Piazza Affari conclude le contrattazioni con un rotondo + 1% dopo una giornata in altalena caratterizzata dell’attesa per i dati macro in arrivo dagli USA. L’indice Ftse Mib conquista quota 16.439,62 punti mentre il Ftse All-Share avanza dello 0,98% a 17.413,71 punti. Bene anche le altre borse di Eurolandia con l’indice Ftse 100 di Londra a + 1,81% (5.901,07 punti), il Dax di Francoforte in crescita dell’1,67% a 6.766,67 punti, e il Cac 40 di Parigi che termina in rialzo dell’1,52% a 3.427,92 punti. A Madrid, l’indice Ibex sale dell’1,01% a 8.861,2 punti. Ad aiutare i listini europei è arrivato il dato sulla disoccupazione Usa scesa a gennaio all’8,3%. Si tratta del quinto declino mensile consecutivo e del valore più basso in quasi tre anni, risultato di 243mila nuovi posti di lavoro in più. Ottime indicazioni anche dall’indice ISM, sullo stato di salute del settore non manifatturiero Usa di gennaio salito a 56,8 punti in crescita dai 52,6 di dicembre e decisamente sopra le stime degli analisti pari a 53,2. Gli ordini di fabbrica sono cresciuti dell’1,1% meno rispetto al +2,2% messo a segno il mese scorso e sotto all’1,5% atteso dagli economisti.
In Europa, invece, l’incontro dell’Eurogruppo previsto per lunedì è stato annullato e potrebbe tenersi più tardi in settimana. All’ordine del giorno c’erano i progressi delle trattative sul debito della Grecia e questo fa ipotizzare un rinvio dell’accordo tra creditori privati e Atene.
A Milano Banca MPS cede il 3,53% a 0,3332 euro. Moody’s ha posto sotto osservazione per un possibile downgrade il rating. L’agenzia ha spiegato che la revisione “si concentrerà principalmente sulle misure a breve termine per il rafforzamento patrimoniale chiesto dall’Eba”. Bene invece il resto del comparto, guidato da Popolare di Milano (+9,48% a 0,5 euro), con Banco Popolare (+5,2% a 1,416 euro), Intesa Sanpaolo (+1,1% a 1,564 euro), Unicredit (+3,62% a 4,118 euro) e Ubi Banca (+1,05% a 3,864 euro). Per quanto riguarda Unicredit c’è da aggiungere che dal 9 gennaio scorso, giorno dell’avvio dell’aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro, il titolo è salito dell’80,5%, molto di più dell’indice FtseMib (+14%) e dello Stoxx Banks europeo (+31%).
Nel resto del Ftse Mib in forte calo Fiat (-3,68% a 4,664 euro) dopo gli acquisti registrati nei giorni scorsi. In ribasso anche Ansaldo Sts (-1,28% a 7,31 euro), mentre sale la controllante Finmeccanica (+1,71% a 3,56 euro). In leggero rialzo Enel (+0,2% a 3,08 euro). In vista del lancio del bond da 1,5 miliardi di euro (offerta estendibile a 3 miliardi), l’amministratore delegato Fulvio Conti ha incontrato oggi a Milano la rete di vendita del consorzio di banche collocatrici delle obbligazioni. Conti ha approfittato dell’incontro per illustrare le linee strategiche del gruppo: riduzione dell’indebitamento e crescita organica in America Latina, Russia, Est Europa e nelle rinnovabili. Fuori dal paniere principale ancora una prestazione brillante per Fondiaria-Sai (+14,74% a 1,012 euro), più volte sospeso per eccesso di rialzo, e Unipol (+19,12% a 0,243 euro).
L’euro ha esteso brevemente i guadagni salendo fino a 1,32 contro il dollaro subito dopo il dati sugli occupati Usa di gennaio, ma poi si è portato in negativo ai minimi di seduta.
I futures su greggio leggero Usa e Brent procedono in rialzo, sostenuti dalle dichiarazioni dell’ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran, che ha minacciato rappresaglie “al momento giusto” contro l’embargo occidentale al greggio di Teheran. Khamenei ha aggiunto che l’Iran non intende rinunciare al programma nucleare e ha confermato l’appoggio della Repubblica Islamica alle nazioni e alle organizzazioni che combattono il “regime sionista”.
Attorno alle 21.30 italiane, il petrolio Wti sale di oltre un punto percentuale a 97,59 dollari il barile mentre l’oro staziona a 1.730 dollari l’oncia.
Un’occhiata anche al VIX: l’indice della paura, scende a 17.26 con un ribasso del 4% nel momento in cui i tre indici di borsa USA – Dow Jones, Nasdaq Composite e S&P 500 salgono – di oltre un punto percentuale. E mancano 20 minuti alla chiusura delle contrattazioni.

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