Archivio per la categoria ‘Fondiaria Sai’

I NUMERI DI CHIUSURA
Prepariamoci a un altro crollo del mercato azionario come quello che si verificò il 19 ottobre 1987: il crash è inevitabile e imminente, sentenzia Michael Belkin secondo quanto riportato da marketwatch.com in questo articolo di Mark Hulbert. Nel frattempo, chiusura di seduta con il segno più per i listini europei in una giornata che ha visto qualche incertezza in avvio e un’accelerazione al rialzo dopo le indicazioni arrivate dai dati macro e dalle trimestrali USA, in un cocktail alla “taurina” che ha dato gas alle borse del Vecchio continente. Il Dax di Francoforte ha terminato con un rialzo di un quarto di punto percentuale a 7.394,55 punti, a Londra il Ftse100 chiude a 5.910,91 con un +0,69%, mentre a Parigi il Cac40 mette a segno un +0,76% a 3.527,5. La performance migliore è quella dell’Ibex che, rinfrancato dalla conferma del rating spagnolo annunciata dall’agenzia Moody’s, ha chiuso in rialzo del 2,37% a 8.128,2 punti. Milano ha chiuso la terza seduta consecutiva di rialzo: l’indice FtseMib è salito dell’1,5% tornando ai livelli di un mese fa, a 16.233,84. Sul mercato dei titoli di Stato si è assistito al recupero dei bond dei Paesi periferici. Lo spread decennale tra il Bono spagnolo ed il Bund tedesco si è ristretto di 43 punti base a 379 punti base. Il differenziale Btp-Bund è sceso di 25 punti base a quota 311, minimo da metà marzo. L’euro si rafforza nei confronti del dollaro a 1,312 da 1,305 della chiusura di ieri sera e si porta sui massimi dell’ultimo mese, non troppo distante dai livelli di aprile.
Oro e petrolio praticamente invariati: il metallo giallo si assesta a 1.752 dollari l’oncia, l’oro nero di marca wti traccheggia a 92.15 dollari il barile.

SPAGNA E DATI MACRO USA NEL DETTAGLIO
Novità numero uno di oggi è che lo spread tra Bonos spagnoli e Bund è crollato a 383 punti. Merito di Moody’s, che ha deciso di non tagliare il merito di credito della Spagna mantenendolo a ‘Baa3’, al contrario della precedente decisione presa giorni fa da Standard & Poor’s. Alla vigilia del summit Ue di Bruxelles pare sempre più vicino un accordo sul programma di rientro del deficit della Grecia, mentre come riferito da una fonte del governo spagnolo Madrid deciderà nelle prossime settimane se chiedere o meno gli aiuti, e sta pensando a una linea di credito precauzionale. In Italia, il miglioramento dello spread tra Btp e Bund fa volare gli ordini di Btp Italia, che nel terzo giorno di negoziazione hanno avuto richieste per 45.141 contratti pari a un controvalore di 5,101 miliardi di euro. Dagli Stati Uniti è arrivato il dato macro sulle costruzione di nuove case, salite a settembre a un tasso destagionalizzato annuo di 872 mila, il livello maggiore in quattro anni. Sul fronte delle trimestrali USA Bank of America ha presentato i risultati del terzo trimestre, che ha chiuso in utile nonostante il pesante impatto negativo generato da cause legali e fiscali. I conti, comunque, non hanno sorpreso il mercato e sono stati in linea con le attese.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
