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I NUMERI DELLA CHIUSURA
Chiusura in forte rialzo per le borse europee sulla scia delle voci che danno per imminente la concessione alla Spagna di una linea di credito precauzionale. La maglia rosa va a Madrid, dove l’indice Ibex cresce del 3,41% a 7.940,2 punti. Il Dax di Francoforte sale dell’1,58% a 7.376,27 punti, il Ftse 100 di Londra cresce dell’1,12% a 5.870,54 punti, il Cac 40 di Parigi guadagna il 2,36% a 3.600,94 punti, l’indice Ftse Mib di Milano segna +2,53% a 15.985,16 punti, dopo aver messo a segno uno sprint sul finale che ha portato alla rottura della resistenza situata in area 15.700. Dopo una mattinata in standby gli indici hanno accelerato nel primo pomeriggio, anche in seguito alla diffusione dei risultati trimestrali di Goldman Sachs. Sul segmento obbligazionario lo spread Btp-Bund registra un calo sotto quota 340 punti base. Il petrolio wti dopo un tentativo rialzista torna ad accasciarsi a 91,64 dollari il barile, l’oro staziona a 1.746 dollari l’oncia. L’euro si apprezza sul dollaro e procede poco sopra quota 1,30.

I DATI MACRO E LA SPINTA DI GS
Dopo una mattinata stanca, l’andamento delle Borse europee non ha tratto giovamento dal buon esito del collocamento di titoli di Stato spagnoli e greci, né dalla rilevazione migliore dei previsioni dell’indice tedesco Zew: l’indice che misura le attese del settore finanziario sull’economia, a ottobre si e’ attestato a -11,5 punti dal -18,2 di settembre, a fronte di un consenso a -15 punti. Nel pomeriggio, a favorire il decollo dei listini, e di quello meneghino in particolare, è stato il risultato arrivato da oltreoceano sulla produzione industriale USA a settembre, che ha evidenziato una crescita dello 0,4% con attese che indicavano +0,2%. I dati macro dagli USA sembrano quindi configurare uno scenario migliore delle previsioni, nonostante l’incombere del fiscal cliff ai primi del 2013, quando scadranno in contemporanea gli sgravi fiscali messi in cantiere a suo tempo dall’amministrazione Bush e i tagli alla spesa pubblica. E qualcuno favoleggia che Bernanke sarebbe già pronto ad aprire i rubinetti della Fed con un quarto round di quantitative easing. Oggi pomeriggio i mercati hanno accolto con entusiasmo anche la trimestrale di Goldman Sachs che ha battuto le previsioni: il colosso bancario ha riportato utili per 1,51 miliardi di dollari. Sul fronte europeo, mentre in Grecia proseguono i negoziati tra la Troika e i rappresentanti del governo di Atene, sulle banche spagnole si abbatte la mannaia di Standard & Poor’s. Bankitalia, nell’ultimo Bollettino Economico, ha fatto sapere che nonostante il Pil rimarrà mediamente negativo nel 2013, l’Italia uscirà comunque dalla recessione durante il prossimo anno. Il tutto mentre cresce l’attesa per il secondo dibattito tv tra il presidente uscente Obama e e lo sfidante repubblicano Romney.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Mediaset ha messo a segno anche oggi un’altra grande performance, mostrando un balzo del 7,25% a 1,641 euro, con il mercato che sembra credere all’interesse straniero per la pay-tv del gruppo televisivo di Cologno Monzese, ma la maglia rosa va a Banca Pop.Em.Romagna che sale con un poderoso 7,83 a 4,876 euro. Denaro anche sugli altri titoli del comparto bancario, in seguito all’allentamento delle tensioni sullo spread e grazie all’effetto traino arrivato da oltreoceano con i numeri di Goldman Sachs: Unicredit ha guadagnato il 4,56% a 3,626 euro, Popolare di Milano il 4,13% a 0,449 euro, Banco Popolare il 4,19% a 1,292 euro, Intesa SanPaolo il 4,34% a 1,323 euro, Ubi Banca il 3,99% a 3,182 euro, MontePaschi il 2,43% a 0,235 euro. Sempre nel comparto finanziario Generali ha mostrato un progresso del 3,95% a 12,36 euro.
Di contro Pirelli è scivolata sul fondo del paniere principale con un ribasso del 3,20% a 8,325 euro in scia al profit warning lanciato dalla concorrente Nokian Renkaat. Luxottica ha lasciato sul parterre lo 0,73% a 28,60 euro pagando il downgrade di BofA, che ha tagliato la raccomandazione sulla società di occhialeria a neutral dal precedente buy. Tra gli altri titoli positivi da segnalare Mediolanum +4,46%, Enel +2,87%, Atlantia +2,15% e Fiat Industrial +2,24%. Impregilo segna un +1,32% mentre e’ in corso il Cda chiamato a decidere sull’ipotesi della cessione del 19% di Ecorodovias a Primav.

