Continuano il pressing sulla Grecia e la fuga dal rischio, nonostante Eurostat

Pubblicato: maggio 16, 2012 da Trading Warrior in Aste di titoli di Stato, Commodities, Eni, Euro, Finmeccanica, Ftse Mib, Intesa San Paolo, Macro, News, Oro, Paesi periferici eurozona, Petrolio, PiazzaAffari, Prelios, Scenari, spread, Telecom Italia, Tenaris, Unicredit
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Si è chiusa meglio del previsto la prima asta francese dell’era Hollande. Piazzati 8 miliardi di titoli, il massimo previsto dal Tesoro, con rendimenti in discesa rispetto all’asta precedente su scadenze tra 2 e 5 anni. Il rendimento del titolo a 2 anni è sceso allo 0,74% dallo 0,85% di metà aprile. Il cinque anni ha strappato un rendimento dell’1,72% da 1,83%. Questa mattina il Tesoro tedesco, invece, ha emesso titoli a 10 anni per 4,1 miliardi di euro. Indicazioni positive dalla domanda, con le richieste hanno superato il quantitativo offerto di 1,5 volte, contro le 1,36 volte dell’asta precedente. Il rendimento medio ha fatto registrare un nuovo minimo storico attestandosi all’1,47%. Lo spread tra i Btp decennali italiani e il Bund tedesco è in allargamento a 442 punti, 5 in più della chiusura di ieri. Lo spread spagnolo è rientrato a 488 punti base dai 500 di stamattina, record storico. E’ di pochi minuti fa invece la notizia che il surplus commerciale dell’eurozona si è assestato, a marzo, a 8,6 miliardi di euro, in netta crescita rispetto allo stesso mese dello scorso anno, quando si era attestato a 1 miliardo. Lo rileva Eurostat, sottolineando che la bilancia commerciale a febbraio era stata positiva per 2,3 miliardi di euro. A marzo 2012 rispetto al mese precedente, le esportazioni dell’eurozona sono calate a un tasso destagionalizzato dello 0,9%, mentre le importazioni sono scese dell’1,1%. La bilancia commerciale dell’Ue a 27 Paesi mostra invece a marzo un deficit di 6,7 miliardi di euro. Per quanto riguarda gli Stati membri, nel periodo gennaio-febbraio 2012 i maggiori surplus sono stati osservati in Germania (+27,8 miliardi di euro), Paesi Bassi (7,2 miliardi) e Irlanda (6,8 miliardi). Il Regno Unito (-23,7 miliardi) ha registrato il maggiore deficit, seguito da Francia (-15,6 miliardi), Spagna (-7,1 miliardi) e Italia (-5,5 miliardi).
In una giornata dominata da nervosismo e volatilità Milano scende di circa lo 0,60% a quota 13.200 punti, alle 12.30 italiane. Cali superiori al punto percentuale per Londra e Francoforte, mentre a Parigi il Cac40 è in calo frazionale. Le banche provano a recuperare: acquisti su Unicredit, che guadagna lo 0,5%, e Intesa che guadagna oltre il punto percentuale. Fra i titoli industriali spicca il rialzo di Finmeccanica +4%, mentre TelecomItalia sale dello 0,4%, grazie anche alla promozione di Goldman Sachs che ha alzato il giudizio a neutral da sell. Fra le mid cap, avanzano Saras +1%, Prelios +2% e EEMS +6,4%. In rosso i petroliferi, penalizzati dal perdurante calo del greggio. La possibilità che la crisi politica greca possa forzare l’uscita del paese dalla zona euro e aggravare le turbolenze della regione, alimenta i timori di un rallentamento della domanda globale di greggio. Eni si ferma poco sopra i 16 euro contenendo le perdite sul mezzo punto percentuale. Il cane a sei zampe ha annunciato proprio oggi una nuova scoperta “giant” di gas naturale in un’area offshore del Mozambico, che potrebbe contenere tra i 198 e i 282 miliardi di metri cubi in posto. La nota del gruppo precisa che il potenziale complessivo dell’area 4, dove è stata effettuata la scoperta, è attualmente valutato tra i 1.330 e i 1.471 miliardi di metri cubi di gas. Saipem è in calo di circa 2 punti percentuali, mentre Tenaris perde lo 0,6%. Parole incoraggianti oggi sono arrivate dalla cancelliera tedesca Angela Merkel dopo l’incontro con Francois Hollande. “Vogliamo che la Grecia resti nella moneta unica. Siamo consapevoli delle nostre responsabilità e troveremo una soluzione. Sulle misure per la crescita ci sono punti in comune e anche divergenze. Ma siamo d’accordo che è necessario lavorare insieme: siamo pronti a misure supplementari per la crescita”.
Alle 12.30 italiane il petrolio wti scende a 92,43 dollari il barile (-1,6%), l’oro a 1.536 dollari l’oncia, mentre il cross euro/dollaro vede la moneta unica in flessione scambiata a 1,2719.

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