Archivio per la categoria ‘Ansaldo Sts’

ITALIA
Tod’s, Cda su vendite 2012.

Cda Finmeccanica, anche su offerte vincolanti Ansaldo Energia.

ROMA
Tesoro, annuncio quantitativi Ctz e Btpei in asta 28 gennaio.

BRUXELLES
Zona euro, indice fiducia consumatori gennaio (16,00).

Eurostat, debito pubblico 3° trimestre zona euro.

BERLINO
Trimestrale Siemens.

LONDRA
Banca centrale pubblica verbali ultima riunione su tassi (10,30).

PARIGI
Indice fiducia imprese gennaio (8,45).

WASHINGTON
Indice su prezzi case novembre (15,00).

Fmi pubblica “World Economic Outlook”; conferenza stampa (16,00).

Scorte Usa settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).

Tesoro offre titoli Stato a 4 settimane (17,30).

NEW YORK CITY
Risultati di McDonald’s.

TORONTO
Banca centrale annuncia decisione tassi.

LE CHIUSURE
Le borse europee chiudono in territorio positivo una giornata caratterizzata da volumi ridotti anche perché parzialmente prive del traino di Wall Street, che ha anticipato alle 19.00 italiane la chiusura in occasione della festa del Black Friday. Il FTSE 100 a Londra ha guadagnato lo 0,5%, il CAC40 a Parigi lo 0,9%, il DAX a Francoforte lo 0,9%, l’IBEX 35 a Madrid lo 0,4%, e lo SMI a Zurigo lo 0,5%.
L’EuroStoxx 50 è salito dello 0,9%. L’indice delle 50 principali blue chips della zona euro ha guadagnato durante l’intera settimana 5,3%, la migliore settimana del 2012.
A Milano l’indice Ftse Mib, dopo una partenza in rosso (fino a -0,80%), ha chiuso a +0,53% fermandosi a 15.635 punti, in una seduta caratterizzata da scambi poco al di sopra del miliardo di euro di controvalore.
Negli USA il Dow Jones ha terminato a 13.009,68 punti, + l’1,35%. Lo S&P fa +1,3% e rivede quota 1.409,15 mentre il Nasdaq si ferma a 2.966,85 mettendo a segno un +1,38%.
L’euro si rafforza per il quinto giorno consecutivo sul dollaro a 1,296 da 1,288 di ieri, è sui massimi delle ultime tre settimane.
Il petrolio tipo Wti tratta a 88,08 dollari il barile (+1%). Oro a 1.752 dollari l’oncia (+1,38%).

