Archivio per la categoria ‘Montepaschi’

ITALIA
Cda su risultati preliminari di bilancio di: Terna, Yoox (ricavi netti).

Mps, cda su perdite derivati

BRUXELLES
Risultati Arcelor-Mittal.

BERLINO
Ordini all’industria dicembre (12,00).

Tesoro offre 4,0 miliardi Bobl a 5 anni, scadenza 23/02/2018.

LONDRA
Banca centrale, inizia riunione di politica monetaria; termina domani.

WASHINGTON
Scorte Usa settimanali prodotti petroliferi Eia (16,30).

NEW YORK
Risultati TimeWarner.

LE CHIUSURE
Chiusura positiva per le Borse europee, che accelerano nel finale sulla scia della buona intonazione di Wall Street. L’indice paneuropeo Stoxx 600 sale dello 0,44%, è alla sua sesta seduta consecutiva, sul massimo dal maggio del 2011. Il rialzo è corale: a Milano l’indice Ftse Mib sale dell’1,51% a 15.585 punti. Londra frena e guadagna lo 0,06%, Parigi lo 0,94% e Francoforte lo 0,78%.
L’euro si rafforza sul dollaro a 1,30 da 1,294 di ieri sera. La valuta unica si apprezza anche sul franco svizzero a 1,212 a seguito della notizia che Ubs chiederà ai clienti di pagare per poter detenere depositi in valuta elvetica. Sul segmento obbligazionario, lo spread Bund/Btp si riduce a 345 punti base, in giornata è sceso fino a 339.
Sul versante delle commodities il petrolio wti resta poco sopra gli 85 dollari il barile e riduce gli incrementi odierni quando in Italia sono circa le 18.30, alla stessa ora l’oro si porta a 1.708 dollari l’oncia.

BENE L’ASTA SPAGNOLA E LO ZEW, SPIRAGLI SUL FISCAL CLIFF E ATTESA PER BERNANKE
Dopo un avvio prudente, l’azionariato europeo si è disteso a seguito del buon esito dell’asta dei titoli di Stato della Spagna e dell’inaspettato balzo dell’indice Zew che misura le aspettative degli investitori in Germania. Madrid ha collocato stamattina 2,39 miliardi di titoli a 12 mesi con un rendimento che scende al 2,566% dal 2,797% dell’asta precedente. Collocati anche 1,5 miliardi a 18 mesi con un rendimento del 2,778% dal 3,03% precedente. La domanda è stata rispettivamente di 2,5 e 2,7 volte l’offerta.
In Germania l’indice Zew ha fatto registrare un balzo inatteso in novembre a 6,9 da -15,7: gli economisti si aspettavano -11,5.
Inoltre il buy back della Grecia ha raggiunto quota 32 miliardi di euro, e consentirà al Paese di ridurre il rapporto debito Pil al 126,6% entro il 2020. Il prezzo medio pagato è di 33,5 centesimi. Nuovo forte calo dello spread Grecia Germania a 1.139 (-54 punti base).
Dagli USA il Dipartimento del Commercio ha comunicato che lo sbilancio commerciale, in ottobre, si è allargato a -42,7 miliardi di dollari da -40,3 miliardi di dollari di settembre. L’incremento è dovuto principalmente alla flessione delle esportazioni, in particolare verso l’Europa. Le scorte all’ingrosso sono salite in ottobre dello 0,6%, gli economisti si aspettavano un rialzo dello 0,4%, in settembre il rialzo era stato dell’1,1%. Buone notizie invece dal fronte del fiscal cliff, l’insieme di aumenti delle tasse e di riduzioni automatiche della spesa che rischiano di far cadere nuovamente in recessione gli USA. Secondo i commentatori siamo vicino ormai a un disgelo tra democratici e repubblicani per quanto concerne la politica di bilancio: nel suo intervento di ieri il presidente Barack Obama ha usato toni concilianti nei confronti del Partito Repubblicano affermando di essere pronto ad arrivare ad un accordo che soddisfi entrambe le parti.
Oggi è anche iniziata la riunione del Fomc, l’organismo della Banca centrale USA che decide in materia di politica monetaria. Gli esiti del meeting saranno diffusi domani alle 18.30, ma gli economisti si aspettano che la Fed intensifichi gli sforzi a sostegno dell’economia a stelle e strisce portando a 45 miliardi di dollari la cifra da destinare mensilmente al riacquisto di titoli di Stato.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Lottomatica si aggiudica la maglia rosa del Ftse Mib (+5,16%), grazie agli analisti di Credit Suisse che hanno alzato il rating sulle azioni da neutral ad outperform e il target price da 17,6 a 22 euro.Denaro anche su Autogrill con un progresso del 4,96%. La societa’ ha vinto tutte le concessioni per le attivita’ duty free e duty paid nei 26 aeroporti spagnoli oggetto della gara indetta da Aena Aeropuertos. Ora il focus sugli analisti sara’ sullo scorporo delle attivita’ Travel & Retail.
In gran spolvero il comparto bancario, dopo la debacle di ieri. In salita del 3,31% a 0,1996 euro MontePaschi, +1,76% a 0,3937 euro per Popolare di Milano, +1,48% a 1,234 euro Intesa. Bene anche Unicredit (+1,73% a 3,52 euro), nonostante Barclays abbia abbassato le stime sull’Eps del 18% nel 2013 e del 12% nel 2014. Confermato il giudizio equal weight e target price a 3,25 euro.
Bene pure A2A (+3,26), Saipem (+3,16), che sfrutta bene il supporto in area 29 recuperando dal calo degli ultimi giorni dovuto alle dimissioni dell’a.d. Franco Tali, per un indagine giudiziaria che vede la controllata del cane a sei zampe coinvolta in uno scandalo per presunte tangenti in Algeria. Ben comprata Terna (+2,74%), su cui gli analisti di Cheuvreux hanno alzato il rating sul titolo inserendolo nella sua Selected List (da outperform) e ha incrementato il target price a 3,4 euro per azione da 3,3 euro.
Bene anche Campari (+0,71% a 5,635 euro), dopo aver chiuso con successo l’Opa su tutte le azioni di Lascelles per circa 316 milioni di euro, e Finmeccanica (+0,95% a 4,042 euro).
Unipol affonda di quasi il 7%, in scia alle indiscrezioni stampa secondo cui la Consob si appresterebbe a contestare un errore di contabilizzazione sul bilancio 2011 a causa di rettifiche sul portafoglio titoli stutturati.

