Archivio per la categoria ‘Ferragamo’

CDA ITALIA
Cda su risultati 3° trimestre di: Acegas-Aps, Acotel, Aedes, Astaldi, Montepaschi, Pop. Milano, Pop. Sondrio, Banco Popolare, Enel, Fondiaria-SAI, Gefran, Hera, Impregilo, Intesa Sanpaolo, Pininfarina (9,30), Poltrona Frau, Prelios, Premafin, Ferragamo, Saras (comunicato domattina), Tiscali (15,00), Tod’s, UniCredit, Ubi Banca.

Conference call su risultati 3° trimestre: Banco Popolare (18,30) Enel (18,00), Erg, Hera (16,00), Intesa (14,00), Pop. Milano (17,00), Sabaf (15,00), UniCredit (15,30).

Edf, conference call su gruppo incluso Edison.

ROMA
Tesoro, asta 6,5 miliardi Bot a 12 mesi, scadenza 14/11/2013 (364 gg).

Istat, dato finale prezzi al consumo ottobre (10,00).

BRUXELLES
Riunione Ecofin.

ATENE
Tesoro offre titoli di stato a 13 settimane.

BERLINO
Indice Zew novembre (11,00).

MADRID
Prezzi al consumo ottobre (9,00).

WASHINGTON
Tesoro offre titoli di Stato a 13 e a 26 settimane (17,30).

NEW YORK
Risultati trimestrali di Cisco, Home Depot.

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LE CHIUSURE
Alta volatilità e volumi ridotti continuano a costituire il copione delle borse europee fin dalla prima seduta della settimana. Oggi quasi tutti i principali listini hanno chiuso in ribasso. Il FTSE 100 di Londra ha ceduto lo 0,1%, il CAC40 di Parigi lo 0,4%, l’IBEX 35 di Madrid lo 0,9% e lo SMI a Zurigo lo 0,3%. Il DAX di Francoforte ha guadagnato lo 0,1%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è sceso dello 0,3%. L’indice FTSE MIB chiude in ribasso dello 0,39% mentre l’Allshare cede lo 0,42%. Si sono scambiati volumi per un controvalore di 1,12 miliardi di euro. Sul segmento obbligazionario lo spread Btp/Bund è salito a 269 punti base. Commodities al palo, con il petrolio wti a 85,8 dollari il barile, oro a 1.729 dollari l’oncia. Euro debole sul dollaro in area 1,27.

ATTENDISMO E MOOD NEGATIVO: L’INCOGNITA GRECA
Sono stati in molti oggi ad osservare che il clima di attesa che domina i mercati internazionali, alla vigilia delle decisioni che il Congresso USA dovrà prendere per evitare il cosiddetto “burrone fiscale”, il famigerato “fiscal cliff”, sta avendo un impatto devastante sul listino milanese. I grandi investitori sembrano spariti dall’azionario, e il mercato è in balia dei “day trader”.
L’attenzione degli investitori e’ anche concentrata sulla Grecia. Il Parlamento di Atene alla fine ha approvato il bilancio 2013 e dalla riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles e’ attesa una possibile decisione sull’erogazione della prossima tranche di aiuti a favore del Paese ellenico. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, non si aspetta che venga presa una decisione a riguardo. Secondo quanto riportano diverse fonti Atene avrebbe bisogno di due anni di tempo in piu’ per centrare gli obiettivi di bilancio ma ciò comporterebbe una necessita’ di finanziamento aggiuntiva di €32,6 miliardi fino al 2016.
A portare debolezza sui mercati oggi ha contribuito anche il calo a sorpresa della produzione industriale indiana (-0,4%), mentre gli analisti avevano messo in conto un rialzo del 2,8%. Inoltre, nel terzo trimestre il Pil giapponese ha mostrato una flessione dello 0,9%.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Nel comparto bancario Mediobanca (+0,18%) e’ l’unico titolo che chiude in leggero rialzo, nel giorno che precede la tornata di trimestrali del settore e sulla scia del rialzo dello spread, a un soffio da 370 punti base. Scendono Montepaschi (-3,21%), Pop. Milano (-2,15%), B. Popolare (-1,65%), Intesa (-1,32%), (-1,28%) e Unicredit (-0,3%). Scivolone di Campari, che oggi perde il 5,86%. Il titolo ha accelerato al ribasso dopo la pubblicazione dei conti al di sotto delle attese degli analisti e del consenso. A2A segna un -4,45% dopo il rally delle azioni durante la scorsa settimana; tra gli industriali Finmeccanica -4,18%.
Maglia rosa del listino oggi è Telecom Italia (+4,2), che ha esteso i guadagni dello scorso venerdì spinta dalla notizia di un interesse di Naguib Sawiris, ex patron di Wind a cui fa capo la holding di investimenti Orascom. “Il mercato mostra deciso apprezzamento per l’interesse di Sawiris nella società tlc” ha affermato un trader intervistato da Cnbc. Ben comprate, dopo le revisioni degli analisti di SocGen su giudizio e target price, Atlantia e Terna. Su Atlantia, l’istituto ha migliorato il giudizio a ‘buy’ da ‘hold’, mentre su Terna SogGen ha aumentato il target price a 3,1 euro da 3. In territorio positivo anche i titoli del lusso, sulla scia dei buoni dati arrivati dalla Cina prima dell’apertura di Piazza Affari: Ferragamo (+1,72%), in attesa dei risultati, Tod’s in rialzo dello 0,71% e Luxottica a +0,38%.
Fiat Industrial cede lo 0,85%. La nuova organizzazione varata dalla societa’ per sostenere la fusione con Cnh fa presupporre che il deal possa concretizzarsi a breve.

