Archivio per la categoria ‘Maire Technimont’

CHIUSURE IN ROSSO
Seduta negativa per le Borse europee, condizionate dall’incertezza sulla riunione dei ministri finanziari della zona euro sulla crisi in Grecia e dal calo di Wall Street. A Milano l’indice FtseMib ha chiuso in calo dello 0,7% a 15.520 punti, Londra è scesa dello 0,5%, Parigi -0,7%, Francoforte -0,2%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è sceso dello 0,6%.
L’euro è stabile a 1,296 contro il dollaro, invariato da 1,297 della chiusura di venerdì sera.
Stabile anche il Btp a 10 anni, con rendimento al 4,74% e spread a quota 332 punti base.
Alle 20.30 italiane il petrolio wti quota 87,9 dollari il barile, oro in calo frazionale a 1.749 dollari l’oncia. Wall Street scende nonostante i primi dati della National Retail Federation indichino un forte aumento degli acquisti nel weekend del Thanksgiving, con un incremento pari al 13%.

GRECIA E FISCAL CLIFF INDUCONO ALLE PRESE DI BENEFICIO
Sulla seduta odierna nel Vecchio Continente ha pesato l’incertezza relativa all’esito della riunione dell’Eurogruppo sulla Grecia. Molti investitori hanno preferito realizzare i guadagni accumulati la scorsa settimana. Nonostante l’ottimismo ostentato oggi dal ministro francese Pierre Moscovici, che ha detto di vedere vicina la soluzione del caso Grecia, sul mercato obbligazionario la tensione è sfociata in una forte domanda di titoli presunti “sicuri”, anche se con rendimenti negativi. Il Tesoro tedesco ha collocato stamattina titoli di Stato a 12 mesi per 3 miliardi di euro. Nonostante il rendimento (-0,085%) la domanda è stata di ben 5 miliardi.
Nel frattempo da oltreoceano tornano le preoccupazioni sull’esito dei negoziati fra la Casa Bianca e i repubblicani per disinnescare la bomba a orologeria del fiscal cliff. Se entro 36 giorni non sarà trovato un accordo, dal primo gennaio 2013 scatteranno automaticamente inasprimenti fiscali e tagli alla spesa pubblica per una cifra totale di 607 miliardi di dollari, numeri che innescherebbero una nuova spirale recessiva sull’economia USA.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
A Piazza Affari si è messa in mostra A2A, che ha realizzato il 4,6%. Venerdi’ scorso a mercati chiusi la societa’ ha reso noto l’esito del collocamento di un prestito obbligazionario settennale da 750 mln euro, destinato esclusivamente a investitori istituzionali, che ha raccolto richieste superiori ai 4,5 mld con una oversubscription di 6 volte. Fra gli industriali, Fiat è salita dell’1,4% collocandosi al secondo posto dopo A2a. Alcuni traders fanno notare che il rialzo pare legato alla recente tenuta del supporto in area 3,3 euro, oltre che alla notizia che il gruppo e’ intenzionato a riaprire il proprio prestito obbligazionario da 600 mln euro, con cedola fissa del 7,75% e scadenza ottobre 2016.
Colore rosso per il comparto dei bancari: Unicredit e Intesa sono scese rispettivamente dello 0,9% e dell’1,1%, mentre MontePaschi è avanzata dello 0,2%. Venerdì l’associazione europea di categoria ha avanzato alla Commissione Ue la richiesta ufficiale di rinviare di un anno (dal gennaio 2013 al gennaio 2014) l’entrata in vigore delle stringenti norme di Basilea 3.
Tra i titoli peggiori svetta Fiat Industrial con un ribasso pesante: -3%. F.I. ha firmato l’accordo definitivo di fusione con Cnh, che portera’ all’integrazione delle rispettive attivita’. I termini dell’intesa sono in linea con l’offerta annunciata il 19 novembre scorso. Tuttavia gli analisti di Ubs hanno ridotto su Cnh la raccomandazione da buy a neutral. Secondo peggior titolo del listino principale è Prysmian finita in ribasso del 2% in quanto declassata da Mediobanca a “neutral” da “outperform”. In calo Pirelli -0,4%. E’ arretrata Finmeccanica -1%.
Aria di ritracciamento per i petroliferi con Eni che è scesa dell’1,2%, e Saipem in calo a -0,5%.
Flessione dello 0,3% per Enel mentre Telecom Italia è arretrata dello 0,7%.
Fra le mid cap, Rcs è salita del 4,1% dopo le indiscrezioni sul nuovo piano industriale in via di definizione: sarebbe prevista la vendita di asset, un aumento di capitale e il licenziamento di 500 dipendenti. MaireTecnimont ha peso il 3,6%.

