Nove miliardi di euro “bruciati” a Piazza Affari, oggi, riportano le agenzie nel loro curioso gergo da film d’azione, e ovviamente non ci aspettiamo di vedere inquadrato dalle telecamere di nessuna tv del mondo un ribassista che esulta o che viene portato in trionfo. Le borse europee chiudono in calo una seduta che era iniziata all’insegna dell’entusiasmo in seguito al via libera del G7 al piano di salvataggio da 100 miliardi per le banche iberiche, ma anche per il balzo segnato dalle esportazioni cinesi a maggio (+15,3% a fronte di previsioni ferme a +10%). Questi due dati, insieme, hanno spinto al rialzo i listini, che tuttavia già a metà mattina mattinata si sono allontanati dai massimi intraday dopo che si sono diffuse le voci secondo cui Angela Merkel sarebbe disponibile ad introdurre la Tobin Tax. Stando al portavoce del governo tedesco Steffen Seibert al vertice Ecofin del 22 giugno si parlerà anche di questo. E non di Eurobond. Piazza Affari è passata in negativo nel primo pomeriggio, quando hanno cominciato a diffondersi ulteriori timori circa il fatto che, dopo la Spagna, sarà l’Italia ad aprire un nuovo fronte nella crisi del debito dell’Eurozona. Mentre lo spread Btp/Bund si allargava oltre i 460 punti base il Ftse Mib perdeva sempre più terreno, precipitando dal massimo intraday in area 13.700 punti zavorrato dai pesi massimi di casa nostra come Unicredit, Intesa SanPaolo, ed Enel. Nel bollettino di guerra odierno si salva Francoforte, che resta sopra la parita’ con il Dax in rialzo dello 0,17% a 6.141,05 punti. Scivolone per Milano, dove l’indice Ftse Mib cede il 2,79% a 13.070,75 punti. Volumi per 2,38 miliardi di euro, e un’escursione giornaliera di oltre 4 punti percentuali, se si considera che in mattinata il Ftse Mib saliva di oltre il 2%. Perdite molto piu’ limitate per il Cac 40 di Parigi, che perde lo 0,29% a 3.042,76 punti, il Ftse 100 di Londra, giu’ dello 0,05% a 5.432,37 punti, e l’Ibex di Madrid, in calo dello 0,54% a 6.515,4 punti.
Oggi l’esperto internazionale di debito sovrano, Nicholas Spiro, ha dichiarato che “dopo il collasso della Spagna c’è la percezione che seguirà l’Italia, nonostante la situazione economica italiana sia infinitamente migliore”. I mercati temono la perdita di consenso che il Governo tecnico ha registrato nelle ultime settimane e si teme che la situazione di instabilità che si è venuta a creare possa preludere ad elezioni anticipate. Evocando scenari da apocalisse Spiro ha aggiunto: “L’Italia sta affrontando il peggiore dei mondi possibile: un drammatico deterioramento dell’ambiente esterno e un aumento del rischio di instabilità politica ed economica in casa”.
Le maggiori perdite sono state registrate dai titoli bancari. Nel pomeriggio è passato in negativo anche lo stoxx europeo dei titoli bancari (-0,7%). Unicredit è affondata dell’8,81% (ora è al prezzo di saldo di 2,484 euro). Secondo un trader l’istituto di Piazza Cordusio ha sofferto di più perchè è più presente nei portafogli internazionali. Forti perdite anche per Intesa SanPaolo e Banco Popolare (entrambi -5,9%), Mediobanca (-5,6%) e Montepaschi (-5,25%). E’ tempo di massacro anche per le società della galassia Ligresti, mentre si ingarbuglia il nodo sul destino di Premafin (-8,2%) e delle controllate. Fonsai ha ceduto il 10,3%, Milano Ass. l’8,7%. L’altra parte in causa, Unipol lascia sul terreno il 5,4. Tra i titoli col segno più troviamo Pirelli, Luxottica e Ferragamo, con incrementi inferiori al mezzo punto percentuale. Luxottica continua ad essere oggetto di acquisti dopo l’ufficializzazione dell’accordo con Armani. Nessun settore è risparmiato dalle vendite, si distingue tra i petroliferi Eni che limita le perdite a un -0,31, Saipem, -0,50%, e Tenaris -0,7%. Tra gli industriali limita le perdite Prysmian con un -0,35%.

DA RICORDARE: dopodomani il Tesoro italiano colloca 6,5 miliardi dei Bot a 12 mesi (ne giungono comunque a scadenza oltre 9,6 miliardi, a tre e 12 mesi), mentre giovedì sarà la volta delle aste a medio lungo termine, i cui annunci arriveranno oggi a mercati chiusi. In un report di questa mattina Unicredit prevede per giovedì un’offerta complessiva tra 3,5 e 5,5 miliardi di euro, suddivisa tra il Btptriennale marzo 2015 e la riapertura di uno o più titoli ‘off.the-run’.

Alle 18.30 ora italiana il petrolio wti scende a 83,6 dollari il barile, l’oro staziona a 1.594 dollari l’oncia, mentre il cross euro/dollaro si porta a 1,2495. I tre indici di Wall Street sono in calo frazionale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...