Archivio per la categoria ‘Fiscal cliff’

Nella prima seduta del 2013 Tokio balza in avanti del 2,8% sui massimi dal febbraio 2011, mentre Shanghai +0,3% è più prudente dopo che il settore Servizi ha registrato nel mese di dicembre il ritmo di crescita più lento degli ultimi 18 mesi. Negative le Borse di Hong Kong -0,4% e Seul -0,5%.
Deboli i prezzi delle materie prime a pochi minuti dall’inizio delle contrattazioni sulle piazze europee: il petrolio Wti scivola a 92,7 dollari il barile, l’oro cede lo 0,5% a 1.653 dollari l’oncia, ieri aveva perso l’1,3%.
Wall Street ha chiuso ieri in negativo dopo l’euforia seguita all’accordo per evitare il fiscal cliff.
Sulla seduta di ieri ha pesato il contenuto dei verbali dell’ultima riunione tenuta dalla Fed a metà dicembre da cui emerge che alcuni membri del comitato direttivo della banca centrale USA sarebbero favorevoli a mettere fine al programma di acquisto di bond su mercato entro il 2013.
Il Dow Jones ha chiuso a – 0,16%, S&P500 -0,21%, Nasdaq -0,38%.
Immediate le ripercussioni positive sul dollaro che apre la giornata a quota 1,305 contro euro, sui massimi dal 12 dicembre scorso, su attese di un futuro aumento dei tassi americani. Il Dollar Index, contro un paniere di sei principali valute mondiali, sale a quota 80,5.
I future sulle Borse europee anticipano un’apertura incerta che fa il paio con la seduta di consolidamento di ieri.
Oggi non sono in agenda aste di titoli periferici. Lo spread Btp/Bund riparte da quota 274, nuovo minimo dal mese di marzo, per un rendimento del Btp 10 anni al 4,22%, minimo da novembre 2010.

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Il Vix fa marcia indietro

Pubblicato: gennaio 1, 2013 da TrandingTraderWarrior in Fiscal cliff, VIX

Sulla scia dell’intesa raggiunta poche ore prima della mezzanotte per evitare il Fiscal Cliff, il Vix inverte la rotta con decisione: -20,65%.

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Il Vix (Fiscal Cliff) fa Paura

Pubblicato: dicembre 30, 2012 da TrandingTraderWarrior in Fiscal cliff, VIX
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Sulla scia del Fiscal Cliff, l’indice Vix sale del 16,78 % nella giornata del 28 Dicembre, raggiungendo quota 22,27.
Il grafico del future parla chiaro. Anche troppo.

Vix 28 12 2012 daily

fiscal cliff

Nel grafico riportato sopra tutti i numeri sul fiscal cliff. Mancano ancora 10 giorni prima che l’economia USA piombi nel cosiddetto “baratro fiscale”, ossia la concomitanza di tagli automatici alla spesa pubblica e inasprimenti fiscali, per un ammontare complessivo di 600 miliardi di dollari, nel caso in cui il Congresso non riuscisse a trovare un accordo sul budget federale entro la fine dell’anno. (tutti gli aggiornamenti in tempo reale su marketwatch.com)

Su milanofinanza.it possiamo iniziare a leggere le previsioni per il 2013. La sfera di cristallo stavolta è di Saxo Bank che articola uno scenario fantascientifico in 10 punti. Dal crollo della borsa tedesca al petrolio wti che affonda a 50 dollari il barile, seguito a ruota dall’oro che dovrebbe piombare a 1.200 dollari l’oncia. Non è previsto, almeno per ora, un attacco alieno sulla Federal Reserve.

In questo articolo a cura di Sam Ro apparso su businessinsider.com possiamo individuare la bussola di Credit Suisse, che snocciola i tredici temi del 2013 che faranno da market movers. Il più interessante è il riferimento alla Shale Revolution che potrebbe portare a una svolta storica rendendo gli USA indipendenti dai paesi mediorientali nell’approvvigionamento di petrolio.

Il Dottor Destino (Nouriel Roubini), alla domanda se sia “bullish” riguardo all’economia a stelle e strisce, risponde con questa dichiarazione: credo che nel lungo termine l’economia USA avrà performance superiori rispetto a quelle degli altri paesi avanzati. Nel breve mi aspetto ancora una crescita “anemica”. L’intervento integrale è pubblicato da economonitor.com. Probabilmente le valutazioni di Roubini sono al netto di un prossimo intervento della Federal Reserve, o meglio, della stampante di Bernanke.