LE CHIUSURE
Chiusura in profondo rosso per le borse europee con Piazza Affari maglia nera. Milano ha chiuso in calo del 2,02% a 14.855 punti, seguita da Madrid che cede l’1,3% a 7.596 punti. Per il nostro Ftse Mib la rottura della soglia psicologica dei 15.000 punti apre scenari incerti, l’indice potrebbe tornare a testare l’area dei 14.550 punti da cui transita la media mobile a 200 sedute. Volumi complessivi per un controvalore di 1,3 miliardi di euro.
L’orso imperversa anche a Parigi (-1,21% a 3.341 punti), Londra (-1,27% a 5.605 punti) e Francoforte (-0,91% a 6.979 punti). Lo spread Btp / Bund in chiusura si ferma a 356 punti base.
Sul fronte delle commodities il petrolio wti sale a 86,71 dollari il barile, spinto dai venti di guerra in Medio Oriente, mentre l’oro staziona a 1.715 dollari l’oncia.

USA E UE
Gli shortisti hanno avuto gioco facile oggi, e qualcuno avrà anche sfruttato l’occasione offerta dalle attese per la riunione dell’Eurogruppo in agenda il 20 novembre, un appuntamento cruciale per il salvataggio della Grecia. Stamani il numero uno del Fmi, Christine Lagarde, è tornata a sollecitare l’Europa sulla sostenibilità dei conti pubblici dei paesi “periferici”. Ma la vera spinta ribassista, secondo molti analisti, è arrivata in seguito alle parole del numero uno della Consob tedesca, secondo cui un rinvio dell’applicazione di Basilea 3 sarebbe ingiustificabile. Dichiarazioni che hanno pesato come un macigno sui bancari, con la conseguenza di zavorrare l’intero listino di Piazza Affari. Le scadenze tecniche in programma oggi, a loro volta, hanno contribuito a tracciare i contorni di una candela rosso sangue.
Dalla Bce intanto si è fatto sentire Christian Noyer, il quale ha ribadito che il governo spagnolo dovrà decidersi a chiedere formalmente gli aiuti, anche in considerazione del fatto che l’Omt non rischia di alimentare spinte inflazionistiche nell’Eurozona. Al contrario, ha assicurato il funzionario, il dispositivo ideato da Mario Draghi sarà fondamentale per scongiurare eventuali rischi di deflazione.
Brutti numeri, infine, dalle ultime rilevazioni macro arrivate da oltreoceano. E’ emerso che la produzione industriale a ottobre negli USA è scesa inaspettatamente dello 0,4%, gli analisti avevano pronosticato un dato positivo a +0,2%. Anche il dato sulla manifattura segna un calo dello 0,9% contro una attesa di un +0,2%. Sul fiscal cliff rimandiamo ai precedenti post inseriti in giornata.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
A indossare la maglia nera oggi è Banca Popolare di Milano (-5,21%), seguita a ruota da Telecom Italia (-4,68% a 0,682 euro): il mercato non ha gradito i rumours su uno stop allo scorporo della rete, che sarà discusso al prossimo consiglio il 6 dicembre. Caporetto generalizzata per il comparto bancario, malgrado l’allentamento delle tensioni sullo spread: Mediobanca (-3,64% a 4,234 euro), Unicredit (-3,29% a 3,354 euro), Intesa Sanpaolo (-3,19% a 1,185 euro).
In forte calo anche Exor (-3,9% a 18,71 euro), su cui Goldman Sachs ha tagliato il rating da buy a neutral togliendo il titolo dalla sua Buy List. Nella galassia Agnelli, Fiat e Fiat Industrial cedono rispettivamente l’1,06% e lo 0,99%. Il dato in calo sulle immatricolazioni di auto in Europa ha lasciato il segno.
Fuori del listino principale precipita Maire Technimont (-22,42% a 0,343 euro) dopo che ieri la società ha annunciato un aumento di capitale e su cui Kepler ha ridotto il target price da 0,50 a 0,26 euro, confermando la raccomandazione sell-reduce.

