Archivio per la categoria ‘Campari’

LE CHIUSURE
Chiusura positiva per le Borse europee, che accelerano nel finale sulla scia della buona intonazione di Wall Street. L’indice paneuropeo Stoxx 600 sale dello 0,44%, è alla sua sesta seduta consecutiva, sul massimo dal maggio del 2011. Il rialzo è corale: a Milano l’indice Ftse Mib sale dell’1,51% a 15.585 punti. Londra frena e guadagna lo 0,06%, Parigi lo 0,94% e Francoforte lo 0,78%.
L’euro si rafforza sul dollaro a 1,30 da 1,294 di ieri sera. La valuta unica si apprezza anche sul franco svizzero a 1,212 a seguito della notizia che Ubs chiederà ai clienti di pagare per poter detenere depositi in valuta elvetica. Sul segmento obbligazionario, lo spread Bund/Btp si riduce a 345 punti base, in giornata è sceso fino a 339.
Sul versante delle commodities il petrolio wti resta poco sopra gli 85 dollari il barile e riduce gli incrementi odierni quando in Italia sono circa le 18.30, alla stessa ora l’oro si porta a 1.708 dollari l’oncia.

BENE L’ASTA SPAGNOLA E LO ZEW, SPIRAGLI SUL FISCAL CLIFF E ATTESA PER BERNANKE
Dopo un avvio prudente, l’azionariato europeo si è disteso a seguito del buon esito dell’asta dei titoli di Stato della Spagna e dell’inaspettato balzo dell’indice Zew che misura le aspettative degli investitori in Germania. Madrid ha collocato stamattina 2,39 miliardi di titoli a 12 mesi con un rendimento che scende al 2,566% dal 2,797% dell’asta precedente. Collocati anche 1,5 miliardi a 18 mesi con un rendimento del 2,778% dal 3,03% precedente. La domanda è stata rispettivamente di 2,5 e 2,7 volte l’offerta.
In Germania l’indice Zew ha fatto registrare un balzo inatteso in novembre a 6,9 da -15,7: gli economisti si aspettavano -11,5.
Inoltre il buy back della Grecia ha raggiunto quota 32 miliardi di euro, e consentirà al Paese di ridurre il rapporto debito Pil al 126,6% entro il 2020. Il prezzo medio pagato è di 33,5 centesimi. Nuovo forte calo dello spread Grecia Germania a 1.139 (-54 punti base).
Dagli USA il Dipartimento del Commercio ha comunicato che lo sbilancio commerciale, in ottobre, si è allargato a -42,7 miliardi di dollari da -40,3 miliardi di dollari di settembre. L’incremento è dovuto principalmente alla flessione delle esportazioni, in particolare verso l’Europa. Le scorte all’ingrosso sono salite in ottobre dello 0,6%, gli economisti si aspettavano un rialzo dello 0,4%, in settembre il rialzo era stato dell’1,1%. Buone notizie invece dal fronte del fiscal cliff, l’insieme di aumenti delle tasse e di riduzioni automatiche della spesa che rischiano di far cadere nuovamente in recessione gli USA. Secondo i commentatori siamo vicino ormai a un disgelo tra democratici e repubblicani per quanto concerne la politica di bilancio: nel suo intervento di ieri il presidente Barack Obama ha usato toni concilianti nei confronti del Partito Repubblicano affermando di essere pronto ad arrivare ad un accordo che soddisfi entrambe le parti.
Oggi è anche iniziata la riunione del Fomc, l’organismo della Banca centrale USA che decide in materia di politica monetaria. Gli esiti del meeting saranno diffusi domani alle 18.30, ma gli economisti si aspettano che la Fed intensifichi gli sforzi a sostegno dell’economia a stelle e strisce portando a 45 miliardi di dollari la cifra da destinare mensilmente al riacquisto di titoli di Stato.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Lottomatica si aggiudica la maglia rosa del Ftse Mib (+5,16%), grazie agli analisti di Credit Suisse che hanno alzato il rating sulle azioni da neutral ad outperform e il target price da 17,6 a 22 euro.Denaro anche su Autogrill con un progresso del 4,96%. La societa’ ha vinto tutte le concessioni per le attivita’ duty free e duty paid nei 26 aeroporti spagnoli oggetto della gara indetta da Aena Aeropuertos. Ora il focus sugli analisti sara’ sullo scorporo delle attivita’ Travel & Retail.
In gran spolvero il comparto bancario, dopo la debacle di ieri. In salita del 3,31% a 0,1996 euro MontePaschi, +1,76% a 0,3937 euro per Popolare di Milano, +1,48% a 1,234 euro Intesa. Bene anche Unicredit (+1,73% a 3,52 euro), nonostante Barclays abbia abbassato le stime sull’Eps del 18% nel 2013 e del 12% nel 2014. Confermato il giudizio equal weight e target price a 3,25 euro.
Bene pure A2A (+3,26), Saipem (+3,16), che sfrutta bene il supporto in area 29 recuperando dal calo degli ultimi giorni dovuto alle dimissioni dell’a.d. Franco Tali, per un indagine giudiziaria che vede la controllata del cane a sei zampe coinvolta in uno scandalo per presunte tangenti in Algeria. Ben comprata Terna (+2,74%), su cui gli analisti di Cheuvreux hanno alzato il rating sul titolo inserendolo nella sua Selected List (da outperform) e ha incrementato il target price a 3,4 euro per azione da 3,3 euro.
Bene anche Campari (+0,71% a 5,635 euro), dopo aver chiuso con successo l’Opa su tutte le azioni di Lascelles per circa 316 milioni di euro, e Finmeccanica (+0,95% a 4,042 euro).
Unipol affonda di quasi il 7%, in scia alle indiscrezioni stampa secondo cui la Consob si appresterebbe a contestare un errore di contabilizzazione sul bilancio 2011 a causa di rettifiche sul portafoglio titoli stutturati.

