Le banche e i dati macro dagli USA sostengono il rally di gennaio

Pubblicato: febbraio 1, 2012 da Trading Warrior in Azimut, Cina, Commodities, Euro, Ftse Mib, Macro, News, Oro, Petrolio, PiazzaAffari, Prysmian, spread
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Cassandre e profeti di sventura sono stati smentiti clamorosamente: nessun crepuscolo degli dei, nessun tracollo dell’euro, nessuna ulteriore tragedia greca all’orizzonte. Oggi Piazza Affari ha dato fuoco alle polveri, e il Ftse Mib ha guadagnato il 2,76% a 16.264 punti; a Londra l’indice Ftse 100 è salito dell’1,92% a 5.790 punti, a Francoforte il Dax è avanzato del 2,44% a 6.616 punti, e infine a Parigi il Cac40 ha incrementato del 2,09% a 3.367 punti. In mattinata lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi ha toccato un nuovo minimo dell’anno, restringendosi a quota 384 punti. Il rendimento dei Btp è sceso al 5,68%. Il superamento di quota 16.200 da parte del Ftse Mib è un segnale significativo del cambiamento di umore che si sta registrando sul mercato, e fa presagire la possibilità di ulteriori allunghi nei prossimi giorni, per lo meno fino a quota 17.000. La prima buona notizia della giornata è arrivata nella notte dalla Cina: l’indice Pmi delle attività manifatturiere è salito in gennaio a 50,5 contro i 50,3 di dicembre e i 49,5 indicati dal consensus degli economisti, grazie ai nuovi ordini: crescita più forte degli ultimi tre mesi.
Oggi, inoltre, il capo della divisione rating sovrani di Fitch, David Riley, ha dichiarato che “il futuro dell’euro dipende soprattutto dai problemi del debito sovrano dell’Italia”, spiegando che l’ostacolo maggiore per il Paese, declassato ad A- il mese scorso, è stato il rischio di un’inversione della percezione degli investitori. Durante la grande paura di novembre e dicembre, gli investitori hanno temuto che l’Italia potesse diventare insolvente, ha sottolineato Riley, il quale ha fatto capire che la svolta che si è avuta col governo Monti è stata il fattore determinante nel mutare lo scenario. Riguardo alla crisi del debito dell’Eurozona, Riley si aspetta invece che la Grecia alla fine vada in default. Tuttavia per Riley, anche in caso di default, la Grecia rimarrebbe comunque nell’Eurozona e le possibilità di una divisione dell’area euro sono minime.
Il rally di oggi è stato sostenuto anche dai dati macro arrivati dagli USA nel pomeriggio. L’indice Ism dell’industria manifatturiera è salito in gennaio a 54,1 da 53,9, gli economisti si aspettavano 54,5. Meglio del previsto l’andamento della spesa per l’edilizia, salita in dicembre dell’1,5% contro un’attesa di un incremento dello 0,5%. Alle 14.30 è stato diffuso il dato sull’occupazione, nel settore privato sono stati creati in gennio 170mila nuovi posti di lavoro, in dicembre ne erano stati creati 292mila: gli economisti si aspettavano 182 mila.
A piazza Affari si sono messi in evidenza i bancari: Mps ha chiuso in rialzo del 10,24% a 0,3198 euro, Intesa Sanpaolo del 5,55% a 1,541 euro, e Unicredit del 4,8% a 3,972 euro.
Tra le altre blue chip brillanti Stm (+5,31% a 5,35 euro), sulla scia delle buone indicazioni di Infineon, e Atlantia (+2,86% a 12,24 euro) su cui gli esperti di Cheuvreux hanno confermato il rating outperform, pur avendo limato il target price da 16,5 euro a 16 euro. Tra gli assicurativi si distingue Azimut con un +4,23%, mentre fra gli industriali Prysmian rompe una importante resistenza collocata a quota 11,65 e si impenna a 11,78 euro (+2,6%).
Si indebolisce il dollaro nel confronto delle principali valute mondiali con il crosso euro/dollaro a 1,3150, mentre prosegue la marcia del prezzo dell’oro, arrivato sui massimi degli ultimi due mesi a 1.747 dollari l’oncia. Al contrario, il petrolio tipo Wti ripiega in serata a 97 dollari.

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