Archivio per la categoria ‘Euro’

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Nemmeno l’oro fisico ci salverà dall’immane disastro che incombe sull’economia planetaria. Così parlò Marc Faber, il guru della finanza mondiale noto come il “Dottor Destino”. Si tratta di una radicale inversione di rotta per un investitore di lungo corso la cui strategia è stata long sul mercato azionario a partire dal 2009. In un’intervista rilasciata giorni fa a Bloomberg Marc Faber ha argomentato la propria tesi affermando in sostanza che l’enorme massa di liquidità che le banche centrali di tutto il mondo, a partire dalla Federal Reserve americana, hanno iniettato nel sistema finanziario allo scopo di sostenere l’economia reale sta creando una bolla dietro l’altra. Quella che sta imperversando nell’economia mondiale, a circa sei mesi dal varo del terzo round di quantitative easing (QE3) da parte della Fed, provocherà un’esplosione dalla quale nemmeno l’oro fisico ci potrà salvare. Il testo integrale dell’intervista a Marc Faber è pubblicato in questa pagina del sito businessinsider.com L’intervista su Bloomberg è a questa pagina.

Marc Faber, publisher of the Gloom, Boom & Doom report, discusses U.S. markets, Europe’s financial woes and investment strategy. He talks with Tom Keene and Alix Steel on Bloomberg Television’s “Surveillance.”
Marc Faber
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Fino a pochi giorni fa i burocrati di Bruxelles avevano dato la loro parola garantendo che il cosidetto salvataggio di Cipro sarebbe stato “un caso unico” in Europa. Da ieri le cose sono cambiate: il presidente olandese dell’eurogruppo Dijsselbloem ha dichiarato che d’ora in poi il “modello Cipro” si potrà estendere anche ad altri paesi, magari la Slovenia che secondo un report del Fondo monetario internazionale è già entrata in crisi profonda (vedi l’articolo su businessinsider.com): tutte le volte che una banca europea finisce nei guai, i clienti con depositi superiori ai 100mila euro potranno venire “alleggeriti” per partecipare forzosamente al salvataggio. Il risparmio resta sacro e inviolabile soltanto per i conti correnti al di sotto della soglia dei 100mila euro. Proviamo a immaginare cosa succederà quando le banche cipriote riapriranno i battenti. E adesso che farà Mario Draghi? Avallerà le esternazioni del presidente Dijsselbloelm? Gli accordi raggiunti questa estate in base ai quali il fondo salva-Stati Esm avrebbe dovuto fornire la soluzione in caso di crisi di banche sistemiche sembrano scomparsi dall’orizzonte. Una chiave di lettura di questa escalation al massacro verso i paesi periferici può essere il fatto che la Germania si avvia a settembre alle elezioni politiche. La Merkel si prepara alla “soluzione finale”, e probabilmente l’euro ha i giorni contati.

ITALIA
Cda su risultati di bilancio di: Banca Intermobiliare, Pop. Sondrio, Best Union, Biancamano, Italmobiliare, Mediacontech, Mediaset (16,00).

Mediaset, conference call su risultati di bilancio (18,00).

Parmalat, presentazione risultati 2012 a comunità finanziaria (16,30).

Snam, assemblea ordinaria e straordinaria (10,00).

Fondiaria-Sai, assemblea speciale azionisti di risparmio categoria A, 3° conv (10,30).

Milano Ass., assemblea speciale azionisiti risparmio, 3° conv (15,30).

ROMA
Tesoro offre 8,5 miliardi Bot a 6 mesi, scadenza 30/09/3013 (186 gg).

MILANO
Saipem, tangenti Nigeria, udienza con possibile requisitoria.

AMSTERDAM
Tesoro offre 2,0-3,0 miliardi Dsl a 5 anni, scadenza gennaio 2018, cedola 1,25%.

FRANCOFORTE
Risultati Dyckerhoff.

MADRID
Flash Cpi marzo e vendite al dettaglio febbraio (9,00).

PARIGI
Fiducia consumatori marzo (8,45).

WASHINGTON
Vendite nuove case febbraio (15,00).

Beni durevoli febbraio (13,30).

S&P-Case Shiller gennaio (14,00).

Fiducia consumatori marzo, vendita nuove casefebbraio (15,00).

Tesoro offre titoli di Stato a 2 anni (19,00).

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Se pensate che Cipro sia il vero e unico problema di Eurolandia date un’occhiata a questa analisi elaborata dal redattore di businessinsider.com, Joe Weisenthal. O a questa serie di dati, in una scheda che parte dal problema della disoccupazione in Italia.

