Archivio per la categoria ‘Atlantia’

Stamani la Borsa di Shanghai è in rialzo del 4,3%, in attesa domani delle nuove indicazioni economiche per il 2013 da parte del nuovo leader Xi Jinping. Hong Kong sale dello 0,6%, Seul -0,3%, Mumbai +0,2%.
Ancora una volta a dare gas ai mercati sono le indicazioni di forte accelerazione dell’economia cinese: l’indice anticipatore Pmi flash ha evidenziato per il mese di dicembre un incremento a 50,9, segnando il quinto mese consecutivo di rialzo e dipingendo uno scenario più roseo per la seconda economia del mondo.
Ieri Wall Street ha chiuso in calo, appesantita dall’incertezza che persiste sul fronte del “fiscal cliff” nonostante il duro monito arrivato dal presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke.: Dow Jones -0,5%, S&P -0,6%, Nasdaq -0,7%. L’euro è in rialzo a 1,310 da 1,307 della chiusura di ieri sera.
Sale il petrolio con il Wti a 86,6 dollari al barile (+0,8%), Brent a 108,5 dollari (+0,5%).

FOCUS SU ENI, ATLANTIA, TOD’S
Ecco le nostre segnalazioni su alcuni titoli di Piazza Affari:

ENI: nonostante i guai della controllata Saipem e le incognite che potrebbero arrivare dal servizio che Report manderà in onda sui Rai3 domenica prossima, il cane a sei zampe resta al centro dell’attenzione degli investitori. Barclays ha alzato il target price a 22 euro da 21 euro, confermando il giudizio positivo overweight. Ieri Eni ha firmato oggi con la compagnia petrolifera di Stato pakistana Ogdcl un accordo per l’acquisizione del 25% e dell’operatorship della licenza esplorativa del blocco Offshore Indus Block G, situato nel bacino dell’Indo in Pakistan.

ATLANTIA: Diffidiamo della campagna acquisti sbandierata dalla televisione di Stato, e segnaliamo che Citigroup ha confermato il giudizio sell, con target a 10 euro. Del resto secondo gli analisti di Equita SIM il vistoso calo dei consumi di benzina registrato negli ultimi mesi si traduce in un’indicazione negativa per il traffico autostradale, si parla addirittura di una contrazione del 5%.

TOD’S: Morgan Stanley ha alzato il target price a 97 euro.

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LE CHIUSURE
Le borse europee chiudono in territorio positivo una giornata caratterizzata da volumi ridotti anche perché parzialmente prive del traino di Wall Street, che ha anticipato alle 19.00 italiane la chiusura in occasione della festa del Black Friday. Il FTSE 100 a Londra ha guadagnato lo 0,5%, il CAC40 a Parigi lo 0,9%, il DAX a Francoforte lo 0,9%, l’IBEX 35 a Madrid lo 0,4%, e lo SMI a Zurigo lo 0,5%.
L’EuroStoxx 50 è salito dello 0,9%. L’indice delle 50 principali blue chips della zona euro ha guadagnato durante l’intera settimana 5,3%, la migliore settimana del 2012.
A Milano l’indice Ftse Mib, dopo una partenza in rosso (fino a -0,80%), ha chiuso a +0,53% fermandosi a 15.635 punti, in una seduta caratterizzata da scambi poco al di sopra del miliardo di euro di controvalore.
Negli USA il Dow Jones ha terminato a 13.009,68 punti, + l’1,35%. Lo S&P fa +1,3% e rivede quota 1.409,15 mentre il Nasdaq si ferma a 2.966,85 mettendo a segno un +1,38%.
L’euro si rafforza per il quinto giorno consecutivo sul dollaro a 1,296 da 1,288 di ieri, è sui massimi delle ultime tre settimane.
Il petrolio tipo Wti tratta a 88,08 dollari il barile (+1%). Oro a 1.752 dollari l’oncia (+1,38%).