LE CHIUSURE
Chiusura di seduta in territorio positivo per le borse europee, nella giornata dell’election day negli USA e nonostante i brutti dati arrivati dall’economia reale di Eurolandia. A Parigi il Cac40 ha guadagnato lo 0,81% a 3.476 punti, il Dax di Francoforte sale dello 0,67% a 7.375 punti, a Londra il Ftse 100 incrementa dello 0,79% a 5.884 punti, mentre a Madrid l’Ibex sale dello 0,23% a 7.836. A Milano il Ftse Mib ha accelerato sul finale portandosi a 15.683 punti (+0,9%), ma con volumi al di sotto della media.
Sul mercato europeo dei titoli di Stato lo spread tra Btp e Bund, dopo aver toccato un picco intraday a 358 punti base, è sceso fino a 345 punti in chiusura, stesso andamento anche per il differenziale spagnolo che sul finale è sceso ai minimi di seduta di 422 punti base. Alle 18.30 italiane il petrolio tipo Wti sale dello a 87,3 dollari il barile, l’oro torna a 1.711 dollari l’oncia, e i tre indici USA sono in rally con il Dow jones che incrementa dell’1,2%.

DATI MACRO: BRUTTI NUMERI DA EUROLANDIA
Dai dati diffusi in mattinata è emerso che gli ordini all’industria tedeschi sono calati del 3,3% a livello mensile e del 10,2% su base annuale. Alla brutta notizia dalla Germania ha fatto seguito la lettura negativa dell’indice Pmi sull’Eurozona (45,7, inferiore rispetto al mese precedente e alle stime degli analisti). Numeri ai quali i mercati non sembrano aver dato molto peso, dato che la recessione in Europa per i primi mesi del 2013 ormai è scontata. Nel frattempo gli investitori hanno iniziato a prefigurare scenari in relazione all’esito delle elezioni oltreoceano. Con l’election day si arriva alla resa dei conti tra il presidente uscente Barack Obama e lo sfidante repubblicano Mitt Romney, nella consapevolezza che il 45esimo presidente USA dovrà subito affrontare la questione del “fiscal cliff”, il “baratro fiscale”, alla lettera. Ossia la concomitanza di un aumento delle tasse e di un taglio automatico della spesa pubblica del governo per un totale di 600 miliardi di dollari che partirà dai primi di gennaio, se il Congresso non sarà in grado di raggiungere un accordo tra i partiti. Per quanto riguarda la Grecia, c’è da registrare che stamani Atene ha collocato con successo titoli di Stato a 6 mesi per 1,3 miliardi di euro, registrando un lieve calo dei tassi. Nel frattempo la commissione Finanze del Parlamento greco ha iniziato la discussione sul disegno di legge che prevede una ulteriore serie di misure di austerity richieste dalla Troika, condizione considerata necessaria affinché Atene riceva una nuova tranche di aiuti

