Lo stesso giorno in cui la Bce inonda di liquidità il sistema bancario con la seconda release del LTRO, Bernanke raffredda le attese sull’arrivo di un nuovo provvedimento di quantitative easing. Probabilmente, a convincere i membri della Fed a congelare la politica del “denaro facile” è la lunga serie di dati macro positivi emersi nelle ultime settimane cui si aggiungono i dati odierni sul GDP. Nel periodo da ottobre a dicembre l’economia Usa ha messo a segno una crescita del 3%, meglio della media delle previsioni degli economisti che indicava un’espansione del 2,8%. Il sondaggio tra i direttori di acquisto di Chicago sullo stato dell’economia è sopra le attese a 64 punti, il consensus stimava 60 punti.
Il Ftse Mib ha archiviato la seduta in sostanziale parità (+0,04% a 16.351 punti), facendo meglio delle principali borse Ue. Il Dax ha infatti invertito la rotta a fine giornata mettendo a segno un calo dello 0,46% a 6.856 punti, il Cac40 dello 0,04% a 3,452 punti e il Ftse100 dello 0,93% a 5.872 punti. Bene anche lo spread Btp/Bund, che si è contratto a 336 punti base. La decisione della Fed ha avuto un’immediata ripercussione sulle materie prime. Brusco arretramento delle commodities con il petrolio Wti che cede l’1,4% finendo a 105 dollari il barile. L’oro è scivolato del 4% a 1.716 dollari. Più pronunciata la caduta dell’argento che sta lasciando sul terreno il 6% a 34,7 dollari. Per quanto riguarda le Borse del Vecchio Continente la giornata è stata caratterizzata dalla seconda operazione di rifinanziamento delle Banche da parte della Bce al tasso fisso agevolato dell’1% per 36 mesi. Sono stati ben 800 gli Istituti che hanno fatto richiesta per un totale di quasi 530 miliardi di euro.
Nel Ftse Mib non si sono arrestati i guadagni dei bancari: Mps è salita del 3,99% a 0,401 euro. Per l’istituto senese sembrano aumentare le probabilità di una nomina a presidente di Alessandro Profumo. Bene anche Ubi Banca (+1,99% a 3,478 euro), e Unicredit (+1,72% a 3,906 euro). Tra le blue chip la migliore è stata Luxottica (+6,06% a 27,11 euro), che ha beneficiato dei buoni conti presentati ieri, mentre i peggiori titoli del Ftse Mib sono stati Fiat (-2,86% a 4,342 euro) e Mediaset (-2,46% a 2,224 euro). Per quanto riguarda i dati macro ricordiamo che oggi negli USA sono stati pubblicati l’indice di richieste mutui, che nella settimana al 24 febbraio si è attestato a 763,6 punti registrando un calo dello 0,3% rispetto alla settimana precedente, e l’indice Napm Chicago, salito a febbraio a 64 punti rispetto ai 60,2 del mese precedente (consenso 62 punti). Il dato sulle scorte settimanali di petrolio Usa ha mostrato un calo dello stock di benzina di 1,6 milioni di barili a 229,927 milioni e un rialzo di 4,16 milioni di barili per quello di petrolio a 344,868 milioni.

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