BENE L’IFO, SCHIARITE SULLA GRECIA
Stamattina erano arrivate indicazioni positive sull’economia tedesca. L’indice Ifo calcolato sulla base delle aspettative degli imprenditori tedeschi è salito nel mese di novembre a 101,4 da 100 di ottobre, gli economisti si aspettavano un calo, che sarebbe stato il settimo consecutivo, a 99,5.
Sul segmento obbligazionario lo spread Bund-Btp è sceso a 330 punti base, con un rendimento al 4,73%. Ottime notizie dai rendimenti sui tassi a breve scesi all’1,95% per i governativi a due anni e sotto l’1,45% a 12 mesi, entrambi ai minimi di marzo. A luglio, prima delle dichiarazioni di Mario Draghi sullo scudo della Bce il rendimento a due anni aveva superato il 4%
Nel frattempo a Bruxelles proseguono le trattative per il piano di rifinanziamento alla Grecia. Reuters riporta che tra le opzioni allo studio figura l’ipotesi che la Bce rinunci a 9 miliardi di euro di interessi. Il ministero delle Finanze greco avrebbe già avviato i lavori necessari all’operazione di riacquisto, che potrebbe venire perfezionata entro fine anno. C’è da aggiungere tuttavia che il Consiglio europeo in programma oggi e’ terminato senza un accordo sul budget 2014-2020.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI: FOCUS SU BUZZI, FINMECCANICA, E SAIPEM
A Milano secondo giorni di rialzi per Buzzi Unicem (+2,52% a 9,34 euro) maglia rosa del listino che ha superato un livello di resistenza importante a 9,30 euro. Un rialzo dovuto alla doppia promozione di Ubs e Bernstein.
A Piazza Affari è salita anche Finmeccanica +1,2%. Secondo indiscrezioni, Agusta Westland parteciperà alla gara da 5 miliardi di dollari di importo per la fornitura di elicotteri da soccorso all’Air Force Usa. Nel comparto dei petroliferi Saipem torna a scaldare i motori: oggi ha guadagnato l’1,7% portandosi a 33,7 euro. Il titolo ha accelerato dopo che la società ha annunciato di essersi aggiudicata nuovi contratti nelle perforazioni terra per un valore complessivo di circa 500 milioni di dollari in Arabia Saudita, Sud America e Kazakhstan, per l’utilizzo di 13 impianti, tre dei quali saranno appositamente costruiti.
A2A sale dell’1,9% dopo aver annunciato di aver collocato con successo un prestito obbligazionario riservato a investitori istituzionali per 750 milioni di euro. Le obbligazioni, che scadono il 28 novembre 2019, prevedono una cedola annua di 4,5% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 99,718% (tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza pari a 4,548%, 325 punti base sopra al mid-swap). Le richieste hanno superato i 4,5 miliardi.
Le banche si sono riprese grazie al miglioramento dello spread. Intesa +1%, MontePaschi invariata, Ieri la banca ha lanciato un bond da 1,25 miliardi di euro.Si tratta di una OBG (obbligazione bancaria garantita) a tasso fisso a 10 anni assistita in massima parte da mutui ipotecari residenziali e commerciali ceduti da Intesa Sanpaolo.
Invariato anche Banco Popolare. Société Générale ha tagliato il target price a 1,15 euro da 1,30 euro. Secondo indiscrezioni, Agos Ducato, la partecipata con il 39% attiva nel credito al consumo, perderà soldi nel 2012 e nel 2013.
Generali +0,3%. La compagnia è pronta ad avviare l’asta per la cession della controllata svizzera Bsi, ci sarebbero molti nomi internazionali interessati.
Atlantia ha guadagnato l’1,1%. Il gruppo delle concessionarie autostradali ha elevato a 1 miliardo dall’offerta iniziale di 750 milioni, l’ammontare del suo bond retail e ha anticipato la chiusura dell’offerta ad oggi avendo collocato interamente l’emissione.
Luxottica continua a salire, oggi +0,8% e nuovo massimo storico a 30,87 euro. La stampa riporta che la società ha concluso l’acquisizione del 40% della catena di negozi di occhiali Salmoiraghi & Viganò al prezzo 40 milioni di euro.
Vendite su Exor (-0,74%), Tenaris (-0,33%), Ansaldo (-0,31%) e Autogrill (-0,37%).

LE CHIUSURE
Chiusura di seduta in territorio positivo per le borse europee, nella giornata dell’election day negli USA e nonostante i brutti dati arrivati dall’economia reale di Eurolandia. A Parigi il Cac40 ha guadagnato lo 0,81% a 3.476 punti, il Dax di Francoforte sale dello 0,67% a 7.375 punti, a Londra il Ftse 100 incrementa dello 0,79% a 5.884 punti, mentre a Madrid l’Ibex sale dello 0,23% a 7.836. A Milano il Ftse Mib ha accelerato sul finale portandosi a 15.683 punti (+0,9%), ma con volumi al di sotto della media.
Sul mercato europeo dei titoli di Stato lo spread tra Btp e Bund, dopo aver toccato un picco intraday a 358 punti base, è sceso fino a 345 punti in chiusura, stesso andamento anche per il differenziale spagnolo che sul finale è sceso ai minimi di seduta di 422 punti base. Alle 18.30 italiane il petrolio tipo Wti sale dello a 87,3 dollari il barile, l’oro torna a 1.711 dollari l’oncia, e i tre indici USA sono in rally con il Dow jones che incrementa dell’1,2%.

DATI MACRO: BRUTTI NUMERI DA EUROLANDIA
Dai dati diffusi in mattinata è emerso che gli ordini all’industria tedeschi sono calati del 3,3% a livello mensile e del 10,2% su base annuale. Alla brutta notizia dalla Germania ha fatto seguito la lettura negativa dell’indice Pmi sull’Eurozona (45,7, inferiore rispetto al mese precedente e alle stime degli analisti). Numeri ai quali i mercati non sembrano aver dato molto peso, dato che la recessione in Europa per i primi mesi del 2013 ormai è scontata. Nel frattempo gli investitori hanno iniziato a prefigurare scenari in relazione all’esito delle elezioni oltreoceano. Con l’election day si arriva alla resa dei conti tra il presidente uscente Barack Obama e lo sfidante repubblicano Mitt Romney, nella consapevolezza che il 45esimo presidente USA dovrà subito affrontare la questione del “fiscal cliff”, il “baratro fiscale”, alla lettera. Ossia la concomitanza di un aumento delle tasse e di un taglio automatico della spesa pubblica del governo per un totale di 600 miliardi di dollari che partirà dai primi di gennaio, se il Congresso non sarà in grado di raggiungere un accordo tra i partiti. Per quanto riguarda la Grecia, c’è da registrare che stamani Atene ha collocato con successo titoli di Stato a 6 mesi per 1,3 miliardi di euro, registrando un lieve calo dei tassi. Nel frattempo la commissione Finanze del Parlamento greco ha iniziato la discussione sul disegno di legge che prevede una ulteriore serie di misure di austerity richieste dalla Troika, condizione considerata necessaria affinché Atene riceva una nuova tranche di aiuti