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Maglia nera del listino principale di Piazza Affari oggi è Tenaris, che cede l’1,27% in scia al taglio del rating a sell da parte degli analisti di Goldman Sachs. Tra i petroliferi in rosso anche Saipem (-0,83%), mentre va in controtendenza Eni (+1,31%). C’è da notare che i petroliferi risentono dell’appuntamento in programma per domani, quando sarà diffuso il report sulle scorte strategiche di petrolio da parte del Dipartimento dell’energia statunitense.
Vendite diffuse anche sui titoli del lusso, che nei giorni scorsi hanno corso parecchio: Ferragamo (-0,86%), Tod’s (-0,32%). Tra i titoli del risparmio gestito scende Azimut(-0,4%).
In recupero il comparto bancario, in seguito al calo dello spread: Banco Popolare ha guadagnato il 2,39%, MontePaschi l’1,94%, Unicredit l’1,95%, Intesa l’1,29%.
Fiat resta in vetta al paniere principale con un rialzo del 2,96%. La maggior parte degli analisti ritiene che il titolo del Lingotto sia tuttora interessato da movimenti tecnici, dopo esser entrato in ipervenduto in scia alla pubblicazione dei risultati del trimestre. Salgono anche Stm (+2,17%) e Autogrill (+2,34%). Per quanto riguarda quest’ultima, la ristrutturazione della attivita’ negli USA – su cui riferisce oggi MilanoFinanza – potrebbe portare ad un possibile spin-off delle attivita’ di duty free, ipotesi apprezzata dagli analisti di Banca Akros (rating confermato a buy sul titolo con target price di 8,5 euro). Ben comprati i titoli della galassia Finmeccanica: la casa madre ha mostrato un progresso del 2,17%, mentre Ansaldo STS è avanzata dell’1,34%.

LE CHIUSURE
Le borse europee archiviano una giornata vissuta all’insegna dell’incertezza e caratterizzata da scambi molto limitati, alla vigilia del voto negli USA. Il Ftse Mib ha chiuso in calo dell’1,43% a 15.544 punti, risultando insieme all’Ibex-35 (-1,89%) tra i peggiori indici d’Europa. Dax -0,51%, Cac-40 -1,26% e Ftse 100 -0,5%. Sul mercato dei titoli di Stato arretra il Btp a 10 anni, con il rendimento in rialzo al 4,98% e lo spread a quota 355 punti base. L’euro è sceso a 1,278 contro il dollaro, da 1,283 della chiusura precedente. Il petrolio wti arranca a 85,31 dollari il barile senza trovare slancio per un rimbalzo, l’oro staziona a 1.684 dollari l’oncia.

INCOMBONO DUE INCOGNITE: LE ELEZIONI NEGLI USA E LA GRECIA
Gli investitori stanno alla finestra a causa dei dubbi sull’esito delle elezioni presidenziali che si terranno domani negli USA. Il risultato più temuto è un vantaggio di misura tra i duellanti, che potrebbe pesare negativamente sulle soluzioni necessarie a evitare il baratro fiscale, che ormai è il vero incubo dei mercati. Se il Congresso non arriverà a un accordo dopo le elezioni, scatteranno dal primo gennaio prossimo tagli automatici alla spesa pubblica e aumenti alle imposte pari a circa 600 miliardi di dollari che rischiano di far scivolare l’economia Usa in recessione. In America e’ stato reso noto l’indice Ism dei servizi, che a ottobre e’ sceso al 54,2% (54,5% il consenso) dal 55,1% di settembre. Il dato e’ stato in linea con le attese. Nel frattempo le vicende della Grecia sono tornate a preoccupare gli investitori. Questa settimana il Parlamento di Atene dovrà varare il nuovo piano di austerità che prevede ulteriori tagli in un clima politico sempre più teso. Sul voto delle misure incombe una possibile crisi politica che vede molti parlamentari minacciare di non votare se prima non si farà chiarezza sulla lista degli evasori.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
A Milano hanno chiuso in rialzo solo tre blue chip: Fiat Industrial +0,9%, Ferragamo +0,1% e Tod’s +0,4%. Fiat (F.MI) ha perso l’1,5% dopo che Goldman Sachs ha abbassato la raccomandazione a neutral da buy con target price tagliato a 4,7 euro da 7,7 euro. Segno meno per tutti i titoli del comparto bancario: MontePaschi -1,7%, Intesa -2,1%, Unicredit -0,8%. Mediobanca (MB.MI) – 1,9%. Tonfo di Banca Pop.Em.Rom -3,5%. Vanno male anche i petroliferi: debole Eni che è scesa dell’1,3%, Saipem -1,1%, Tenaris è finita in ribasso dello 0,8% dopo che Exane ha ridotto il target price del 5% a 18 euro. Mediaset (MS.MI) ha chiuso in ribasso dell’1,8%, dopo un’inversione rispetto all’avvio positivo. Il titolo si era mosso in seguito alle indiscrezioni secondo cui la francese Canal+, controllata dal gruppo Vivendi, sarebbe interessata all’acquisizione della piattaforma Mediaset Premium. Tra le utilities A2A ha registrato un -2,93%. L’ipotesi degli analisti di Banca Imi riguardo un Ebitda trimestrale in crescita del 31%, non e’ bastata a compensare i cali. In rosso anche Enel con un -2,04%, nonostante dall’approfondimento del quotidiano torinese La Stampa del lunedi’ siano emerse notizie positive. Infatti sull’articolo si legge che la societa’ dovrebbe confermare i target 2012 con Ebitda atteso a 16,5 mld euro e un utile netto a 3,4 mld euro. Giornata da dimenticare per Parmalat che ha chiuso in ribasso del 3,1%.
Lottomatica (-0,66%) rimane in rosso anche dopo la notizia che la controllata del gruppo, Gtech Global Services Corporation Limited, ha firmato un contratto con la New Zealand Lotteries Commission (NZ Lotteries) per la fornitura di nuova tecnologia e servizi dedicati alla lotteria.