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Le Borse europee si infiammano dopo il discorso di Mario Draghi, nonostante l’annuncio che il tasso di riferimento dell’euro resterà rimasto invariato all’1%. A Milano l’indice FtseMib sale del 2,6%, al galoppo anche Londra, Parigi, Madrid e Francoforte. La questione del debito sovrano nell’Eurozona tiene banco e Wall Street segue l’andamento delle Borse europee con rialzi superiori al punto percentuale per tutti e tre gli indici. Durante la conferenza stampa successiva al comitato di politica monetaria, il governatore della Bce, Mario Draghi, ha detto che la ripresa economica della zona euro deve confrontarsi con crescenti rischi al ribasso ed ha escluso l’implementazione di un terzo round di Ltro: “Le prospettive economiche all’interno della zona euro rimangono deboli con un’accentuata incertezza che pesa sulla fiducia e che aumenta i rischi al ribasso”, ha detto Draghi. Lo staff della Bce ha tuttavia confermato per il 2012 le previsioni di crescita dela zona euro, comprese nel range -0,5%/+0,3%, e Draghi ha assicurato che l’istituto centrale continuerà a fornire liquidità alle banche con scadenza a una settimana. Sul mercato dei titoli di Stato il Btp decennale è scambiato a un rendimento che sale di 4 punti base al 5,65%. Stabile lo spread a 439 punti. In un articolo apparso da poco su milanofinanza Francesca Gerosa spiega invece che “In questo momento i mercati seguono Charles Evans. Il presidente della Fed di Chicago ha sottolineato che è necessario attuare una politica più accomodante per aiutare la crescita dell’economia degli Stati Uniti perché c’è ancora troppa disoccupazione”. Tutta benzina sul fuoco del QE III.
L’euro è scambiato a 1,2509, Il petrolio sale per il terzo giorno consecutivo: future su Wti a 86 dollari il barile (+2%). Fra le blue chip di Piazza Affari brilla Finmeccanica in progresso del 5%, dopo essere scesa ieri dell’1,1%. Si confermano positive le banche con rialzi diffusi ovunque, e con Banca Popolare dell’Emilia che sale del 5% dopo che Mediobanca ha avviato la copertura con raccomandazione positiva outperform.
La Commissione europea ha presentato oggi le proprie proposte sul piano di risoluzione della crisi del sistema bancario. Bruxelles raccomanda un maggior coordinamento tra Paesi e la possibilità di imporre perdite anche ai portatori di obbligazioni bancarie. Salgono i titoli del risparmio gestito con Azimut e Mediolanum, prosegue il rialzo anche per Generali. In progresso anche gli industriali con Fiat, Prysmian, Pirelli, StM e Fiat Industrial. Salgono i cementieri: Buzzi +1,8%, Italcementi +5% e i petroliferi con Saipem Tenaris ed Eni al galoppo.

Il dato macro più atteso oggi oltreoceano era l’indice di fiducia dei consumatori elaborato dall’Università del Michigan in collaborazione con Reuters: ebbene, l’indice è salito in maggio a 79,3, il massimo da ottobre del 2007: in aprile la lettura era stata 77,8 e gli economisti si aspettavano una conferma di questo dato. Nonostante la sorpresa positiva Wall Street ha mostrato indifferenza, con i tre indici che attorno alle 17.00 italiane viaggiano in negativo. Reazioni modeste anche per il dollar index, che perde lo 0,2% a 82,19 dopo tre giorni consecutivi di rialzo. A tenere in tensione gli investitori è ancora l’Eurozona con i suoi problemi: il ritorno della Grecia alla moneta nazionale, dato ormai per scontato, e lo spettro di una dissoluzione della moneta unica. Le voci sulla messa a punto di piani di protezione dalle catastrofiche conseguenze di un break up dell’euro si intensificano sempre di più. Negli ultimi giorni più fonti hanno riferito che, in segreto, gli stati e le banche, si stanno attrezzando per affrontare questa evenienza. Come prevedibile, tutti funzionari e politici si sono affrettati a negare l’esistenza di questi piani.
A Milano l’indice Ftse Mib oscilla in continuazione senza apparenti motivi, ora è in rialzo dello 0,50%. Il Dax di Francoforte e il Cac40 di Parigi sono in rialzo dello0,4%, il Ftse100 di Londra immobile. L’oro tratta a 1.568 dollari l’oncia (+0,5%), mentre il greggio wti risale a 91 dollari il barile.

