Al via i piani di emergenza per l’uscita della Grecia dalla moneta unica?

Pubblicato: maggio 23, 2012 da Trading Warrior in Aste di titoli di Stato, Banca Pop. Milano, Banco Popolare, Bce, Euro, Fiat, Fiat Ind, Finmeccanica, Ftse Mib, Macro, Oro, Paesi periferici eurozona, Parmalat, Petrolio, PiazzaAffari, Pirelli, Prysmian, Scenari, Stm, Unicredit

Brusca inversione di rotta oggi sulle piazze europee: dopo le speranze che avevano alimentato i rialzi di ieri torna lo spettro della dissoluzione dell’Eurozona. Piazza Affari è di nuovo la peggiore del Continente, con l’indice FtseMib che cede il 3,6% e chiude a 12.960,87 punti, in corrispondenza del minimo intraday. Parigi è scesa del 2,6%, Londra ha perso il 2,5%, Francoforte -2,3%. Per tutta la giornata è stata forte la tensione in vista del vertice europeo di stasera a Bruxelles dove i leader dei Paesi Ue discuteranno su eventuali eurobond e su come evitare la crisi del debito. Sullo sfondo resta l’interrogativo di cosa potrebbe succedere nel caso di uscita della Grecia dall’euro. Ogni Paese della zona euro dovrà predisporre un piano di emergenza nel caso in cui Atene torni alla dracma, hanno affermato oggi alcuni funzionari. Tuttavia, il ministero delle Finanze greco ha negato che si sia raggiunto un accordo per predisporre i piani di emergenza. In un report dal tono molto duro, la Bundesbank sostiene che l’eventuale uscita della Grecia dalla Zona euro rappresenterebbe un evento grave, ma gestibile, e invita i governi europei a considerare con prudenza l’ipotesi di alleggerire le riforme di austerity chieste ad Atene in cambio degli aiuti. Il clima di allarme continua così a premiare i titoli di Stato della Germania. Oggi hanno registrato rendimenti a un minimo record all’asta a due anni, con un tasso di interesse di appena lo 0,07%. Complessivamente sono stati raccolti 4,555 miliardi di euro. Forte anche la domanda, che ha superato di 1,7 volte l’ammontare collocato.
Alla pessima performance della Borsa di Milano ha contribuito la caduta della fiducia dei consumatori italiani, che ad aprile è scesa ai nuovi minimi di sempre a 86,5 punti, sotto le stime previste dagli analisti. Alla luce di questi dati il mercato teme un ulteriore peggioramento del Pil. Torna la pressione sugli spread: lo spread Btp/Bund decennale si è allargato a 425 punti (+17 punti base), il rendimento è salito al 5,64%. Non sono serviti ad alleggerire la tensione i dati macro arrivati dagli USA. Oggi la Federal Housing Finance Agency ha annunciato che a marzo i prezzi delle abitazioni hanno registrato un +1,8%, l’incremento mensile maggiore da quasi 20 anni. Indicazioni migliori delle attese sono arrivate anche dalle vendite di nuove case, salite ad aprile da 332 a 343 mila unità. Ieri a far meglio del consenso ci avevano pensato le vendite di case esistenti, passate il mese scorso da 4,47 a 4,62 milioni.
A Piazza Affari spicca il tonfo di Pirelli, scesa del 6% dopo che Goldman Sachs ha abbassato la raccomandazione a neutral da buy. Chiusura positiva per Fiat (+0,2%), che ha annunciato stamattina un’alleanza con la giapponese Mazda. Fiat Industrial ha perso il 5,7%. Ribassi diffusi anche per gli altri titoli industriali: Finmeccanica è scesa del 5,2%, Prysmian -4,1%. StM è salita dell’1,1% con una reazione positiva dopo le buone indicazioni del Ceo Carlo Bozotti sul terzo trimestre. Parmalat ha perso il 5% dopo la decisione di acquisire per 904 milioni di dollari le attività in Usa della controllante Lactalis, a un prezzo molto caro pari a 9,5 volte l’Ebitda, quando il titolo Parmalat che tratta a 4 volte l’Ebitda.
Massacri diffusi fra i bancari: MontePaschi ha perso il 7,6%, Banco Popolare -5,7%, PopMilano è arretrata del 6,8%, Unicredit ha perso il 3,2% e Ubi il 5,6%, Intesa -4,3%.
Alle 21.00 italiane i tre indici di Wall Street sono in negativo, con l’euro è in caduta libera nei confronti del dollaro, scambiato a 1,2569, un livello che non toccava dal luglio 2010. Il petrolio Wti è affondato a 90,5 dollari al barile (-1,5%), minimo dal novembre scorso. L’oro sta perdendo lo 0,9% a 1.562 dollari l’oncia.

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