A Milano tutti i settori hanno partecipato al rialzo. Il titolo migliore del paniere principale e’ stato comunque A2A che ha guadagnato il 7,63%, in attesa del nuovo piano industriale, previsto per l’8 novembre, dal quale dovrebbero arrivare ulteriori indicazioni sulla futura politica dei dividendi, attesa meno generosa. Con lo spread Btp/Bund a 10 anni che precipita a 314 punti base, ai minimi dallo scorso marzo, i bancari decollano con entusiasmo. Acquisti diffusi su MontePaschi (+4,71% a 0,247 euro), Popolare di Milano (+2,18% a 0,4591 euro), Banco Popolare (+3,25% a 1,334 euro), Intesa Sanpaolo (+2,8% a 1,36 euro), Mediobanca (+5,38% a 4,62 euro), Ubi Banca (+1,26% a 3,222 euro), Banca PopEmRomagna (+1,11% a 4,93 euro) e Unicredit (+4,56% a 3,626 euro). Rialzi anche fra le assicurazioni: in particolare Fondiaria Sai ha guadagnato il 4%, Unipol +2,7%. Ieri il Ceo della compagnia bolognese ha detto che il programma di dismissione di asset prosegue nonostante le contese con l’antitrust. Generali è salita del 2,1%. Fiat ha guadagnato il 3,63%. Gli analisti di Mediobanca ritengono opportuno puntare, all’interno del settore auto e componentistica, sulle azioni del gruppo in vista della prossima trimestrale, segnalando il buon andamento del Lingotto in Brasile e in Usa. Acquisti anche su Stm (+3,61%) e Autogrill (+3,59%), dopo la notizia che la societa’ ha rinnovato in anticipo di 5 anni la concessione food & beverege per i 75 locali gestiti all’interno dell’aeroporto di Amsterdam. Tonica anche Finmeccanica (+1,41% a 4,31 euro).
Vendite invece su Mediaset (-0,06% a 1,64 euro), che paga i realizzi dopo il balzo di ieri, e Impregilo (-4,09% a 3,24 euro), precipitato sul fondo del paniere principale il giorno successivo al cda che ha accettato l’offerta di Primav sul 19% di Ecorodovias. Probabilmente si tratta di un tipico caso di “sell on news”.
Brillante Autogrill, che ha guadagnato il 3,5% dopo che Ubs ha avviato la copertura del titolo con raccomandazione buy.
Sul resto del listino in evidenza Piaggio che ha guadagnato il 7,59%, secondo quanto appreso da MF-Dowjones, il numero uno del gruppo, Roberto Colaninno, e’ in India per il debutto del nuovo tre ruote Ape City Passenger. Giornata di rialzo per le utility, in particolare Enel +1,7%, e Iren +3,8% oltre alla già citata A2A +7,6%.