CHIUSURA IN ROSSO PER LE BORSE UE
Le borse europee chiudono in rosso tranne Madrid, in leggero rialzo. A Londra l’indice Ftse 100 perde lo 0,77% a 5.677,75 punti. A Parigi il Cac 40 lascia sul terreno lo 0,52% a 3.382,40 punti e a Francoforte il Dax arretra dello 0,82% a 7.043,42 punti. A Milano il Ftse Mib segna una flessione dello 0,59% a 15.162,27 punti nel corso di una seduta sull’ottovolante, stupendamente dipinta da un grafico che sembra uscito dalle pagine di un manuale di scalping. Per Piazza Affari quella di oggi è stata l’ottava chiusura in ribasso delle ultime 10 sedute. Lieve rialzo per Madrid che guadagna lo 0,29%, mentre Atene affonda del 2,13%. Il rialzo del listino spagnolo è stato sostenuto soprattutto da Repsol, che ha chiuso in crescita del 3,5%.
L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro , è sceso dello 0,5%.
L’euro è in rialzo contro il dollaro a 1,278, da 1,273 della chiusura di ieri sera.
Migliora il Btp a 10 anni con il rendimento in calo al 4,88% e lo spread a quota 355 punti base.
Il mercato delle commodities è contrastato: il petrolio Wti annulla i guadagni di ieri e ripiega a 85,3 dollari al barile. Oro in ripiegamento a 1.715 dollari l’oncia, dati aggiornati alle 20.00 ora italiana.

