Piazza Affari affonda, Saipem svetta

Pubblicato: febbraio 4, 2013 da Trading Warrior in Commodities, Euro, Ftse Mib, News, Petrolio, Saipem, Scenari, Unicredit
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Lo storno è arrivato, complice anche il ritorno del Dow Jones a quota 14.000 punti, ma complici soprattutto le dichiarazioni di qualche politicante ammuffito che usa la campagna elettorale come un’arma di distruzione di massa. A Piazza Affari si stanno scatenando le vendite di chi teme un risultato elettorale incerto che non permetterà all’Italia di avere un governo stabile, serio, e in grado di promuovere le vere riforme. Le perdite più pesanti sono delle banche: pesa sul listino la discesa di Unicredit che perde circa il 5%, dopo che Ubs ha abbassato il giudizio a neutral da buy.
Profondo rosso anche per i titoli di Stato: il rendimento del Btp a 10 anni è salito al 4,44%, con spread a quota 278. Le tensioni si allargano dall’Italia a tutti i Paesi della periferia dell’Europa: a Madrid, dove l’opposizione sta chiedendo le dimissioni del premier Mariano Rajoy per uno scandalo di corruzione, il Bono a 10 anni è scambiato a un rendimento del 5,37%, spread con il Bund a 371.

In questo contesto, Saipem è l’unica blue chip di Piazza Affari a conservare il colore verde, con un rialzo del 2,5% a 20,6 euro e volumi per circa 7 milioni di pezzi. Stamattina Société Générale ha promosso Saipem a buy da hold. In un’intervista sul Corriere della Sera di sabato, l’ad di Saipem, Umberto Vergine, ha definito esagerata ed emotiva la reazione del mercato al profit warning dello scorso 29 gennaio, e ha detto di avere appreso dalle agenzie di stampa del collocamento di azioni da parte di Merrill Lynch. Vergine ritiene che il 2014 sarà “un anno ottimo” mentre il 2013 rimarrà un anno di transizione, anche se pare siano in arrivo nuovi contratti. In un articolo uscito sul Sole 24 Ore di sabato si avanza l’ipotesi che possa essere stato Blackrock a vendere la partecipazione del 2,3% poco prima del profit warning, lo stesso Blackrock che invece è entrato massicciamente in Unicredit per una percentuale pari al 5%. Oggi c’è stata l’audizione dei vertici di Saipem con gli uffici tecnici della Consob. Al termine nessuna dichiarazione è stata rilasciata da parte di Umberto Vergine e del direttore finanziario, Stefano Goberti.

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commenti
  1. fausto ha detto:

    Le “riforme” forse in Italia hanno fatto sufficienti danni. La priorità ora sarebbe avere un parlamento che la smetta di varare leggi dannose ed offensive della dignità dei cittadini che lavorano.

    Detto tra noi: se ci mettono sotto attacco perché non diamo retta, possiamo sempre smettere di fare debiti. Basta piantarla con gli appalti inutili, ne avrei in mente alcuni davvero grossi.

  2. Trading Warrior ha detto:

    Sono d’accordo, ma infatti non mi riferivo alle riforme di cui parlano i soliti noti. Tagli drastici alle spese della politica, tanto per iniziare con qualcosa di banale.

  3. TrandingTraderWarrior ha detto:

    @Fausto Dici bene, ma il vero guaio è che a quanto sembra gli elettori non si sono ancora stancati di mandare in Parlamento chi quelle leggi le mette in atto.

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