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Non sono buone le notizie che arrivano da Eurolandia il giorno in cui oltreoceano inizia la riunione del comitato di politica monetaria della Federal Reserve, con gli operatori di Wall Street che continuano a sperare in una nuova misura di stimolo in grado di iniettare liquidità nel sistema e far lievitare i corsi azionari, indipendentemente dai fondamentali. Se ci sarà il varo del fatidico QE III lo sapremo mercoledì sera, a mercati chiusi. Nel frattempo i riflettori restano puntati sulla riunione della Bce prevista per giovedi 2 agosto. In quell’occasione potrebbero essere annunciate misure di sostegno ai titoli di stato dei paesi periferici dell’eurozona per ridurre gli spread. Oggi il premier italiano Mario Monti ha affermato di vedere la fine del tunnel per l’Italia, suscitando ilarità e ironia a seconda dei casi, e ha ribadito la necessità di sottoscrivere in tempi rapidi quanto è stato deciso dal Consiglio europeo dello scorso 28-29 giugno. L’insostenibilita’ di tassi di interesse troppo elevati in alcuni paesi nell’area della moneta unica, in particolare Italia e Spagna, e’ stata ribadita nel vertice tra Monti e il presidente della repubblica francese Francois Hollande. Ora tutto è rimesso all’iniziativa di Mario Draghi, presidente della Bce, che ha promesso interventi robusti per difendere la stabilita’ dell’unione monetaria. L’Eurotower, al momento, è l’unica istituzione in grado di agire. L’operativita’ del fondo salva stati permanente (Esm) resta in standby fino alle delibere della Corte Costituzionale tedesca che si pronuncerà sulla sua costituzionalità il prossimo 12 settembre. In salita anche la strada sulle modalità operative dell’Esm, dato che il ministero delle finanze della Germania, con una nota, ha ribadito l’assoluta contrarieta’ a concedere licenza bancaria all’Esm, una misura che renderebbe, di fatto, illimitate le risorse del fondo da utilizzare in funzione anti-spread.
Sulle borse europee intanto è tornato il segno meno. Il Ftse 100 di Londra chiude a 5.635,28 punti (-1,02%), invariato il Dax di Francoforte che chiude a quota 6.772,26 punti (-0,03%), mentre il Cac40 di Parigi scende a 3.291,66 (-0,87%). Giornata sulle montagne russe per Milano con l’indice Ftse Mib che chiude a quota 13.890,99 (-0,62%) dopo aver testato più volte, invano, la resistenza in area 14.100 punti e dopo aver fissato il minimo intraday in area 13.700. L’Ftse Italia All-Share si riporta sui 14.817,67 punti (-0,53%) e l’Ftse Italia Star è fissato in area 10.163,29 (-0, 21%).
Piazza Affari tira il freno dopo tre giorni di rialzi sostenuti comunque da volumi ancora esigui e con l’ombra dello spread ancora abbondantemente al di sopra dei 400 punti base. Sul listino milanese hanno dominato i numeri delle trimestrali, Fiat ha pagato pegno con uno scivolone del 5%. Oggi il Lingotto ha alzato il velo sul semestre del gruppo, che ha chiuso il secondo trimestre con un utile della gestione ordinaria a 1 miliardo di euro, ma che senza Auburn Hills sarebbe stato in perdita per la debolezza del mercato europeo. Per domani sono attesi i conti di Fiat Industrial (-1,05% a 8 euro), mentre oggi tra gli industriali lettera su Finmeccanica (-2,3% a 2,98 euro) e Prysmian (-2,32% a 13,07 euro). Sui bancari ha pesato l’allargamento dello spread Btp-Bund a 484 punti, e i titoli del comparto si sono mossi in ordine sparso. Cadono Montepaschi (-1,85% a 0,1804 euro), Intesa Sanpaolo (-2,18% a 1,033 euro), Mediobanca (-0,28% a 2,804 euro) e Unicredit (-2,12% a 2,768 euro). Salgono invece Banca Popolare Em.Romagna, cui il sole24ore ha dedicato una lettera all’investitore nel numero di domenica scorsa (+0,11% a 3,544 euro), Ubi Banca (+4,05% a 2,366 euro), Popolare di Milano (+2,92% a 0,373 euro) e Banco Popolare (+0,58% a 0,9505 euro).
Debole Snam (-0,3% a 3,27 euro) in scia ai dati sui primi sei mesi di esercizio che mostrano un utile in discesa dell’11,8% per effetto della Robin Tax. Dopo i forti rialzi di ieri, deboli Mediaset (-0,35% a 1,422 euro) e Mediolanum (-1,75% a 2,702 euro). Fuori dal paniere principale misti Fonsai (-0,2% a 1,002 euro) e Unipol (+0,6% a 2,018 euro). Bene invece Stm (4,424 euro, +1,42%) e Ansaldo (6,235 +2,13%).
Alle 21.00 ora italiana il petrolio wti scende bruscamente a 87,9 dollari il barile (-2%) l’oro non si schioda da quota 1.621 dollari l’oncia mentre il cambio euro/dollaro vede la moneta unica passare di mano a 1,23.
Un’occhiata ai dati macro in arrivo domani: indice ISM manifatturiero di luglio si prevede un rialzo a 50,5 punti rispetto ai 49,7 di giugno. Spese per le costruzioni a giugno, che dovrebbero segnare una variazione in positivo dello 0,4%,. Nel pomeriggio arriverà anche il report settimanale sulle scorte strategiche di petrolio da parte del Dipartimento dell’energia statunitense.