Tokio ha terminato gli scambi con un potente +2,39% con l’indice Nikkei che termina per la prima volta oltre i 10.000 punti dal 3 aprile e ai livelli più alti dal 28 marzo. Ora che sui mercati si respira un clima di ottimismo sulla possibilità di sciogliere il nodo politico del “fiscal cliff”, le Borse europee sono indirizzate verso un avvio positivo.
L’euro continua a rafforzarsi sul dollaro: nell’ottava giornata consecutiva di rialzo, la valuta comune è salita a 1,323 (da 1,322), massimo dall’agosto 2011.
Sul segmento dei titoli di Stato italiani, lo spread è sceso sotto quota 300, il rendimento del decennale è al 4,40%, al 4,97% quello del trentennale (minimo da ottobre 2010). In lieve rialzo anche il greggio: Wti a 88,3 dollari al barile (+0,4%), Brent invariato a 108,9 dollari.
Fra i titoli che potrebbero muoversi in Piazza Affari, segnaliamo:

Snam Rete Gas: Goldman Sachs ha confermato il giudizio sell, target 3,55 euro.

Finmeccanica: oggi il cda esaminerà le proposte per la controllata Ansaldo Energia. Lo scorporo deve essere effettuato con calma e attenzione, ha dichiarato il presidente e ad di Finmeccanica, Giuseppe Orsi. Lunedì sul tavolo della società è arrivata l’offerta vincolante, per una quota di minoranza, della cordata italiana composta da Fsi, da alcune industrie meccaniche, dalla Fondazione Carige e dalla stessa Banca Carige.

A2A: la divisione ambiente, il nuovo polo che raggrupperà tutte le attività nel settore ambiente dell’utility lombarda, è pronta ad estendere il capitale a nuovi soci per realizzare ulteriori investimenti, mantenendo però il 51% in capo ad A2A.

Mancano tredici giorni e poco meno di quindici ore al precipizio fiscale. L’incontro di ieri fra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il leader dei repubblicani al Congresso, John Boehner, sembra aver registrato un riavvicinamento delle parti. Obama avrebbe offerto qualche concessione sui costi previdenziali, mentre Boehner a sua volta avrebbe fatto qualche apertura all’ipotesi di un ritocco delle imposte per i più ricchi. La partita politica prosegue in cerca di una soluzione dilatoria, o comunque di una formula che permetta a ciascuna delle due parti in gioco di dichiararsi vincitrice.
Come è ormai noto, la scadenza per raggiungere un accordo sul budget pubblico 2013 è entro la fine dell’anno. Qualora non si arrivasse a un accordo entro quella data, scatterebbero automaticamente tagli alla spesa pubblica e inasprimenti fiscali per un ammontare complessivo di 600 miliardi di dollari, un’eventualità che rischierebbe di fare cadere l’economia americana in recessione.
Stamattina, nuovo rialzo per la Borsa di Tokio. L’indice Nikkei ha terminato la seduta con un +0,96%, portandosi su nuovi massimi da aprile a quota 9.923 punti, sostenuta dalle aspettative sull’iniziativa del nuovo governo guidato da Shinzo Abe e dalla svalutazione dello yen, scivolato sui minimi di marzo contro dollaro e euro. Il cross euro dollaro apre a 1,317, poco sopra la chiusura di ieri a 1,3165.
Contrastate le altre piazze asiatiche. L’indice MSCI Asia Pacific, Shanghai, Hong Kong e Bombay oscillano intorno alla parità, Seul +0,5%.
La primissime indicazioni dai future sulle Borse europee anticipano un avvio in rialzo di circa mezzo punto percentuale. Lo spread Btp/Bund riparte stamattina da quota 318 punti base per un rendimento del 4,55%. Il petrolio wti risale a 87,7 dollari il barile, l’oro tratta a 1.702 dollari l’oncia.
Oggi sono in agenda le aste della Spagna, con scadenze a 3 e 6 mesi, e della Grecia, con scadenza a 3 mesi. Occhi ancora puntati anche sulla politica italiana. Oggi si terrà il voto di fiducia al Senato sulla Legge di Stabilità, che poi passerà alla Camera. Ieri Mario Monti non ha ancora sciolto le riserve sul suo ruolo alle prossime elezioni politiche.