TEMPESTA PERFETTA 2.0: ECCO GLI INGREDIENTI
Oltre alle preoccupazioni per i venti di guerra che arrivano dal Medio Oriente, dove al persistere della guerra in Siria si aggiunge il rinnovato conflitto tra Israele e Palestina, gli investitori si concentrano sugli ultimi dati dell’economia di Eurolandia, che confermano il persistere di una situazione deprimente. Nel terzo trimestre del 2012 il Pil nell’Eurozona è sceso dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% rispetto al terzo trimestre 2011. Entrambe le rilevazioni sono in linea con le stime degli analisti. Il Pil italiano è stato leggermente superiore alle attese, con una discesa dello 0,2% sul trimestre precedente (era previsto -0,5%) e un calo del 2,4% sull’anno precedente (stimato -2,9%). Gli esperti consultati dalla BCE hanno inoltre rivisto al ribasso le stime sull’economia per il 2012, il 2013 e il 2014. L’equazione Vecchio Continente uguale recessione è confermata, ma le cose non vanno meglio oltreoceano.
Negli USA le nuove richieste di sussidi di disoccupazione avanzate la settimana scorsa sono salite a 439mila da 355mila della settimana precedente. Il dato ha superato le previsioni degli economisti che in media si aspettavano 375mila richieste. Se le nuove richieste di sussidi sono salite ai massimi da 18 mesi ciò lo si deve anche a causa del passaggio dell’uragano Sandy, sostengono molti analisti.
Ieri il presidente Obama ha ribadito che dal 2013 gli sgravi fiscali varati da Bush sui cittadini più ricchi saranno eliminati. Il fiscal cliff, prevedono gli investitori, sarà affrontato più dal lato dell’aumento delle tasse che dal taglio delle spese, ma resta il problema di come superare l’ostruzionismo ideologico dei repubblicani, che pur essendo in minoranza al Senato possono contare sulla maggioranza numerica che le recenti elezioni hanno assicurato alla Camera dei Rappresentanti.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Oggi nelle Borse europee tutti gli indici settoriali Stoxx sono finiti in ribasso, e il copione di Piazza Affari non fa eccezione alla regola. Maglia nera del listino A2a, con un sonoro -4,47%. Secondo un trader sono state prese di profitto dopo i rialzi dei giorni scorsi, mentre la notizia dell’approvazione dell’emissione di titoli obbligazionari fino ad un massimo di 1 miliardo di euro non ha sorpreso il mercato. Fra le altre blue chip in rosso spicca la caduta di Autogrill -3,26%, che insieme a Mediaset -2,7% uscirà a fine mese dall’indice globale MSCI. Forte ribasso anche di Campari che ha perso il 4,2%: molti investitori si aspettavano che il titolo sarebbe entrato nel MSCI, invece non compare fra le “new entry”.
Del rialzo del greggio non si sono avvantaggiati i titoli del settore: Eni ha retto chiudendo invariata, Saipem affonda del 4%, Tenaris -0,6%. Per quanto riguarda Saipem c’è da segnalare il downgrade di Ubs, che ha ridotto il target price da 40 a 37 euro, confermando il rating neutral. Tra le small caps del comparto oil, Saras è caduta del 3,9% dopo essere stata declassata a sell da Société Générale.
Brillante per tutta la seduta, Diasorin ha perso forza sul finale ed ha chiuso a 26,28 euro, in rialzo dello 0,1%. In giornata era arrivata a guadagnare quasi il 3% a 26,90 euro, grazie a una doppia promozione: Morgan Stanley ha alzato il giudizio a overweight da equalweight, Berenberg ha alzato il target price a 30 euro da 28 euro e ha confermato il giudizio buy. Luxottica è salita dello 0,3%: secondo alcuni trader, potrebbe aumentare di “peso” nell’indice.
Le banche si sono mosse in ordine sparso: Unicredit è salita dello 0,7%, Intesa è scesa dello 0,8%.
Fra i titoli industriali il panorama è misto con alcuni rialzi come Fiat +1,1% e Impregilo +1,7%. Sono scese Finmeccanica -0,7% e StM -2,6%.
Fuori del listino principale affondano Maire Tecnimont -12%, Landi Renzo -9%, e Trevi Fin. -6%.

LE CIFRE DELLE CHIUSURE
Chiusura positiva per le principali borse europee trascinate dalle buone notizie arrivate da oltreoceano. A Londra l’indice Ftse 100 ha segnato un progresso dell’1,32% a 5.859,04 punti, a Francoforte il Dax ha guadagnato lo 0,99% a 7.332,74 punti e a Parigi il Cac 40 e’ salito dell’1,41% a quota 3.476,88. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è salito dell’1,2%. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato l’1,7% a 15.800 punti, dopo aver fatto registrare in mattinata un minimo a 15.427 punti. Sul fronte delle macrovariabili, l’euro è pressoché invariato nei confronti del dollaro a 1,294, mentre lo spread Bund/Btp si restringe a 343 punti base. Il petrolio tipo Wti è in rialzo dello 0,8% a 86,8 dollari il barile, l’oro si ferma a 1.717 dollari l’oncia.
Poco dopo le 20.00 ora italiana i tre indici di Wall Street galoppano di oltre un punto percentuale, con lo S&P 500 che si porta a quota 1.427.

