Archivio per la categoria ‘Pirelli’

CHIUSURE POSITIVE
Chiusura positiva per le Borse europee. A Milano l’indice FtseMib è salito dello 0,8%, il Ftse 100 a Londra ha guadagnato lo 0,1%, il Cac40 a Parigi lo 0,4%, il DAX a Francoforte lo 0,2%, l’IBEX 35 a Madrid lo 0,3%, e lo SMI a Zurigo lo 0,4%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è salito dello 0,6%. L’euro è risalito dopo una scivolata fino a 1,274 sul dollaro nel corso della mattinata. In serata il cambio con il dollaro è a 1,281, allineato alla chiusura di ieri sera. La notizia del calo delle scorte USA e il riaccendersi del conflitto tra Israele e Palestina alimenta il nuovo rialzo del greggio wti, che alle 21.00 ora italiana si porta a 87,5 dollari il barile. Oro stabile a 1.728 dollari l’oncia.

L’EUROGRUPPO IL 26 NOVEMBRE, LA MERKEL CHE “APRE”, E I DATI MACRO DAGLI USA
La disponibilità annunciata oggi da Angela Merkel a sostenere un aumento dei fondi a disposizione dell’Efsf, e l’indicazione del suo ministro delle Finanze, Schauble, secondo cui la Grecia potrebbe procedere a un buyback sui suoi titoli di Stato, sono le notizie positive che hanno allontanato la delusione per il mancato accordo di ieri notte sui nuovi aiuti da fornire ad Atene. L’Eurogruppo e il Fondo monetario torneranno a riunirsi lunedì prossimo, 26 novembre. Le dichiarazioni dei governanti tedeschi hanno avuto effetti positivi sui titoli di Stato: il rendimento del Btp a 10 anni è sceso al 4,82%, spread a quota 339 (-2 punti base). Lo spread del bond greco è sceso di 35 punti base a quota 1.500.
Nel pomeriggio in Usa sono stati pubblicati una serie di dati macroeconomici, che non hanno sorpreso il mercato, a parte l’indice definitivo di fiducia dei consumatori Usa dell’Universita’ del Michigan che a novembre e’ sceso a 82,7 punti dagli 84,9 della lettura preliminare, mentre il consenso era a 84,9.
Le richieste di sussidi di disoccupazione negli Usa si sono attestate a 410.000 unita’, in calo di 41.000 unita’ rispetto al dato della settimana precedente rivisto al rialzo 451.000 unita’.
La stima preliminare dell’indice Pmi di novembre e’ stata pari a 52,4 punti, in aumento rispetto al dato definitivo di ottobre e al consenso e raggiungendo il livello massimo degli ultimi cinque mesi.

I NUMERI DI MILANO
A Milano la migliore blue chip è Banca Popolare di Milano +3,5%, a seguire Intesa, in rialzo del 2,3%. Unicredit è salita dello 0,7%,
Denaro anche su Lottomatica +2%, Diasorin +3,1% e Mediaset +3%. Rimbalzo tecnico per Fiat dopo il tonfo di ieri con un +1,6%, Pirelli +1%, StM ha guadagnato l’1,4%.
Enel è finita in rialzo dell’1,8%. Secondo quanto riporta MF, la societa’ e’ nella short list del Governo marocchino per il programma nazionale di sviluppo dell’energia eolica, per la realizzazione di 2.000 MW in diverse tranche da completare entro il 2020. Gli analisti di Equita Sim ritengono la notizia positiva. Poco mossa Telecom (+0,15%), dopo la smentita del fondo F2i di Vito Gamberale che ha negato un interesse ad entrare in Telco, la holding di controllo del colosso delle telecomunicazioni.
Tra le small cap buoni rialzi per Brunello Cucinelli +4,5% e Saras +4,8%.