BENE L’IFO, SCHIARITE SULLA GRECIA
Stamattina erano arrivate indicazioni positive sull’economia tedesca. L’indice Ifo calcolato sulla base delle aspettative degli imprenditori tedeschi è salito nel mese di novembre a 101,4 da 100 di ottobre, gli economisti si aspettavano un calo, che sarebbe stato il settimo consecutivo, a 99,5.
Sul segmento obbligazionario lo spread Bund-Btp è sceso a 330 punti base, con un rendimento al 4,73%. Ottime notizie dai rendimenti sui tassi a breve scesi all’1,95% per i governativi a due anni e sotto l’1,45% a 12 mesi, entrambi ai minimi di marzo. A luglio, prima delle dichiarazioni di Mario Draghi sullo scudo della Bce il rendimento a due anni aveva superato il 4%
Nel frattempo a Bruxelles proseguono le trattative per il piano di rifinanziamento alla Grecia. Reuters riporta che tra le opzioni allo studio figura l’ipotesi che la Bce rinunci a 9 miliardi di euro di interessi. Il ministero delle Finanze greco avrebbe già avviato i lavori necessari all’operazione di riacquisto, che potrebbe venire perfezionata entro fine anno. C’è da aggiungere tuttavia che il Consiglio europeo in programma oggi e’ terminato senza un accordo sul budget 2014-2020.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI: FOCUS SU BUZZI, FINMECCANICA, E SAIPEM
A Milano secondo giorni di rialzi per Buzzi Unicem (+2,52% a 9,34 euro) maglia rosa del listino che ha superato un livello di resistenza importante a 9,30 euro. Un rialzo dovuto alla doppia promozione di Ubs e Bernstein.
A Piazza Affari è salita anche Finmeccanica +1,2%. Secondo indiscrezioni, Agusta Westland parteciperà alla gara da 5 miliardi di dollari di importo per la fornitura di elicotteri da soccorso all’Air Force Usa. Nel comparto dei petroliferi Saipem torna a scaldare i motori: oggi ha guadagnato l’1,7% portandosi a 33,7 euro. Il titolo ha accelerato dopo che la società ha annunciato di essersi aggiudicata nuovi contratti nelle perforazioni terra per un valore complessivo di circa 500 milioni di dollari in Arabia Saudita, Sud America e Kazakhstan, per l’utilizzo di 13 impianti, tre dei quali saranno appositamente costruiti.
A2A sale dell’1,9% dopo aver annunciato di aver collocato con successo un prestito obbligazionario riservato a investitori istituzionali per 750 milioni di euro. Le obbligazioni, che scadono il 28 novembre 2019, prevedono una cedola annua di 4,5% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 99,718% (tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza pari a 4,548%, 325 punti base sopra al mid-swap). Le richieste hanno superato i 4,5 miliardi.
Le banche si sono riprese grazie al miglioramento dello spread. Intesa +1%, MontePaschi invariata, Ieri la banca ha lanciato un bond da 1,25 miliardi di euro.Si tratta di una OBG (obbligazione bancaria garantita) a tasso fisso a 10 anni assistita in massima parte da mutui ipotecari residenziali e commerciali ceduti da Intesa Sanpaolo.
Invariato anche Banco Popolare. Société Générale ha tagliato il target price a 1,15 euro da 1,30 euro. Secondo indiscrezioni, Agos Ducato, la partecipata con il 39% attiva nel credito al consumo, perderà soldi nel 2012 e nel 2013.
Generali +0,3%. La compagnia è pronta ad avviare l’asta per la cession della controllata svizzera Bsi, ci sarebbero molti nomi internazionali interessati.
Atlantia ha guadagnato l’1,1%. Il gruppo delle concessionarie autostradali ha elevato a 1 miliardo dall’offerta iniziale di 750 milioni, l’ammontare del suo bond retail e ha anticipato la chiusura dell’offerta ad oggi avendo collocato interamente l’emissione.
Luxottica continua a salire, oggi +0,8% e nuovo massimo storico a 30,87 euro. La stampa riporta che la società ha concluso l’acquisizione del 40% della catena di negozi di occhiali Salmoiraghi & Viganò al prezzo 40 milioni di euro.
Vendite su Exor (-0,74%), Tenaris (-0,33%), Ansaldo (-0,31%) e Autogrill (-0,37%).