LE CHIUSURE
Chiusura in ordine sparso per le borse europee, in una seduta dominata dalla volatilità e dal timore per una destabilizzazione del quadro politico italiano con gravi conseguenze sul resto d’Europa, in seguito alle dimissioni annunciate ieri dal premier Mario Monti. Il Dax di Francoforte è salito dello 0,17% a 7.530 punti, l’Ftse 100 di Londra cresce dello 0,1% a 5.921, il Cac 40 di Parigi segna +0,18% a 3.612. Il Ftse Mib cede il 2,20% e chiude a quota 15.354 punti dopo aver fatto registrare un minimo intraday a 15.104. Male anche Madrid, l’Ibex perde lo 0,56% a 7.804,4 punti. Lo spread Btp/Bund è risalito a quota 348, era arrivato a un massimo di 361. L’euro si riprende dai minimi di stamattina e ora è invariato rispetto ai valori di ieri a 1,292 contro il dollaro. Dopo cinque giorni di ribasso, il petrolio oggi sale: il Brent avanza dello 0,8% a 107,8 dollari al barile, Wti a 86,4 dollari (+0,7%).
L’oro è in rialzo dello 0,6% a 1.714 dollari l’oncia.

IL CASO ITALIA E IL FISCAL CLIFF
Le incertezze sullo scenario politico italiano hanno favorito il sell-off, anche alla luce dell’allargamento dello spread Btp-Bund che in giornata è balzato oltre quota 360 punti base. Un ampliamento del differenziale che ha penalizzato le banche, come sempre, a causa dei loro ricchi portafogli in titoli di Stato italiani. Aumenta anche il rischio debito dell’Italia misurato dai credit default swaps (cds): secondo i dati forniti da Bloomberg, i cds sono saliti di 31 punti base a quota 284 punti. “La possibilità di un ritorno di Berlusconi offusca il panorama politico europeo”, ha dichiarato oggi da Parigi Louis de Fels, un gestore di Raymond James Asset Management, che gestisce un portafoglio di 35 miliardi di dollari. L’incubo del ritorno al cerone sulla scena politica italiana non ha mandato in crisi più di tanto gli investitori USA. Ormai il tempo stringe per arrivare a un esito positivo dei negoziati in corso fra repubblicani e democratici allo scopo di varare il nuovo budget 2013 che aggiri il “fiscal cliff”. Ieri c’è stato un incontro fra il presidente Barack Obama e il leader repubblicano del congresso John Boehner. Oggi non erano in calendario dati significativi sull’economia americana.
Occorre inoltre ricordare che domani inizia la prevista riunione del Fomc, il comitato di politica monetaria della Federal Reserve, con il presidente Ben Bernanke che pare intenzionato a rassicurare i mercati circa ulteriori manovre di stimolo all’economia in aggiunta al quantitative easing che è stato inaugurato a metà settembre.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Montepaschi oggi guida i cali del comparto bancario con un -5,8%, seguita da Banco Popolare (-5,69%), B.Pop. Milano (-5,61%) e Pop. Em. Romagna (-5,16%). Scendono anche Unicredit (-5,15%), Intesa (-5,15%), Ubi Banca (-4,49%) e Mediobanca (-3,19%).
