Archivio per la categoria ‘BRIC’

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E intanto Israele pianifica la guerra all’Iran (su bloomberg) La correlazione tra recessione e soluzione militare della crisi può essere chiamata “keynesismo di guerra”.

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Gli scenari peggiori sono i più realistici: doppio appuntamento elettorale domani, con Francia e Grecia sotto i riflettori. Se l’elezione di Hollande è quasi scontata, e già metabolizzata dal mercato, i guai grossi vengono da Atene: UBS lancia un allarme di stampo terroristico come si legge in questo articolo apparso su businessinsider.com.

Se l’andamento delle borse del primo trimestre poteva far pensare all’inizio del famoso circolo virtuoso, il report sull’occupazione USA arrivato lo scorso venerdì ha riportato i sognatori alla dura realtà. Nessun circolo virtuoso in atto, nessuna ripresa solida, fondamentali oscurati dall’immissione di liquidità operata dalla Federal Reserve con due round di Quantitative Easing e con l’operazione “twist” della scorsa estate. Tutto ampiamente documentato con abbondanza di grafici in questo articolo apparso su zerohedge.com. A proposito: l’operazione twist si esaurirà ai primi di giugno, stesso timing dell’esaurimento del QE II nel giugno 2011. E i mesi successivi li ricordiamo tutti molto bene.

Altri grafici: Joe Weisenthal mette online THE SCARIEST JOBS CHART EVER, un grafico da paura che mostra comparativamente le perdite di posti di lavoro negli USA a partire dalla seconda guerra mondiale.
Grafico da comparare con quello relativo all’andamento del greggio Wti, che ha sfondato al ribasso quota 200 dollari il barile.

Quando tutto precipita Wall Street torna a sperare in San Bernanke. Giovedì prossimo è atteso un discorso del presidente della Fed a Chicago, e Michael Yoshikami, CEO di Destination Wealth Management Walnut Creek, California, dichiara di vedere, nella sua sfera di cristallo, il QE III attuato entro addirittura 60 giorni. Non è chiaro se siano 60 giorni dal discorso di Bernanke o dalla profezia di Yoshikami.

(Everyone is waiting for Fed’s printing machine. This is huge stuff, nothing to do with LTRO).

La Grande Muraglia cinese (The Great Wall) diventa la Grande Caduta (The Great Fall) in questo articolo a più voci apparso su businessweek.com Il taglio è politico, non economico. E’ in gioco la tenuta del partito comunista cinese, sostengono gli autori, che deve fronteggiare la più grande minaccia dai tempi di Piazza Tienanmen.

Mercati asiatici positivi stamani, con il Nikkei che sale dello 0,61%, Hang Seng +1,26%, Shangai Comp. +1,84%, trainati dai buoni dati sull’industria manifatturiera cinese e all’inaspettata crescita dell’indice ISM dagli USA, comunicata ieri attorno alle 16.00. In Cina il PMI è salito a 53.3 ad aprile contro il 53.1 di marzo, a conferma del fatto che il rallentamento dell’economia del Dragone è in fase di stabilizzazione. A partire da stamani gli investitori terranno gli occhi puntanti sulle elezioni in Grecia e Francia previste domenica 6 maggio, e ai dati sul mercato del lavoro negli USA che arriveranno venerdì prossimo.
Il petrolio Wti stamani quota a 105,85 dollari il barile, in lieve flessione rispetto al picco di 106 fatto registrare ieri sera. Oro stabile a 1.659 dollari l’oncia, cross euro/dollaro fermo a 1.3221.