CHIUSURE COL BOTTO
Chiusura in territorio positivo per le borse europee, sostenute dallo slancio di Wall Street in seguito alle schiarite che provengono dal fronte del “fiscal cliff” e dai dati sorprendentemente positivi sul mercato immobiliare USA. A Madrid l’Ibex ha chiuso a 7.763,8 punti, in rialzo del 2,31%, Il Ftse 100 di Londra guadagna il +2,36% e si ferma a 5.737,66, mentre il Dax di Francoforte fa segnare +2,49% a 7.123,84. A Parigi il Cac40, salito del 2,93% a 3.439,58 punti. La performance migliore è quella di Milano con il Ftse Mib che si slancia a quota 15.308,96 mettendo a segno un rialzo del 3,05%.
Sul segmento obbligazionario, lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti è salito sul finale a 356 punti. Il rendimento è al 4,90%. Il differenziale di rendimento tra Bonos e Bund si è invece attestato a quota 454 punti con il tasso al 5,90%.
Il cross euro dollaro si porta sui livelli minimi della giornata a 1,279 da 1,274 di venerdì.
Rialzo anche per le commodities con il petrolio wti che sfiora quota 90 dollari il barile (89,42) in rialzo di due punti percentuali, e l’oro che segna 1.734 dollari l’oncia (+1,1%).

FISCAL CLIFF, IMMOBILIARE USA, GRECIA
A incoraggiare gli investitori sono state le dichiarazioni di Barack Obama sulle buone opportunità che la Casa Bianca e il Congresso, a maggioranza repubblicana, riescano a trovare un accordo sul budget federale onde evitare di precipitare la prima economia mondiale nel baratro del cosiddetto “fiscal cliff”, il taglio automatico di spese e l’altrettanto automatico incremento di tasse che rischierebbe di scattare a partire dal primo gennaio 2013, per un ammontare di 600 miliardi di dollari. Dopo l’incontro con Obama, venerdì scorso lo Speaker repubblicano del congresso, John Boehner, si è detto aperto a discutere una proposta della Casa Bianca. Fino a quando durerà, si chiedono gli investitori? E chi garantisce che non siamo di fronte a un bluff?
A rafforzare la reazione positiva del mercato oggi ha contribuito un dato incoraggiante sul mercato immobiliare Usa: a ottobre le vendite di case esistenti sono salite del 2,1% sul mese precedente, contro attese di -0,1%. Inoltre l’indice Nahb relativo all’andamento del mercato immobiliare USA a novembre si è attestato a 46 punti, un valore superiore ai 41 punti del consenso e al dato di ottobre.
C’è attesa anche per l’incontro dell’Eurogruppo sulla Grecia in programma domani. Stando ad alcuni funzionari Ue, i ministri delle Finanze dell’area euro tenteranno di procedere con il rilascio di prestiti di emergenza alla Grecia per 44 miliardi di euro. La tranche andrebbe in pagamento solo il 5 dicembre, se il Paese rispetta tutte le condizioni rimanenti.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
In una giornata che non ha risentito affatto dello stacco delle cedole di molte società quotate nel listino principale, Stm ha guadagnato la maglia rosa chiudendo con un +7,87%, registrando la migliore performance, dopo che gli analisti di Ubs hanno alzato il rating sul titolo da sell a neutral. Il titolo è reduce da tre giornate di ribassi e venerdì il gruppo aveva riferito di non aver nessun piano né per l’acquisto della quota di Ericsson nella joint venture ST-Ericsson né per la divisione del gruppo.
Forti acquisti anche sul comparto bancario, con B.P.E.Romagna +5,61%, Intesa Sanpaolo +4,05%, Unicredit +3,94%.
Denaro anche sui titoli della galassia Agnelli: da Fiat (+4,24% a 3,48 euro), che ha ottenuto in Brasile a ottobre il migliore risultato dall’aprile 2009, raggiungendo una quota di mercato del 26,17%, a Fiat Industrial (+2,74% a 8,24 euro) che ha migliorato l’offerta per la fusione con Cnh.
Pirelli ha guadagnato il 3,61%. Goldman Sachs ha alzato il target price sul titolo a 11,5 euro da 10,8 euro, confermando il rating a neutral. Inoltre gli analisti hanno aumentato le stime sull’Ebit 2012-2014 e ridotto quelle sul debito netto 2012.