I BUONI DATI MACRO DA CINA E USA, LA CATTIVA NOTIZIA DALLA GRECIA
Prima dell’apertura dei mercati europei erano già arrivate buone notizie dall’economia cinese. L’indice Purchasing Manager ha superato quota 50 punti in ottobre, la linea di confine tra contrazione ed espansione. Nel pomeriggio i dati macro migliori delle attese in arrivo dagli USA hanno galvanizzato le Borse europee. Il settore privato statunitense ha creato lo scorso mese più posti di lavoro di quanto avevano messo nel conto gli economisti. In base alle stime Adp, negli Usa e’ stata registrato un aumento dei posti di lavoro nei settori privati pari a 158.000 unita’ (+137.000 unita’ il consenso), mentre le richieste di sussidi di disoccupazione settimanali sono pari a 363.000 unita’, in calo di 9.000 unita’ rispetto al dato precedente. L’indice del Conference Board relativo alla fiducia dei consumatori è salito al livello massimo dal febbraio del 2008. L’indice Ism manifatturiero di ottobre si e’ attestato al 51,7% in lieve rialzo dal 51,5% di settembre e ha confermato per il secondo mese di seguito una fase di espansione. L’unica nota stonata della seduta odierna arriva ancora una volta dalla Grecia, dove la situazione appare ancora incerta. Una fonte ufficiale del governo tedesco ha dichiarato che sono ancora molte le questioni aperte prima di raggiungere un accordo sul pagamento della prossima tranche di aiuti al Paese. Nel frattempo un tribunale greco avrebbe rilevato gli estremi di “incostituzionalità” per i provvedimenti richiesti dalla troika a proposito di tagli alle pensioni e aumento di età pensionabile. Incoraggianti, invece, le parole giunte dal Fondo monetario internazionale sull’Italia. Il portavoce dell’istituto, Gerry Rice, ha fatto sapere che le riforme messe in campo dal governo Monti per la crescita e l’occupazione vanno nella direzione giusta, ma avverte che adesso è cruciale la loro attuazione.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Il contributo principale al rialzo del Ftse Mib arriva dal comparto bancario, dai titoli industriali, e dai titoli del lusso. Banca Pop.Em.Romagna ha chiuso in rialzo del 5,37%, segnando la migliore performance del listino. Seguono Mediobanca con un +3,64%, Unicredit con un +3,17%, Intesa con un +2,74%, Banca Pop. Milano con un +1,95. Banco Popolare +2,36% e Ubi Banca +1,32%. Tra gli industriali bene il difensivo Diasorin in progresso del 4,79%, e Prysmian del 3,98% a 15,43 euro, dopo che gli analisti di Ubs hanno alzato il rating da neutral a buy e il target price a 18 euro da 14. Denaro sui petroliferi che incassano anche il rialzo dei corsi del greggio: Tenaris sale del 4,09%, Eni +0,73%, in forte recupero dopo lo scivolone intraday che aveva visto il cane a sei zampe in territorio negativo per un calo di oltre un punto percentuale, e Saipem +1,21%.
Si spenge il tentativo di rimbalzo di Fiat (-0,48%) dopo 5 sedute consecutive in rosso che hanno portato il titolo del Lingotto sui minimi degli ultimi tre mesi. Fiat Industrial ha guadagnato lo 0,24%. Gli analisti hanno apprezzato la terza trimestrale della societa’.
In evidenza il settore del lusso, che ha beneficiato dei buoni dati macroeconomici cinesi sul settore manifatturiero. Ferragamo +4,47% e Luxottica +1,67%. Tod’s ha guadagnato il 3,21% a 93,15 euro, un livello che l’azione non toccava da agosto 2011 e che rappresenta il nuovo massimo dell’anno per le azioni del gruppo. Pirelli chiude in perfetta parità azzerando il tentativo di rialzo della mattina. Lo scontro tra Marco Tronchetti Provera e la famiglia Malacalza sale di tono. La famiglia genovese ha inviato a Gpi e a Marco Tronchetti Provera & C Sapa una formale comunicazione in cui ”oltre a contestare il mancato rispetto delle pattuizioni parasociali in essere” chiede ”un compendio patrimoniale di Gpi” proporzionale alla propria quota, inclusa una quota del 13% circa di Camfin.
Sul resto del listino due i casi da segnalare: Maire Technimont ha chiuso con un -8,69%, dopo essere stata sospesa dagli scambi. La stampa riporta che l’advisor Leonardo & Co starebbe lavorando ad un piano di riequilibrio finanziario della società. Danieli mette a segno un incremento del 5,76% portandosi a quota 23 euro, dopo che gli analisti di Goldman Sachs hanno alzato il target price del titolo a 27 da 24 euro.

PECHINO
Attesa da oggi al 15/9 M2 agosto.

Bilancia commerciale agosto (3,00).

TOKYO
Indice fiducia agosto (7,00).

AZIONARIO ITALIA
Delisting di Edison.

Trevi presenta risultati 1° semestre (17,00).

