Il grafico odierno del FtseMib sarà di particolare interesse per chi si dedica all’analisi frattale. L’indice ha oscillato in un saliscendi continuo all’interno di un range compreso tra un minimo intraday a 13.784 e un massimo a 14.071, molto vicino al livello di chiusura: 14.045,35 punti. La performance a una settimana è +0,9%. Il FtseMib continua a muoversi in uno range piuttosto stretto senza esprimere una precisa direzionalità. Segnali decisi si potranno avere con il superamento di area 14.250 e ancor più con la violazione dei 14.500, oltrepassati i quali ci sarà spazio per un allungo almeno fino all’area di 15.000 punti. Poco mosso, oggi, il rendimento del Btp decennale che si assesta al 5,48%, con lo spread invariato a 396 punti. In Europa sono salite le Borse di Londra +0,5% e Francoforte +0,9%, mentre Parigi ha chiuso invariata.
La mattinata era partita sotto i peggiori auspici, dopo l’annuncio che l’a.d. di JP Morgan James Dimon secondo cui il colosso USA nelle ultime sei settimane ha registrato 2 mld USD di perdite per alcune posizioni assunte nel comparto del trading, in particolare nel segmento dei derivati sul mercato del credito (credit default swap). Poi nel pomeriggio a ridare fiducia agli investitori sono arrivati i dati macro relativi alla crescita della fiducia dei consumatori Usa oltre le previsioni, con un inatteso incremento a 77,8 punti (indice dell’Università di Michigan, dato preliminare). Buone notizie stamani anche per la tanto attesa asta del debito pubblico italiano. Il Tesoro e’ riuscito a piazzare tutto l’ammontare dei Bot messi in asta registrando inoltre una sensibile riduzione dei tassi. Il totale dei titoli emessi era pari a 10 mld, mentre le richieste sono state pari a 19,5 mld. I Bot 14 maggio 2013 e’ stato assegnato al prezzo di 97,689. L’offerta era pari a 7 mld e le richieste sono state pari a 12,5 mld. Il tasso e’ sceso al 2,34% dal 2,84% del mese scorso, minimo da marzo 2012.
A Piazza Affari oggi si mette in evidenza A2a (+5,9% a 0,522 euro) in scia alla raffica di upgrade dei broker, dopo la pubblicazione dei conti. Bene anche Pirelli &C. (+4,34%) su cui Cheuvreux e Banca Akros hanno alzato i target price, con gli analisti che considerano eccessivi i cali di ieri dopo i risultati trimestrali. Acquisti anche su Diasorin (+3,25%). Proseguono invece le vendite su Mediaset (-2,83% a 1,475 euro) dopo il taglio di target price a 1,3 euro da parte di Bnp Paribas. Male anche il settore bancario in scia al buco della balena che ha segnato Jp Morgan. BpeRomagna maglia nera con un ribasso dell’1,71% a 4,146 euro. Seguono Intesa Sanpaolo (-1,47%), B.Mps (-1,19%), B.Popolare (-1,09%), Unicredit (-1,06%), Ubi B. (-0,56%) e B.P.Milano (-0,14%). Tornano i fuochi d’artificio sui titoli della galassia Ligresti. Gli scambi oggi sono stati superiori alle ultime cinque sedute, ha spiegato un trader, aggiungendo che “l’effetto conti su FonSai (+19,89% a 1,109 euro) c’e’ stato fin da stamani quando il mercato perdeva e il titolo saliva di oltre il 2%”. Milano Ass. sale del 7,48% beneficiando delle indiscrezioni di stampa sull’eventuale Opa sulle minoranze che la Consob potrebbe imporre. Infine Premafin guadagna il 2,45% e Unipol l’1,03%. In rialzo i titoli dell’automotive: Fiat +4,1%, Fiat Industrial +2,5%. Hanno ridotto le perdite Finmeccanica -0,5% e StM -0,7%. Tra i petroliferi Eni ha accelerato nel finale e ha chiuso in rialzo dell’1,9%: secondo indiscrezioni, il fondo sovrano del Qatar starebbe trattando l’acquisto di una quota della compagnia. Il prezzo del petrolio tipo Wti è sceso a 96,7 dollari il barile, in ribasso dello 0,3%. Saipem ha chiuso in lieve progresso (+0,3%). C’è da rilevare comunque che il prezzo del greggio non resterà sotto pressione per molto tempo, stando a quanto si legge nell’ultimo comunicato dell’agenzia internazionale dell’energia (Aie), che ha rivisto al rialzo le sue stime per la domanda di petrolio nel 2012 in base a ”fondamentali e cifre sul Pil marginalmente piu’ elevate di quelle fornite dal Fmi”. La previsione di domanda di greggio per l’anno in corso e’ di 90 milioni di barili al giorno, 80 mila in piu’ rispetto alla stima precedente, che era rimasta stabile per tre mesi. Rispetto al 2011, rappresenta un aumento dello 0,9%, pari a circa 800 mila barili al giorno.
A pochi minuti dalla fine delle contrattazioni a Wall Steet l’euro rimane debole a 1,2918 contro il dollaro. Il Nasdaq annulla i rialzi e viaggia poco sopra la parità, il Dow Jones e l’S&P sono in calo dello 0,2%,

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