LE CHIUSURE
Giornata positiva per le Borse europee con Piazza Affari ancora una volta in evidenza: l’indice FtseMib ha chiuso in rialzo dell’1,04% a 16.041 punti. Le Borse di Londra e Francoforte sono invariate, Parigi è salita dello 0,3%.
L’euro si è rafforzato anche oggi ed è scambiato in serata nei confronti del dollaro a 1,307, da 1,305 di ieri sera. Il petrolio cede l’1% circa con il Brent a 109,5 dollari il barile e il wti a 88,7 (-0,4%). L’oro è scivolato a 1.699 dollari l’oncia.
A metà seduta Wall Street mostra indici contrastati appesantita dalle incertezze sul fiscal cliff: il Dow Jones sale dello 0,1% e l’S&P scende dello 0,1%. Il Nasdaq arretra dello 0,5%.

EUROGRUPPO E FISCAL CLIFF
L’Eurogruppo oggi ha approvato i 39,5 miliardi di euro di aiuti per il sistema bancario spagnolo, mentre per gli aiuti alla Grecia e a Cipro la decisione è stata rinviata alla prossima settimana assieme alle decisioni circa le nuove regole di vigilanza bancaria. Troppi sono ancora i contrasti tra opposti interessi: la Germania che non vuole cedere sulla supervisione nazionale delle casse regionali e di risparmio, il Regno Unito che vuole restare fuori, la questione della ‘muraglia cinese’ per separare nettamente politica monetaria e vigilanza. Ciononostante la presidenza Ecofin e’ ottimista, ma la Bce ha già lanciato l’allarme: se non si decide entro la fine dell’anno aspettiamoci un diluvio sui mercati.
Negli USA gli investitori restano sempre concentrati sul dibattito legato al fiscal cliff, dopo che il presidente Barack Obama ha rigettato ieri la proposta alternativa dei Repubblicani, con 1.200 milioni di dollari in tagli e 800 milioni stanziati per le riforme sociali; una proposta che non tocca le aliquote fiscali, che il presidente Obama vorrebbe rivedere al rialzo per le fasce di reddito più alte

