Attesa per la Grecia mentre a Davos parte il WEF

Pubblicato: gennaio 25, 2012 da Trading Warrior in Fed, PiazzaAffari, Unicredit
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Piazza Affari parte in rialzo con l’indice Ftse Mib che in questo momento cresce dello 0,60% e si porta sopra la soglia psicologica dei 16.000 punti. Rialzi più contenuti per Londra, Parigi e Francoforte. Il problema dell’accordo sul piano di swap dei titoli di Stato greci in mano ai creditori privati resta ancora senza soluzione: nessuna intesa è giunta con l’Ecofin e l’Eurogruppo, in una trattativa logorante che va avanti ormai da sette mesi. In attesa dell’esito dell’asta in Germania dove sul tappeto ci sono 3 miliardi di Bund trentennali, con cedola al 3,25%, il dato principale della giornata sarà l’Ifo: l’indice di fiducia delle imprese tedesche di gennaio è atteso in lieve aumento a 107,5 punti dai 107,2 di febbraio. Parte poi oggi a Davos, in Svizzera, il World Economic Forum 2012, tradizionale appuntamento per politici, dirigenti d’azienda, investitori e banchieri di tutto il mondo.
L’incontro termina il prossimo 29 gennaio. Mentre questa sera, al termine della riunione del Fomc, è prevista la decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse Usa. Le attese sono per una conferma del costo del denaro, già prossimo allo zero, e per l’indicazione di tassi fermi fino al 2014. Allo stesso tempo, spiegano gli economisti, difficilmente la Fed aprirà i rubinetti per un nuovo QE come molti a Wall Street continuano a sperare. Petrolio e oro in mattinata risultano stazionari, con il Wti che rimane fermo sotto quota 99 dollari il barile, e l’oro che si assesta su quota 1.668.
Anche oggi si mettono in evidenza le banche, con l’ennesimo rialzo di Unicredit che, nell’ultima settimana dell’aumento di capitale, avanza dello 0,9 % a 3,8 euro. L’istituto di Piazza Cordusio ha lanciato un’operazione di riacquisto di bond emessi dalla banca e da sue controllate su un valore nominale di 5,5 miliardi di euro. L’offerta, che partirà oggi, è limitata al raggiungimento di 3 miliardi di valore nominale. L’operazione che si concluderà entro il prossimo 3 febbraio mira a rafforzare la struttura di capitale e potrà avere un impatto positivo sul core tier 1 a secondo del livello di adesioni. Nonostante il forte rimbalzo del titolo, le valutazioni di Unicredit risultano ancora a sconto rispetto alle principali banche europee. Va ricordato che il prezzo “reale” antecedente l’accorpamento delle azioni, alle valutazioni attuali, sarebbe di 0,3 euro.

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