In deciso ribasso anche Telecom Italia (-3,26% a 0,683 euro) con il presidente Bernabè che è tornato a parlare dello scorporo della rete dopo il Cda di giovedì scorso.
Stm guadagna il 4,23% a 5,205 euro e svetta sul paniere principale beneficiando dell’annuncio del nuovo piano strategico che prevede anche l’uscita dalla joint venture St-Ericsson, il cui perfezionamento e’ atteso nel terzo trimestre 2013. Ben comprata anche Mediaset (+2,05% a 1,391 euro) in scia all’upgrade di Deutsche Bank. In rialzo a fine seduta troviamo anche Tod’s (+0,53%), Diasorin (+0,5%) ed Eni (+0,11%), mentre la controllata Saipem perde terreno anche oggi dopo le dimissioni dell’a.d Franco Tali: il titolo cede l’1,89% e si posiziona a 29,08 euro, un livello di supporto importante il cui cedimento nei prossimi giorni potrebbe preludere a un affondo verso area 25.

Il “ritorno in campo” di Berlusconi, e l’annuncio che il governo Monti si dimetterà subito dopo aver approvato la Legge di Stabilità, ha innescato una raffica di vendite su tutto ciò che è targato Italia. Il rendimento dei titoli a 10 anni è balzato al 4,86% dal 4,50% di venerdì. Lo spread con il Bund si è allargato a quota 358 punti base. A Milano l’indice FtseMib cala del 3,04% a 15.220 punti, con cadute rovinose per le banche. Sul listino principale spicca ancora di più il rialzo di StM superiore al 2,2%, dopo avere presentato il nuovo piano industriale che ha come punto forte l’uscita entro il 2013 dalla joint venture St Ericsson, che produce chip per telefonia mobile e da cinque trimestri registra perdite operative. Tutti i commenti sono unanimi nell’individuare alla base della violenta reazione di oggi, la scelta del Pdl di sabotare il governo Monti assieme alla decisione dell’individuo di Arcore di ricandidarsi nuovamente a premier. La caduta di Piazza Affari trascina in ribasso tutte le Borse europee, in particolare Madrid: Londra scende dello 0,2%, Parigi -0,6%, Francoforte -0,5%, Madrid -1,8%. I future sui tre indici USA danno un avvio poco sotto la parità.
Trascinato dal Btp, soffre anche il Bono spagnolo che registra un’impennata del rendimento al 5,61% e spread in allargamento di 21 punti base a quota 433.
Si muove bene il titolo di Stato greco con spread in calo a 1.245 (-10 punti base). Stamani il governo di Atene ha annunciato che il buyback ha raccolto titoli per un totale di 26,5 miliardi di euro, pagandoli il 33,4% del valore di facciata.
L’euro è in ripresa dalle prime battute di stamattina: il cambio con il dollaro è a 1,291 (1,292 venerdì sera). Il petrolio risale a 86,6 dollari il barile, l’oro torna sopra quota 1.700 e si piazza a 1.717 dollari l’oncia quando in Italia sono le 14.30.
Le banche scendono in tutta Europa: l’indice Stoxx del settore perde l’1,9%. A casa nostra registrano cali superiori al 6% Unicredit, Intesa, MontePaschi, e Banco Popolare -6,8%. Caporetto anche per assicurativi e società del risparmio gestito: Mediolanum -6,5%, Fondiaria-Sai -6%, Unipol -5,5%.