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
L’effetto spread è stata la principale causa del rialzo milanese: il calo dei rendimenti dei titoli di Stato aiuta i bilanci delle banche, il che ha avuto il consueto effetto traino per tutto il listino.
Oggi MontePaschi è il top performer con un balzo del 6,86% a 0,216 euro, nonostante la Commissione Bilancio del Senato abbia bocciato le novità sui prestiti statali che Siena riceverà per rafforzare la propria struttura patrimoniale. Denaro con volumi in aumento anche sugli altri titoli del comparto: Unicredit guadagna il 2,51% a 3,752 euro, Popolare di Milano il 2,07% a 0,418 euro, Banco Popolare il 2,37% a 1,165 euro, Mediobanca il 2,01% a 4,372 euro, Intesa SanPaolo l’1,53% a 1,326 euro. Tra i finanziari Generali ha messo a segno un +1,77% a 13,24 euro con il mercato in attesa del prossimo 14 gennaio quando il Ceo Mario Greco presenterà il nuovo piano strategico della compagnia assicurativa. Risale Telecom Italia (+2,07% a 0,714 euro) nonostante quanto ha scritto questa mattina il quotidiano La Repubblica, secondo cui il processo di cessione di TI Media potrebbe andare a monte. Fiat ha guadagnato l’1,02% a 3,568 euro all’indomani dei dati sulle immatricolazioni italiane di novembre. Sul fondo del Ftse Mib è finita Campari con un ribasso dell’1,31% a 5,65 euro.
Nel comparto oil Eni avanza dello 0,55% a 18,22 euro, dopo che gli analisti di Deutsche Bank hanno confermato il rating buy sulle azioni e il target price di 21 euro, segnalando il cane a sei zampe come uno dei preferiti all’interno del comparto Oil. In rosso invece Saipem (-0,32% a 34,16) e soprattutto Tenaris (-1,17% a 15.16 euro).

CHIUSURA IN ROSSO PER LE BORSE UE
Le borse europee chiudono in rosso tranne Madrid, in leggero rialzo. A Londra l’indice Ftse 100 perde lo 0,77% a 5.677,75 punti. A Parigi il Cac 40 lascia sul terreno lo 0,52% a 3.382,40 punti e a Francoforte il Dax arretra dello 0,82% a 7.043,42 punti. A Milano il Ftse Mib segna una flessione dello 0,59% a 15.162,27 punti nel corso di una seduta sull’ottovolante, stupendamente dipinta da un grafico che sembra uscito dalle pagine di un manuale di scalping. Per Piazza Affari quella di oggi è stata l’ottava chiusura in ribasso delle ultime 10 sedute. Lieve rialzo per Madrid che guadagna lo 0,29%, mentre Atene affonda del 2,13%. Il rialzo del listino spagnolo è stato sostenuto soprattutto da Repsol, che ha chiuso in crescita del 3,5%.
L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro , è sceso dello 0,5%.
L’euro è in rialzo contro il dollaro a 1,278, da 1,273 della chiusura di ieri sera.
Migliora il Btp a 10 anni con il rendimento in calo al 4,88% e lo spread a quota 355 punti base.
Il mercato delle commodities è contrastato: il petrolio Wti annulla i guadagni di ieri e ripiega a 85,3 dollari al barile. Oro in ripiegamento a 1.715 dollari l’oncia, dati aggiornati alle 20.00 ora italiana.

