Ipotesi per martedì 10: focus sul Ftse Mib, Prysmian, Fiat Ind.

Pubblicato: aprile 6, 2012 da Trading Warrior in Banca Pop. Milano, Banco Popolare, Commodities, Fiat Ind, Montepaschi, News, Oro, Paesi periferici eurozona, Prysmian, Scenari, spread, Trimestrali, Unicredit
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Grazie a un recupero a sorpresa nel finale, l’indice FtseMib ieri ha archiviato con un lieve calo (-0,2%) una seduta sull’ottovolante in cui era arrivato a perdere quasi il 2%. Alla fine l’indice si è portato a quota 15.216, ma il minimo intraday si è spinto a 14.919. La Borsa di Londra è salita dello 0,3%, Parigi +0,1%, Francoforte -0,1%. L’indice complessivo europeo Stoxx 600 ha chiuso la settimana in calo dell’1,6% e conserva dall’inizio dell’anno un guadagno del 5,9%.
Negli ultimi quattro giorni l’indice FtseMib è sceso del 4,7%, arrivando quasi ad azzerare i guadagni da inizio anno: resta un progresso risicato dello 0,8%. Sono stati giorni di fuoco con vendite furibonde sulle banche e il rendimento dei Btp decennali salito al 5,42% dal 5,08% di lunedì. Lo spread con il Bund si è allargato di quasi 40 punti arrivando a 369. Lo spread del Bono spagnolo con il Bund ha superato i 400 punti, un livello che non toccava dal 12 dicembre scorso.
Questo il bilancio delle banche nelle ultime cinque sedute: Banco Popolare -13%, Unicredit -12%, Banca Pop.Milano -11%, MontePaschi -10%, Intesa -8,5%.
Dopo avere accomunato per mesi l’Italia alla Grecia, adesso gli investitori internazionali ci mettono nello stesso carrozzone della Spagna, un Paese con problemi ben superiori ai nostri: il nuovo premier Mariano Rajoy ha dovuto annunciare a Bruxelles che il deficit pubblico del 2012 sarà del 5,8% e non del 4,4% come precedentemente concordato; il Pil 2012 scenderà del 2%. Il declino di Piazza Affari è iniziato il 20 marzo proprio dopo l’annuncio di Rajoy, da notare che il 19 il Ftse Mib aveva raggiunto il massimo livello annuale superando quota 17.000 punti.
Il premier Mario Monti ha cercato di rassicurare i mercati affermando che l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013 è calcolato ipotizzando un’economia in frenata e rendimenti dei titoli di Stato ai livelli massimi della crisi. Vedremo la settimana prossima, dopo il lungo weekend pasquale (Borse chiuse Venerdì santo e Lunedì dell’Angelo), se la situazione italiana verrà considerata con maggiore obbiettività, o se continueremo a essere semplicemente dei “periferici”.
Sul fronte macro Usa da segnalare, invece, che nella settimana al 31 marzo le richieste di sussidi di disoccupazione (dato destagionalizzato) si sono attestate a 357.000 unita’, in calo di 6.000 unita’ rispetto al dato rivisto della settimana precedente (363.000).

FTSE MIB
15.200 punti può dimostrarsi un buon livello di supporto dal quale tentare di dare vita ad una ripresa del trend rialzista, considerando anche l’ipervenduto raggiunto sugli oscillatori. Con la tenuta di area 15.000 il Ftse Mib potrebbe tentare un allungo verso i 15.350 prima e i 15.450 in seguito, superati i quali avrà spazio per apprezzamenti in direzione dei 15.700/15.800, e dei 16.000 nella migliore delle ipotesi.

FIAT INDUSTRIAL
Ieri Fiat Industrial ha accelerato al rialzo sul finire di seduta, nel giorno dell’assemblea degli azionisti. Il titolo ha chiuso a 8,135 con un incremento del +4,77%. A sostenere gli acquisti sono state le dichiarazioni del presidente Marchionne sul futuro della Cnh, controllata all’88% da Fiat Industrial e con il 12% di flottante. Marchionne ha detto che non ci sono ragioni per tenere due società distinte e che sul piatto ci sono varie soluzioni con l’obiettivo di aumentare il valore per gli azionisti. Sempre durante l’assemblea Marchionne ha precisato che è intenzione del gruppo tenere la controllata Iveco, smentendo rumors passati che parlavano di un’eventuale vendita da parte di Fiat Industrial. Il gruppo ha confermato i target 2012 con ricavi a 25 miliardi di euro, un utile netto a 900 milioni di euro e un dividendo “nella forchetta di pay-out prevista” dalla politica di dividendi approvata dal cda, che prevede un esborso, ogni anno, compreso tra il 25% e il 35% dell’utile netto consolidato. Per il 2011 il dividendo è risultato “in linea con la parte più alta della forchetta”.

PRYSMIAN
Prysmian ha annunciato l’acquisizione di una commessa del valore di oltre 50 milioni di euro per la fornitura di 203 km di cavi alta tensione e relativi componenti di rete, destinati al rafforzamento delle reti elettriche di Tripoli e Bengasi di GECOL (General Electric Company of Lybia). Con l’acquisizione di questo nuovo progetto Prysmian amplia ulteriormente il portafoglio nel business della trasmissione di energia (cavi sottomarini e terrestri) che ammontava a oltre 2,3 miliardi di euro a febbraio 2012. Tra i principali driver di crescita del mercato, lo sviluppo delle energie rinnovabili e la realizzazione di nuove interconnessioni elettriche. Equita conferma il giudizio buy con target price a 17 euro.

ORO: l’addio provvisorio al terzo round di quantitative easing da parte della Fed e lo sciopero dei gioiellieri indiani dovrebbero penalizzare i prezzi dell’oro, scesi ieri ai minimi da tre mesi, anche la prossima settimana. 15 dei 29 operatori contattati da Bloomberg hanno pronosticato, per la prossima settimana, un calo delle quotazioni del metallo giallo (5 sono “neutral”). 14 operatori su 33 si attendono una contrazione dei prezzi del rame mentre 8 hanno una view “neutral”.

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