ROMA
Tesoro, annuncio tipologia e quantitativi titoli a medio-lungo termine in asta 13 settembre.

ATENE
Prezzi al consumo agosto e produzione industriale luglio (11,00).

BERLINO
Indice Sentix settembre zona euro (10,30).

Tesoro offre 4 miliardi titoli di Stato a 6 mesi, scadenza 13/03/2013.

PARIGI
Produzione industriale luglio (8,45).

WASHINGTON
Indice occupati agosto (16,00).

Tesoro offre titoli di Stato a 13 e a 26 settimane (17,30).

PECHINO
Pmi manifatturiero luglio (3,00).

CDA ITALIA
Cda su risultati 1° semestre di: A2A, Alerion, Generali, Astaldi, Enel Green Power, Fiat Industrial, Interpump, Le Buone Società, Maire Technimont, Telecom Italia.

Conference call su risultati 1° semestre di: A2A (14,30), Astaldi (15,00), Enel Green Power (17,30), Fiat Industrial (15,30), Maire Technimont.

Eni, comunicato su risultati 1° semestre prima di apertura Borsa; segue conference call (14,00).

Fondiaria-Sai, termina aumento di capitale.

Unipol, termina aumento di capitale.

HELSINKI
Monti incontra primo ministro finlandese Jyrki Katainen, al termine conferenza stampa congiunta (13,00)

Monti ricevuto da presidente della Repubblica finlandese (16,20).

BRUXELLES
Markit, Pmi manifatturiero luglio finale zona euro (9,58).

FRANCOFORTE
Tesoro Germania offre 4 miliardi titoli di Stato a 5 anni, scadenza 07/04/2017, cedola 0,5%.

ATENE
Pmi manifatturiero luglio (9,58).

LONDRA
Banca centrale inizia riunione di politica monetaria; termina domani.

MADRID
Pmi manifatturiero luglio (9,13).

PARIGI
Pmi manifatturiero finale luglio (9,48).

WASHINGTON
Termina riunione Fomc; annuncio tassi (20,15).

Markit, Pmi manifatturiero luglio (14,58).

Spese per costruzioni giugno e Ism manifatturiero luglio (16,00).

Scorte Usa settimanaliprodotti petroliferi Eia (16,30).

NEW YORK
Risultati Cnh Global, Avon, MasterCard, Time Warner.