TEMPESTA PERFETTA 2.0: ECCO GLI INGREDIENTI
Oltre alle preoccupazioni per i venti di guerra che arrivano dal Medio Oriente, dove al persistere della guerra in Siria si aggiunge il rinnovato conflitto tra Israele e Palestina, gli investitori si concentrano sugli ultimi dati dell’economia di Eurolandia, che confermano il persistere di una situazione deprimente. Nel terzo trimestre del 2012 il Pil nell’Eurozona è sceso dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% rispetto al terzo trimestre 2011. Entrambe le rilevazioni sono in linea con le stime degli analisti. Il Pil italiano è stato leggermente superiore alle attese, con una discesa dello 0,2% sul trimestre precedente (era previsto -0,5%) e un calo del 2,4% sull’anno precedente (stimato -2,9%). Gli esperti consultati dalla BCE hanno inoltre rivisto al ribasso le stime sull’economia per il 2012, il 2013 e il 2014. L’equazione Vecchio Continente uguale recessione è confermata, ma le cose non vanno meglio oltreoceano.
Negli USA le nuove richieste di sussidi di disoccupazione avanzate la settimana scorsa sono salite a 439mila da 355mila della settimana precedente. Il dato ha superato le previsioni degli economisti che in media si aspettavano 375mila richieste. Se le nuove richieste di sussidi sono salite ai massimi da 18 mesi ciò lo si deve anche a causa del passaggio dell’uragano Sandy, sostengono molti analisti.
Ieri il presidente Obama ha ribadito che dal 2013 gli sgravi fiscali varati da Bush sui cittadini più ricchi saranno eliminati. Il fiscal cliff, prevedono gli investitori, sarà affrontato più dal lato dell’aumento delle tasse che dal taglio delle spese, ma resta il problema di come superare l’ostruzionismo ideologico dei repubblicani, che pur essendo in minoranza al Senato possono contare sulla maggioranza numerica che le recenti elezioni hanno assicurato alla Camera dei Rappresentanti.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Oggi nelle Borse europee tutti gli indici settoriali Stoxx sono finiti in ribasso, e il copione di Piazza Affari non fa eccezione alla regola. Maglia nera del listino A2a, con un sonoro -4,47%. Secondo un trader sono state prese di profitto dopo i rialzi dei giorni scorsi, mentre la notizia dell’approvazione dell’emissione di titoli obbligazionari fino ad un massimo di 1 miliardo di euro non ha sorpreso il mercato. Fra le altre blue chip in rosso spicca la caduta di Autogrill -3,26%, che insieme a Mediaset -2,7% uscirà a fine mese dall’indice globale MSCI. Forte ribasso anche di Campari che ha perso il 4,2%: molti investitori si aspettavano che il titolo sarebbe entrato nel MSCI, invece non compare fra le “new entry”.
Del rialzo del greggio non si sono avvantaggiati i titoli del settore: Eni ha retto chiudendo invariata, Saipem affonda del 4%, Tenaris -0,6%. Per quanto riguarda Saipem c’è da segnalare il downgrade di Ubs, che ha ridotto il target price da 40 a 37 euro, confermando il rating neutral. Tra le small caps del comparto oil, Saras è caduta del 3,9% dopo essere stata declassata a sell da Société Générale.
Brillante per tutta la seduta, Diasorin ha perso forza sul finale ed ha chiuso a 26,28 euro, in rialzo dello 0,1%. In giornata era arrivata a guadagnare quasi il 3% a 26,90 euro, grazie a una doppia promozione: Morgan Stanley ha alzato il giudizio a overweight da equalweight, Berenberg ha alzato il target price a 30 euro da 28 euro e ha confermato il giudizio buy. Luxottica è salita dello 0,3%: secondo alcuni trader, potrebbe aumentare di “peso” nell’indice.
Le banche si sono mosse in ordine sparso: Unicredit è salita dello 0,7%, Intesa è scesa dello 0,8%.
Fra i titoli industriali il panorama è misto con alcuni rialzi come Fiat +1,1% e Impregilo +1,7%. Sono scese Finmeccanica -0,7% e StM -2,6%.
Fuori del listino principale affondano Maire Tecnimont -12%, Landi Renzo -9%, e Trevi Fin. -6%.

Borse europee in ribasso, mentre in Medio Oriente si riaccende la guerra tra Israele e la Palestina. Militanti del gruppo Hamas hanno risposto al raid israeliano di ieri lanciando missili sul sud di Israele, e uccidendo tre persone. Ieri l’esercito di Tel Aviv ha assassinato il leader del braccio armato di Hamas e bombardato la striscia di Gaza via terra, mare e aria uccidendo 13 persone.
A Milano l’indice FtseMib scende dello 0,4%, Londra perde lo 0,3%, Parigi -0,1%, Francoforte scende dello 0,4%. Il petrolio, che nella notte si è mosso al rialzo guadagnano oltre l’1%, segna ancora lievi progressi: il Brent è scambiato a 110 dollari al barile (+0,4%), Wti a 86,4 dollari (+0,1%). Nelle Borse europee tutti gli indici settoriali Stoxx sono in ribasso.
L’euro è scambiato a 1,275 contro il dollaro, in lieve rialzo da 1,273 della chiusura di ieri sera.
Sul mercato dei titoli di Stato, il Btp a 10 anni è invariato con rendimento al 4,95% e spread con il Bund a quota 361.
Sui mercati finanziari continuano a pesare i timori legati al “fiscal cliff” statunitense, dato che Democratici e Repubblicani sembrano lontani da una possibile intesa, nonostante le aperture al compromesso avanzate ieri dal presidente Barack Obama. In giornata occhi puntati anche sui numerosi dati macroeconomici in calendario negli USA.