LE CIFRE DELLE CHIUSURE
Chiusura positiva per le principali borse europee trascinate dalle buone notizie arrivate da oltreoceano. A Londra l’indice Ftse 100 ha segnato un progresso dell’1,32% a 5.859,04 punti, a Francoforte il Dax ha guadagnato lo 0,99% a 7.332,74 punti e a Parigi il Cac 40 e’ salito dell’1,41% a quota 3.476,88. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è salito dell’1,2%. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato l’1,7% a 15.800 punti, dopo aver fatto registrare in mattinata un minimo a 15.427 punti. Sul fronte delle macrovariabili, l’euro è pressoché invariato nei confronti del dollaro a 1,294, mentre lo spread Bund/Btp si restringe a 343 punti base. Il petrolio tipo Wti è in rialzo dello 0,8% a 86,8 dollari il barile, l’oro si ferma a 1.717 dollari l’oncia.
Poco dopo le 20.00 ora italiana i tre indici di Wall Street galoppano di oltre un punto percentuale, con lo S&P 500 che si porta a quota 1.427.

I BUONI DATI MACRO DA CINA E USA, LA CATTIVA NOTIZIA DALLA GRECIA
Prima dell’apertura dei mercati europei erano già arrivate buone notizie dall’economia cinese. L’indice Purchasing Manager ha superato quota 50 punti in ottobre, la linea di confine tra contrazione ed espansione. Nel pomeriggio i dati macro migliori delle attese in arrivo dagli USA hanno galvanizzato le Borse europee. Il settore privato statunitense ha creato lo scorso mese più posti di lavoro di quanto avevano messo nel conto gli economisti. In base alle stime Adp, negli Usa e’ stata registrato un aumento dei posti di lavoro nei settori privati pari a 158.000 unita’ (+137.000 unita’ il consenso), mentre le richieste di sussidi di disoccupazione settimanali sono pari a 363.000 unita’, in calo di 9.000 unita’ rispetto al dato precedente. L’indice del Conference Board relativo alla fiducia dei consumatori è salito al livello massimo dal febbraio del 2008. L’indice Ism manifatturiero di ottobre si e’ attestato al 51,7% in lieve rialzo dal 51,5% di settembre e ha confermato per il secondo mese di seguito una fase di espansione. L’unica nota stonata della seduta odierna arriva ancora una volta dalla Grecia, dove la situazione appare ancora incerta. Una fonte ufficiale del governo tedesco ha dichiarato che sono ancora molte le questioni aperte prima di raggiungere un accordo sul pagamento della prossima tranche di aiuti al Paese. Nel frattempo un tribunale greco avrebbe rilevato gli estremi di “incostituzionalità” per i provvedimenti richiesti dalla troika a proposito di tagli alle pensioni e aumento di età pensionabile. Incoraggianti, invece, le parole giunte dal Fondo monetario internazionale sull’Italia. Il portavoce dell’istituto, Gerry Rice, ha fatto sapere che le riforme messe in campo dal governo Monti per la crescita e l’occupazione vanno nella direzione giusta, ma avverte che adesso è cruciale la loro attuazione.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Il contributo principale al rialzo del Ftse Mib arriva dal comparto bancario, dai titoli industriali, e dai titoli del lusso. Banca Pop.Em.Romagna ha chiuso in rialzo del 5,37%, segnando la migliore performance del listino. Seguono Mediobanca con un +3,64%, Unicredit con un +3,17%, Intesa con un +2,74%, Banca Pop. Milano con un +1,95. Banco Popolare +2,36% e Ubi Banca +1,32%. Tra gli industriali bene il difensivo Diasorin in progresso del 4,79%, e Prysmian del 3,98% a 15,43 euro, dopo che gli analisti di Ubs hanno alzato il rating da neutral a buy e il target price a 18 euro da 14. Denaro sui petroliferi che incassano anche il rialzo dei corsi del greggio: Tenaris sale del 4,09%, Eni +0,73%, in forte recupero dopo lo scivolone intraday che aveva visto il cane a sei zampe in territorio negativo per un calo di oltre un punto percentuale, e Saipem +1,21%.