ITALIA
Cda su risultati 1° semestre di: Amplifon, Banca Generali, Cementir.

Fondiaria-Sai, termine negoziazione diritti aumento di capitale.

Unipol, termine negoziazione diritti aumento di capitale.

ROMA
Tesoro, annuncio tipologia e quantitativi Btp e Ccteu in asta il30 luglio.

Istat, fiducia consumatori luglio (10,00).

FRANCOFORTE
Tesoro: la Germania offre 3 miliardi titoli di Stato a 30 anni, scadenza04/07/2044, cedola 2,5%, 1 mld titoli inflation link 15 aprile 2023

Risultati trimestrali di Daimler, Arcelormittal

BERLINO
Indice Ifo luglio (10,00).

WASHINGTON
Scorte Usa settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).

NEW YORK
Risultati trimestrali di Boeing, Caterpillar, Ford, Visa, Motorola.

La crisi delle borse europee e più in generale dell’Eurozona si sta spingendo oltre gli scenari più cupi disegnati dai catastrofisti che tante volte abbiamo evocato su queste pagine. I titoli dei commentatori di oltreoceano sono emblematici: esaurite la varie “tempeste perfette” e le metafore apocalittiche di “Armageddon” adesso si evoca molto più freddamente lo scenario di una seconda grande depressione (la prima si protrasse dal 1873 al 1896, in piena seconda rivoluzione industriale). Le Borse di Londra, Parigi e Francoforte hanno chiuso con cali compresi fra lo 0,4% e lo 0,8%. La Borsa di Madrid è caduta del 3,4%. L’indice FtseMib di Piazza Affari è invece sceso del 2,7% finendo a 12.362 euro. In giornata l’indice è sceso a 12.299,99, segnando il nuovo minimo storico assoluto, al di sotto dei 12.332 punti del mitico 9 marzo 2009, il punto più basso della crisi post fallimento Lehman Brothers. Se si guarda il vecchio indice Comit, Piazza Affari è crollata su livelli che non vedeva dal 1996. Sul mercato dei titoli di Stato, il rendimento del Btp decennale è salito al 6,54%, nuovo massino del 2012, con spread a 530 punti. Il Bono decennale spagnolo rende il 7,51%. Le indiscrezioni secondo cui per la Grecia sarà impossibile rispettare gli impegni presi, e quindi il Paese dovrà affrontare una nuova ristrutturazione del debito, hanno messo sotto di nuovo sotto pressione i mercati finanziari europei, e in particolare quelli di Italia e Spagna. Stamattina è andata in porto l’asta di titoli di Stato spagnoli: il tesoro di Madrid è riuscito a collocare circa 3 miliardi di titoli di Stato a tre e sei mesi, ma ha dovuto accettare di pagare rendimenti in netta crescita: il 2,43% sulla scadenza trimestrale (dal 2,36% dell’asta precedente) e il 3,69% sui semestrali (dal 3,23%). Sul finire di seduta il Ministero degli Esteri spagnolo aveva diffuso una nota in cui si affermava che “Spagna, Italia e Francia esigono l’applicazione immediata degli accordi del summit europeo di fine giugno” nei quali si prevedeva lo scudo antispread per aiutare i paesi in difficolta’. Tuttavia, a stretto giro di posta, era arrivata la smentita, prima di Parigi e poi di Roma: “Nessuna richiesta comune con Italia e Spagna per l’applicazione immediata di quanto deciso all’ultimo