NOVITA’ DAGLI USA NEL POMERIGGIO
Per le novità sul fronte macro Usa, in agenda oggi c’è il dato sull’inflazione che ad ottobre dovrebbe mostrare un rialzo dello 0,1%. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione che dovrebbero salire a 385mila unità rispetto alle 355mila della lettura precedente. Per l’indice New York Empire State Manufacturing le attese parlano di un dato pari a -7,2 punti rispetto ai -6,16 di ottobre. In agenda anche un discorso di John Williams, presidente della Fed di San Francisco, oltre agli interventi di Richard Fisher e di Charles Plosser, presidenti rispettivamente della Fed di Dallas e di Philadelphia, ma l’intervento più rilevante sarà senza dubbio quello del Chairman Ben Bernanke.

STRONG BUY SU DIASORIN
Fra le blue chip milanesi spicca la caduta di Campari che perde il 3,1%. Brilla invece Diasorin, in rialzo del 2% grazie a una doppia promozione: Morgan Stanley ha alzato il giudizio a overweight da equal weight, Berenberg ha alzato il target price a 30 euro da 28 euro e ha confermato il giudizio buy. “Con il vento contrario sulla Vitamina D che si sta dissolvendo e con alcuni test molto redditizi che sono stati approvati o sono vicini all’approvazione, ora vediamo il rischio dell’equity story di Diasorin asimmetrico al nostro scenario più ottimista”, si legge nel report di Morgan Stanley.
Nel comparto bancario Unicredit è invariata, Intesa scende dello 0,8%.
Fra i titoli industriali il panorama è misto con alcuni rialzi come Fiat +0,9% e Impregilo +0,7%. Scendono Finmeccanica -0,9% e StM -1,9%.

“La Grecia ha bisogno di 5 miliardi di euro il 16 novembre” ricorda Justin Haque, broker di Hobart Capital Markets, e finora non ci sono soluzioni all’orizzonte. L’incertezza sulla questione greca pesa anche oggi sulle borse europee: ieri l’Eurogruppo ha accordato ad Atene due anni in più per raggiungere i suoi obiettivi di riduzione del deficit, ma ha rinviato la decisione sulla prossima tranche di aiuti. Le tensioni arrivano anche dagli USA, dove incombe lo spettro del “fiscal cliff”. (Per un approfondimento sul tema rinviamo al recente intervento di Mamta Badkar su businessinsider.com). I listini di Wall Street ieri hanno chiuso invariati in una giornata caratterizzata da un volumi ridotti in attesa di novità dal Congresso statunitense circa le modalità con cui si cercherà di realizzare un accordo per evitare l’entrata in vigore contemporanea di tagli alla spesa pubblica e aumenti delle tasse a partire da gennaio 2013. In questo contesto prevale il segno meno su tutti i listini, con il Ftse Mib di Milano poco sopra quota 15.000 punti in calo dello 0,3% a metà mattinata.
Nel frattempo il supplemento al bollettino statistico della Banca d’Italia fa sapere che il debito pubblico italiano è salito a settembre di quasi 20 miliardi arrivando al nuovo record storico di 1.995 miliardi. Al corteo di dati negativi si aggiunge lo scivolone dello Zew: l’indice che misura la fiducia degli imprenditori tedeschi è crollato a -15,7, contro le stime degli analisti che lo davano a -10.
A Piazza Affari continua a perdere terreno Campari, penalizzata, dopo la trimestrale, della revisione del giudizio da parte degli analisti. In testa al listino svettano Unicredit, Lottomatica e Luxottica, con rialzi di oltre un punto percentuale.
Il petrolio wti segna -0,48% a 85 dollari al barile, mentre l’Eia vede i consumi globali del quarto trimestre in calo a 90,1 milioni di barili il giorno, a causa della recessione europea. L’oro galleggia a 1.726 dollari l’oncia. Sul mercato valutario, l’euro e’ in calo nei confronti dollaro a 1,2679 (1,271 ieri).