Si spenge il tentativo di rimbalzo di Fiat (-0,48%) dopo 5 sedute consecutive in rosso che hanno portato il titolo del Lingotto sui minimi degli ultimi tre mesi. Fiat Industrial ha guadagnato lo 0,24%. Gli analisti hanno apprezzato la terza trimestrale della societa’.
In evidenza il settore del lusso, che ha beneficiato dei buoni dati macroeconomici cinesi sul settore manifatturiero. Ferragamo +4,47% e Luxottica +1,67%. Tod’s ha guadagnato il 3,21% a 93,15 euro, un livello che l’azione non toccava da agosto 2011 e che rappresenta il nuovo massimo dell’anno per le azioni del gruppo. Pirelli chiude in perfetta parità azzerando il tentativo di rialzo della mattina. Lo scontro tra Marco Tronchetti Provera e la famiglia Malacalza sale di tono. La famiglia genovese ha inviato a Gpi e a Marco Tronchetti Provera & C Sapa una formale comunicazione in cui ”oltre a contestare il mancato rispetto delle pattuizioni parasociali in essere” chiede ”un compendio patrimoniale di Gpi” proporzionale alla propria quota, inclusa una quota del 13% circa di Camfin.
Sul resto del listino due i casi da segnalare: Maire Technimont ha chiuso con un -8,69%, dopo essere stata sospesa dagli scambi. La stampa riporta che l’advisor Leonardo & Co starebbe lavorando ad un piano di riequilibrio finanziario della società. Danieli mette a segno un incremento del 5,76% portandosi a quota 23 euro, dopo che gli analisti di Goldman Sachs hanno alzato il target price del titolo a 27 da 24 euro.

I NUMERI
Chiusura positiva per le Borse europee sostenute da una serie di buoni risultati societari, mentre anche oggi Wall Street è rimasta chiusa a causa dell’uragano Sandy che ha flagellato New York City. Il FTSE 100 a Londra ha guadagnato l’1%, il DAX a Francoforte l’1,1%, il CAC40 a Parigi l’1,5%, l’IBEX 35 a Madrid l’1,4% e lo SMI a Zurigo lo 0,5%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è salito dell’1,5%. A Milano il FTSE MIB ha guadagnato l’1,1% a 15.521,77 punti. Positiva fin dall’avvio, piazza Affari ha preso vigore dopo il buon esito dell’asta dei Btp, nonostante lo spread Btp-Bund resti stabile sui 350 punti. Il petrolio wti si porta a 85,64 dollari il barile, mentre l’oro staziona a 1.710 dollari l’oncia. Cross euro/dollaro stabile a 1,30. La Borsa americana riaprirà domani.

IL RIASSUNTO DELLA GIORNATA
Con Wall Street chiusa per l’allarme uragano, a tenere banco oggi è stato il caso Grecia. Il primo ministro ellenico Samaras nel pomeriggio ha annunciato l’accordo con la trojka, ma subito dopo è arrivata la replica di Venizelos, il leader del partito socialista, che ha definito “scellerato” tale annuncio. In Spagna il Pil del terzo trimestre ha mostrato una flessione dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,6% su base annua. Dati migliore delle attese che indicavano -0,4% e -1,7%.
E’ migliorato leggermente il Btp con lo spread a quota 350 punti base. Nell’asta in programma stamattina il Tesoro ha piazzato con successo Btp a 5 e 10 anni per 7 miliardi con i rendimenti in calo ai minimi da maggio 2011.