LE CHIUSURE
Chiusura in territorio negativo per le principali borse europee ad eccezione di Milano e Madrid. Il Dax di Francoforte ha ceduto lo 0,43%, il Cac40 di Parigi lo 0,1% e il Ftse 100 di Londra lo 0,27%. A Milano il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,64% al termine di una giornata molto volatile che ha fatto registrare un affondo fino a quota 15.713 punti, con volumi per 1,4 miliardi di euro circa, mentre l’Ibex di Madrid è salito dello 0,38%. Oltreoceano andamento altalenante per i tre indici di Wall Street, che viaggiano di poco sotto la parità quando in Italia sono passate da poco le 18.30. Lo spread Btp Bund è sceso a 334 punti base, il petrolio wti si posiziona a 86,8 dollari il barile, mentre l’oro si assesta a 1.709 dollari l’oncia. Il cross euro/dollaro vede la moneta unica a 1,31 contro il biglietto verde.

ECOFIN, ASTE DEI BTP, FOMC E ACCORDO SULLA SUPERVISIONE BANCARIA
Buone notizie stamani dall’Ecofin, che ha dato il via libera al versamento della tranche di aiuti alla Grecia per un ammontare di 49 miliardi di euro. Sul mercato obbligazionario di casa nostra il Tesoro ha collocato Btp per complessivi 4,2 miliardi di euro, pari all’intero ammontare programmato. In particolare, sono stati piazzati 3,49 miliardi del nuovo Btp a tre anni a un rendimento del 2,50%, in calo dal 2,64% della precedente asta di metà novembre. A questi si aggiungono 729 milioni di Btp a 15 anni con rendimento in calo al 4,75% dal 5,32% dell’ultima asta di metà settembre.
Ieri al termine della riunione del comitato di politica monetaria della Federal Reserve si è avuta una svolta importante che alcuni osservatori definiscono “storica”. Il presidente Bernanke ha reso noto che la Fed legherà il livello dei tassi al mercato del lavoro, confermando altresì che il tasso sui Fed Fund rimarrà all’attuale minimo storico (fra zero e 0,25%) finché il tasso di disoccupazione rimarrà al di sopra del 6,5%. A questo proposito sul fronte macro oggi c’è da segnalare il dato positivo circa le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. Le rilevazioni hanno evidenziato un calo di 29 mila unita’ a 343 mila rispetto alle 372.000 (riviste) della settimana precedente. Ieri, inoltre, la Fed ha approvato un piano di riacquisto di titoli di Stato Usa da 45 miliardi di dollari al mese che partirà dal prossimo gennaio e andrà a sostituire il vecchio “twist”. Bernanke non ha mancato di sollecitare con veemenza un cambio di passo nella trattativa tra Casa Bianca e Repubblicani per scongiurare gli effetti devastanti derivanti dal “fiscal cliff”, qualora al Congresso non si arrivasse a un accordo per bloccare l’aumento automatico delle imposte e i tagli automatici alla spesa pubblica.
Tornando al Vecchio Continente, oggi c’è stato un vero e proprio coro di giudizi positivi sull’accordo raggiunto all’interno della Ue sulla supervisione bancaria. Secondo la Bce l’intesa segna una svolta decisiva verso una stabile unione monetaria ed economica e un’ulteriore integrazione europea.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Oggi gli investitori sono tornati a comprare soprattutto sul comparto bancario. In evidenza Popolare Milano (+4,84%) al centro delle indiscrezioni di stampa su un possibile cambiamento della governance e sul fatto che tale processo di trasformazione potrebbe portare la banca a diventare una Spa. Ipotesi comunque negata dallo stesso presidente Andrea Bonomi.
Italcementi è il miglior titolo di Piazza Affari in rialzo del 15% a 4,14 euro, massimo dell’ultimo mese. Ieri sera il produttore di cemento ha comunicato un programma di riorganizzazione della struttura produttiva italiana che prevede risparmi da 40 milioni di euro l’anno e comporterà il ricorso alla cassa integrazione straordinaria per 665 dipendenti del settore cemento e per 85 del centro tecnico.
“Giudichiamo positivamente la notizia – scrivono gli analisti di Centrosim – Sul mercato italiano il piano dovrebbe garantire un recupero di redditività in grado di tamponare le debolezze su uno dei principali mercati dell’area Euro”.
Tra i petroliferi continua invece il momento difficile per Saipem dopo che ieri Consob ha ufficializzato la riduzione della quota da parte dei fondi Capital Research and Management Company.