Affilando le armi per martedì 10, mentre piovono brutte notizie

Pubblicato: aprile 7, 2012 da Trading Warrior in Bce, Cina, Commodities, Dow Jones, Euro, Fed, Ftse Mib, LTRO, Macro, News, Nikkei, Oro, Paesi periferici eurozona, Petrolio, Scenari
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Molti investitori hanno la sensazione di un deja-vu: il rally del primo trimestre sembra essersi ormai esaurito, esattamente come è successo nel 2010 e nel 2011. Per chi si attiene al vecchio adagio “Sell in may and go away” (certamente inadatto ai ribassisti) suggeriamo la lettura di questo articolo apparso su marketwatch.com: “Where to go if you sell in May and go away”, a firma di Polya Lesova, e che fa coppia con questo altro bell’intervento a cura di Claudia Assis: “Earnings, Fed talk, economic data on tap next week: Bernanke speech, start of earnings season, China GDP in spotlight”.
Nel frattempo, con le borse chiuse per le festività pasquali, che si estendono a mercati come Australia e Nuova Zelanda, gli investitori si concentrano sui dati relativi al deficit commerciale in Giappone, che inverte la tendenza delle esportazioni fino al mese scorso risultata positiva. La preoccupazione che la locomotiva cinese rallenti ulteriormente è diventata una minaccia più concreta. Così anche il listino giapponese è tornato ai livelli di qualche settimana fa perdendo ancora terreno rispetto ai massimi di periodo. L’indice Nikkei si era spinto fino a quota 10.200 punti ed erano in molti a vedere ormai prossimo il raggiungimento del target a 10.500. E invece il trend si è invertito, un po’ come nel caso del nostro FtseMib che ha iniziato a invertire la rotta dal 20 marzo, il giorno successivo al superamento dei famigerati 17.000 punti. L’indice Nikkei è calato fino a quota 9.688 abbandonando ogni speranza di consolidamento dei 10.000 punti. L’andamento della borsa giapponese è visto come un punto di riferimento fondamentale per tutti gli investitori che guardano alla capacità di riscossa delle industrie mature.
Intanto in Cina le maggiori banche stanno attivando un programma di finanziamento del sistema industriale a un tasso di favore che sta favorendo l’idea di un rallentamento controllato della sua crescita che si attesterà sul tasso dell’8 o 8,5%.
Numeri deludenti arrivano anche dall’economia USA che aggiunge soltanto 120.000 nuovi posti di lavoro. Si tratta di un risultato parecchio al di sotto delle attese degli analisti che avevano messo in preventivo assunzioni intorno alle 200.000 nuove unità.
Anche ieri è proseguita la crescita del differenziale di rendimento tra i titoli di stato decennali italiani e quelli tedeschi. Lo spread Btp-Bund e’ salito a quota 372 punti, 14 punti in piu’ rispetto alla chiusura di giovedì 5. Ormai esaurita la spinta del LTRO sembra che sul mercato obbligazionario gli investitori siano alla finestra.
Sul fronte delle valute l’euro e’ scambiato in rialzo sul dollaro rispetto alla chiusura di ieri sopra la quota di 1,30. La moneta unica passa di mano a 1,3097 dollari. Come conseguenza dell’indebolimento del dollaro il petrolio Wti cresce di oltre un punto percentuale portandosi nuovamente sopra quota 103 dollari il barile, mentre l’oro sale a 1.632 dollari l’oncia.

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