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Maglia nera del listino principale di Piazza Affari oggi è Tenaris, che cede l’1,27% in scia al taglio del rating a sell da parte degli analisti di Goldman Sachs. Tra i petroliferi in rosso anche Saipem (-0,83%), mentre va in controtendenza Eni (+1,31%). C’è da notare che i petroliferi risentono dell’appuntamento in programma per domani, quando sarà diffuso il report sulle scorte strategiche di petrolio da parte del Dipartimento dell’energia statunitense.
Vendite diffuse anche sui titoli del lusso, che nei giorni scorsi hanno corso parecchio: Ferragamo (-0,86%), Tod’s (-0,32%). Tra i titoli del risparmio gestito scende Azimut(-0,4%).
In recupero il comparto bancario, in seguito al calo dello spread: Banco Popolare ha guadagnato il 2,39%, MontePaschi l’1,94%, Unicredit l’1,95%, Intesa l’1,29%.
Fiat resta in vetta al paniere principale con un rialzo del 2,96%. La maggior parte degli analisti ritiene che il titolo del Lingotto sia tuttora interessato da movimenti tecnici, dopo esser entrato in ipervenduto in scia alla pubblicazione dei risultati del trimestre. Salgono anche Stm (+2,17%) e Autogrill (+2,34%). Per quanto riguarda quest’ultima, la ristrutturazione della attivita’ negli USA – su cui riferisce oggi MilanoFinanza – potrebbe portare ad un possibile spin-off delle attivita’ di duty free, ipotesi apprezzata dagli analisti di Banca Akros (rating confermato a buy sul titolo con target price di 8,5 euro). Ben comprati i titoli della galassia Finmeccanica: la casa madre ha mostrato un progresso del 2,17%, mentre Ansaldo STS è avanzata dell’1,34%.

I NUMERI DELLA CHIUSURA
Avvio di settimana in territorio negativo per le borse europee a cause delle incertezze sull’evoluzione della crisi in Spagna, dove il governo Rajoy continua a temporeggiare rinviando la richiesta di aiuti, e in Grecia, con Atene alla ricerca di una soluzione per ricapitalizzare le banche. Maglia nera a Milano, penalizzata dalle esternazioni del clown di Arcore, con l’indice Ftse Mib che perde l’1,51% e scende a 15.349 punti, poco sopra il minimo intraday in area 15.263. Il Dax di Francoforte cede lo 0,4% a 7.203,16 punti, l’Ftse 100 di Londra arretra dello 0,2% a 5.795,10 punti, il Cac 40 di Parigi scende dello 0,76% a 3.408,89 punti, l’Ibex di Madrid segna -0,6% a 7.728,6 punti. Crolla Atene, giu’ dell’8,34% dopo che le banche hanno prorogato di un mese la pubblicazione delle trimestrali. Nella giornata in cui Wall Street è rimasta chiusa per l’emergenza determinata dal passaggio dell’uragano Sandy, che oggi si è abbattuto su una New York vuota e spettrale, il petrolio wti si posiziona a 85 dollari il barile in calo di oltre un punto percentuale, mentre l’oro staziona a 1.709 dollari l’oncia, in calo frazionale.