summit europeo sullo scudo anti spread”, ha dichiarato il ministro francese per gli affari europei, Bernard Cazeneuve. Fonti di Palazzo Chigi hanno invece espresso “lo stupore del Governo italiano” circa l’iniziativa comunicata dal Ministero degli Esteri spagnolo in merito ad una pretesa dichiarazione congiunta fra Spagna, Italia e Francia, “iniziativa della quale il Governo italiano non e’ al corrente”. Dopodomani l’Italia torna sul mercato: il Tesoro ha in programma per il 27 luglio un’asta Bot a sei mesi per un ammontare di 8,5 miliardi di euro. L’ammontare dei Bot in scadenza e’ pari a 8 miliardi di euro.
La giornata ha visto particolarmente penalizzati i titoli finanziari. MontePaschi e Unicredit hanno perso circa il 4%, Intesa è scesa del 4,6%. Mediobanca ha chiuso in calo del 6,75%, Generali -3,5%. Dopo essersi mossa in controtendenza per buona parte della seduta rispetto al listino principale e al settore bancario italiano, guadagnando in mattinata oltre il 5% sulla scia delle indiscrezioni sindacali sui tagli al personale, Pop.Milano ha risentito il contagio degli altri titoli finanziari chiudendo in negativo dell’1% circa. La trovata della Consob di vietare le vendite allo scoperto sul mercato italiano si commenta da sola.
Seduta brillante per Pirelli che ha chiuso in rialzo del 5,66%. A sostenere il titolo ha contribuito una nota di Morgan Stanley che conferma il giudizio “overweight”. Il broker sottolinea come l’andamento del titolo nelle ultime settimane sembra indicare una perdita di fiducia del mercato nella capacità del gruppo di rispettare gli obiettivi, ma la banca americana ritiene che Pirelli non deluderà con i risultati del secondo trimestre, attesi per giovedì. Saipem ha chiuso in lieve rialzo. La società ha comunicato oggi la vincita di un nuovo contratto di trivellazione in Arabia Saudita del valore di circa 250 milioni di dollari. Il terzo titolo che finisce in territorio positivo è Tod’s, con un risicato +0,21%. I risultati del secondo trimestre hanno massacrato StM, in ribasso del 4,3%. I titoli coinvolti nel progetto di integrazioni che darà vita al secondo gruppo assicurativo italiano si sono mossi a due velocità: Unipol è affondata del 16,7%, mentre Fondiaria-Sai ha guadagnato il 9,6%. Verso fine seduta è arrivata la notizia dell’uscita di Palladio dall’azionariato di FonSai.
Alle 21.30 ora italiana il petrolio wti è in leggero rialzo a 88,56 dollari il barile, l’oro è inchiodato a 1.577 dollari l’oncia, l’euro passa di mano a 1,21 sul dollaro.
Oggi il Dipartimento del Tesoro USA ha collocato titoli a due anni per 35 miliardi di dollari. Il rendimento ha fatto registrare un nuovo minimo storico attestandosi allo 0,22%. Le richieste hanno superato il quantitativo offerto di quattro volte, contro la media di 3,72 volte delle ultime sei aste di biennali. I tre indici di Wall Street a poco meno di mezz’ora dalla chiusura delle contrattazioni viaggiano in territorio negativo con perdite superiori al punto percentuale.