LE CHIUSURE
Chiusura in territorio positivo per le borse europee, in una seduta caratterizzata ancora da volatilità e volumi ridotti. Il FTSE 100 di Londra ha guadagnato lo 0,3%, il CAC40 di Parigi lo 0,6%, l’IBEX 35 di Madrid l’1,7%, lo SMI di Zurigo lo 0,4% e il DAX a Francoforte lo 0,1%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è salito dello 0,8%. A Milano l’indice Ftse Mib ha fatto registrare un rialzo dell’1,4%, a 15.333 punti, ritrovando slancio solo nel pomeriggio e dopo aver fatto registrare un minimo intraday a 14.927. Sul segmento obbligazionario lo spread Btp/Bund cala a 362 punti base. Il cross euro/dollaro vede la moneta unica debole a 1,2708, il petrolio wti resta inchiodato poco sopra gli 85 dollari il barile, l’oro staziona a 1.725 dollari l’oncia.

LA SITUAZIONE NON E’ CAMBIATA
Sul versante macro la mattina era iniziata male, con l’indice Zew – l’indicatore tedesco che misura le attese degli imprenditori – che ha deluso il mercato risultando ben inferiore alle attese. Il dato e’ sceso a novembre a -15,7 punti, dai -11,5 punti registrati a ottobre, mentre gli analisti stimavano un -10. Sul mercato continua a sussistere parecchio nervosismo a causa dell’incerta situazione della Grecia e dell’incombente “fiscal cliff” negli USA. Nelle ultime ore di contrattazione le borse del Vecchio Continente hanno registrato un rally, pare a causa del fatto che hanno cominciato a circolare voci secondo cui la Spagna starebbe finalmente preparando una richiesta formale di aiuti. A spingere gli acquisti è stata anche la positiva performance di Wall Street.
Nella conferenza stampa successiva al vertice Ecofin, oggi il ministro dell’Economia Vittorio Grilli ha gettato acqua sul fuoco rispondendo alle domande di chi gli faceva notare come l’Italia, secondo le le ultime stime diffuse dalla Commissione europea, dovrà attuare nuove manovre per mantenere un bilancio strutturalmente in equilibrio dopo il 2013. “Le nostre previsioni sono simili a quelle della Commissione, ma in questo clima di grande incertezza le previsioni sono difficili da fare. Speriamo di essere stati prudenti sugli scenari di crescita nel 2014 e nel 2015 perchè riteniamo che l’impatto sul Pil delle riforme messe in atto sarà importante,” ha spiegato Grilli.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Oggi a Piazza Affari i bancari hanno guidato la lista dei rialzi. Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno guadagnato rispettivamente il 5,1% e il 4,4%. Le due principali banche italiane hanno annunciato dei risultati di bilancio migliori delle previsioni degli analisti. Bene anche Fiat (+1,42%), in scia alle indiscrezioni di stampa, secondo cui General Motors e PSA Peugeot Citroen avrebbero interrotto le trattative per ampliare la partnership siglata lo scorso febbraio, che aveva come obiettivo l’integrazione tra Peugeot e Opel. Acquisti su Parmalat (+3,57%), Atlantia (+2,84%), Luxottica (+2,4%) e Tenaris (+2,11%).
Non tutte le trimestrali, però, hanno soddisfatto il mercato, particolarmente deludente Tod’s (-6,28%) che dopo aver stabilito il record storico a 93,9 euro soltanto ieri, vede oggi crollare la quotazione a 88 euro. Male anche Pirelli & C. (-2,82%). Sull’azione ha pesato il taglio della guidance sui volumi 2012 che il management ha comunicato ieri in occasione della pubblicazione dei risultati del trimestre. Tra i i titoli a minore capitalizzazione e’ proseguita la correzione ribassista di Rcs (-4,44%) che paga il rosso dei primi nove mesi.