LE CHIUSURE
Alta volatilità e volumi ridotti continuano a costituire il copione delle borse europee fin dalla prima seduta della settimana. Oggi quasi tutti i principali listini hanno chiuso in ribasso. Il FTSE 100 di Londra ha ceduto lo 0,1%, il CAC40 di Parigi lo 0,4%, l’IBEX 35 di Madrid lo 0,9% e lo SMI a Zurigo lo 0,3%. Il DAX di Francoforte ha guadagnato lo 0,1%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è sceso dello 0,3%. L’indice FTSE MIB chiude in ribasso dello 0,39% mentre l’Allshare cede lo 0,42%. Si sono scambiati volumi per un controvalore di 1,12 miliardi di euro. Sul segmento obbligazionario lo spread Btp/Bund è salito a 269 punti base. Commodities al palo, con il petrolio wti a 85,8 dollari il barile, oro a 1.729 dollari l’oncia. Euro debole sul dollaro in area 1,27.

ATTENDISMO E MOOD NEGATIVO: L’INCOGNITA GRECA
Sono stati in molti oggi ad osservare che il clima di attesa che domina i mercati internazionali, alla vigilia delle decisioni che il Congresso USA dovrà prendere per evitare il cosiddetto “burrone fiscale”, il famigerato “fiscal cliff”, sta avendo un impatto devastante sul listino milanese. I grandi investitori sembrano spariti dall’azionario, e il mercato è in balia dei “day trader”.
L’attenzione degli investitori e’ anche concentrata sulla Grecia. Il Parlamento di Atene alla fine ha approvato il bilancio 2013 e dalla riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles e’ attesa una possibile decisione sull’erogazione della prossima tranche di aiuti a favore del Paese ellenico. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, non si aspetta che venga presa una decisione a riguardo. Secondo quanto riportano diverse fonti Atene avrebbe bisogno di due anni di tempo in piu’ per centrare gli obiettivi di bilancio ma ciò comporterebbe una necessita’ di finanziamento aggiuntiva di €32,6 miliardi fino al 2016.
A portare debolezza sui mercati oggi ha contribuito anche il calo a sorpresa della produzione industriale indiana (-0,4%), mentre gli analisti avevano messo in conto un rialzo del 2,8%. Inoltre, nel terzo trimestre il Pil giapponese ha mostrato una flessione dello 0,9%.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Nel comparto bancario Mediobanca (+0,18%) e’ l’unico titolo che chiude in leggero rialzo, nel giorno che precede la tornata di trimestrali del settore e sulla scia del rialzo dello spread, a un soffio da 370 punti base. Scendono Montepaschi (-3,21%), Pop. Milano (-2,15%), B. Popolare (-1,65%), Intesa (-1,32%), (-1,28%) e Unicredit (-0,3%). Scivolone di Campari, che oggi perde il 5,86%. Il titolo ha accelerato al ribasso dopo la pubblicazione dei conti al di sotto delle attese degli analisti e del consenso. A2A segna un -4,45% dopo il rally delle azioni durante la scorsa settimana; tra gli industriali Finmeccanica -4,18%.
Maglia rosa del listino oggi è Telecom Italia (+4,2), che ha esteso i guadagni dello scorso venerdì spinta dalla notizia di un interesse di Naguib Sawiris, ex patron di Wind a cui fa capo la holding di investimenti Orascom. “Il mercato mostra deciso apprezzamento per l’interesse di Sawiris nella società tlc” ha affermato un trader intervistato da Cnbc. Ben comprate, dopo le revisioni degli analisti di SocGen su giudizio e target price, Atlantia e Terna. Su Atlantia, l’istituto ha migliorato il giudizio a ‘buy’ da ‘hold’, mentre su Terna SogGen ha aumentato il target price a 3,1 euro da 3. In territorio positivo anche i titoli del lusso, sulla scia dei buoni dati arrivati dalla Cina prima dell’apertura di Piazza Affari: Ferragamo (+1,72%), in attesa dei risultati, Tod’s in rialzo dello 0,71% e Luxottica a +0,38%.
Fiat Industrial cede lo 0,85%. La nuova organizzazione varata dalla societa’ per sostenere la fusione con Cnh fa presupporre che il deal possa concretizzarsi a breve.