Tra i titoli USA:
Quest Software sale del 4%. Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, Dell è in trattativa per acquisirla, l’obiettivo dell’operazione è la messa in comune dei software e degli altri strumenti di gestione delle reti di computer. Dell è in rialzo dello 0,7%.
Verifone Systems -11%. La società dei sistemi di pagamento ha chiuso il trimestre con profitti di poco sopra le attese, ma la società mette in guardia da ricavi del terzo trimestre al di sotto delle stime.
BlackRock +0,2% La società del risparmio gestito avrebbe incrementato la partecipazione in Chesapeake Energy Corp a 4 milioni di azioni da meno di 1 milione. Chesapeake Energy sale dell’1,5%: secondo indiscrezioni, il miliardario “attivita” Carl Icahn avrebbe rastrellato il 4% del gruppo del gas.
Bank of America +0,2%. La banca si è accordata con Barclays per cedere l’interesse rimanente in Archstone, al prezzo di 1,58 miliardi di dollari. L’acquirente è Lehman Brothers che eserciterà il diritto di acquisto della quota ceduta dai due partner pari al 26,5% della società.

C’è già l’ottimista di turno che si accontenta di sottolineare il “colpo di reni” finale dell’indice FtseMib, che dal -2,40% del pomeriggio ha limato le perdite chiudendo sotto di un solo punto percentuale. Probabilmente i ribassisti hanno già ricaricato le munizioni prima del consueto sprint in territorio positivo che si realizza nelle prime fasi di contrattazione mattutina, con slanci, come quello odierno, che la dicono lunga sulla guerra in atto per far saltare gli stop loss. Al di là del dettaglio il quadro d’insieme è lo stesso: guai per la Spagna, con la bolla immobiliare tante volte evocata in passato che sembra pronta a scoppiare, stallo della situazione in Grecia, che nella migliore delle ipotesi andrà nuovamente alle urne a giugno, possibilità di contagio su paesi già sotto pressione come, Portogallo e Ungheria, e il referendum irlandese sul fiscal compact previsto per il 31 maggio. Per non parlare dei guai di casa nostra.
Chiusura in ordine sparso oggi per le piazze europee, con Madrid maglia nera in rosso del 2,77% a 6.812 punti, spinta al ribasso dalle tensioni sul comparto bancario. Calo dello 0,5% per il Ftse100 di Londra che scende a 5.525, -0,2% del Cac40 di Parigi a 3.115 mentre in Germania l’indice Dax ha registrato un +0,43% salendo a 6.468. Il Ftse Mib dimezza le perdite sul finale e chiude in calo dell’1,18% a 13.771 punti, mentre il Ftse All Share cede l’1,03% a 14.819 punti. Ancora una volta a Milano i ribassisti hanno fatto strage delle banche: Bpm ha perso il 5,07% a 0,357 euro, Unicredit il 4,5% a 2,662 euro, Intesa Sanpaolo il 2,56% a 1,026 euro. Monte dei Paschi dopo una sospensione per eccesso di ribasso, ha chiuso con un -6,94 % a 0,233 euro dopo che oggi gli uffici della sede della banca senese sono state oggetto di perquisizioni da parte degli uomini delle Fiamme Gialle. Mediaset (-11,3% a 1,452 euro), ha aggiornato nel corso della seduta i suoi minimi storici dopo che ieri sera ha presentato risultati finanziari dai quali è emerso un calo dell’utile nei primi tre mesi del 2012 pari all’80 per cento a causa della caduta della pubblicità.In evidenza invece Lottomatica che avanza del 4,5% dopo le indicazioni positive fornite dall’amministratore delegato Marco Sala in un’intervista al Financial Times. Tra i petroliferi inverte la rotta Eni che cede lo 0,7%, Saipem perde lo 0,3%, mentre Tenaris in controtendenza sale dell’1,7%. Il petrolio resta comunque sotto pressione, in calo dell’1% a 96,1 dollari al barile. Reazione positiva di Astaldi che sale del 6,4%, Telecom Italia Media inverte rotta e cede il 4,5%.
Sono in molti oggi a chiedersi se la Grecia il 15 maggio sarà in grado di rimborsare la prima tranche di prestiti in scadenza, per un importo di 436 milioni di euro. Negli USA il rischio di default della Grecia viene percepito come imminente. Oggi c’è stato l’incontro tra il premier incaricato Alexis Tsipras e i leader degli altri partiti per tentare di formare un governo, ma le possibilità di un’intesa capace di portare al nuovo esecutivo sono basse considerato che Tsipras vuol considerare nulli gli impegni presi dal governo Papademos con Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale. Il leader di Nuova Democrazia, Antonis Samaras, il primo partito, ha affermato che dire di sì alla richiesta, giunta da Tsipras, di ritirare gli impegni assunti con la troika, equivale a ratificare “la distruzione della Grecia”. La stampa greca ha già una data per il voto, il 17 giugno.
Forte incertezze anche in Spagna, dove il governo si prepara a chiedere alle banche nazionali di procedere ulteriori accantonamenti da 35 miliardi di euro a fronte delle perdite potenziali che potrebbero emergere dai finanziamenti al settore delle costruzioni e dello sviluppo immobiliare. Il provvedimento potrebbe essere annunciato venerdì dopo la riunione del consiglio dei ministri.
Le vendite dominano anche a Wall Street, dove alle 18.30 italiane l’indice Dow Jones Nasdaq e l’S&P arretrano dello 0,8%.
L’euro rimane debole sul dollaro ed è scambiato a 1,2950. Si amplia di 22 punti lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco a 410 punti, il massimo dal 31 gennaio. Il titolo di stato italiano rende il 5,6% contro l’1,5% del Bund tedesco.

