Le borse europee fanno dietrofront dopo la pubblicazione dei dati macro dagli USA

Pubblicato: gennaio 31, 2012 da Trading Warrior in Bce, Dow Jones, Euro, Ftse Mib, Intesa San Paolo, Macro, News, Oro, Petrolio, Scenari, spread, Unicredit
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Dopo aver beneficiato degli accordi raggiunti tra i leader di Eurolandia in occasione del summit di ieri a Bruxelles, le borse europee hanno rallentato la corsa in seguito alla pubblicazione dei dati macro peggiori delle previsioni arrivati da oltreoceano. La lista inizia con l’indice di fiducia dei consumatori negli Usa, che a gennaio ha fatto registrare un calo a 61,1 dai 64,8 di dicembre, a fronte del 68 previsto dagli economisti. Gli aumenti dei prezzi del carburante hanno ridotto la fiducia dei consumatori, ha commentato in una nota Lynn Franco, direttore del “Conference Board’s consumer research center”. In ribasso anche l’indice S&P/Case-Shiller relativo ai prezzi delle case, che è sceso dell’ 1.3%, e per finire l’indice Chicago PMI di gennaio è sceso di 2 punti percentuali 60.2. Gli analisti intervistati da MarketWatch si attendevano un calo più ridotto a 61.5 dai 62.2 di dicembre. Va ricordato comunque che quando l’indice supera quota 50 l’economia resta comunque in una fase di espansione.
A Milano il Ftse Mib ha registrato un progresso dello 0,48% piazzandosi a quota 15.828 punti. Il Dax è avanzato dello 0,22% a 6.458 punti, il Cac 40 dell’1,01% a 3.298 punti e il Ftse 100 dello 0,28% a 5.687 punti. L’indice Ase di Atene ha chiuso in rialzo del 6,1% a 796 punti, grazie al comparto bancario che è balzato del 16,5%. A dare gas alla borsa ellenica è stato l’ottimismo sulla ristrutturazione del debito e sulle trattative in corso con i creditori per un secondo pacchetto di salvataggio.
Forte recupero dei titoli di Stato portoghesi dopo lo scivolone di ieri, il prezzo decennale guadagna 133 punti con un rendimento al 14,6%. Impatto positivo anche per i titoli di Stato italiani: il rendimento del Btp decennale è sceso di 13 punti base al 5,97%, lo spread con il Bund è a 414 punti.
A piazza Affari sul paniere principale si sono accentuati gli acquisti su Bpm (+4,40%), Mps (+1,43%), e Unicredit (+6,34% a 3,79 euro). In luce anche Intesa Sanpaolo (+3,11% a 1,46 euro), che prezzerà un bond senior, non garantito, di ammontare pari a 1,5 miliardi di euro e durata di 18 mesi, in corrispondenza di un rendimento pari a 295 punti base sopra il midswap, in linea con le guidance, peraltro già riviste al ribasso rispetto alle indicazioni preliminari. Secondo quanto riportato dal Financial Times, alla prossima asta triennale del 28 febbraio della BCE, la richiesta di liquidità con tassi all’1% delle banche europee potrebbe aumentare fino a 1000 miliardi di euro, rispetto ai 489 miliardi di dicembre. Le banche italiane erano già state particolarmente attive al primo appuntamento, richiedendo 116 miliardi di euro sui 489 totali. Difficile dire se le previsioni del quotidiano londinese si realizzeranno, ma c’è comunque da aspettarsi una consistente richiesta di liquidità da parte del sistema bancario italiano che in questo modo eviterebbe di emettere nuove obbligazioni per sostituire quelle in scadenza tra il 2012 e il 2013.
Tra gli industriali Fiat Industrial ha ceduto il 5,19% a 7,49 euro, dopo il dato sull’utile operativo di Cnh inferiore alle previsioni. Da segnalare il rialzo di Fonsai (+12,38% a 0,708 euro) e quello di Seat pagine Gialle (+17,23% a 0,0415 euro), dopo che il cda ha formulato e approvato una proposta finale per la ristrutturazione finanziaria della società. Sul resto del listino è rimasta sospesa dalle contrattazioni Benetton, con un teorico +9,28% a 4,05 euro, in attesa di un comunicato previsto per domani, quando si riuniranno gli organi competenti per deliberare l’eventuale decisione del lancio di un’opa da parte di Edizione, con successivo delisting.
A circa un’ora dalla chiusura delle borse europee, Wall Street è in rosso con il Dow che perde lo 0,40% a 12.599 punti e il Nasdaq in discesa dello 0,24% a 2.805 punti. Il petrolio Wti passa di mano a 98,54 dollari il barile, dopo che in mattinata era tornato a vedere quota 100, mentre l’oro staziona a quota 1.732 dollari l’oncia.

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