LE CHIUSURE
Chiusura in territorio positivo per le borse europee, in una seduta caratterizzata ancora da volatilità e volumi ridotti. Il FTSE 100 di Londra ha guadagnato lo 0,3%, il CAC40 di Parigi lo 0,6%, l’IBEX 35 di Madrid l’1,7%, lo SMI di Zurigo lo 0,4% e il DAX a Francoforte lo 0,1%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è salito dello 0,8%. A Milano l’indice Ftse Mib ha fatto registrare un rialzo dell’1,4%, a 15.333 punti, ritrovando slancio solo nel pomeriggio e dopo aver fatto registrare un minimo intraday a 14.927. Sul segmento obbligazionario lo spread Btp/Bund cala a 362 punti base. Il cross euro/dollaro vede la moneta unica debole a 1,2708, il petrolio wti resta inchiodato poco sopra gli 85 dollari il barile, l’oro staziona a 1.725 dollari l’oncia.

LA SITUAZIONE NON E’ CAMBIATA
Sul versante macro la mattina era iniziata male, con l’indice Zew – l’indicatore tedesco che misura le attese degli imprenditori – che ha deluso il mercato risultando ben inferiore alle attese. Il dato e’ sceso a novembre a -15,7 punti, dai -11,5 punti registrati a ottobre, mentre gli analisti stimavano un -10. Sul mercato continua a sussistere parecchio nervosismo a causa dell’incerta situazione della Grecia e dell’incombente “fiscal cliff” negli USA. Nelle ultime ore di contrattazione le borse del Vecchio Continente hanno registrato un rally, pare a causa del fatto che hanno cominciato a circolare voci secondo cui la Spagna starebbe finalmente preparando una richiesta formale di aiuti. A spingere gli acquisti è stata anche la positiva performance di Wall Street.
Nella conferenza stampa successiva al vertice Ecofin, oggi il ministro dell’Economia Vittorio Grilli ha gettato acqua sul fuoco rispondendo alle domande di chi gli faceva notare come l’Italia, secondo le le ultime stime diffuse dalla Commissione europea, dovrà attuare nuove manovre per mantenere un bilancio strutturalmente in equilibrio dopo il 2013. “Le nostre previsioni sono simili a quelle della Commissione, ma in questo clima di grande incertezza le previsioni sono difficili da fare. Speriamo di essere stati prudenti sugli scenari di crescita nel 2014 e nel 2015 perchè riteniamo che l’impatto sul Pil delle riforme messe in atto sarà importante,” ha spiegato Grilli.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Oggi a Piazza Affari i bancari hanno guidato la lista dei rialzi. Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno guadagnato rispettivamente il 5,1% e il 4,4%. Le due principali banche italiane hanno annunciato dei risultati di bilancio migliori delle previsioni degli analisti. Bene anche Fiat (+1,42%), in scia alle indiscrezioni di stampa, secondo cui General Motors e PSA Peugeot Citroen avrebbero interrotto le trattative per ampliare la partnership siglata lo scorso febbraio, che aveva come obiettivo l’integrazione tra Peugeot e Opel. Acquisti su Parmalat (+3,57%), Atlantia (+2,84%), Luxottica (+2,4%) e Tenaris (+2,11%).
Non tutte le trimestrali, però, hanno soddisfatto il mercato, particolarmente deludente Tod’s (-6,28%) che dopo aver stabilito il record storico a 93,9 euro soltanto ieri, vede oggi crollare la quotazione a 88 euro. Male anche Pirelli & C. (-2,82%). Sull’azione ha pesato il taglio della guidance sui volumi 2012 che il management ha comunicato ieri in occasione della pubblicazione dei risultati del trimestre. Tra i i titoli a minore capitalizzazione e’ proseguita la correzione ribassista di Rcs (-4,44%) che paga il rosso dei primi nove mesi.