SPAGNA E GRECIA
Chiusura in profondo rosso per Milano, con i bancari che zavorrano il listino pagando la risalita dello spread, tornato nuovamente sopra quota 350 punti base. Come ampiamente riportato dai quotidiani di tutto il mondo, l’ex premier italiano Berlusconi, la cui fedina penale sta assumendo le dimensioni di un poema epico, ha sferrato il suo colpo di coda minacciando di togliere l’appoggio al governo Monti e attaccando la Germania sulla gestione della crisi dei debiti sovrani. In Grecia, invece, si intensificano i negoziati tra la troika e l’esecutivo ellenico per trovare una soluzione che allontani lo spettro della bancarotta di Atene. Per quanto riguarda la questione spagnola, oggi al governo di Madrid è stato riconosciuto di aver rispettato gli accordi presi con l’Unione Europea il 20 luglio scorso, quando venne decisa la ricapitalizzazione delle banche del Paese con l’assistenza finanziaria europea. E’ la conclusione a cui sono arrivati i funzionari del Fondo Monetario Internazionale al termine della prima missione di monitoraggio indipendente del settore finanziario spagnolo che si e’ tenuta a Madrid dal 15 al 26 di ottobre. Secondo quanto reso noto dal Fmi, una seconda missione e’ attesa nel primo trimestre del 2013. I dati macro arrivati dagli USA nel primo pomeriggio non hanno suscitato praticamente alcuna reazione da parte degli investitori, la cui attenzione e’ rimasta rivolta all’Europa e soprattutto all’Italia, alla luce di un quadro politico alquanto instabile. Oltreoceano i redditi personali sono saliti a settembre dello 0,4% (in linea al consenso) e le spese personali per i consumi dell’0,8%, a fronte di una previsione di +0,6% m/m.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
La risalita dello spread ha penalizzato duramente tutto il comparto bancario: maglia nera del listino MontePaschi che cede il 4,46% a 0,218 euro, Mediobanca lascia sul terreno il 4,29% a 4,33 euro, Popolare di Milano il 4,41% a 0,425 euro, Banco Popolare il 4,32% a 1,218 euro, Unicredit il 2,47% a 3,394 euro, Intesa il 2,67% a 1,238 euro. Tra i petroliferi reggono bene Eni (-0,97% a 17,33 euro) e Saipem (-0,87% a 34,17), nonostante il petrolio wti continui ad aggirarsi in area 85 dollari il barile. Tenaris, al contrario, perde oltre il 3% e si porta a 14,2 euro.
Vendite anche su Finmeccanica (-3,85% a 3,796 euro) e Campari (-3,04% a 6,22 euro), quest’ultima in scia ai downgrade di Mediobanca e Deutsche Bank. Alla vigilia dei conti trimestrali Fiat ha ceduto lo 0,58% a 4,122 euro, mentre Ansaldo Sts, maglia rosa del listino, si mette in luce con un balzo del 2,31% a 6,64 euro dopo la pubblicazione dei conti che hanno superato le attese degli analisti. Generali ha guadagnato lo 0,83% a 12,22 euro in scia ad un report di Deutsche Bank che ha alzato il giudizio sulla compagnia assicurativa a buy da hold portando il target price a 14,5 euro dal precedente 11,7 euro. Bene anche Pirelli & C. (+1,17%), che ha beneficiato dell’intonazione positiva dell’intero settore.

ITALIA
Cda su risultati 3° trimestre di: Ansaldo Sts, Carraro (15,30), Cir, Cofide, Eni (comunicato domattina), Telecom Italia Media.

Mediobanca, conference call su risultati 1° trimestre (9,00).

Ansaldo, conference call surisultati 3° trimestre (17,30).

Telecom Italia Media, conference call su risultati 3° trimestre (16,00).

ROMA
Tesoro, asta 8 miliardi Bot a 6 mesi, scadenza 30/04/2013.

ATENE
Prezzi alla produzione settembre(12,00).

BERLINO
Tesoro offre 3,0 miliardi titoli di stato a 12 mesi, scadenza 30/10/2013.

Stima prezzi al consumo ottobre.

MADRID
Vertice bilaterale italo-spagnolo, conferenza stampa con Monti e Rajoy (14,30).

Vendite al dettaglio settembre (10,00).

WASHINGTON
Tesoro offre titoli di Stato a 13 e a 26 settimane (18,30).

Redditi econsumi personali, core Pce, indice manifatturiero Midwest settembre (13,30).

I NUMERI DELLA CHIUSURA
Chiusura di seduta col segno meno per le Borse europee, frenate dalla prospettiva di una ripresa dell’economia mondiale sempre più incerta. Il Ftse 100 di Londra perde lo 0,54% a 5.810,25 punti, il Dax di Francoforte lascia lo 0,78% a 7.234,53 punti e il Cac 40 di Parigi cede lo 0,7% a 3.382,78 punti. A Madrid l’Ibex affonda dell’1,85% a 7.745,4 punti, mentre nel giorno del vertice Merkel-Samaras, l’Athex di Atene fa eccezione e guadagna lo 0,55% a 829,59 punti. Sul fronte obbligazionario lo spread Btp/bund si assesta a 357 punti base, mentre l’euro in serata è sceso bruscamente nei confronti del dollaro a 1,288, da 1,296 della chiusura di ieri.