La notizia che la regione di Valencia chiederà sostegno finanziario al governo centrale di Madrid per ripagare il proprio debito ha scosso i mercati e acceso ulteriori speculazioni sull’Italia, a partire dall’analogia con il default della regione Sicilia. A fine maggio la Catalogna, la regione più ricca del Paese, aveva lanciato un allarme simile a causa del venir meno delle opzioni di rifinanziamento del debito. Lo spread tra i titoli spagnoli e quelli tedeschi è volato a livelli record sopra i 600 punti base con il tasso del Bono decennale che ha toccato il 7,3%. In scia il differenziale Btp/Bund è salito un area 505 punti base con un rendimento del benchmark decennale italiano che si è spinto sopra 6,2%. Il panico da contagio spinge gli operatori a liquidare le posizioni, osserva Fabio De Gaspari esperto di Invest Banca, e questa situazione deriva dal fatto che oltre agli aiuti che l’Eurogruppo ha concesso alle banche spagnole, adesso si presuppone anche un salvataggio interno.
Alla fine le principali piazze europee hanno chiuso in forte calo e vendite concentrate in particolar modo sul comparto bancario, specialmente a Madrid, maglia nera con l’indice Ibex giu’ del 5,82% a 6.246,3 punti. Pesante anche Piazza Affari, colpita in modo analogo dal forte rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato e dai conseguenti ribassi dei titoli del comparto finanziario. L’indice Ftse Mib di Milano perde il 4,38% a 13.067,22 punti. Cali piu’ contenuti per Francoforte (-1,9% con il Dax a 6.630,02 punti) e Parigi (-2,14% con il Cac 40 a 3.193,89 punti. Arretra dell’1,09% il Ftse 100 di Londra, a quota 5.651,77 punti.
Come avevamo anticipato in mattinata il disastro è stato ulteriormente ampliato, a Piazza Affari, anche a causa delle scadenze tecniche su future e opzioni. C’è anche da dire che il via libera dell’Eurogruppo al piano di aiuti alle banche spagnole non è riuscito a portare il sereno, anche perché dopo l’approvazione del Bundestag tedesco di ieri e del Parlamento finlandese questa mattina, era scontato che anche i ministri delle Finanze europei giungessero alle stesse conclusioni.
Nessuna blue chip ha chiuso in territorio positivo. Nell’occhio del ciclone i bancari, con Popolare EmRomagna che crolla di oltre il 10% a 3,154 euro, seguita da Generali (-8,82% a 0,1 euro), Montepaschi (-8,55% a 0,157 euro) e Ubi Banca (-7,87% a 2,08 euro). Su Generali pesa la mannaia calata da Bank of America che ha tagliato il target price a 11,80 da 12 euro e ridotto le stime di eps e dividendo 2012. A causa della debolezza dei mercati azionari vista nel secondo trimestre, la banca americana si aspetta che l’utile netto sia influenzato da ulteriori svalutazioni su partecipazioni.
Le vendite non hanno risparmiato quest’oggi i titoli del settore utilities, tra i quali ad avere la peggio è stata A2A , con un affondo di oltre il 6%, mentre Enel Green Power ed Enel sono scesi del 5,42% e del 4,22%. Le vendite hanno interessato anche gli industriali, con Fiat e Finmeccanica che hanno invertito la rotta dopo una buona partenza chiudendo rispettivamente a -4,07% a 4,01 euro e a -4,06% a 2,838 euro. Anche Pirelli (-4,48% a 7,36 euro) ha subito forti ripercussioni, ma sull’azione già pesava la riduzione del rating da outperform a neutral da parte di Mediobanca. Pessime performance anche perTelecom Italia (-5,64% a 0,65 euro dopo essere stata sospesa la ribasso), Eni (-3,15% a 16,29 euro), Stm (-3,9% a 3,994 euro). I titoli della galassia Ligresti hanno viaggiato in maniera indipendente: da una parte Unipol e FonSai hanno guadagnato rispettivamente l’8,22% a 2,948 euro e il 18,25% a 3,926 euro, dall’altra Milano Ass ha perso il 2,37% a 0,2718 euro e Premafin il 5,56% a 0,17 euro.
Alle 19.00 ora italiana il petrolio wti scende a 90,88 dollari il barile, l’oro si assesta a 1.583 dollari l’oncia, mentre l’euro passa di mano contro il dollaro a 1,22. I tre indici di Wall Street sono in territorio negativo con il Dow Jones che perde circa lo 0,8% e si porta a 12.830.

