Se è vero che i livelli di ipervenduto raggiunti al termine della settimana scorsa potevano far presagire un rimbalzo di una certa entità, è altrettanto vero che l’incremento di ieri (al netto dello stacco dei dividendi di molte società di peso, tra cui il gigante Eni) e la fiammata di oggi sono in qualche modo inversamente proporzionali al peso che vanno assumendo negli ultimi giorni la Merkel, da un lato, e la politica di rigore a senso unico promossa dai gerarchi teutonici e dai feldmarescialli della Buba, dall’altro. E così le borse europee chiudono in positivo una seduta dominata dalle attese per il vertice di domani a Bruxelles. Gli investitori scommettono sul fatto che l’Europa si accinga a varare nuove misure a sostegno della crescita, e scommettono anche sul fatto che Hollande riuscirà ad avere la meglio sulla Merkel e sui rigoristi teutonici a senso unico relativamente alla questione degli eurobond. Piazza Affari, maglia rosa dopo aver vantato per parecchie sedute consecutive il titolo di piazza peggiore d’Europa, oggi va in rally e cresce del 3,41% portandosi a quota 13.456,03 punti. Da notare anche il fatto che l’indice oggi non è mai sceso sotto quota 13.100 punti. A Londra il Ftse 100 guadagna l’1,86% a 5.403,28 punti. Il Dax di Francoforte sale dell’1,65% a 6.435,57 punti e il Cac di Parigi dell’1,88% a 3.084,09 punti. Positiva anche Madrid che cresce dell’2,1% mentre Atene scende dell’1,5%. Aiuta Wall Street, che cresce dopo i positivi dati sul mercato del lavoro Usa, nonostante Facebook perda anche oggi il 3,4%. L’andamento positivo di Piazza Affari va di pari passo con l’allentarsi delle tensioni sullo spread Btp/bund, in calo sotto i 430 punti. Nel pomeriggio ulteriore gas è arrivato dopo il dato Usa sulla vendita di case ad aprile. Questa mattina l’Ocse ha tagliato le previsioni di crescita sull’Europa ma i mercati sono rimasti indifferenti. Nel 2012 il Pil della Zona euro dovrebbe scendere dello 0,1%: in novembre gli analisti dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico stimavano un rialzo dello 0,2%. Riviste al rialzo le stime sul Pil della Germania (da +0,6% a +1,2%) mentre quelle per l’Italia sono state pesantemente tagliate, da -0,5% a -1,7%.
Il Rapporto Abi pubblicato oggi ha reso noto che le banche italiane sono ben capitalizzate, anche se la loro redditività è più bassa rispetto a quella dei principali istituti europei. Ubi Banca, partita a razzo in mattinata, ha ripiegato nel pomeriggio (+3,69% a 2,418 euro). Il titolo ha ricevuto le promozioni da parte di Exane e Societe Generale e, come per Banco Popolare, la Banca d’Italia ha dato l’ok all’utilizzo dei modelli interni (IRB) ai fini del calcolo dei ratios patrimoniali che le consentirà di migliorare il Core Tier 1 al 9,86%. Banco Popolare che oggi ha invertito nettamente la tendenza registrata ieri e ha chiuso in fondo al paniere principale con un calo dell’1,64% a 1,019 euro. Bene gli altri bancari: in rialzo del 5,73% a 2,62 euro Unicredit, del 5,55% a 0,230 euro Monte dei Paschi, del 4,59% a 1,071 euro Intesa Sanpaolo. Giornata col botto per Fiat, che ha archiviato la seduta in progresso del 6,38% a 3,87 euro. Oggi è arrivata al notizia che il Governo brasiliano si appresta a varare un pacchetto di incentivi per sostenere il mercato dell’auto, anche attraverso iniziative finalizzate ad aumentare l’erogazione del credito per l’acquisto di nuove auto. STM ha chiuso in testa al listino delle blue chips italiane (+8,46% a 4,052 euro), seguita a breve distanza da Buzzi Unicem (+7,05% a 7,445 euro).
Malgrado le quotazioni del greggio si muovano all’insegna della debolezza, con il Wti che non si schioda da quota 92 dollari il barile, i petroliferi si mettono in evidenza con Eni che passa di mano a 15,9 euro (+3,45%), oltre 21 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora. JP Morgan ha confermato la raccomandazione overweight sul titolo della società di San Donato Milanese, alzando il prezzo obiettivo a 21,5 euro dal precedente 21 euro. Il broker Usa mantiene una view decisamente positiva sulle prospettive del Cane a sei zampe sostenuta da un mix di fattori, a partire dalla cessione della rete gas italiana. Sempre tra i petroliferi Saipem in recupero avanza a 32,95 (+2,36%) mentre Tenaris si porta a quota 13,55 con un incremento del 4,63%.
In netto rialzo la Galassia Ligresti, dopo il sì condizionato della Consob all’esenzione dell’Opa chiesto da Unipol. Fondiaria-Sai e Premafin sono avanzate rispettivamente dell’8,06% a 1,005 euro e del 30,18% a 0,213 euro. Bene anche Milano Assicurazioni (+8,06% a 0,245euro) e Unipol (+3,76% a 20 euro).
A pochi minuti dalle 18.30 italiane il greggio wti quota a 91,85 in calo di tre quarti di punto, l’oro staziona a 1.583 dollari il barile, il cross euro/dollaro si attesta a 1,2727, con i tre indici azionari USA in rialzo frazionale.

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commenti
  1. Techno Trade ha detto:

    Anche se Frau Merkel si trova isolata, il peso della Germania sull’Euro si farà sentire. Vediamo se questa nuova frontiera interna produrrà uno stallo oppure uno sblocco in direzione crescita, con Eurobond sul piatto della bilancia.

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