LE BRUTTE NOTIZIE DAL FMI, DALLA GRECIA, E DAL FRONTE TURCO-SIRIANO
Il Fondo Monetario Internazionale ha indicato che quest’anno il PIL mondiale mettera’ a segno un progresso del 3,3%, anziche’ del 3,5% come indicato a luglio, e che nel 2013 salira’ del 3,6% e non del 3,9%. In mattinata il presidente della Bce, Mario Draghi, ha spiegato in un’audizione al Parlamento europeo che l’economia del Vecchio continente è ancora a rischio. Draghi ha messo l’accento sulla necessità che il regolamento per una supervisione bancaria unica, a livello europeo, entri in vigore dal prossimo primo gennaio, in quanto “questo permetterebbe di iniziare i lavori preparatori il più rapidamente possibile”. Nel frattempo dall’Ecofin a Lussemburgo è uscito un accordo tra undici Paesi, Italia compresa, che hanno deciso di avviare una cooperazione rafforzata per arrivare alla cosiddetta ‘Tobin Tax’, una tassa sulle transazioni finanziarie. Oggi è stato anche il giorno dell’incontro bilaterale ad Atene tra il cancelliere tedesco, Angela Merkel, e il premier greco, Antonis Samaras, cui hanno fatto da sfondo violenti scontri nella capitale tra manifestanti e polizia. Merkel ha dichiarato al termine del vertice di essere favorevole ad aumentare gli aiuti alla Grecia, ma dopo i risultati del rapporto della troika (Ue, Bce e Fmi). Secondo il cancelliere, Atene “ha fatto molto, ma molto resta ancora da fare”. Dal fronte geopolitico continuano ad arrivare notizie allarmanti: la Turchia avrebbe incrementato la presenza di carri armati e missili sul confine con la Siria. Il petrolio è subito balzato in avanti di quasi due punti percentuali con il Wti a 92,8 dollari il barile e il Brent a 114 dollari.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
La maglia rosa del Ftse Mib oggi viene assegnata a Stm, in rialzo del 3,05% a 4,458 euro: la società ha confermato di avere incaricato JP Morgan di trovare un compratore o un partner per la disastrata joint venture St-Ericsson, che diversi piani di ristrutturazione non sono riusciti a riportare in utile. Inoltre il governo francese sarebbe pronto a cofinanziare un nuovo stabilimento di nanotecnologie a Crolles, nel Sudest della Francia.
Il comparto bancario ha proceduto in ordine sparso. In rosso MontePaschi (-2,99% a 0,2274 euro), nel giorno dell’assemblea straordinaria degli azionisti. Il titolo paga le parole del presidente Alessandro Profumo sull’aumento di capitale con esclusione dei diritto d’opzione che apre la strada all’entrata di nuovi soci nel capitale della banca Segno meno anche per Popolare di Milano (-0,88% a 0,4262 euro), Banco Popolare (-1,85% a 1,219 euro), Intesa Sanpaolo (-0,8% a 1,246 euro), Mediobanca (-2,03% a 4,246 euro) e Ubi Banca (-0,66% a 3,008 euro). Salgono invece Banca Pop.Em.Rom. (+1,13% a 4,48 euro) e Unicredit (+0,53% a 3,436 euro). L’istituto di Piazza Cordusio ha reso noto che intende arrivare allo scorporo delle attività italiane nell’ambito di una ristrutturazione del gruppo, anche non sull’immediato come ha precisato il presidente Giuseppe Vita.
Tra i titoli industriali, in rosso ci sono anche Fiat (-0,23% a 4,28 euro) e Fiat Industrial (-1,09% a 7,73 euro). Si riprende invece nel finale Finmeccanica (-0,1% a 4,164 euro), che ha comunicato di essersi aggiudicata nuovi ordini per un valore complessivo pari a circa 93 milioni di euro attraverso le sue società AgustaWestland, Selex Galileo, Selex Elsag e Drs Technologies. Nel comparto oil positiva Eni (+0,64% a 17,26 euro), che ha annunciato che venderà gas con il proprio brand anche ai clienti retail del mercato francese, mentre Saipem chiude invariata sul valore di ieri a 37,47 euro, e Tenaris, in calo frazionale, scende a 15,74 euro. Enel cede lo 0,91% nel giorno successivo all’emissione obbligazionaria da 2 mld euro.
Brillanti Ansaldo Sts (+2,57%) e Mediaset (+1,46%), mentre mostrano forti cali Prysmian (-1,5%), e Telecom Italia (-1,71%).