Le borse europee chiudono in positivo una giornata nervosa, proprio alla vigilia dell’atteso vertice dell’Eurogruppo, nonostante la raffica di notizie e dati macro deludenti arrivati in giornata, dall’asta dei bond spagnoli, ai dati provenienti dagli Usa su sussidi disoccupazione, superindice e vendite case. Il Dipartimento del Lavoro USA ha comunicato che le richieste settimanali di disoccupazione si sono attestate a 386 mila unita’, in forte rialzo rispetto alla settimana precedente (352 mila cifra rivista). Il dato e’ comunque peggiore delle attese degli analisti, fissate su un numero di richieste pari a 365 mila unità. La Federal Reserve di Philadelphia ha reso noto che il proprio indice, che monitora l’andamento dell’attivita’ manifatturiera dell’area di Philadelphia, e’ salito, nel mese di luglio, da -16,6 a -12,9 punti, risultando comunque peggiore delle attese degli analisti che si aspettavano un rialzo dell’indice a -8 punti. Sul fronte del mercato immobiliare, infine, la National Association of Realtors ha comunicato oggi che le vendite di case esistenti sono calate a giugno del 5,4% a 4,37 milioni di unità. Gli economisti avevano atteso un aumento a 4,65 milioni di unità. Il dato di maggio è stato rivisto al rialzo, da 4,55 milioni a 4,62 milioni di unità.
La spiegazione prevalente circa i rialzi odierni è che i mercati stiano scommettendo su nuove misure di stimolo da parte della Fed. Da registrare anche il fatto che oggi le borse europee sono tornate positive dopo le voci secondo cui l’Efsf sarebbe disponibile a concedere prestiti alla Spagna anche per l’acquisto di titoli del debito pubblico. Alla fine, Londra chiude in rialzo dello 0,5% a 5.714,19 punti, il Dax di Francoforte cresce dell’1,1% a 6.758,39 a punti, mentre il Cac40 di Parigi guadagna lo 0,87% a 3.263,64 punti. L’Ibex di Madrid sale dello 0,63%. A fine giornata il Ftse Mib si è fermato a 13.666 punti, con un incremento dello 0,53%, dopo aver toccato un massimo a 13.698 e un minimo a 13.495 punti. L’indice AllShare ha guadagnato lo 0,55%, il MidCap il 2,63%. Volumi per un controvalore di circa 1,2 miliardi di euro. Sul fronte dello spread, il differenziale sul decennale Btp/Bund e’ restato intorno ai livelli di ieri (476 punti base). Nel frattempo Fitch ha confermato il rating a lungo termine dell’Italia ad A- con outlook negativo. Nel prendere la decisione, spiega il comunicato diffuso dall’agenzia, “Fitch ha cercato di guardare oltre le attuali condizioni economiche e finanziarie e di tenere in conto le recenti riforme strutturali che guardano al futuro e che intendono rilanciare il potenziale di crescita”.
La notizia della giornata è il crollo di Telecom Italia che ha lasciato sul parterre il 7,06% a 0,691 euro pagando le notizie in arrivo dal Sud America. Anatel, l’authority brasiliana delle telecomunicazioni, ha deciso di bloccare la vendita dei nuovi piani tariffari delle tre maggiori società di telefonia mobile che operano nel Paese: Tim Brasil, controllata di Telecom Italia, Oi e Claro. Le prese di beneficio hanno penalizzato Autogrill che cede il 3,70%. Lettera anche su Diasorin (-2,36% a 22,35). Positivo il comparto bancario: Popolare di Milano guadagna il 4,30% a 0,342 euro, nella giornata in cui il Credito Valtellinese ha definito prive di “qualsiasi fondamento” le indiscrezioni stampa su un progetto di fusione con l’istituto milanese. Banco Popolare guadagna il 3,60% a 0,936 euro, Unicredit il 2,66% a 2,626 euro, Montepaschi lo 0,47% a 0,172 euro, Intesa SanPaolo lo 0,65% a 1,003 euro. Bene anche Ubi Banca (+1,89% a 2,262 euro) dopo aver annunciato una revisione della struttura organizzativa. Denaro anche su Fiat Industrial con un progresso del 2,77% mentre maglia rosa del listino principale oggi è Buzzi Unicem con un balzo superiore al 6% sulla scia delle buone notizie per il settore a livello europeo. Bene Finmeccanica (+0,82% a 2,958 euro) che ha sottoscritto contratti con il Governo israeliano per un valore pari a circa 850 milioni di dollari. Sul resto del listino Fonsai accusa un tonfo del 41% mentre il diritto rimbalza di oltre il 20%. Unipol cede il 9% mentre il diritto lascia sul terreno il 57%. Bene anche Tenaris (+2,08%), Prysmian (+2,2%) e, fuori dal paniere principale, Danieli (+6,11%).
Il petrolio wti si è impennato a 92,29 dollari il barile con un incremento superiore ai due punti percentuali l’oro sale q 1.581 dollari l’oncia, l’euro si ferma a 1,23 sul dollaro.
Per la seduta di domani non si segnalano aggiornamenti macro di rilievo in America, dove l’attenzione sarà catalizzata dalla trimestrale di General Electric che dovrebbe consegnare un utile per azione di 0,37 dollari. I tre indici di Wall Street chiudono in territorio positivo con il Dow Jones che si porta a ridosso di quota 13.000 punti.

