La Grecia stavolta potrebbe uscire dall’euro

Pubblicato: maggio 15, 2012 da Trading Warrior in Bce, Dow Jones, Eni, Euro, Ferragamo, Fiat, Fiat Ind, Ftse Mib, Intesa San Paolo, Macro, News, PiazzaAffari, Unicredit
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12.300 si avvicina. E’ la fossa delle Marianne raggiunta dal FtseMib il 9 marzo 2009, un livello spesso evocato negli scenari più catastrofisti. Con il 13.311 odierno il target diventa sempre meno improbabile.
Anche oggi Piazza Affari è stata la Borsa peggiore in Europa. L’indice FtseMib ha chiuso in ribasso del 2,5% zavorrato dalla caduta dei titoli bancari innescata, a sua volta, dalla svolta negativa della crisi greca. A Londra il Ftse 100 ha chiuso in calo dello 0,5% a 5.437 punti, Parigi -0,6%, il Dax di Francoforte a 6.402 (-0,7%). La Borsa di Madrid è scesa dell’1,6%. Atene è a una svolta definitiva: non si farà nessun nuovo governo e i greci torneranno a votare entro giugno, con il forte rischio che Syriza, la formazione di sinistra radicale che vuole stracciare gli accordi con la Ue e il Fondo Monetario, diventi il primo partito. I mercati scontano l’uscita della Grecia dall’euro, primo passo di una possibile disgregazione della moneta unica. Non saranno i firewall del fondo salva Stati ad arrestare il contagio, qualora dovesse verificarsi il peggio. La risposta dovrà arrivare, e in fretta, dalla politica europea. Per molti esperti la soluzione è una sola: trasformare la Bce in prestatore di ultima istanza, esattamente come la Federal Reserve USA, e dare inizio a un acquisto di debito pubblico senza limiti. Nella giornata nera per l’Europa è anche successo che un fulmine ha colpito l’aereo del nuovo presidente francese François Hollande, che subito dopo il giuramento a Parigi era partito per il primo vertice ufficiale con Angela Merkel a Berlino.
L’euro scende a 1,276 contro il dollaro, da 1,282 della chiusura precedente. Lo spread Btp/Bund è salito a 437 punti base, da 424 di ieri sera. Il rendimento del Btp decennale è salito al 5,83%, 16 punti base in più rispetto a ieri. Il bund future è balzato a 143,33 punti. Le banche sono il settore in Europa più colpito dalle vendite (Stoxx -2%) e al suo interno le banche italiane sono le più bersagliate: Intesa Sanpaolo ha perso il 5,4% nonostante i buoni risultati trimestrali annunciati oggi. Unicredit è scesa 5,5%. Perdite ancora più pesanti per Popolare Emilia -8,7%, Banco Popolare -6,7%, MontePaschi -7,4%.
Ribassi diffusi anche per i titoli dell’industria: Fiat -2%, Fiat Industrial -0,7%, Finmeccanica -4%.
I buoni risultati hanno premiato Campari, salita dell’1,5%. Ferragamo , positiva per buona parte della seduta, ha chiuso in calo dello 0,4%. Il petrolio continua a scendere, con il Wti a 94,5 dollari al barile (-0,2%) e nella stessa direzione si muovono i titoli del settore: Eni ha perso l’1,7%, Saipem -1,3%. Tra le small cap si è messa in luce Landi Renzo, in rialzo del 10%: all’indomani della presentazione dei dati, Mediobanca ha alzato il giudizio sulla società che produce sistemi di alimentazione a gas per auto (metano e gpl).
Alle 21.00 i tre indici USA viaggiano in territorio negativo, il petrolio wti cala a 93,6 dollari il barile (-1,25%), e l’oro scende a 1.552 dollari l’oncia.

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