La Spagna e il calendario a breve fanno più paura della Grecia

Pubblicato: maggio 28, 2012 da Trading Warrior in Aste di titoli di Stato, Azimut, Banca Pop. Milano, Banco Popolare, Bce, Euro, Fiat, Fiat Ind, Ftse Mib, Goldman Sachs, PiazzaAffari, Quantitative Easing, Scenari, spread
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Le date di riferimento che appuntiamo sul calendario sono tre: il 31 maggio in Irlanda si terrà il referendum sul fiscal compact; l’esito, nella migliore delle ipotesi, sarà un plebiscito contro l’euro. Ancora il 31 maggio, Spagna: entro questa data le banche iberiche dovranno presentare i piani per eventuali ricapitalizzazioni, e secondo Nomura solo BBVA, Santander e Sabadell resteranno fuori dall’operazione. 17 giugno: elezioni in Grecia. Nel suo report “The Euro area: 3 Greek scenarios and market implications”, Goldman Sachs traccia tre scenari, attribuendo maggiori probabilità al primo: un governo greco che, dopo le elezioni del 17 giugno, non scelga di uscire dall’euro, né accetti di dare seguito senza condizioni al programma Ue-Fmi, subendo di conseguenza uno stop ai pagamenti da parte della troika. Se a questi appuntamenti aggiungiamo che ai primi di giugno andrà in esaurimento l’operazione “twist” implementata dalla Federal Reserve nell’agosto 2011, quella sorta di quantatitive easing in formato ridotto che ha contribuito a iniettare liquidità sui mercati di oltreoceano, abbiamo un quadro ideale per i cultori del tasto “sell”. Oggi, altro bello scivolone per Piazza Affari, con il Ftse Mib che chiude in rosso (-0,74%) a 13.57 punti, in una giornata volatile e a due facce e con volumi ancora più esigui rispetto alla seduta di venerdì (controvalore, oggi, di circa 1,8 miliardi di euro). Dopo una partenza brillante che ha portato l’indice a rivedere quota 13.317, la mattinata è proseguita all’insegna della volatilità, se si fa eccezione per l’effimera ventata di ottimismo apportata dall’esito positivo dell’asta sui Ctz. Nel pomeriggio, intorno alle 15.00, l’indice ha virato violentemente al ribasso zavorrato dal comparto bancario che risente del caso Bankia. Per salvare la quarta banca del Paese il governo di Madrid dovrà sborsare circa 20 miliardi di euro, una cifra inaspettatamente superiore rispetto ai 7 miliardi previsti inizialmente. Il Dax di Francoforte ha ceduto lo 0,26% a 6.323,19 punti, il Cac 40 di Parigi lima le perdite a -0,16% a 3.042,97 punti, il Ftse 100 di Londra invariato a 5.351,16 punti. Oggi è mancato anche il supporto di Wall Street, chiusa per la ricorrenza del Memorial day. Il differenziale tra Btp e Bund decennali sale nuovamente a livelli di guardia e si porta a 435 punti base.
A Piazza Affari si distinguono in negativo i bancari con Popolare Emilia Romagna (-4,75%), Banco Popolare (-3,74%), Popolare Milano (-2,54%) e Unicredit (-1,26%). Affonda anche Fiat (-2,21%) mentre Fiat Industrial va in direzione opposta (+0,79%) insieme a Pirelli (+1,49%). Tra i titoli del risparmio gestito prosegue il trend positivo di Azimut (+2,14%), bene anche Autogrill (+1,89%), sostenuta dall’attesa di uno scorporo delle attività di duty-free. Tra i petroliferi denaro su Tenaris (+1,43%) e Saipem (+1,04),dopo che il prezzo del greggio è tornato a salire con il wti in recupero a quota 91 dollari il barile. Eni non riesce a sintonizzarsi con l’andamento positivo dei titoli del settore oil e arretra dello 0,13%, a 15,73 euro e oltre 55 milioni di pezzi scambiati. Dopo che venerdì scorso il Governo ha varato il decreto per la separazione di Eni e Snam si attendono per mercoledì 30 Maggio i CdA di Eni e della Cassa Depositi e Prestiti, che definiranno le modalità dell’operazione. Gli analisti di Equita SIm ritengono che la modalità più probabile preveda la cancellazione delle azioni proprie Eni e la cessione da parte di CdP del 3% di azioni Eni (sul mercato o a investitori finanziari) in modo da finanziare parte dell’acquisto della partecipazione in Snam. Non cambia intanto la strategia suggerita da Equita che consiglia di mantenere Eni in portafoglio, con un prezzo obiettivo a 20,9 euro.

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commenti
  1. Kevin ha detto:

    Intanto S&P500 non si scolla dal solito canale di indecisione. Finché non rimperà al rialzo o al ribasso il mercato rimarrà senza orientamento.

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