PETROLIFERI IN EVIDENZA A PIAZZA AFFARI
A dare gas ai mercati azionari europei sono stati i titoli petroliferi (Stoxx del settore +1,8%) e i titoli dell’auto (+1,9%). Eni ha chiuso in rialzo del 2% dopo avere comunicato stamattina un utile del terzo trimestre 2012 superiore alle attese degli analisti. Il cane a sei zampe ha guadagnato il 2,08% a 17,69 euro dopo aver chiuso i primi nove mesi del 2012 con un utile netto di 6,33 miliardi di euro, in rialzo del 13,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre i profitti del solo terzo trimestre hanno mostrato un balzo del 40,3% a 2,48 miliardi di euro. Gli acquisti si sono riversati anche gli altri titoli petroliferi di Piazza Affari, anche se con volumi inferiori rispetto alle ultime sedute: Saipem +0,9%, Tenaris +1,9%, Saras +5,2%. I rialzi dei petroliferi sono stati innescati dalla britannica Bp che è balzata del 4,4% dopo avere annunciato risultati migliori delle attese e un incremento del dividendo.
Nel settore auto Fiat è scesa del 4,6% dopo avere comunicato i dati del terzo trimestre. L’utile operativo è stato migliore delle attese, ma il debito è cresciuto più delle stime. Il management ha drasticamente abbassato gli obiettivi di ricavi e utile operativo del 2013 e 2014.
Grande corsa di Pirelli, in rialzo del 3,9%, nella scia del produttore finlandese di pneumatici Nokian, in rialzo dell’8%, che ha confermato le precedenti indicazioni sugli utili dell’intero 2012 grazie al buon andamento del mercato russo. Positiva Fiat Industrial +1,9%.
Denaro anche sui titoli del lusso con Ferragamo +2,3% e Tod’ss +2,4%.
Banche in recupero dopo le perdite di ieri: Unicredit +1,5%, Intesa +0,9%, MontePaschi ha chiuso in parità, Mediobanca ha guadagnato il 2,3%.

LE ATTESE PER DOMANI
C’è fermento tra gli investitori per la riapertura degli scambi a Wall Street, dopo la chiusura delle ultime due sessioni. Tra i dati in arrivo dal fronte macro Usa da segnalare l’indice settimanale relativo alle richieste di mutui ipotecari e il dato relativo al costo unitario del lavoro che nel terzo trimestre dovrebbe mostrare una variazione positiva dello 0,5%. Per l’indice Chicago PMI di ottobre si prevede un rialzo a 51,4 punti rispetto ai 49,7 della rilevazione di settembre, quindi sopra la soglia dei 50 punti che separa le fasi di contrazione dalle fasi di espansione. Prima del suono della campanella saranno diffusi i risultati del terzo trimestre di General Motors assieme ai conti di Mastercard, mentre a mercati chiusi saranno diffusi i conti di Visa dai quali ci si attende un utile per azione di 1,5 dollari.
In Europa è in agenda il tasso di disoccupazione di settembre che dovrebbe attestarsi all’11,4%, in linea con la rilevazione di agosto. A Piazza Affari sono in agenda i risultati del terzo trimestre di Fiat Industrial.

LE CHIUSURE
Chiusura positiva per le Borse europee, al termine di una giornata caratterizzata da forte volatilità. A Londra l’indice Ftse ha terminato con un +0,12% a 5.804 punti, a Francoforte il Dax ha chiuso in rialzo dello 0,27% attestandosi a 7.192 punti, a Parigi il Cac40 ha guadagnato lo 0,59% a 3426 punti. Bene anche Madrid, dove l’indice Ibex è salito dello 0,57% a 7791 punti. A Milano il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,82% a 15.706 punti, dopo uno scivolone mattutino in area 15.400 punti. Il dollaro si assesta sui livelli di stamattina contro euro a 1,296. Prosegue la caduta del petrolio: il Wti americano perde l’1,2% e finisce a 85,6 dollari sui minimi da metà luglio. Deboli anche oro, -0,2% a 1.704 dollari, e argento, -0,1% a 31,7 dollari. Sul segmento obbligazionario lo spread Btp/Bund si assesta a 320 punti base.

