Rassegna web: il destino della Grecia e dell’EZ, la droga di Wall Street e il teppista Trichet

Pubblicato: maggio 26, 2012 da Trading Warrior in Bce, Euro, Macro, News, Quantitative Easing, Rassegna stampa sul web, Roubini, Scenari
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Se vuoi diventare un bravo investitore a lungo termine devi imparare a discernere tra informazione (news) e rumore (noise). Con questa formula chiaramente ispirata alla celebre distinzione di Norbert Wiener, il padre fondatore della cibernetica, inizia l’articolo di Larry M. Elkin e Palisades Hudson apparso su businessinsider.com. In questa impostazione si avverte una certa nostalgia per il modello di investimento “buy and hold”, e non è chiaro per quale motivo la stessa massima non debba valere anche per uno scalper. Ma il problema di fondo che i due analisti sottolineano consiste nel fatto che nell’era della turbolenza (e della volatilità permanente) la distinzione tra news e noise diventa sempre più problematica.

“Total failure”: il titolo la dice lunga sull’idea dell’Europa che si fa strada oltreoceano, anche perché è difficile distinguere ormai l’area della moneta unica da un sistema di monete a cambi fissi tra Stati nazionali che non sono disposti a cedere quote di sovranità in materia fiscale, nonostante le chiacchiere in corso. Tim Duy in questo intervento “roubiniano” apparso su economonitor.com illustra la sua tesi: non c’è più tempo per intervenire, e ormai l’uscita della Grecia dall’Eurozona è inevitabile. Ma forse non ci sono più nemmeno i tempi per un ritorno “ordinato” della Grecia alla dracma. E’ possibile stabilire un nesso di causa-effetto tra l’uscita di Atene e la dissoluzione dell’euro? Il problema è ripresa dal Doctor Doom in questo ulteriore articolo di approfondimento apparso su businessweek.com.

Diagnosi diametralmente opposta alla precedente: “Grecia, Crédit Suisse: Atene resterà nell’euro. Costi di uscita enormi. Morgan Stanley: al 35% è fuori”. L’articolo è apparso oggi sul sole24ore.com e descrive la view ottimistica e controcorrente del colosso bancario svizzero. L’argomento non è nuovo, e parte dal presupposto per cui i costi di un ritorno alla dracma sarebbero insostenibili per tutta l’unione. Qualcuno avrebbe già potuto accorgersene due anni fa.

Bill Dudley, presidente della Federal Reserve Bank di New York, getta acqua gelata sui bollenti spiriti dei tossicomani di Wall Street: al momento non si vede la necessità di implementare altre misure di allentamento monetario, dato che l’iniezione complessiva di 2,3 miliardi di dollari effettuata con due round di quantitative easing e un’operazione “twist”, in scadenza ai primi di giugno, ha già avuto gli effetti devastanti di un’overdose massiccia di liquidità. La sintesi dell’intervento di Dudley è apparsa in questo articolo di moneynews.com

Joe Weisenthal illustra quelle che a suo dire sono le vere ragioni dell’indebolimento dell’euro: carte, grafici, dati ed effetti collaterali sul mercato delle commodities in questo intervento apparso su businessinsider.com che contiene un link ad un altro testo, relativo alla decisione della Bce, nell’estate del 2008, di alzare i tassi di interesse quando il prezzo del greggio schizzò a 140 dollari il barile. Un attacco terroristico all’economia di Eurolandia perpetrato dall’allora leader dell’Eurotower J.P. Trichet.

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