Si è trattato di una seduta tutto sommato incolore, soprattutto per l’esiguità dei volumi. C’è chi dice che Piazza Affari abbia risentito del ponte del primo maggio, sta di fatto che la seduta non ha entusiasmato nemmeno i ribassisti. Le borse europee chiudono con il segno meno una giornata vissuta nuovamente all’insegna dei timori provenienti dalla Spagna, dopo che i dati di oggi hanno certificato la recessione della quarta economia dell’Eurozona. Ma dopo l’avvio positivo della mattinata oggi il cambio di rotta è avvenuto in coincidenza con la diffusione di alcuni dati da parte della Bce. La massa monetaria in circolazione nella Zona euro è salita in marzo del 3,2%, più delle aspettative. In Italia, gli acquisti di Btp e titoli del Tesoro da parte delle banche ha toccato il livello record di 23,7 miliardi di euro. Conclusione: vanno giù pesanti Parigi e Milano, che cedono rispettivamente l’1,64% – con il Cac 40 a 3.212,80 punti – e l’1,26% con l’Ftse Mib a 14.592,34 punti. Cali meno accentuati a Francoforte, dove il Dax segna -0,59% a 6.761,19 punti, e a Londra, in calo dello 0,68% a 5.737,78 punti. A indossare la maglia nera è ancora Madrid, con l’indice Ibex che cede l’1,89% a 7.011,10 punti.
Alle preoccupazioni per la Spagna si sono aggiunti nel pomeriggio i deludenti dati macro arrivati da oltreoceano. L’indice elaborato dalla Fed di Dallas sull’attività dell’industria nell’area metropolitana del Texas è sceso a -3,4 punti in aprile, una lettura negativa dopo tre mesi consecutivi di letture positive: gli economisti si aspettavano un incremento a 8 da 10,8 di marzo. Alle 15.45 è arrivato l’indice dei direttori degli acquisti dell’area di Chicago, sceso in aprile sui minimi da settembre del 2009 a 56,2 da 62,2: un bel tonfo, laddove gli economisti si aspettavano una discesa più morbida a 60 punti. Prima dell’apertura era stato diffuso il dato sull’andamento dei consumi in America nel mese di marzo, cresciuti dello 0,3%, leggermente meno di quanto previsto in media dagli economisti (+0,4%). Per contro, il reddito delle famiglie è salito dello 0,4%, leggermente al di sopra della previsione (+0,3%). Stamani Sebastien Galy, strategist di Societe Generale, andava dichiarando che “Il profumo di QE (quantitative easing) è di nuovo nell’aria, spingendo il dollaro al ribasso e gli asset rischiosi al rialzo”. Se è vero che il QE III è ancora “on the table”, come ha esplicitamente dichiarato Ben Bernanke la settimana scorsa, c’è da credere che con questi dati in arrivo il Fomc di giugno riserverà qualche sorpresa. Il test decisivo è domani, quando arriveranno i dati sull’indice manifatturiero ISM.
A Piazza Affari oggi hanno brillato i titoli del lusso, con Brunello Cucinelli in crescita del 2,93% a 11,94 euro, e Ferragamo top performer del FtseMib a quota 18,47 euro, in rialzo del 6,46%. C’è già chi parla di bolla in procinto di esplodere, sta di fatto che Cucinelli ha fatto da driver a tutto il comparto lusso-moda. Tra le blue chip Luxottica avanza contro corrente dello 0,22% a 27,23 euro, dopo aver segnato un massimo intraday a 27,43 euro, Tod’s sale dello 0,86% a 87,85 euro. Ma ancora meglio fa Geox (+2% a 2,43 euro). Contrastate le banche. Chiudono in rosso Intesa Sanpaolo (-1,97%), Unicredit (-2,28%), B.P.E.Romagna (-1,11%) e B.Popolare (-0,62%) mentre sono in verde B.P.Milano (+1,39%), B.Mps (+1,63%), che ieri ha nominato Alessandro Profumo nuovo presidente dell’istituto. Tra gli industriali vanno male Stm (-4,18%) e Prysmian (-3,68%), mentre tra i petroliferi scende Eni (-0,89%), nonostante gli analisti abbiano confermato la visione positiva dopo i conti per il primo trimestre 2012, resta invariata Tenaris mentre Saipem si prende una pausa e cala dello 0,66%. Il prezzo del greggio del resto oggi non ha sostenuto questi titoli, avendo oscillato per tutta la giornata attorno ai 104 dollari il barile. Continua invece la marcia di Saras, iniziata dopo che la settimana scorsa è arrivata la promozione a buy da parte di Bank of America, che ha promosso il titolo a buy da underperform fissando il target price a 1,30 euro. Anche oggi il gruppo petrolifero della famiglia Moratti ha incrementato di circa due punti percentuali arrivando a 0,955 euro. Fermo anche l’oro, che attorno alle 18.30 italiane viene fotografato a 1.664 dollari l’oncia.

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commenti
  1. Pivot Trader ha detto:

    A mio avviso il porte ha tenuto lontani molti investitori: il weekend lungo è per un trader una distrazione fondamentale. Dal canto mio ho osservato nella prima parte della mattina, dalle 09 alle 11, alcune possibilità di scalping long che ti ho sottolineato in PM; poi il ribasso. Poche fluttuazioni su gran parte del listino.
    Vediamo come riprende dopo domani. A parte le buone news, c’è sempre da scontare l’effetto Hollande. A meno che non sia già stato digerito dai mercati, essendo pressoché scontatala la vittoria. Storicamente, i ballottaggi in Francia hanno visto rimonte epocali da destra. Quindi tanto scontata la notizia non lo è.

  2. Trading Warrior ha detto:

    E oggi è il deserto. Senza Tartari.

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