La Bce promette il bazooka mentre Atene si prepara alle elezioni. Focus sui titoli caldi della giornata

Pubblicato: giugno 15, 2012 da Trading Warrior in Atlantia, Banca Pop. Milano, Banco Popolare, Bce, Enel, Eni, Euro, Fiat, Fiat Ind, Finmeccanica, Fmi, Ftse Mib, Intesa San Paolo, Macro, Montepaschi, News, Oro, Paesi periferici eurozona, Petrolio, PiazzaAffari, Prysmian, Saipem, Scenari, spread, Tenaris, Unicredit
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Le banche centrali a partire dalla Bce, secondo quanto ha dichiarato lo stesso presidente Mario Draghi, vigileranno sul dopo elezioni in Grecia per intervenire già dal prossimo lunedì iniettando liquidità sul mercato, onde evitare turbolenze e un possibile credit crunch. L’obiettivo principale è evitare un traumatico ritorno alla dracma che avrebbe ripercussioni imprevedibili su tutta l’area della moneta unica, senza distinzioni tra area core e cosiddetti paesi periferici. Pare quindi che la Bce sia disposta a cambiare armamenti, adottando il proverbiale bazooka uscito dai cantieri della Federal Reserve. Questo è stato il motore del rialzo odierno che ha accomunato tutte le borse europee, unitamente all’andamento positivo di Wall Street. Va detto comunque che lo scenario di Eurolandia non è immune da nubi all’orizzonte: oggi il Fondo monetario internazionale ha annunciato di aver tagliato dal 2 all’1,9 per cento la stima sulla crescita dellIrlanda nel 2013 e dal 2,8 al 2,6% il dato medio 2013-17. A fine 2010 all’Irlanda è stato concesso un piano di aiuti da 85 miliardi di euro, ma questa misura potrebbe risultare insufficiente a riportare il sereno nel settore bancario della ex tigre celtica. Inoltre, per quanto riguarda la Spagna, è sempre il Fmi ad avvertire che quest’anno, “nonostante gli sforzi considerevoli che sono stati fatti”, il paese non raggiungerà l’obiettivo del deficit al 5,3% del Pil, anzi sorpasserà di molto i target fissati. La rotazione settoriale tra gli Stati del famoso acronimo sembra destinata a durare per tutto l’anno. A quanto abbiamo detto si aggiungono i disastrosi dati macro arrivati dagli USA su cui riferisce Giancarlo Marcotti in questo articolo degno di nota apparso su trend-online. Ma di tutto questo, forse, si parlerà dopo le elezioni di domenica.
Maglia rosa a Piazza Affari, dove l’indice Ftse Mib avanza del 2,34% a 13.390,69 punti senza essere mai sceso in intraday sotto quota 13.100. Buone notizie anche dal fronte dello spread Btp/bund che retrocede a 447 punti base. Robusti rialzi anche per il Dax di Francoforte e per il Cac 40 di Parigi, che guadagnano rispettivamente l’1,48% a 6.229,41 punti e l’1,82% a 3.0876,62 punti. Incrementi più contenuti per l’Ftse 100 di Londra (+0,22% a 5.478,81 punti) e l’Ibex di Madrid (+0,34% a 6.719,0 punti). In Grecia si voterà domenica 17 dalle 8 alle 20 (ora italiana) e i primi exit poll si avranno subito dopo la chiusura dei seggi. I primi risultati sicuri saranno disponibili a partire dalla 22 di domenica, mentre lunedì il Ministro dell’Interno rilascerà in diretta tv stime più accurate sui risultati. Secondo gli ultimi sondaggi (che non possono essere rilasciati nelle due settimane precedenti al voto) sarebbe in vantaggio il partito Nuova Democrazia guidato da Samaras, favorevole alla permanenza nell’area euro. Indipendentemente da quale sarà l’esito delle elezioni, pare comunque che Atene, stando a quanto riferito dal quotidiano Kathimerini, avrebbe fondi per arrivare sino al 20 luglio e necessiterebbe di una rinegoziazione degli aiuti se non di un terzo pacchetto di salvataggio.
Tre i titoli più brillanti di giornata: Finmeccanica ha mostrato un balzo del 7,38% a 2,938 euro, in recupero dai minimi del 2012 fatti registrare ieri. Secondo i rumours, un gruppo di investitori aggregati da Warren Buffett starebbe trattando con il governo l’ingresso nel capitale. Fiat ha guadagnato il 5,48% a 3,656 euro nonostante il calo delle vendite (-12,1%) registrato a maggio in Europa. La quota di mercato del Lingotto è però aumentata al 7,2% dal 7,1%. Bene anche Fiat Industrial (+2,46% a 7,495 euro), che investirà 500 milioni di euro in Spagna tramite Iveco. E’ probabile che nei prossimi giorni il Cda di Cnh dia il via libera alla fusione proposta da Fiat Industrial. Ricordiamo che l’operazione non prevede premi per gli azionisti di minoranza che detengono l’11% del capitale della società dei mezzi agricoli. Ben sostenute da volumi in aumento Prysmian (+4,43& a 11,29 euro) e Atlantia (+1,02% a 9,375 euro)
Nel settore dell’energia Enel continua a recuperare (+3,49% a 2,488 euro) dopo aver raggiunto un accordo con Scottish and Southern Energy per la cessione dell’intero capitale della società irlandese Endesa Ireland. Positivo il comparto bancario: Intesa SanPaolo ha guadagnato il 3,62% a 1,059 euro, Ubi Banca il 3,70% a 2,466 euro, Popolare di Milano il 2,63% a 0,347 euro, Unicredit il 2,54% a 2,58 euro, Monte dei Paschi il 2,51% a 0,192 euro. In controtendenza il Banco Popolare che ha lasciato sul parterre lo 0,16% a 0,93 euro.
Il mutamento di scenario ha ripercussioni positive anche sul comparto oil, nonostante i corsi del greggio stentino a recuperare rispetto ai cali delle ultime sessioni. Vanno bene Eni (+1,19% a 16,23 euro), Saipem (+4,34% a 32,27 euro), e Tenaris (+1,36% a 13,12 euro).
Alle 19.00 ora italiana il petrolio wti retrocede a 83,66 dollari il barile azzerando il rialzo della mattinata, l’oro sale di poco a 1.626 dollari l’oncia, il cross euro/dollaro si assesta a 1,2631 mentre i tre indici di Wall Street restano in territorio positivo ma limano gli incrementi del primo pomeriggio.

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