Le Borse europee accelerano al ribasso in una seduta dominata dalla volatilità, mentre ad Atene sta per iniziare una riunione decisiva per la risoluzione della vicenda del debito della Grecia. A Milano l’indice Ftse Mib perde lo 0,8%. Francoforte è in calo dell’1,1%, Parigi dello 0,7% e Londra dello 0,65%. Dopo la mancata intesa di domenica, oggi pomeriggio tornano ad incontrarsi il premier greco Papademos e i leader dei principali partiti che sostengono il governo, ma che non sono disposti ad avallare le nuove misure di austerità richieste dall’Unione europea. Tra le misure più contestate vi sarebbero la riduzione del salario minimo del settore privato e il taglio di tredicesima e quattordicesima. Oggi la Grecia è paralizzata da uno sciopero generale di 24 ore indetto dai due maggiori sindacati contro le nuove misure di austerità: il punto chiave, il licenziamento di 15mila dipendenti pubblici sarebbe stato accettato dai partiti.
Il Financial Times ha illustrato la tattica di Bruxelles: il nuovo pacchetto da 130 miliardi di euro non sarà erogato direttamente alla Grecia, i soldi saranno depositati su un fondo autonomo sotto il controllo di un delegato dell’Unione Europea che vigilerà sugli utilizzi e sulla destinazione. Stamattina il Tesoro di Atene ha collocato 815 milioni di euro di bond a sei mesi con rendimento al 4,86%, in leggero ribasso da 4,90% della precedente emissione. La domanda di carta di Atene con queste scadenze resta alta: bid to cover a 2,72 da 2,80.
Tra i temi importanti del pomeriggio c’è l’intervento del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, e i dati del trimestre di Coca Cola e Disney.
A Milano resistono Unicredit ed Intesa, entrambe in rialzo. Morgan Stanley ha promosso Intesa (+0,8%) alzando la raccomandazione a overweight. Tra i petroliferi, a sorpresa Saras è arrivata a guadagnare il 4% sostenuta dalla promozione a “buy” di Société Générale e dal buon andamento dei margini di raffinazione, un dato eccellente se si considera il calo del petrolio Wti che adesso quota poco sopra i 95 dollari il barile. Eni e Saipem calano rispettivamente di mezzo punto percentuale e di oltre un punto, mentre Tenaris regge. Da segnalare il ribasso di Prysmian tra gli industriali (a 11,64 euro e in calo del -3%), che non riesce per ora a superare la resistenza collocata in area 11,65 punti. L’oro si mantiene a quota 1.715 dollari l’oncia. Il cambio euro/dollaro si posiziona a 1,3107.
Negli USA i derivati sugli indici principali preannunciano un’apertura debole a Wall Street, elemento che potrebbe contribuire a indebolire ulteriormente i corsi nel pomeriggio sotto il livello di 16.415 punti

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