LE CHIUSURE
Alta volatilità e volumi ridotti continuano a costituire il copione delle borse europee fin dalla prima seduta della settimana. Oggi quasi tutti i principali listini hanno chiuso in ribasso. Il FTSE 100 di Londra ha ceduto lo 0,1%, il CAC40 di Parigi lo 0,4%, l’IBEX 35 di Madrid lo 0,9% e lo SMI a Zurigo lo 0,3%. Il DAX di Francoforte ha guadagnato lo 0,1%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è sceso dello 0,3%. L’indice FTSE MIB chiude in ribasso dello 0,39% mentre l’Allshare cede lo 0,42%. Si sono scambiati volumi per un controvalore di 1,12 miliardi di euro. Sul segmento obbligazionario lo spread Btp/Bund è salito a 269 punti base. Commodities al palo, con il petrolio wti a 85,8 dollari il barile, oro a 1.729 dollari l’oncia. Euro debole sul dollaro in area 1,27.

ATTENDISMO E MOOD NEGATIVO: L’INCOGNITA GRECA
Sono stati in molti oggi ad osservare che il clima di attesa che domina i mercati internazionali, alla vigilia delle decisioni che il Congresso USA dovrà prendere per evitare il cosiddetto “burrone fiscale”, il famigerato “fiscal cliff”, sta avendo un impatto devastante sul listino milanese. I grandi investitori sembrano spariti dall’azionario, e il mercato è in balia dei “day trader”.
L’attenzione degli investitori e’ anche concentrata sulla Grecia. Il Parlamento di Atene alla fine ha approvato il bilancio 2013 e dalla riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles e’ attesa una possibile decisione sull’erogazione della prossima tranche di aiuti a favore del Paese ellenico. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, non si aspetta che venga presa una decisione a riguardo. Secondo quanto riportano diverse fonti Atene avrebbe bisogno di due anni di tempo in piu’ per centrare gli obiettivi di bilancio ma ciò comporterebbe una necessita’ di finanziamento aggiuntiva di €32,6 miliardi fino al 2016.
A portare debolezza sui mercati oggi ha contribuito anche il calo a sorpresa della produzione industriale indiana (-0,4%), mentre gli analisti avevano messo in conto un rialzo del 2,8%. Inoltre, nel terzo trimestre il Pil giapponese ha mostrato una flessione dello 0,9%.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Nel comparto bancario Mediobanca (+0,18%) e’ l’unico titolo che chiude in leggero rialzo, nel giorno che precede la tornata di trimestrali del settore e sulla scia del rialzo dello spread, a un soffio da 370 punti base. Scendono Montepaschi (-3,21%), Pop. Milano (-2,15%), B. Popolare (-1,65%), Intesa (-1,32%), (-1,28%) e Unicredit (-0,3%). Scivolone di Campari, che oggi perde il 5,86%. Il titolo ha accelerato al ribasso dopo la pubblicazione dei conti al di sotto delle attese degli analisti e del consenso. A2A segna un -4,45% dopo il rally delle azioni durante la scorsa settimana; tra gli industriali Finmeccanica -4,18%.
Maglia rosa del listino oggi è Telecom Italia (+4,2), che ha esteso i guadagni dello scorso venerdì spinta dalla notizia di un interesse di Naguib Sawiris, ex patron di Wind a cui fa capo la holding di investimenti Orascom. “Il mercato mostra deciso apprezzamento per l’interesse di Sawiris nella società tlc” ha affermato un trader intervistato da Cnbc. Ben comprate, dopo le revisioni degli analisti di SocGen su giudizio e target price, Atlantia e Terna. Su Atlantia, l’istituto ha migliorato il giudizio a ‘buy’ da ‘hold’, mentre su Terna SogGen ha aumentato il target price a 3,1 euro da 3. In territorio positivo anche i titoli del lusso, sulla scia dei buoni dati arrivati dalla Cina prima dell’apertura di Piazza Affari: Ferragamo (+1,72%), in attesa dei risultati, Tod’s in rialzo dello 0,71% e Luxottica a +0,38%.
Fiat Industrial cede lo 0,85%. La nuova organizzazione varata dalla societa’ per sostenere la fusione con Cnh fa presupporre che il deal possa concretizzarsi a breve.

