Mentre il Regno Unito è impegnato a festeggiare il genetliaco della regina, con la borsa di Londra chiusa e i ribassisti a corto di artiglieria pesante, le borse europee, ad eccezione di Francoforte, chiudono in territorio positivo una giornata volatile e con bassi volumi. Il Dax di Francoforte perde l’1,19% a 5.978,23 punti. Forte rialzo per Madrid dove l’Ibex sale del 2,88%. A Parigi il Cac 40 cresce di un timido 0,14% a 2.954,49 punti, mentre a Milano il Ftse Mib segna +1,19% a 12.891,96 punti, al di sotto del massimo intraday a quota 13.044 segnato nel primo pomeriggio. Cala lo spread Btp-Bund, sceso sotto i 450 punti, scende a 1,4 miliardi il controvalore degli scambi. Dopo un avvio in rosso, Piazza Affari ha invertito rotta sostenuta dal rimbalzo del comparto bancario dopo che si sono diffusi i rumors secondo cui Bce e Ue sarebbero al lavoro per definire un piano in quattro punti: riforme strutturali, politica di bilancio integrata, unione bancaria, e unione politica. Sui mercati europei c’e’ attesa per le mosse di Bce e Federal Reserve, che si riuniranno in settimana. Nel frattempo si moltiplicano le voci per un prossimo varo del QE III da parte del Fomc, mentre corrono anche voci relative a un imminente LTRO III da parte dell’Eurotower. Voci, finora, niente di più. Il mercato guarda piuttosto alla possibilità di un piano di salvataggio per la Spagna e in generale a misure convincenti per contrastare la crisi del debito in Europa. Risuona ancora il monito minaccioso del finanziere quantistico George Soros, che ha fissato in tre mesi la scadenza utile affinché l’Europa concordi una soluzione credibile ai problemi dell’Eurozona. Nel frattempo il Portogallo ha ottenuto il primo via libera dalla Troika per l’erogazione della tranche da 4,1 miliardi di euro del piano di aiuti. Il ministro delle Finanze, Vitor Gaspar, assicura che il Paese andrà avanti con l’aggiustamento fiscale e le riforme strutturali, unico modo per “essere sicuri” della solidarietà dei partner internazionali. La conclusione della quarta revisione del piano di aiuti da 79 miliardi di euro del Portogallo da parte della Troika è positiva e fotografa un Paese in cui la crescita nel 2012 potrebbe raggiungere “l’ambizioso target sul deficit” al 4,5% del Pil per l’anno in corso.
Oggi a Piazza Affari acquisti consistenti su tutto il comparto bancario: Intesa SanPaolo ha guadagnato il 5,76% a 1,055 euro, Ubi Banca il 4,80% a 2,358 euro, Banco Popolare il 5% a 0,945 euro, Unicredit il 4,48% a 2,61 euro, Popolare di Milano il 3,51% a 0,324 euro, Monte dei Paschi il 2,07% a 0,202 euro. Ben comprate sia Generali (+2,24% a 8,68 euro) che Mediobanca (+2,33% a 2,99 euro) dopo che il Cda del Leone ha sfiduciato l’ormai ex Ceo Group, Giovanni Perissinotto. Nel settore delle costruzioni Impregilo ha guadagnato lo 0,88% a 3,224 euro dopo aver fatto sapere di aver ricevuto il pagamento per il trasferimento del termovalorizzatore di Acerra per un totale di circa 355,55 milioni di euro. Male buona parte del comparto industriale e di quello del lusso: Ferragamo ha ceduto il 3,72% a 15 euro, Fiat Industrial il 2,89% a 7,57 euro, Pirelli l’1,82% a 7,565 euro, Luxottica l’1,28% a 24,77 euro, Prysmian -1% a 10,9 euro. Vanno male anche i petroliferi, dopo che il greggio in mattinata è sceso fino a quota 81 dollari il barile: Eni lima le perdite e chiude a 15,36 euro, Saipem perde un punto percentuale e si porta a 29,70 euro, Tenaris (-0,74%) chiude a 12,10 euro.
Tra i titoli a media capitalizzazione da segnalare Danieli: oggi il Gruppo Danieli ha formalizzato l’acquisizione dello stabilimento siderurgico di Sisak in Croazia. Il valore dell’investimento si aggira sui 25 milioni di euro. “Lo stabilimento di Sisak – si apprende in una nota – ha una capacità produttiva di 500 mila tonnellate/anno di acciaio ed è situato a 50 km a sud di Zagabria in una posizione strategica sia per quanto riguarda i collegamenti con la rete autostradale e ferroviaria e con il porto di Rijeka, sia per gli allacciamenti alla rete energetica”.
Alle 18.15 italiane il petrolio wti risale a 83,31 dollari il barile, l’oro scende a 1.616 dollari l’oncia, il cross euro/dollaro vede la moneta unica recuperare a 1,2491. I tre indici USA viaggiano invece in rosso, dopo l’ennesimo dato macro arrivato oggi alle 16.00: il dipartimento del Commercio ha riportato che gli ordini all’industria nel mese di aprile sono calati dello 0,6%. Gli analisti aspettavano un incremento dello 0,1%.

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