Borse, oro e petrolio restano sotto pressione sulle piazze asiatiche questa mattina: la Grecia fatica a formare un governo dopo che le elezioni hanno punito i partiti di maggioranza, facendo salire il rischio di una revisione dei termini del salvataggio internazionale. Wall Street ha chiuso in calo sull’eco delle notizie provenienti dalla Grecia, ma i tre indici hanno recuperato oltre un punto percentuale dai minimi intraday: Dow Jones -0,59%, S&P500 -0,43%, Nasdaq -0,39%. Stamattina sono tutte i calo le Borse asiatiche: Tokio -1,4%, Hong Kong -0,7%, Shanghai -1%, Seul -0,7%, Bombay -0,2%. Ieri sono balzati in avanti tutti gli asset considerati “sicuri” come il Bund tedesco, il future sul decennale ha segnato i nuovi massimi storici a 142,64 punti, per un rendimento dell’1,534%. Sono piovuti gli acquisti anche sui Treasury Bond americani, il rendimento del decennale è sceso al minimo storico dell’1,828%, e sui Gilt inglesi, rendimento del decennale all’1,933%.
L’euro sta soffrendo da qualche seduta, il cross euro dollaro apre stamattina a 1,2978 da 1,30 di ieri. E’ all’ottavo calo consecutivo. Contrariamente alle aspettative, la ricerca di protezione non favorisce i metalli preziosi, sempre più considerati come commodities piuttosto che come “porti sicuri”: l’oro ha perso il 2,8% scivolando sotto i 1.600 dollari per la prima volta dal 3 gennaio. L’argento ha lasciato sul terreno il 3,2% a 29,2 dollari, minimo da inizio anno. Le prime indicazioni dai future sulle Borse europee anticipano un avvio in rialzo di circa mezzo punto percentuale dopo la generale caduta di ieri. Oggi non sono in agenda aste di Paesi periferici. Tocca alla Germania che non avrà alcun problema, viste le condizioni, a collocare obbligazioni con scadenza 5 anni.
L’Italia tornerà sul mercato venerdì 11 maggio con un’emissione mista di tasso variabile e Ctz. Lo spread con il nostro Btp decennale ieri è risalito a quota 388 (+12 punti base), il rendimento è al 5,42%.