I BRUTTI NUMERI DELLA CHIUSURA
Le piazze europee chiudono in territorio negativo una settimana contrastata e volatile, nonostante l’approvazione della durissima finanziaria 2013 in Spagna che non basta a dissipare i timori per la tenuta del paese, specie in un momento in cui cresce l’attesa degli investitori per i risultati dell’audit sulle banche iberiche. L’indice Ftse 100 di Londra perde lo 0,65% a quota 5.742,07 punti, il Cac 40 di Parigi, maglia nera in Europa, lascia sul terreno il 2,46% a 3.354,82 e il Dax 30 di Francoforte arretra dell’1,01% a 7.216,15 punti. In rosso anche l’Ftse Mib di Milano che registra, dopo Parigi, la peggiore performance cedendo il 2,29% a 15.095,84 punti sui minimi intraday. L’Ibex di Madrid segna una flessione dell’1,71% a 7.708,5 punti. Lo spread tra Btp e Bund a 10 anni, chiude in lievissimo calo a 365 punti base, con il tasso dei decennali italiani al 5,09% sul mercato secondario. Sale invece di appena un punto a quota 450 lo spread tra Bonos spagnoli e Bund, con il rendimento dei decennali di Madrid al 5,94%.
Alle 19.00 ora italiana il petrolio wti riduce i guadagni della mattinata e si porta poco sopra i 92 dollari il barile, l’oro cala di mezzo punto a 1.774 dollari l’oncia e e il cambio euro/dollaro resta fermo a 1,2930.

GLI EVENTI
Dopo un avvio di seduta zoppicante, il Ftse Mib, assieme agli indici delle altre borse UE, ha virato in negativo in scia ai timori derivanti dalla Spagna, ormai vicina alla richiesta di aiuti all’Esm, dopo l’approvazione del piano per il 2013. La finanziaria, nonostante i primi giudizi positivi, ha iniziato a destare perplessità fra gli operatori, che hanno chiesto ulteriori indicazioni al Governo iberico in attesa dei risultati degli stress test sulle banche. Inoltre a pesare sul mood negativo del mercato sono i timori di un downgrade del rating sulla Spagna da parte di Moody’s. La società di rating dovrebbe portare a termine entro fine mese la revisione sul profilo di credito del Paese. Un declassamento e’ gia’ arrivato da Egan Jones. Dagli Stati Uniti sono arrivati dati macro deludenti, con i redditi personali che ad agosto hanno registrato un rialzo dello 0,1%, a fronte di attese che indicavano +0,2%, mentre la spesa delle famiglie è cresciuta dello 0,5%, come previsto dagli analisti. Gli analisti fanno anche osservare che sull’andamento odierno ha inciso il cosiddetto ‘window dressing’ come viene chiamato in gergo. Oggi, infatti, e’ l’ultimo giorno di un trimestre molto buono e i fondi d’investimento stanno chiudendo le loro posizioni in vista della presentazione dei risultati. All’interno della Fed, inoltre, cresce il fronte degli oppositori della politica di allentamento monetario varata dal Fomc, sulla cui efficacia i dubbi cominciano a proliferare.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Tra le blue chip chiudono in positivo Finmeccanica, complici le dichiarazioni del sottosegretario allo Sviluppo Economico, De Vincenti, secondo cui potrebbero essere cedute alcune controllate come Ansaldo Energia, Ansaldo Breda o Ansaldo Sts, Diasorin e Pirelli. I maggiori ribassi sono stati registrati dalle banche, che con il loro peso hanno zavorrato l’intero listino. B.Pop.Em.Romagna ha perso il 4,68%, B.Pop.Milano il 4,22%, Unicredit il 3,58%. Male anche Intesa Sanpaolo (-3,11%), Montepaschi (-2,88%), B.Popolare (-2,84%) e Mediobanca (-1,98%). A2A ha ceduto il 4,3%, seguita dalle altre utility, tra cui Enel G.P. (-2,88%) ed Enel (-3,23%). Chiudono in ribasso i titoli della galassia Agnelli, con Fiat (-1,84% a 4,152 euro), che recupera comunque dalla mattinata, e Fiat Industrial (-3,24% a 7,605 euro), mentre termina sulla parità la controllante Exor (a 19,57 euro).