Piazza Affari precipita, focus su Maire Technimont, Eni, e Saipem

Pubblicato: aprile 4, 2012 da Trading Warrior in Bce, Campari, Commodities, Diasorin, Dow Jones, Eni, Euro, Fed, Ftse Mib, Macro, Maire Technimont, News, Oro, Paesi periferici eurozona, Petrolio, PiazzaAffari, Prysmian, Quantitative Easing, Saipem, Scenari, spread, Tenaris
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Tra il tracollo odierno a Piazza Affari e la seduta altrettanto disastrosa di ieri l’analogia che più colpisce consiste nel fatto che il livello di chiusura coincide col minimo intraday in entrambi i casi.
Il Ftse Mib oggi ha accelerato al ribasso a fine seduta, con i ribassisti che si sono scatenati dopo le esternazioni di Mario Draghi, e alla fine Milano lascia sul terreno un rosso del 2,42% a 15.245 punti. Lo spread Btp/Bund si è allargato raggiungendo i massimi intraday a 361 punti base, a fronte dei 329 dell’apertura. In rosso anche le altre piazze europee, con il Dax in calo del 2,84% a 6.784 punti, il Cac40 sotto del 2,74% a 3.313 punti e il Ftse100 del 2,53% a 5.690 punti.
A preoccupare gli investitori è ancora una volta il problema del debito della Spagna. Secondo un analista contattato da Mf-DowJones i risultati delle aste di Bonos a scadenza a ottobre 2016, gennaio 2015 e ottobre 2020 sono stati molto negativi. La domanda è stata inferiore alle attese del mercato e i rendimenti più alti del previsto. Negativa anche la lettura definitiva dell’indice Pmi composito e dei servizi di marzo dell’eurozona, entrambi sotto i 50 punti, soglia che fa da spartiacque tra contrazione ed espansione.
Sul fronte macro nella settimana al 30 marzo l’indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti si è attestato a 695,7 punti, segnando un incremento del 4,8% rispetto alla settimana precedente. Inoltre, in base alle stime dell’Automatic Data Processor, a marzo negli Usa è stato registrato un aumento dei posti di lavoro nei settori privati pari a 209mila unità (+205mila unità il consenso). Inferiore al consenso (56,7 punti) l’indice ISM servizi degli Usa a marzo, sceso a 56 punti dai 57,3 di febbraio. Come si vede, dai dati in chiaroscuro prevalgono le indicazioni positive, ma nonostante ciò i listini azionari USA viaggiano in netto calo sulla scia del sell-off sui mercati di tutto il mondo.
Tra i titoli in luce nell’indice principale di Milano si segnalano Diasorin (+0,27% a 22,23 euro) e Campari (+0,39% a 5,165 euro), con Cheuvreux che ha inserito il titolo nella Selected List. Caporetto sul comparto bancario con cali che vanno dal -3% di Unicredit (crollato a 3,414 euro), al -4,8% del Banco Popolare, sceso a 1,249 euro. In rosso Finmeccanica (-6,97% a 3,708 euro), che rompe il supporto a 3,90 euro, mentre le vendite non risparmiano nemmeno un titolo come Prysmian (-4,5% a 12,51 euro), che pure ha ottenuto una commessa da oltre 50 milioni di euro in Libia.
Sul resto del listino acquisti su Maire Technimont (+3,78% a 0,659 euro) grazie ai nuovi contratti per un valore di 260 milioni di euro circa. Negli ultimi giorni Maire Tecnimont ha annunciato l’aggiudicazione di due contratti nella Repubblica Slovacca e in Medio Oriente per un valore complessivo pari a circa 260 mln eu. Nella Repubblica Slovacca, Maire si è aggiudicata un contratto per la realizzazione chiavi in mano di un impianto di Polietilene a bassa densità a Bratislava del valore di 204 mln eu. Il gruppo ha inoltre ottenuto una serie di contratti, dislocati nelle aree del Medio ed Estremo Oriente oltre che in Russia, per attività di servizi di ingegneria e licensing nei settori raffinazione, trattamento gas, fertilizzanti, poliolefine del valore di 56 mln eu.
La seduta odierna si è conclusa in rosso anche per Eni trascinata dall’onda ribassista, ma anche del netto calo dei prezzi del petrolio, crollati al di sotto dei 102 dollari al barile. Il titolo ha chiuso a 17,14 euro, con una perdita del 2,34% e circa 11 milioni di azioni passate di mano a fine sessione, e ciò nonostante le indicazioni positive contenute in un report diffuso oggi da Ubs i cui analisti hanno confermato la raccomandazione d’acquisto sul titolo, rivedendo al rialzo il prezzo obiettivo da 19,5 a 21 euro. Tra i petroliferi scendono anche Tenaris (-1,27% a 14 euro tondi) e Saipem (-2,40% a 37,85 euro). Anche in questo caso a Saipem non ha giovato la notizia di Goldman Sachs che ha alzato il target price da 49 a 53 euro.
Alle 18.45 italiane i tre indici USA sono in rosso con il Dow jones che lotta per mantenere quota 13.000 punti, petrolio wti a 101,4 dollari il barile, oro a 1.621 dollari l’oncia (-3%) e cross euro/dollaro a 1,3134.

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