Non si ferma il massacro su Piazza Affari, giù anche Wall Street sulle minute della Fed

Pubblicato: aprile 3, 2012 da Trading Warrior in Bce, Commodities, Euro, Fed, Ftse Mib, LTRO, Macro, News, Oro, Paesi periferici eurozona, Petrolio, PiazzaAffari, Quantitative Easing, Roubini, Scenari, spread

Il colpo di grazia è arrivato da Fitch a fine seduta: l’agenzia di rating (o è meglio dire: di “shorting”?) ha diffuso un rapporto secondo cui il rischio di default per la Grecia rimane ancora alto, alla luce del livello di indebitamento del paese e delle gravi sfide economiche che lo attendono. Il peggio, quindi, deve ancora arrivare. (per i dettagli vai all’articolo su milanofinanza) Il risultato è pesante per Piazza Affari: l’indice Ftse Mib ha chiuso in calo del 2,04%, a 15.624,23 punti, corrispondenti esattamente al minimo di seduta (una gran bella candela) mentre l’All Share ha ceduto l’1,76%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni a -0,33%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un -0,64% e il Cac40 di Parigi un -1,62%. In Europa le vendite sono fioccate sulle banche (Stoxx del settore -2,4%), sulle società di costruzioni (-1,6%) e sulle assicurazioni (-1,4%).
Il ribasso della Borsa di Milano è da imputare in primo luogo alle indiscrezioni riportate dal Financial Times secondo cui sull’Italia esisterebbe un “rapporto riservato”, circolato durante l’Ecofin di Copenhagen del weekend scorso, da cui si ricava che per Bruxelles il governo di Roma dovrà implementare una manovra aggiuntiva per raggiungere il target prestabilito del pareggio del bilancio nel 2013. Questa ipotesi è stata nettamente smentita oggi dalla stessa Ue, ma l’effetto si è fatto comunque sentire forte e chiaro. La sfiducia verso l’Italia ha colpito anche i titoli di Stato: il rendimento del Btp a 10 anni è salito di 5 punti base a 5,13% e lo spread con il Bund si è allargato a 333 punti base. Il rendimento del Btp a 2 anni è salito di 4 punti base al 2,79%: era sceso a fino a 1,65% a inizio di marzo.
Come su tutto ciò non bastasse oggi Milano ha sofferto anche per il ritorno dell’incertezza riguardante il debito sovrano della Spagna. Le perplessità riguardano la dura manovra correttiva approvata dal governo iberico e le scarse prospettive di crescita dell’economia. Qualcuno si è accorto che il rigore senza crescita porta soltanto nel baratro, a quanto pare. Se a ciò si aggiunge la crescita stagnante in Eurolandia, il rincaro delle commodities, il progressivo deterioramento del mercato del lavoro e dei consumi, si hanno tutti gli ingredienti per quella “tempesta perfetta” che Nouriel Roubini ha messo in preventivo da mesi. Lo scenario è cupo, e i due round di LTRO hanno solo contribuito a ritardare gli effetti della crisi: a che serve sbirciare nelle minute del Fomc per vedere se il QE III partirà o no?
In serata la Fed pubblicherà i verbali dell’ultima riunione del Fomc, il comitato per la politica monetaria. Dalle prime notizie riportate da marketwatch.com nulla di esaltante per gli investitori. (Vai all’articolo: U.S. stock losses deepen on Fed minutes)
Il petrolio è in calo: Wti in ribassso a 104,12 dollari. Oro in calo di oltre due punti percentuali a 1.646 dollari l’oncia. Il Cross euro/dollaro si attesta a 1,3233. Mancano pochi minuti alla chiusura di Wall Street, e tutti e tre gli indici sono in rosso.

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