I NUMERI DELLA CHIUSURA
Avvio di settimana positivo per le borse europee, sul diffondersi di un moderato ottimismo circa la situazione di Grecia e Spagna. Il FTSE 100 a Londra ha guadagnato lo 0,2%, il DAX a Francoforte lo 0,4%, il CAC40 a Parigi lo 0,9%, l’IBEX 35 a Madrid lo 0,3% e lo SMI a Zurigo lo 0,7%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro , è salito dello 0,7%. Chiusura positiva anche per Piazza Affari, sebbene sotto i massimi di giornata individuati dalla resistenza in area 15.700: l’indice Ftse Mib segna un progresso dello 0,51%, e si congeda a 15.590 punti, All Share a +0,50%. Sul fronte obbligazionario, poco mosso lo spread tra Btp e Bund a 10 anni, in area 350 punti base, mentre il differenziale tra Bonos spagnoli e Bund è salito a 434 punti base. Alle 20.40 ora italiana il petrolio wti si assesta a 91,9 dollari il barile, mentre l’oro scivola a 1.739 dollari l’oncia (-1,1%) continuando a non beneficiare del QE3. Alla stessa ora i tre indici di Wall Street sono in territorio positivo con il Dow Jones che guadagna oltre il mezzo punto percentuale portandosi a quota 13.403.

DATI MACRO DA USA E CINA, E RUMOURS SU SPAGNA E GRECIA
La settimana inizia con un cauto ottimismo, per via delle indiscrezioni riportate dal settimanale tedesco “Der Spiegel” secondo cui la Spagna potrebbe chiedere a novembre l’aiuto della Ue, mentre per la Grecia la troika (Ue, Bce, Fmi) sarebbe orientata a dare il via libera per una proroga di due anni allo scopo di permettere al paese di sistemare i conti pubblici. A sostenere l’ottimismo degli investitori si sono aggiunti anche i dati migliori del previsto sull’export cinese. Da oltreoceano invece arrivano indicazioni contrastanti: dopo la pubblicazione dei buoni conti trimestrali di Citigroup, ha fatto seguito il dato sulle vendite Usa al dettaglio che a settembre sono state migliori delle attese. Le rilevazioni hanno evidenziato un aumento dell’1,1% su base mensile (+0,7% m/m il consenso). L’indice Empire State Manufacturing, invece, e’ stato inferiore alle previsioni (pari a -6,16 punti a fronte del consenso a -4,8).

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Sul listino principale di Piazza Affari, oggi svetta Mediaset (+3,38%), dopo che indiscrezioni di stampa riportano l’interesse di Al Jazeera per Mediaset Premium. Secondo gli analisti di Banca Akros la cessione dell’intero business sarebbe positiva anche ad un valore simbolico. Bene il comparto bancario, che trae beneficio dalla stabilità dello spread e dal rincorrersi delle voci su un possibile rinvio dell’accordo di Basilea III. Salgono MontePaschi (+1,81% a 0,2303 euro), Popolare di Milano (+1,24% a 0,4315 euro), Banco Popolare (+0,73% a 1,24 euro), Intesa Sanpaolo (+0,08% a 1,268 euro), Mediobanca (+1,27% a 4,32 euro), Ubi Banca (+0,2%% a 3,06 euro), Banca Pop.Em.rom. (+0,22% a 4,522 euro) e Unicredit (+0,81% a 3,468 euro).
Chiude in ribasso Fiat Industrial (-0,32% a 7,81 euro), dopo che il Comitato Straordinario della controllota Cnh ha giudicato la proposta di fusione della controllante “non nell’interesse” di Cnh e dei suoi azionisti. Il presidente di Fiat Industrial, Sergio Marchionne, si è detto convinto dei benefici della fusione. Il gruppo ha chiesto a Cnh di verificare se “le parti possano raggiungere un accordo su nuovi termini”. Misto il resto della scuderia Agnelli, con Fiat (-1,03% a 4,248 euro) e la holding Exor (+1,13% a 20,53 euro). Acquisti su Snam (+0,98% a 3,5 euro), il cui cda ha indicato alla presidenza l’ex membro del board della Bce, Lorenzo Bini Smaghi, nel giorno in cui Eni (+1,21% a 17,5 euro) ha finalizzato la vendita del 30% meno un’azione del capitale di Snam a Cassa Depositi e Prestiti.
Misto il comparto del lusso, con Ferragamo (-1%), Luxottica (+1,09%) e Tod’s (+0,8%). Brillanti Impregilo (+1,89%) e Finemeccanica (+1,53%). Su Finmeccanica si attendono gli sviluppi della vicenda Ansaldo Energia. Una nuova cordata italiana guidata da Fsi (Cdp) sarebbe intenzionata a formulare un’offerta per una quota di minoranza. In territorio negativo Stm, che ha perso l’1,66%, Pirelli & C. l’1,09% e Atlantia l’1,03%. Fuori dal paniere principale in netto ribasso Camfin (-4,31% a 0,4421 euro).