I NUMERI DELLA CHIUSURA
Avvio di settimana in territorio negativo per le borse europee a cause delle incertezze sull’evoluzione della crisi in Spagna, dove il governo Rajoy continua a temporeggiare rinviando la richiesta di aiuti, e in Grecia, con Atene alla ricerca di una soluzione per ricapitalizzare le banche. Maglia nera a Milano, penalizzata dalle esternazioni del clown di Arcore, con l’indice Ftse Mib che perde l’1,51% e scende a 15.349 punti, poco sopra il minimo intraday in area 15.263. Il Dax di Francoforte cede lo 0,4% a 7.203,16 punti, l’Ftse 100 di Londra arretra dello 0,2% a 5.795,10 punti, il Cac 40 di Parigi scende dello 0,76% a 3.408,89 punti, l’Ibex di Madrid segna -0,6% a 7.728,6 punti. Crolla Atene, giu’ dell’8,34% dopo che le banche hanno prorogato di un mese la pubblicazione delle trimestrali. Nella giornata in cui Wall Street è rimasta chiusa per l’emergenza determinata dal passaggio dell’uragano Sandy, che oggi si è abbattuto su una New York vuota e spettrale, il petrolio wti si posiziona a 85 dollari il barile in calo di oltre un punto percentuale, mentre l’oro staziona a 1.709 dollari l’oncia, in calo frazionale.

SPAGNA E GRECIA
Chiusura in profondo rosso per Milano, con i bancari che zavorrano il listino pagando la risalita dello spread, tornato nuovamente sopra quota 350 punti base. Come ampiamente riportato dai quotidiani di tutto il mondo, l’ex premier italiano Berlusconi, la cui fedina penale sta assumendo le dimensioni di un poema epico, ha sferrato il suo colpo di coda minacciando di togliere l’appoggio al governo Monti e attaccando la Germania sulla gestione della crisi dei debiti sovrani. In Grecia, invece, si intensificano i negoziati tra la troika e l’esecutivo ellenico per trovare una soluzione che allontani lo spettro della bancarotta di Atene. Per quanto riguarda la questione spagnola, oggi al governo di Madrid è stato riconosciuto di aver rispettato gli accordi presi con l’Unione Europea il 20 luglio scorso, quando venne decisa la ricapitalizzazione delle banche del Paese con l’assistenza finanziaria europea. E’ la conclusione a cui sono arrivati i funzionari del Fondo Monetario Internazionale al termine della prima missione di monitoraggio indipendente del settore finanziario spagnolo che si e’ tenuta a Madrid dal 15 al 26 di ottobre. Secondo quanto reso noto dal Fmi, una seconda missione e’ attesa nel primo trimestre del 2013. I dati macro arrivati dagli USA nel primo pomeriggio non hanno suscitato praticamente alcuna reazione da parte degli investitori, la cui attenzione e’ rimasta rivolta all’Europa e soprattutto all’Italia, alla luce di un quadro politico alquanto instabile. Oltreoceano i redditi personali sono saliti a settembre dello 0,4% (in linea al consenso) e le spese personali per i consumi dell’0,8%, a fronte di una previsione di +0,6% m/m.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
La risalita dello spread ha penalizzato duramente tutto il comparto bancario: maglia nera del listino MontePaschi che cede il 4,46% a 0,218 euro, Mediobanca lascia sul terreno il 4,29% a 4,33 euro, Popolare di Milano il 4,41% a 0,425 euro, Banco Popolare il 4,32% a 1,218 euro, Unicredit il 2,47% a 3,394 euro, Intesa il 2,67% a 1,238 euro. Tra i petroliferi reggono bene Eni (-0,97% a 17,33 euro) e Saipem (-0,87% a 34,17), nonostante il petrolio wti continui ad aggirarsi in area 85 dollari il barile. Tenaris, al contrario, perde oltre il 3% e si porta a 14,2 euro.
Vendite anche su Finmeccanica (-3,85% a 3,796 euro) e Campari (-3,04% a 6,22 euro), quest’ultima in scia ai downgrade di Mediobanca e Deutsche Bank. Alla vigilia dei conti trimestrali Fiat ha ceduto lo 0,58% a 4,122 euro, mentre Ansaldo Sts, maglia rosa del listino, si mette in luce con un balzo del 2,31% a 6,64 euro dopo la pubblicazione dei conti che hanno superato le attese degli analisti. Generali ha guadagnato lo 0,83% a 12,22 euro in scia ad un report di Deutsche Bank che ha alzato il giudizio sulla compagnia assicurativa a buy da hold portando il target price a 14,5 euro dal precedente 11,7 euro. Bene anche Pirelli & C. (+1,17%), che ha beneficiato dell’intonazione positiva dell’intero settore.