Nella giornata in cui il Fondo Monetario Internazionale torna ad ammonire l’Eurozona sull’intreccio pericoloso tra crisi bancarie e crisi del debito sovrano, le borse europee chiudono in rialzo grazie al carburante fornito da Wall Street, trainata dalle buone trimestrali di Intel e Honeywell. Il Dax di Francoforte sale dell’1,62% a 6.684,42 punti, l’Ftse 100 di Londra cresce dell’1,01% a 5.685,77 punti, il Cac 40 di Parigi +1,84% a 3.235,40 punti. Guadagni ridotti per via delle vendite sul comparto del credito, per Milano, con il Ftse Mib che si issa dello 0,43% a 13.594,39 punti prendendo slancio attorno alle 15.00, quando l’indice era sceso al minimo intraday di 13.405. Il Ftse All-Share che mostra invece un calo dello 0,17% a 14.651,47 punti. Bene anche Madrid, dove l’Ibex registra un progresso dello 0,5% a 6.951,2 punti. Da segnalare il balzo del 15,88% di Bankia, che ieri era sprofondata per le incertezze sui piani di ristrutturazione del settore bancario spagnolo .
Oggi il Fondo monetario internazionale ha ribadito che nell’attuale situazione di interdipendenza tra banche e debiti sovrani rimangono seri dubbi sulla sostenibilità della moneta unica. Secondo il Fmi i leader europei devono agire subito per completare il processo di integrazione fiscale e bancaria. Nel rapporto sull’Eurozona l’Fmi ha mantenuto l’indicazione secondo cui la Bce ha spazio “per ridurre i tassi di interesse”: il rapporto e’ del 3 luglio e la Bce ha portato il tasso di riferimento allo 0,75% due giorni dopo. Il Fmi ritiene addirittura che la Bce è in grado di fornire ulteriori difese contro l’escalation della crisi a cominciare da un programma di ‘quantitative easing’ comprensivo di forti acquisti di debito sovrano. Peccato che per statuto la Banca centrale europea non possa procedere a stampare moneta, senza contare gli incontri di wrestling che Mario Draghi è costretto a ingaggiare per liberarsi dalla presa di Jens Weidmann e dei falchi della Bundesbank. Nel frattempo la Germania è tornata a registrare un tasso negativo (-0,06%) in un’asta di titoli a 2 anni, mentre le sofferenze delle banche spagnole hanno raggiunto i massimi dal 1994. Ecco perchè la corte costituzionale tedesca se la prende comoda rinviando al 12 settembre il verdetto sul fondo salva-stati.
A Milano il comparto bancario naviga nel marasma. Perdono MontePaschi (-2,78% a 0,1712 euro), Popolare EmRomagna (-1,29% a 3,51 euro), Popolare di Milano (-0,33% a 0,9035 euro) e Unicredit (-0,93% a 2,558 euro). Salgono invece Intesa Sanpaolo (+2% a 0,9965 euro), e Mediobanca (+0,71% a 2,842 euro). Maglia nera del paniere principale oggi è Snam, che perde il 4,76% a 3,358 euro dopo che Eni (+2% a 16,82 euro) ha deciso di finalizzare la cessione di un ulteriore 5% della società un prezzo finale di assegnazione pari a 3,43 euro per azione. Riflettori anche su Fiat, che cede lo 0,87% a 4,08 euro. Il Lingotto ha comunicato che dopo la chiusura estiva lo stabilimento di Pomigliano d’Arco si fermerà per due settimane, dal 20 al 31 agosto, per la situazione del mercato auto che sarebbe tornato ai livelli del 1979.
Tra gli altri titoli, ribassi per Impregilo (-1,74%), A2A (-1,78%), Enel (-1,27%) e Generali (-0,55%), mentre salgono Exor (+2,38%), Finmeccanica (+1,66%) e il comparto del lusso, con Luxottica (+2,19%), Ferragamo (+0,9%) e Tod’s (+0,91%). Spicca il volo Stm (+6,53% a 4,046 euro) sulla scia delle rassicurazioni sul secondo semestre date dai dirigenti di ST-Ericsson, la joint venture che ha con Ericsson, all’indomani di risultati migliori delle attese. Il titolo ha trovato inoltre sostegno nei risultati migliori del previsto presentati dall’olandese ASML. In forte rialzo l’intero settore a livello europeo. Nel terzo giorno di aumento, tonfo per Fonsai (-43,96% a 2,746 euro), dopo i guadagni dei giorni scorsi. Giù anche Premafin (-3,95% a 0,1921 euro) e la Milano (-2,96% a 0,2784 euro). In rosso Unipol (-3,23% a 3 euro). Fra i minori svetta Olidata (+2,34%) dopo che ieri il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva per l’aggiudicazione di una gara Consip dal valore di 31,3 milioni.
Alle 21.30 ora italiana, dopo la diffusione dei dati del Beige Book, il petroli wti sale a 89,76 dollari il barile, l’oro staziona a 1.575 dollari l’oncia, l’euro passa di mano a 1,23 sul dollaro e i tre indici di Wall Street viaggiano in territorio positivo.
“At this point we don’t see a double-dip recession — we see continued moderate growth” ha ribadito oggi Bernanke nella seconda giornata di audizione presso il Congresso USA: nessuna recessione in vista e nessuna double dip, soltanto crescita moderata. Qualcuno a Wall Street continua a sentire profumo di QE III.
(per ulteriori approfondimenti leggi l’articolo “Pessimistic Bernanke doesn’t commit to action” su marketwatch.com)