A poco meno di un’ora dal suono della campanella di Wall Street, i future sui tre indici USA danno un avvio in rialzo di circa mezzo punto percentuale, mentre prosegue il trend positivo delle Borse europee. In testa Milano (FtseMib +0,9%) e Madrid (Ibex +1,4%). Londra e Parigi avanzano dello 0,2%, Francoforte segna un progresso dello 0,4%. Il petrolio wti sale a 92,78 dollari il barile, l’oro è fermo a 1.784 dollari l’oncia, L’euro si rafforza a 1,292 nei confronti del dollaro.
Ad alimentare gli acquisti è l’aspettativa che entro pochi giorni la Spagna chiederà ufficialmente alla Ue di utilizzare lo scudo anti-spread. Basta questa convinzione perché i differenziali scendano davvero: sul Bono spagnolo decennale il calo è di 16 punti base a 422, con il rendimento in calo al 5,69%.
Come da molti previsto, il beneficio contagia in positivo anche i nostri Btp: il rendimento oscilla attorno al 5% (stamattina è sceso al 4,99%) e lo spread è sceso a quota 353 (-7 punti base).
A Piazza Affari resta sotto i riflettori Finmeccanica che sale del 3,8%. E’ stato confermato che il fondo Fsi, controllato dalla Cassa depositi e prestiti, sta preparando un’offerta per acquistare Ansaldo Energia. Finmeccanica, che ha messo in vendita la sua quota del 55%, ha già ricevuto un’offerta da Siemens che valuta il 100% dell’azienda 1,3 miliardi di euro.
Forte rialzo di A2A che sale del 3,6% dopo che Chevreaux ha confermato la view positiva sul titolo. Positive le altre utility: Atlantia +0,8%, Enel +2,1%, Enel Green Power +1,1%. Iren sale del 4%. In Europa l’indice Stoxx del settore utility è il migliore, in rialzo dello 0,9%. Variazioni positive anche per le banche: Intesa sale dell’1,7%, Unicredit MontePaschi.

LA CHIUSURA DELLE BORSE EUROPEE
Archiviato l’entusiasmo per il duplice colpo di bazooka messo a segno dalla Bce e dalla Fed, le borse europee chiudono in rosso una seduta nervosa dominata dalle incertezze degli operatori circa le reali intenzioni del governo spagnolo, che non ha ancora chiarito se intende chiedere accesso a un piano di salvataggio. La questione spagnola probabilmente è soltanto il pretesto per una correzione fisiologica che tutti si attendevano, dopo il megarally delle ultime settimane che costituisce l’onda lunga di un rialzo iniziato ai primi di agosto, dopo l’ormai storico discorso di Draghi. Il Dax di Francoforte ha perso lo 0,76% a 7.347,69 punti, il Cac 40 di Parigi segna -1,15% a 3.512,69 punti, l’indice Ftse 100 di Londra cala dello 0,43% a 5.868,16 punti, l’Ibex di Madrid lascia sul terreno l’1,1% a 8.058,3 punti. A registrare il ribasso più forte è Milano, dato che le vendite colpiscono soprattutto i bancari che con la loro mole condizionano l’intero listino. E così a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto il 2,39% a 16.076 punti, di poco sopra il minimo intraday a 16.042 punti. Sul mercato obbligazionario stabile lo spread Btp/bund a 339 punti base.