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L’oro torna ad avere l’appeal di porto sicuro o “safe haven”, dopo le tensioni legate alla vicenda Cipro e in seguito alle attese degli investitori circa le prossime mosse della Federal Reserve. La maggior parte degli analisti ritiene che la banca centrale statunitense continuerà a praticare la consueta politica di allentamento tanto cara agli operatori di Wall Street, e non solo.
Oggi si concluderà la riunione del comitato di politica monetaria della Fed (Fomc). Scontata la conferma del costo del denaro allo 0-0,25%, l’appuntamento verte attorno agli eventuali aggiornamenti sull’attuale linea ultra espansiva fatta di tassi ai minimi storici e di un programma ‘aperto’ di acquisto di asset sul mercato. Dall’ultimo sondaggio Reuters emerge la convinzione che la Fed continuerà ad acquistare bond almeno fino alla parte finale del 2013, ma secondo la maggioranza degli operatori intervistati, gli acquisti proseguiranno anche nel 2014, per un totale di 1.000 miliardi nell’ambito dell’ultimo programma di quantitative easing annunciato. Attualmente la Fed acquista circa 85 miliardi di dollari di cartolarizzazioni immobiliari e titoli di Stato ogni mese.

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Il comitato di politica monetaria della Federal Reserve tornerà a riunirsi tra oggi e domani 20 marzo. Cresce l’attesa tra gli investitori dopo che nel corso dell’ultima seduta di gennaio alcuni membri del board hanno espresso forti perplessità in merito alla prosecuzione della politica ultraespansiva promossa dal numero uno della banca centrale statunitense, Ben Bernanke. Dalla pubblicazione delle minute relative a tale seduta è emerso infatti che gli oppositori di Bernanke temono che il terzo round di quantitative easing possa aprire pericolosi focolai di inflazione mettendo a repentaglio la ripresa in atto oltreoceano. Cresce anche il dibattito sul rincaro delle commodities provocato dalla stampante dello zio Ben.
Per un approfondimento su questi argomenti segnaliamo questi articoli apparsi, rispettivamente, su marketwatch.com e su businessinsider.com

Saipem torna a ruggire. Dopo aver fatto segnare un massimo intraday a quota 23,5 euro il titolo ritraccia quando in Italia sono passate da poco le 14.30 pur mantenendosi ampiamente al di sopra della media del mercato (+4% contro il -0,05% dell’indice principale di Piazza Affari).
Secondo Meed (Middle east business news), quotidiano di notizie economiche nell’area del medio oriente, Saipem potrebbe essere selezionata tra le società in short list per un maxi progetto da 30 miliardi in collaborazione con la compagnia di stato Kuwait National Petroleum Company (KNPC). In ottobre sono state selezionate 7 società e il prossimo 15 marzo ci sarà una seconda selezione. Saipem partecipa al bando con Hyundai Engineering & Construction, Daelim (Corea del Sud) e Technimont.
A sostenere il titolo potrebbe essere “l’onda lunga” della notizia di ieri della firma di nuovi contratti da 1,1 miliardi di dollari per lavori in Egitto ed in Angola. Stamattina, all’interno del settore europeo delle società di servizi alle major del petrolio, la francese Technip, rivale storico di Saipem, è salita dell’1%. L’olandese SBM Offshore si è impennata a sua volta con un rialzo del 18% a seguito dell’annuncio che la Talisman Energy le verserà una penale di 470 milioni di dollari per fermare la costruzione di una piattaforma nel Mare della Norvegia, un progetto da 1,2 miliardi di dollari rivelatosi pericoloso e molto più costoso delle stime iniziali.

Tornando a Saipem, il titolo è precipitato il 31 gennaio perdendo il 35% all’indomani della revisione al ribasso dei target del 2013. Dopo una congestione lunga e stretta il titolo sembrava destinato a collassare in seguito allo scivolone del 4 marzo che lo ha riportato al minimo di 18,6 euro. E invece la settimana scorsa Saipem ha ricevuto un forte sostegno con l’inserimento nella lista dei preferiti di Goldman Sachs. Il rialzo complessivo dal 4 marzo a oggi è del 17%.
Saipem è sostenuta anche dalle aspettative di cambi di proprietà: gli scandali che hanno coinvolto il precedente management ed il drammatico profit warning hanno spinto il fondo Knight Vinke, uno dei soci di Eni, a chiedere al ceo Paolo Scaroni lo scorporo proporzionale della controllata al 41%.