Quando stamani intorno alle 11.00 il Ftse Mib è arrivato a quota 14.145,65 segnando il minimo intraday e toccando un livello inferiore al supporto in area 14.250, supporto identificato dalla maggior parte degli analisti, saranno scattati non pochi stop loss. Una vera manna per chi ha interpretato il segnale in senso rialzista: l’impennata che ne è seguita ha fatto schizzare l’indice oltre quota 14.450, beffando coloro che sottovalutano i rumours, specie quando la volatilità è conseguenza di un mercato news-sensitive, e quanti si affidano agli algoritmi di piattaforme spesso celebrate come apportatrici di magnifiche sorti e progressive. Chiusura in rialzo per i listini europei con Italia e Spagna che indossano la maglia rosa.
A Milano il Ftse Mib ha chiuso a + 0,80% fermandosi a 14.401 punti mentre in Europa Ftse 100, Dax e Cac 40 hanno registrato rispettivamente un progresso dello 0,48%, dell’1,18% e dello 0,46%. In forte progresso l’Ibex (+1,92%). Bene anche Wall Street sostenuta da alcune trimestrali migliori delle previsioni.
Positive le indicazioni macro arrivate dall’Europa. L’indice Ifo sul clima di fiducia delle imprese tedesche è salito a sorpresa per il sesto mese consecutivo a 109,9: gli economisti si aspettavano 109,5.
Oggi è iniziato a Washington lo ‘Spring Meeting’ di Fmi e Banca Mondiale, che si concluderà domenica. L’argomento principale in discussione è l’aumento della dotazione del Fmi per il contrasto della crisi del debito della zona euro. Il Fondo ha già raccolto 320 miliardi di dollari aggiuntivi tra i suoi membri, ma la direttrice Christine Lagarde ha spiegato di puntare ad un incremento di almeno 400 miliardi, anche se gli USA si sono tirati indietro. Alla fine è arrivata la buona notizia: l’Australia, la Corea del Sud, il Regno Unito e Singapore hanno assicurato un rafforzamento della dotazione, l’Australia con 7 miliardi dollari, Corea e Regno Unito con 15 miliardi e Singapore con 4 miliardi. E questo, in parte, spiega il + 0,80% finale del FtseMib. Sarà fondamentale, da qui a domenica, tenere sott’occhio l’entità dell’eventuale apporto dai BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa): proprio ieri il Brasile ha chiesto più potere nel FMI per le economie emergenti come condizione per la loro partecipazione al prestito.
In leggera salita a 397 bps lo spread Btp/Bund.
Sul paniere principale un’altra seduta molto volatile per il comparto bancario: Unicredit +0,27%, Intesa Sanpaolo +0,09%, B.P.Milano +0,48%, B.Popolare +1,56%, Mps -1,12%.
Tra le utility da segnalare il botto di A2A (+8,59%) in scia ad un’accelerazione pomeridiana, frutto probabilmente di alcune ricoperture dopo il recente forte calo del titolo. Rimbalzo anche per Enel (+3,41%) e Snam R.G. (+1,11%) seguite da Terna (+0,58%). Una buona notizia per Enel ed Eni è arrivata dalla Russia dopo l’annuncio del progetto in Siberia occidentale della joint-venture Severenergia a cui partecipano entrambe le società. Enel, tra l’altro, non aveva mai prodotto prima direttamente gas. Il passo segna l’ingresso italiano nell’upstream russo. Per la prima volta nella loro storia, i due colossi hanno avviato oggi insieme la produzione di idrocarburi in quest’area. Eni ha chiuso a 16,43 in rialzo dell’1,63%, e sempre nel comparto oil Saipem incrementa di un punto percentuale, mentre Tenaris batte la fiacca con un – 1,26 che la porta a 13,36 euro.
Giu’ Atlantia (-0,98%) nonostante l’incremento del rating ad accumulate da hold deciso dagli analisti di Banca Akros, come avevamo segnalato in un post di stamani. Lettera su Stm (-1,57%) in attesa della presentazione di St-Ericsson in agenda per lunedi’ prossimo. Pesanti pure Fiat (-2,09%) e Fiat Industrial (-1,38%). In ordine sparso il comparto del lusso: Tod’S -0,99%, Luxottica -0,56%, Salvatore Ferragamo +0,33%.
Nel resto del listino in rosso Premafin (-10,13%), FonSai (-8,75%), Unipol (-7,3%) e Milano Ass. (-2,8%). Ieri il Cda di Fondiaria si e’ detto favorevole alla proposta dei bolognesi chiedendo pero’ alcuni ritocchi e ha dato mandato all’amministratore delegato Emanuele Erbetta e al d.g. Piergiorgio Peluso di negoziare un miglioramento dei concambi. Attesa per l’esito del Cda di Milano Assicurazioni, iniziato alle 14h00. Nel frattempo e’ stato sequestrato il 20% di Premafin in mano ai trust off-shore.
Alle 20.00 italiane il petrolio wti viene scambiato a 103,5 dollari il barile, in rialzo dell’1,20%, l’oro staziona a 1.642 dollari l’oncia, il cross euro/dollaro vede la moneta unica salire a 1,3215. I tre indici USA sono in moderato rialzo.

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commenti
  1. Eymerich il Trader Errante ha detto:

    Ho girato il link all’indirizzo email di Di Lorenzo (renato.dilorenzo1@gmail.com). Gli sarà venuto un infarto 🙂
    Questa chiusura di settimana mi induce ad un (sempre più) cauto ottimismo per le prossime sedute. Anche se il trend rimane impostato short, porebbe esserci il rimbalzo prima dello sfracello vero e proprio.

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