Nel frattempo Bernanke lubrifica la stampante (Federal Reserve may buy more bonds).

LE CHIUSURE
Chiusure contrastate per le Piazze Europee: a Londra l’indice Ftse 100 è salito dello 0,39% a 5.892,08 punti, il Cac 40 di Parigi segna un progresso dello 0,28% a 3.590, 50 punti, il Dax 30 di Francoforte avanza dello 0,26% a 7.454,455 punti. In calo l’Ibex di Madrid che cede lo 0,24% a 7.883,2 punti. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è salito dello 0,1%. Brusco scivolone per Milano che dopo un avvio di seduta in territorio positivo si congeda con l’indice FtseMib in ribasso dello 0,54% a 15.954 punti, in gran parte a causa dei due big del comparto oil: Saipem ed Eni, come riferiamo nei dettagli più sotto. Lo spread tra BTp e Bund termina la giornata in rialzo a quota 311 punti base. La valuta europea si è sgonfiata a 1,307 contro il dollaro, da 1,309 della chiusura di ieri sera, dopo essere salita in mattinata fino a 1,312. Quando in Italia sono passate da poco le 19.30 il petrolio wti scende di mezzo punto a 88 dollari il barile, l’oro cala a 1.694 dollari l’oncia.

IL COMPAGNO JINPING ESALTA I CAPITALISTI, L’ASTA SPAGNOLA DELUDE
La mattinata era iniziata sotto i migliori auspici sulla scia delle dichiarazioni del nuovo segretario del partito comunista cinese, Xi Jinping. La Cina continuerà ad adottare politiche di aggiustamento del quadro congiunturale nel 2013 per assicurare una crescita economica stabile. Secondo quanto riferito dalla televisione di Stato si farà tutto il possibile per espandere la domanda interna. Se i cosiddetti speculatori si sono esaltati in mattinata dopo le dichiarazioni del compagno Xi, a guastare la giornata sono arrivati i soliti problemi della vecchia Europa: oggi la Spagna ha collocato titoli di Stato per €4,25 miliardi, al di sotto del target massimo di €4,5 miliardi fissato dal governo. La notizia ha fatto nuovamente crescere la tensione sul mercato obbligazionario, con un riflesso anche a casa nostra: lo spread ha invertito la rotta ed è risalito a 311 punti base.
Da oltreoceano non ci sono schiarite sul fronte del fiscal cliff.

ENI E SAIPEM PECORE NERE
La Consob ha sospeso dalle contrattazioni Saipem quando il titolo perdeva il 4,3%. Le indiscrezioni che giungono da più fonti dicono che il cda è riunito in una sessione straordinaria per discutere le dimissioni dell’amministratore delegato Pietro Franco Tali, ma c’è anche chi avanza l’ipotesi che si stia andando verso le dimissioni in blocco di tutto il consiglio di amministrazione. Notizia di poco fa che Umberto Vergine è stato nominato nuovo a.d. di Saipem. Contemporaneamente si è riunito in via straordinaria il consiglio di amministrazione di Eni, che controlla il 42% di Saipem. Il cane a sei zampe è sceso dell’1,7%, pare anche a causa di uno scandalo legato a episodi di tangenti in Algeria, anche se per Scaroni e compagni si tratta di ordinaria amministrazione. Il terremoto sui due big del comparto oil, scoppiato a metà seduta con un’anticipazione dal sito del Sole 24 Ore, ha colto di sorpresa gli operatori guidando l’inversione di rotta di parecchi altri titoli che fino a quel momento erano in rialzo. Lo storno è giunto anche a seguito di un dato molto negativo sui consumi nella zona euro, scesi a ottobre del 3,6%, contro attese di -0,8%.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
A Piazza Affari chiusura negativa per molte banche: Unicredit è scesa dello 0,4%, Intesa -1%, MontePaschi.
In testa alla classifica oggi si colloca STM, che ha guadagnato il 2,8%. Gli investitori sono ottimisti sul nuovo piano industriale che verrà presentato il prossimo 10 dicembre. Finmeccanica ha guadagnato l’1,2%. Secondo il “Sole 24 Ore” Termotecnica sarebbe disposta a entrare nella cordata italiana per l’acquisizione della controllata Ansaldo Energia
Azimut ha guadagnato i 3,4% con un balzo che l’ha portata sui massimi degli ultimi 5 anni.
Telecom Italia segna un progresso dello 0,7%, in forte discesa invece Ferragamo -1,9%.
Fuori dal listino principale prosegue il buon momento di Piaggio, che ha corso in rialzo del 5,7% dopo che Citigroup ha alzato a “buy” da “neutral”.