In attesa dei dati sul Pil USA i future sui tre indici di Wall Street sono piatti, all’indomani del downgrade della Spagna ad opera di S&P. Tuttavia in tarda mattinata le Borse europee accelerano al rialzo dopo la buona conclusione dell’asta dei titoli di Stato italiani. A Milano l’indice FtseMib sale dello 0,6%. Il Tesoro ha collocato complessivamente Btp a diverse scadenze per 5,94 miliardi di euro, su un ammontare massimo annunciato di 6,25 miliardi. Il rendimento dei Btp a 5 anni è salito al 4,86%, dal 4,18% dell’asta precedente di fine marzo. Il rendimento dei decennali è salito al 5,84% dal 5,24% di fine marzo. Per i decennali la richiesta è stata pari a 1,48 volte l’offerta, per i quinquennali 1,34 volte.
Sul mercato secondario il Btp benchmark è scambiato con rendimento al 5,69% e spread con Bund a 401 punti (+8 punti rispetto a ieri).
L’euro si sta muovendo in rialzo a 1,3229 contro il dollaro, (1,321 la chiusura di ieri sera).
A Piazza Affari il recupero è diffuso, ma sono soprattutto le banche a beneficiare dell’allentamento delle tensioni sul fronte del debito pubblico. E’ positiva Fiat +0,3%, anch’essa declassata da S&P. Fiat Industrial sale del 2,3%, Pirelli +1,4%. Positiva Eni, in rialzo dell’1,5% dopo avere annunciato risultati del primo trimestre migliori delle attese degli analisti. A Parigi Total cade in ribasso del 2%. Saipem sale dell’1,1%. Il settore costruzioni è il migliore in Europa (Stoxx +1,8%) e a Milano salgono Impregilo +2,7%, Astaldi +2,8%. Balzo di Ferragamo +5,4% sull’onda del debutto pirotecnico di Brunello Cucinelli, in rialzo del 35% nel primo giorno di quotazione. Battuta di arresto di Prelios -4,7% dopo il balzo di ieri che ha visto il titolo salire di quasi il 10%.
Ricordiamo ancora che il dato macro più atteso nel pomeriggio è quello relativo alla prima lettura del Pil USA, stimato in ribasso al 2,5% dal precedente 3%. Arriveranno anche i dati trimestrali sul consumo personale e l’indice di fiducia elaborato dall’Università del Michigan.

EUROTECH
Dopo essere stata sospesa per eccesso di rialzo, Eurotech è rimbalzata dal minimo storico di 1,050 euro segnato ieri 23 aprile. La società friulana che produce nano computer e altri apparati per telecomunicazioni e difesa ha annunciato che la controllata Parvus ha ricevuto un ordine da 1 milione di dollari per router mobili DuraMAR a sostegno di un programma di difesa missilistica del Dipartimento della Difesa Usa. Eurotech capitalizza 39,9 milioni di euro. Il bilancio 2011, il quinto consecutivo in perdita,si è chiuso con ricavi pari a 93 milioni di euro e una perdita di 7,7 milioni.

ASTALDI
Il gruppo di costruzioni è salito al 14,96% dal 9,12% nella concessionaria autostradale Serenissima e ha firmato un accordo con altri soci privati in base al quale il nuovo raggruppamento avrà il controllo assoluto della concessionaria. L’impegno finanziario per l’operazione è pari a 19 milioni di euro. L’incremento della quota deriva dall’esercizio del diritto di prelazione sulle quote messe in vendita dai Comuni di Padova e Vicenza per un ammontare complessivo di circa 64 milioni di euro. L’annuncio è arrivato prima dell’assemblea dei soci che oggi ha approvato il bilancio 2011 archiviato con un utile in crescita del 13% a 71,2 milioni. Via libera anche alla distribuzione di un dividendo di 0,17 euro per azione dai 0,15 dell’anno prima. Il dividendo sarà in pagamento il 10 maggio con stacco cedola 7 maggio.

SARAS
Saras guadagna il 4,5% a 0,9170 euro che si aggiunge al +4,8% di ieri. Il gruppo della raffinazione festeggia la decisione di Bank of America di rivedere la propria raccomandazione sul titolo. Il broker americano ha promosso il titolo a Buy da Underperform fissando il target price a 1,20 euro.Intanto, c’è da segnalare che i margini di raffinazione sono risultati in crescita anche la scorsa settimana con l’EMC benchmark (area Mediterraneo) a +3,5 dollari/barile da +2,8 dollari/barile della settimana precedente grazie al buon andamento dello spread Brent/Urals.

TENARIS
Tenaris ha annunciato questa mattina che procederà a togliere dal listino del Brasile la controllata Confab: l’adesione all’offerta pubblica di acquisto lanciata lo scorso novembre ha avuto successo. Tenaris ha raggiunto una quota del 95,9% del capitale di Confab, pari ad un esborso complessivo di 697 milioni di dollari. Per il rimanente 4,1% la spesa è 52 milioni di dollari. Confab ha una capacità di circa 500mila tonnellate l’anno di tubi per oleodotti e gasdotti. Le stime degli analisti di Barclays, che vedono una posizione finanziaria netta positiva a fine 2012 per 310 miloni di dollari incorporano un esborso per le minoranze di Confab pari a 260 milioni di dollari e 500 milioni di dollari per Usiminas. Il target price resta fissato a 19 euro.