La notizia dell’ultimo minuto riportata da Reuters è che il Fondo Monetario Internazionale starebbe valutando la possibilità di un piano di salvataggio della Spagna (vai all’articolo su Reuters). Due pesi e due misure: al diavolo la Grecia, torni pure alla dracma, la Spagna è troppo grande e sistemica per essere abbandonata. E’ questa l’Europa miserabile dei burocrati.
Oggi le borse europee hanno fallito il rimbalzo chiudendo in rosso sulla scia del cattivo andamento di Wall Street, appesantita dai dati peggiori delle attese sull’occupazione nel settore privato USA e dalla revisione al ribasso dei dati sul Pil del primo trimestre. Il Dax di Francoforte cede lo 0,26% a 6.264,38 punti, il Ftse 100 di Londra avanza dello 0,18% a 5.306,95 punti, il Cac 40 di Parigi sale dello 0,05% a 3.0171,01 punti. L’Ibex di Madrid lima uno 0,01% a 6.089,8 punti. Il Ftse Mib di Milano sale dello 0,01% e chiude a 12.873,84 punti, a ridosso del supporto in area 12.800 che fino ad ora ha resistito alle spinte ribassiste. Il grafico intraday evidenzia il peggioramento verificatosi in seguito all’apertura di Wall Street, dopo una mattinata che aveva quasi fatto pensare a un miglioramento del quadro per lo meno nel breve periodo, in seguito alla diffusione dei primi sondaggi relativi al referendum sul fiscal compact in Irlanda da cui aveva preso alimento una spinta fino al massimo intraday a 13.035.
I dati macro arrivati oggi dagli USA hanno deluso le aspettative. In maggio, la variazione degli occupati nelle aziende private USA è positiva per 133.000 unità, in rialzo dai 113.000 nuovi occupati di aprile ma meno delle attese, che indicavano 150.000 buste paga in più. A completare il quadro negativo sul fronte dell’occupazione sono le nuove richieste di sussidio di disoccupazione, salite più del previsto a 383.000 da 370.000. Modeste le sorprese dai primi dati preliminari sulla dinamica economica degli Stati Uniti. Nel primo trimestre il Pil è salito dell’1,9%, in frenata rispetto al +2,2% del trimestre precedente. Leggermente sotto le aspettative il consumo personale.
Sul mercato obbligazionario italiano da rilevare che lo spread Btp/bund è salito in chiusura delle borse fino a 487 punti base, nuovo massimo dal 16 gennaio (505 p.b.), dopo quello precedente segnato ieri a 483, ma il rendimento del Btp decennale è rimasto al 6%, come ieri. Alle 20.30 ora italiana lo spread si attesta a 469 punti base. Sotto pressione anche oggi la Spagna dove lo spread Bonos/Bund viaggia in area 530 punti base e il rendimento del decennale spagnolo è salito fino al 6,72%. Di fronte alla gravità della situazione l’Eurotower e i governi si rimpallano le responsabilità. La Bce non ha alcuna intenzione di tornare ad acquistre titoli sul mercato, Mario Draghi da parte sua continua a invocare l’azione dei governi. Oggi Draghi ha anche sollevato il problema della necessità di una unione bancaria con uno schema comune sui depositi bancari e una sorveglianza centralizzata.
Veniamo a Piazza Affari. Deboli rialzi per il comparto bancario: Unicredit ha guadagnato lo 0,41% a 2,478 euro, Intesa SanPaolo lo 0,10%. Male il Banco Popolare (-1,54% a 0,897 euro), mentre Mps è salita dell’1,26% a 0,201 euro.
A svettare sul paniere principale oggi è stata Snam con un rialzo del 4,15% a 3,266 euro all’indomani della messa a punto della separazione da Eni (+1,69% a 15,60 euro). Nel comparto petrolifero Tenaris sprofonda a 12,88 euro (-3,38%), mentre Saipem cala a 31,40 (-1,72%) azzerando i rialzi della mattinata. Per questi due titoli la correlazione con l’andamento del prezzo del greggio è molto più stretta rispetto ad Eni, e dato che oggi il petrolio wti è scivolato fino a 87 dollari il barile, un livello che non si vedeva dall’ottobre scorso, le due società si sono allineate ai nuovi corsi dell’oro nero. Saipem, in particolare, è penalizzata dal calo del greggio in quanto i suoi clienti sono indotti a ridimensionare gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo di nuovi giacimenti. E oggi, al di là dello scenario recessivo che continua ad aleggiare su Eurolandia, un forte scossone è arrivato dal report del Dipartimento dell’energia statunitense: nell’ultima settimana le scorte strategiche USA di petrolio sono aumentate per la decima ottava consecutiva, segnando un rialzo di 2,71 milioni di barili, mentre le attese erano per un incremento di 100mila barili. In seguito alla diffusione del report, le quotazioni del petrolio hanno accelerato al ribasso e negli ultimi minuti si presentano a 86,55 dollari, con una flessione dell’1,45%.
Debole Finmeccanica (-0,15% a 2,69 euro) che questa mattina ha annunciato di aver ceduto il 15% di Avio al Fondo Strategico Italiano. Parmalat (+0,49% a 1,631 euro) ha sfruttato le parole dell’Ad Yvon Guerin che si è detto ottimista sull’andamento dei conti nei prossimi mesi. Ancora andamento a due velocità per i titoli del Lingotto: Fiat ha lasciato sul parterre il 3,21% a 3,80 euro, mentre Fiat Industrial ha guadagnato il 2,07% a 8,13 euro all’indomani dell’annuncio dell’integrazione con CNH.
Alle 20.30 italiane il petrolio Wti quota 86,82 dollari il barile (-1,15%), l’oro staziona a 1.563 dollari l’oncia, mentre il cross euro/dollaro si porta a 1,2371. I tre indici di Wall Street sono in calo frazionale.