GRECIA, TRIMESTRALI E DATI MACRO DAGLI USA
Oggi la Grecia ha raggiunto un accordo con la cosiddetta Troika (Ue, Bce e Fmi) per sbloccare la nuova tranche di aiuti. Il pacchetto delle misure di austerità concordato ammonta a 13,5 miliardi di euro. Intanto il Presidente della Bce Mario Draghi ha voluto lanciare un messaggio rassicurante agli elettori tedeschi, nel corso di un incontro a Berlino con le commissioni Finanza, Bilancio e Affari europei del Parlamento della Germania. Supermario ha fornito ampi dettagli, alla platea di scettici, sui benefici del meccanismo europeo di acquisto illimitato di bond presentato lo scorso settembre, sostenendo che non si tratta di aiuti camuffati ai governi poco “virtuosi”.
In una giornata densa di appuntamenti macro, è proseguita la stagione delle trimestrali in Usa, ma anche in Europa. Qui si è messa in evidenza Sap, che ha diffuso ricavi software migliori delle attese degli analisti. In difficoltà invece Peugeot Citroen, il cui titolo nel corso della seduta ha perso oltre il 7% dopo una trimestrale che ha visto il fatturato scendere del 4%.
Da oltreoceano un segnale positivo è arrivato dal dato sulle vendite di nuove case USA a settembre, salite del 5,7% rispetto ad agosto, meglio delle attese che indicavano una crescita del 3,2%. Questo è il miglior dato dal 2010.
Sempre sul fronte macro dagli USA un’altra notizia incoraggiante riguarda il Pmi manifatturiero di ottobre, è salito a 51,3 punti. In Cina l’indice Pmi Hsbc, basato su un sondaggio fra i direttori degli acquisti delle aziende manifatturiere, ha mostrato un picco di nuovi ordini e produzione. L’indice è salito a 49,1 da 47,9 di settembre.
Al di là delle buone notizie odierne, c’è da segnalare che in Europa l’attenzione continua ad essere rivolta alla Spagna, in attesa di una richiesta formale di aiuti da parte del Paese.

CITIGROUP E’ LONG SU PIAZZA AFFARI, E PUNTA SU ENI, CAMPARI, LUXOTTICA, E SAIPEM
Al di là dei numeri odierni, c’è da segnalare che le prospettive su Piazza Affari continuano ad essere considerate con ottimismo dagli analisti di Citigroup, i quali ritengono che se non arriveranno brutte notizie dal fronte politico, le azioni italiane potrebbero spingersi ancora in avanti nei prossimi mesi, visto che trattano a sconto di circa il 60% rispetto ai massimi raggiunti alla fine di giugno del 2007. Analisi fondamentale alla mano, la banca USA guarda con particolare favore titoli come ENI, Campari, Luxottica, Saipem.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Maglia rosa del listino principale di Piazza Affari è di nuovo STM che chiude con un rialzo del 4,17% a 4,846 euro dopo un pesante avvio in ribasso a seguito della presentazione dei conti inferiori alle attese. Ben comprata anche Saipem (+1,74% a 35,57 euro) che oggi ha reso noto di aver archiviato il terzo trimestre con un utile netto in crescita del 10,7% a 249 milioni di euro (sui dettagli si veda il terzultimo post di oggi). Finmeccanica si è ripresa dopo il passo falso di ieri mostrando un progresso dell’1,70% a 3,958 euro, alla faccia del pluri-inquisito Scaiola. Buona performance di Eni (+1,33% a 17,49 euro) in scia all’upgrade di Barclays che ha portato il giudizio sul titolo del Cane a sei zampe a overweight, da neutral, indicando il target price a 21 euro. Con lo spread che rimane compresso in area 320 punti base sono positivi i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato l’1,64% a 1,302 euro, Unicredit l’1,06% a 3,632 euro, MontePaschi lo 0,60% a 0,232 euro, Intesa SanPaolo lo 0,86% a 1,293 euro.
Il peggior titolo e’ stato Telecom Italia (-1,08%), seguito da Prysmian (-0,81%) e Ferragamo (-0,72%), dopo che gli analisti di Morgan Stanley che hanno avviato la copertura sul titolo con rating underweight. Mediaset (-0,28%) ancora debole con gli analisti di Liberum che hanno ridotto il giudizio a sell dal precedente hold. Il downgrade del broker ha colpito anche la controllata Mediaset Espana.