IL PESO DELL’INCOGNITA SPAGNOLA
Aumentano i dubbi degli investitori sulle prossime mosse del governo di Madrid. I rendimenti dei Bonos spagnoli hanno ripreso a salire nelle ultime tre sedute sul timore che la Spagna temporeggi eccessivamente nella richiesta di aiuti. Oggi il vice primo ministro, Soraya Saenz de Santamaria, ha dichiarato in un’intervista televisiva che la Spagna sta ancora valutando le condizioni di una possibile richiesta di aiuti all’Ue. “L’Europa deve riconoscere i sacrifici e le riforme che la Spagna sta portando avanti”, ha aggiunto Saenz de Santamaria. Il mercato ha snobbato il miglioramento a settembre dello Zew tedesco. L’indice si è attestato a -18,2 punti dai -25,5 punti del mese precedente, mentre il consensus era fermo a -20 punti.

IL BILANCIO DI PIAZZA AFFARI
“Prosegue la fase di correzione sul nostro indice e probabilmente si andra’ avanti su questo tono anche nelle prossime settimane. L’obiettivo è la ricopertura del gap aperto il 6 settembre scorso. Nel momento in cui l’indice toccherà i 15.780 punti, probabilmente gli investitori torneranno ad acquistare”, ha commentato un esperto contattato da MF-Dowjones. Milano archivia la seduta in deciso ribasso appesantita dalla performance negativa del comparto bancario, dove le vendite si moltiplicano essendo scaduto il divieto di short selling introdotto dalla Consob la scorsa estate. Maglia nera del listino Intesa SanPaolo che ha ceduto il 5,88% a 1,265 euro, segue Unicredit – 4,52% a 3,546 euro, Popolare di Milano perde il 3,12% a 0,457 euro, Banco Popolare il 3,10% a 1,283 euro, Monte dei Paschi il 2,98% a 0,257 euro, Mediobanca l’1,64% a 4,322 euro. Tra gli industriali botte da orbi per Fiat (-4,27% a 4,534 euro) in scia al brusco calo delle immatricolazioni in Europa. Mediaset ha perso il 2,74% a 1,772 euro facendo sapere sul finire della seduta che non parteciperà alla gara per rilevare La7. Pesante anche Generali (-4,12% a 12,11 euro) che ha sofferto la conferma da parte di Standard & Poor’s del creditwatch negativo sul suo rating A. Ansaldo STS (+0,08% a 6,385 euro) limita i danni dopo la buona performance di ieri. Fuori dal paniere principale da segnalare il nuovo rally di Rcs (+22,70%) all’indomani della conferma di Diego Della Valle della sua salita nel capitale del gruppo editoriale. Tra i petroliferi oggi da segnalare l’eccellente performance di Saras (+6,6%). La società ha comunicato che il presidente Gian Marco Moratti e l’a.d. Massimo Moratti hanno incontrato il presidente di Rosneft Igor Sechin per discutere possibili cooperazioni tra le due società, inclusa la fornitura di greggio alla raffineria di Sarroch in Sardegna. Il target price sul titolo è in fase di revisione. Tra i pesi massimi del comparto oil in calo Eni (-1,13% a 18,3 euro), Saipem (-0,86% a 38,97) e Tenaris (-1,72% a 16,59). In luce Campari che ha guadagnato l’1,58% (a 6,095 euro) posizionandosi in testa al Ftse Mib e Ferragamo (+1,18% a 17,2 euro) che è stato inserito dagli analisti di Goldman Sachs nella Conviction Buy List. Bene anche Luxottica in progresso dello 0,3%, Atlantia dello 0,24%.

ULTIMO MINUTO
Alle 18.30 ora italiana il petrolio wti quota 96 dollari il barile, l’oro 1.767 dollari l’oncia, il cross euro/dollaro vede la moneta unica in calo a 1,30. I tre indici USA sono inchiodati sulla parità.