LE CHIUSURE
Giornata positiva per le Borse europee con Piazza Affari ancora una volta in evidenza: l’indice FtseMib ha chiuso in rialzo dell’1,04% a 16.041 punti. Le Borse di Londra e Francoforte sono invariate, Parigi è salita dello 0,3%.
L’euro si è rafforzato anche oggi ed è scambiato in serata nei confronti del dollaro a 1,307, da 1,305 di ieri sera. Il petrolio cede l’1% circa con il Brent a 109,5 dollari il barile e il wti a 88,7 (-0,4%). L’oro è scivolato a 1.699 dollari l’oncia.
A metà seduta Wall Street mostra indici contrastati appesantita dalle incertezze sul fiscal cliff: il Dow Jones sale dello 0,1% e l’S&P scende dello 0,1%. Il Nasdaq arretra dello 0,5%.

EUROGRUPPO E FISCAL CLIFF
L’Eurogruppo oggi ha approvato i 39,5 miliardi di euro di aiuti per il sistema bancario spagnolo, mentre per gli aiuti alla Grecia e a Cipro la decisione è stata rinviata alla prossima settimana assieme alle decisioni circa le nuove regole di vigilanza bancaria. Troppi sono ancora i contrasti tra opposti interessi: la Germania che non vuole cedere sulla supervisione nazionale delle casse regionali e di risparmio, il Regno Unito che vuole restare fuori, la questione della ‘muraglia cinese’ per separare nettamente politica monetaria e vigilanza. Ciononostante la presidenza Ecofin e’ ottimista, ma la Bce ha già lanciato l’allarme: se non si decide entro la fine dell’anno aspettiamoci un diluvio sui mercati.
Negli USA gli investitori restano sempre concentrati sul dibattito legato al fiscal cliff, dopo che il presidente Barack Obama ha rigettato ieri la proposta alternativa dei Repubblicani, con 1.200 milioni di dollari in tagli e 800 milioni stanziati per le riforme sociali; una proposta che non tocca le aliquote fiscali, che il presidente Obama vorrebbe rivedere al rialzo per le fasce di reddito più alte

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
L’effetto spread è stata la principale causa del rialzo milanese: il calo dei rendimenti dei titoli di Stato aiuta i bilanci delle banche, il che ha avuto il consueto effetto traino per tutto il listino.
Oggi MontePaschi è il top performer con un balzo del 6,86% a 0,216 euro, nonostante la Commissione Bilancio del Senato abbia bocciato le novità sui prestiti statali che Siena riceverà per rafforzare la propria struttura patrimoniale. Denaro con volumi in aumento anche sugli altri titoli del comparto: Unicredit guadagna il 2,51% a 3,752 euro, Popolare di Milano il 2,07% a 0,418 euro, Banco Popolare il 2,37% a 1,165 euro, Mediobanca il 2,01% a 4,372 euro, Intesa SanPaolo l’1,53% a 1,326 euro. Tra i finanziari Generali ha messo a segno un +1,77% a 13,24 euro con il mercato in attesa del prossimo 14 gennaio quando il Ceo Mario Greco presenterà il nuovo piano strategico della compagnia assicurativa. Risale Telecom Italia (+2,07% a 0,714 euro) nonostante quanto ha scritto questa mattina il quotidiano La Repubblica, secondo cui il processo di cessione di TI Media potrebbe andare a monte. Fiat ha guadagnato l’1,02% a 3,568 euro all’indomani dei dati sulle immatricolazioni italiane di novembre. Sul fondo del Ftse Mib è finita Campari con un ribasso dell’1,31% a 5,65 euro.
Nel comparto oil Eni avanza dello 0,55% a 18,22 euro, dopo che gli analisti di Deutsche Bank hanno confermato il rating buy sulle azioni e il target price di 21 euro, segnalando il cane a sei zampe come uno dei preferiti all’interno del comparto Oil. In rosso invece Saipem (-0,32% a 34,16) e soprattutto Tenaris (-1,17% a 15.16 euro).

