Dopo un avvio di seduta all’insegna dell’entusiasmo, con il Ftse Mib che è riuscito a forare la resistenza a 17.000 punti segnando un massimo intraday a quota 17.052,51, Piazza affari ha iniziato a ripiegare, nonostante la tenuta del Dax e la buona intonazione iniziale di Wall Street. Tutta colpa del monologo di Bernanke che ha esordito alle 15.00 italiane? Sarebbe una spiegazione semplicistica, anche se c’è del vero. I dati macroeconomici americani di oggi non hanno offerto stimoli particolari agli operatori, e Wall Street non ha alimentato la corsa degli indici UE. In deciso rialzo solo Francoforte +1,2%. Il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,3%, si è comportata meglio Parigi dove il Cac40 è in rialzo dello 0,5%. A Londra il Ftse ha girato in ribasso dello 0,2%. Il petrolio Wti in serata scende a 105,10 dollari il barile, confermando un trend ribassista che oggi ha penalizzato i titoli del comparto oil a Piazza Affari, mentre l’oro scende a 1.637 dollari l’oncia. L’ultima spinta ribassista sulle commodities è attribuibile alla Fed, che nell’evidenziare i miglioramenti registrati dall’economia USA ha ridotto drasticamente le possibilità di un nuovo piano di quantitative easing. Da notare che il calo dell’oro ha permesso alle quotazioni del platino (in calo del 2% al Nymex a 1.667,4 dollari) di tornare a superare quelle del metallo giallo. Storicamente le quotazioni del platino sono state superiori a quelle dell’oro e la recente riscossa è attribuibile alle prospettive positive del comparto auto a livello globale, dove questo metallo è utilizzato per la costruzione di marmitte catalitiche.
Ennesimo successo oggi per le aste del Tesoro italiano. Collocati 5 miliardi di BTP marzo 2015 ad un rendimento del 2,76%, con richieste pari a 1,565 l’offerta (il rendimento sul secondario nella mattinata era al 2,82%) e 1 miliardo di BTP settembre 2019 ad un rendimento del 4,30% con richieste pari a 1,996 l’offerta (il rendimento sul secondario nella mattinata era al 4,37%). Lo spread Btp/Bund scende a 289 punti base per un rendimento del BTP decennale al 4,85%. Il vantaggio dello spread con il bono spagnolo si allarga a 29 punti base, sui massimi da luglio. Secondo il viceministro dell’Economia Vittorio Grilli, ci sono ancora spazi di riduzione dello spread. Il mercato dei bond italiani si conferma dunque uno dei migliori da inizio anno, nonostante permangano le tensioni su Grecia e Portogallo.
Sul fronte macro oggi sono stati pubblicati i dati riguardanti le scorte di petrolio degli USA, che sono aumentate la scorsa settimana di 1,8 milioni di barili a quota 347,5 milioni di barili. In calo, invece, le scorte di benzina, scese di 1,4 milioni di barili a 228,1 milioni di barili, e quelle di prodotti raffinati, diminuite di 4,7 milioni di barili a quota 134,8 milioni di barili. Le raffinerie hanno operato all’82,7% della loro capacità.
Oggi il settore bancario europeo ha rallentato la corsa con un guadagno dell’1,3%, stamattina il comparto saliva del 2,7%. Le assicurazioni hanno fatto meglio con un +2,4%, miglior settore europeo, seguito dalle Auto +2,2%. A Piazza Affari, Monte Paschi ha chiuso in rialzo dell’1,9% stamattina il titolo aveva segnato un guadagno del 5%. Secondo un trader citato da Reuters, gli investitori scontano che la Fondazione Mps si sia accordata con il fondo Equinox per cedere una quota della banca ed evitare di vendere le azioni sul mercato. Unicredit +0,2%, Intesa Sanpaolo +0,4%, Ubi Banca +0,8%, Banco Popolare +0,4%.
Nel settore del lusso si è messa in luce ancora una volta Ferragamo +3,3%. Tod’s ha perso il 2,9%: Nomura ha confermato la raccomandazione “reduce”. Nel comparto automotive Fiat è salita del 2,4% ma in giornata aveva segnato un +3,9%, Fiat Ind. +0,5%. Pirelli +1%, Hsbc ha alzato il target price a 12 euro da 9 euro. Stm è salita del 3%. Il titolo del primo produttore europeo di chip ha accelerato dopo che Gartner, una società di ricerca e rilevazioni di mercato, ha detto di aspettarsi per il 2012 una spesa mondiale per i semiconduttori pari a 316 miliardi di dollari, il 4% in più del 2011: nella sua ultima previsione, Gartner stimavano un incremento del 2,2%.
Le aspettative di una politica monetaria meno accomodante da parte della Fed rilancia le quotazioni del dollaro. Il cross euro/dollaro si porta a 1,3023.

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commenti
  1. Kevin Trejo ha detto:

    Ricordo che mesi fa Giannino sosteneva che al massimo lo Spread sarebbe sceso a 350, inutile illudersi ulteriori discese. E infatti.
    Il crollo di oggi è preoccupante. Non vorrei che la settimana rimanesse impostata sul trend comatoso che descrivevi qualche post addietro.

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