Quando la volatilità assurge ai livelli che si sono visti oggi sul FtseMib (il grafico intraday è un monumento alla volatilità) schemi e figure dell’analisi tecnica mostrano tutti i limiti strutturali. “Gamblers overflow traders, today” ha affermato un trader intervistato da Bloomberg oggi. A Londra il Ftse100 ha evidenziato un +0,78% a 5.709,49 punti, +1,03% per il Dax che si porta a 6.590,41, +2,24% dello spagnolo Ibex a 6.999,9. Il Cac40 di Parigi indossa la maglia rosa mettendo a segno un +2,29% a 3.169,32 punti.
Il Ftse mib ha guadagnato il 2,48% portandosi a 14.192 punti mentre l’All share ha messo a segno un +2,27% a 15.209 punti. Nel primo pomeriggio l’indice FtseMib aveva quasi del tutto azzerato i guadagni facendo segnare un minimo a 13.828 punti. Dopo la terrificante seduta di ieri, gli investitori sono tornati a comprare azioni confortati dal buon esito delle aste di titoli di Stato di questa mattina. L’Olanda ha chiuso il collocamento con tassi in calo. Secondo il leader dell’opposizione socialista l’Olanda potrebbe indirizzarsi verso un rapporto deficit/pil del 3,6% nel 2013, e non del 3%, grazie al fatto che le regole Ue prevedono eccezioni e tengono conto delle riforme. “Il target di deficit al 3% esiste, con l’aggiunta che non c’è la necessità di rispettarlo in circostanze eccezionali per l’economia” ha affermato nel corso di un dibattito parlamentare il leader laburista Diederik Samson. Conclusione positiva anche per le aste spagnola e italiana. Si registra generalmente una buona domanda da parte del mercato anche se i rendimenti sono in crescita rispetto alle aste precedenti.
La Borsa americana ha accelerato al rialzo dopo la diffusione di una serie di dati macroeconomici positivi e in seguito al rimbalzo delle piazze del Vecchio Continente. Dow Jones +0,9%, S&P500 +0,6%, Nasdaq +0,2%. Sul fronte macro oggi l’indice sulla fiducia dei consumatori è sceso in aprile a 69,2 da 69,5 di marzo (dato rivisto da 70,2): gli economisti si aspettavano un incremento a 69,6. L’indice sulle condizioni dell’industria nell’area di Richmond (Virginia) è salito a 14 da 7 del mese precedente, gli economisti si aspettavano un calo a 6. Meglio del previsto il dato sul mercato immobiliare. In marzo sono state vendute 328mila nuove case da 353mila di febbraio (rivisto a rialzo da 313mila), gli economisti si aspettavano un calo a 319mila.
A Piazza Affari oggi scatta in avanti Ferragamo con un rally del 6,5%, e gli acquisti si intensificano su Fiat Auto che guadagna il 5,08%. Nel settore industriale bene anche Pirelli con un progresso del 4,65%, Prysmian con un + 5%, mentre Fiat Industrial progredisce del 1,65%%. Tra i bancari spicca la performance di Banca Popolare dell’Emilia Romagna che mette a segno un rally del 4,95%, seguito da Intesa Sanpaolo e Unicredit che si apprezzano di oltre il 3%. Tra i petroliferi oggi c’è da segnalare il balzo di Saras cge guadagna il 4,5% a 0,9170 euro dopo il +4,8% di ieri. Il gruppo della raffinazione brinda alla decisione di Bank of America di rivedere la propria raccomandazione sul titolo. Il broker americano ha promosso il titolo a Buy da Underperform fissando il target price a 1,20 euro. Bene anche Eni con un +1,68%, in progresso Tenaris a +3,14%, rialzo più contenuto per Saipem a +0,86%.
La Federal Reserve inizia oggi il consueto meeting per decidere sulla politica monetaria. Gli economisti si aspettano che domani sera alle 18:30 ora italiana Bernanke annuncerà la prosecuzione della politica di “tassi zero” per sostenere la crescita almeno fino alla fine del 2014. Qualcuno continua a sperare che lo zio Ben stia lubrificando la stampante per un terzo round di quantitative easing.
Il dollar index perde lo 0,3% a 79,20. Il cross euro dollaro si porta sui massimi della giornata a 1,32.
Oro a 1.641 dollari l’oncia (+0,4%), petrolio wti in rialzo dello 0,56% a 103,56 dollari.

Le chiusura positiva delle borse UE a fine settimana costituisce un segnale incoraggiante per l’avvio della seduta di domani, tenendo conto del fatto che i rialzi sono stati sostenuti dalla notizia che i Paesi del G-20 hanno finalmente trovato l’accordo per dotare il Fondo Monetario di uno strumento da 430 miliardi di dollari per intervenire a favore di Stati in situazione critica. Importante il contributo dei BRICs (Brasile, Russia, India, Cina) che si sono impegnati a garantire un volume di circa 72 miliardi di dollari. E’ il contributo del Fmi al famoso “firewall” europeo, una specie di deterrente contro la speculazione internazionale che prende di mira i Paesi in difficoltà, come in questo momento la Spagna. Un’altra variabile che potrebbe risultare decisiva è il risultato del primo turno delle presidenziali francesi.
(Per i dati macro in uscita domani vai alla pagina di yahoo finanza).

Nel frattempo Wall Street ha ripreso fiato sostenuta dall’ultima serie di risultati trimestrali di alcuni colossi Usa, migliori delle previsioni.
– GENERAL ELECTRIC + 2,3%. Uno dei più grandi conglomerati industriali e finanziari del mondo (dai motori aerei ai servizi finanziari) ha battuto le stime degli analisti annunciando un utile per azione rettificato dai fattori straordinari di 34 centesimi, superiore ai 33 centesimi stimati.
– SCHLUMBERGER + 6%. Il gigante dei servizi petroliferi ha realizzato nel primo trimestre un utile per azione di 98 centesimi, uno in più delle stime, e ricavi per 10,61 miliardi di dollari, meglio dei 10,54 miliardi stimati. I risultati sono stati favoriti dall’ottimo andamento dell’attività di drilling.
– MICROSOFT + 3,8%. La società di Bill Gates ha dichiarato un utile netto trimestrale di 5,11 miliardi di dollari, pari a 60 centesimi per azione, da 5,23 miliardi dollari di un anno fa, pari a 61 centesimi, un anno prima. Gli analisti avevano previsto in media 57 centesimi. Le vendite sono cresciute del 6% a 17,4 miliardi dollari, battendo il 17,2 miliardi dollari delle proiezioni.

La settimana entrante sarà particolarmente calda sul fronte dei petroliferi: in arrivo le trimestrali di Saipem (23 aprile), Eni e Tenaris (26 aprile). Dal taccuino dei tradingwarriors annotiamo quanto segue:
– SAIPEM Citigroup ha mantenuto il giudizio “buy” sul titolo in vista dei risultati del primo trimestre, attesi per domani 23 aprile. Il broker americano si aspetta un aumento del portafoglio ordini del 2% sul base trimestrale a 20,9 miliardi di euro, gli ordini relativi alle costruzioni offshore dovrebbero crescere del 16% rispetto al primo
– TENARIS Bnp Paribas, in vista dei conti del primo trimestre 2012 di Tenaris (26 aprile) e della rivale
Vallourec (10 maggio), mette a confronto le sue aspettative sulle due societa’ arrivando alla conclusione che Tenaris e’ piu’ attraente.