LE CHIUSURE
Pur chiudendo in territorio positivo, le borse europee limano i guadagni in seguito alla doccia gelata arrivata dagli USA con l’indice manifatturiero ISM inferiore alla soglia dei 50 punti, al di sotto quindi della linea che separa le fasi di contrazione da quelle di espansione. A Francoforte il Dax è salito dello 0,40% a 7.435 punti, il Cac40 di Parigi dello 0,26% a 3.566 punti, il Ftse 100 di Londra si blocca a un +0,08% a 5.871 punti, mentre l’Ibex di Madrid ha perso lo 0,72% a 7.877 punti.
Chiusura di seduta in moderato rialzo per Piazza Affari, dopo un allungo iniziato in mattinata che aveva portato l’indice Ftse Mib a rivedere quota 16.100 punti per la prima volta dallo scorso 22 ottobre. L’indice principale di Piazza Affari archivia la seduta con un +0,43% a 15.876 punti. L’indice AllShare ha guadagnato lo 0,34% e il MidCap lo 0,13%. Volumi per un controvalore di circa 1,4 miliardi di euro.
In Italia lo spread Btp/Bund ha chiuso in area 300, dopo essere sceso sui minimi da marzo a quota 294, con un calo di 15 punti base rispetto a venerdì. Il cross euro dollaro staziona sui massimi della giornata a 1,306, per la moneta unica si tratta del livello più alto da fine ottobre.
Oro e petrolio sono poco mossi a 1.715 e 89 dollari.

CINA, GRECIA E ISM
Stamattina gli investitori hanno accolto con entusiasmo la notizia di un’accelerazione dell’economia cinese: a novembre l’indice Pmi del settore manifatturiero cinese ha superato quota 50 per la prima volta da sette trimestri. Novità positive sono arrivate anche dall’Eurozona, dove Atene procederà a un buyback da 10 miliardi di euro sui titoli di Stato greci ad un prezzo più elevato delle previsioni. Il quadro si è deteriorato nel pomeriggio, quando sono arrivati i dati macro dagli USA. Primo fra tutti l’indice Ism di novembre sulla manifattura, che è sceso a 49,5 da 51,7 di ottobre, conto le stime che lo davano a 51,4. Quota 50 indica lo spartiacque tra espansione e contrazione economica.
Meglio delle attese invece la spesa edilizia di ottobre, cresciuta dell’1,4%, molto più dello 0,5% atteso.
Sulle prospettive degli investitori continua inoltre a pesare il problema fiscal cliff, con l’incombere della scadenza di fine anno che in assenza di una soluzione politica farebbe scattare i tagli automatici alla spesa oltre che gli aumenti delle tasse. Stando alle ultime informazioni, i negoziati fra la Casa Bianca e i Repubblicani sono in una fase di stallo, dopo che i leader del partito che ha la maggioranza al Congresso hanno respinto la proposta del segretario al Tesoro, Tim Geithner, perché troppo incentrata su aumenti di tasse.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Mediaset oggi si aggiudica la maglia rosa (+6,69% a 1,355 euro). dopo che gli analisti di JP Morgan, pur tagliando il target price da 2,5 euro a 2,2 euro, hanno confermato il rating a overweight. Fanalino di coda, invece, Stm (-1,43% a 4,83 euro): la società di semiconduttori il prossimo 10 dicembre presenterà il nuovo piano strategico alla comunità finanziaria. L’evento offrirà l’occasione per fare il punto sulla joint venture St-Ericsson e sul futuro del gruppo stesso.
A beneficiare del ribasso dello spread Btp/Bund sono stati soprattutto i titoli del settore bancario. Unicredit ha chiuso in rialzo del 2,23%, Intesa Sanpaolo dello 0,93%, Popolare di Milano dello 0,91%. A seguire Mediobanca (+0,8%), Banco Popolare (+0,44%), Banca Pop. Em. Romagna (+0,04%). In negativo invece Montepaschi (-0,2%).