse di oltreoceano, che guadagnano tutte circa un punto percentuale, con il Dow Jones che sei porta a quota 12.531 punti.
L’euro ferma la sua corsa al ribasso e si rafforza a 1,273 contro il dollaro, da 1,266.
Sul mercato dei titoli di Stato, netto miglioramento per i nostri Btp: il rendimento del decennale è sceso al 6,451% (-13 punti base) e lo spread con il Bund si è ridotto a 469 punti.
Corrono le auto in scia al buon andamento dell’indice settoriale europeo. Fiat avanza dello 0,7%, Fiat Industrial non tiene il rialzo e si porta sotto la parità.
Forte rialzo di Eni +1,6% che si avvantaggia sia del rialzo del greggio oltre i 100 dollari al barile (+1,9%), sia del ritorno in auge dell’ipotesi di separazione da Snam, che uscendo dall’area di consolidamento di Eni farebbe sensibilmente ridurre il debito del Cane a sei zampe. Ricordiamo che oggi sono attese anche le trimestrali di Citigroup e Wells FArgo.

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