LE CHIUSURE
Si chiude una giornata ad alta volatilità per le Borse. A Parigi il Cac-40 chiude in calo dello 0,06%, il Ftse 100 di Londra scende dello 0,27%, il Dax di Francoforte dello 0,39% e l’Ibex di Madrid dello 0,48%. Piazza Affari ancora una volta in evidenza, con l’indice FtseMib che chiude in calo dello 0,6% 15.194 punti, e un grafico intraday che provoca le vertigini. A guidare le danze sono state le continue oscillazioni delle banche e dei titoli petroliferi, Eni in testa. Sull’andamento dell’azionario ha inciso anche l’intonazione negativa degli indici di Wall Street che hanno annullato i rialzi registrati dopo le prime contrattazioni. L’euro ha continuato a indebolirsi e in serata è sceso a 1,274 contro il dollaro, da 1,277 della chiusura precedente.

IL DISCORSO DI DRAGHI TRA SPAGNA E GRECIA
Dopo il brutto scivolone di ieri, stamani in Europa la seduta era iniziata con un lieve recupero. Ma a Milano la tendenza positiva è durata poco, e senza motivi apparenti Piazza Affari a metà mattina era già in ribasso dell’1%. In apertura gli ottimisti avevano puntato sulla notizia positiva proveniente da Atene, dove ieri sera il Parlamento ha approvato il nuovo pacchetto austerità concordato con Ue, Bce e Fmi, indispensabile per ottenere la prossima tranche di aiuti senza la quale fra una settimana la Grecia sarebbe fallita. La Borsa di Atene ha incassato il risultato con un ribasso del 5%.
Piazza Affari a sua volta non ha dato segni di ripresa nemmeno dopo il successo dell’asta di titoli di Stato spagnoli: Madrid ha collocato bond a diversa scadenza per un ammontare di 4,76 miliardi, superiore ai 4,5 miliardi previsti come target massimo dall’emittente. Ciononostante, la reazione degli spread è piuttosto fiacca: lo spread Btp/Bund è tornato a salire a quota 363 punti base, per un rendimento del Btp 10 anni del 4,99%.
La Bce, come previsto, ha lasciato i tassi invariati allo 0,75%. Il presidente Mario Draghi ha dichiarato che il “momentum” della crescita europea resta debole, ma i segnali di ripresa della fiducia sui mercati si cominciano a vedere. Restano cruciali, comunque, le riforme fiscali e strutturali che ciascuno Stato della zona euro dovrà operare, e, soprattutto, la necessità di dare impulso al mercato del lavoro. Sulla questione Madrid, Draghi ha ribadito che spetta solo alla Spagna decidere se chiedere aiuti all’Ue e non alla Banca centrale europea.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
Venendo ai dettagli di Piazza Affari, fra le blue chip spicca il rialzo di A2A, in crescita del 5,3% dopo la presentazione di risultati del terzo trimestre migliori delle attese e di un nuovo piano industriale che punta a ridurre drasticamente il debito entro il 2015. La societa’ prevede la cessione mirata di quote di minoranza, l’incremento dell’efficienza operativa, e la crescita organica della redditivita’ in quattro aree di core business: energia, ambiente, calore e reti. Con il nuovo piano, il management stima un Ebitda pari a 1,3 mld euro e il debito in calo a 3,2 mld.Lottomatica ha guadagnato il 3,5% dopo i risultati migliori delle attese annunciati ieri sera. Seduta a due velocità per il comparto bancario: MontePaschi ha ceduto il 2,48% a 0,212 euro, Popolare di Milano l’1,96% a 0,399 euro, Banco Popolare l’1,92% a 1,176 euro. In positivo Intesa SanPaolo (+0,50% a 1,218 euro), Mediobanca (+0,76% a 4,508 euro) e Unicredit (+0,35% a 3,418 euro).
Sul listino principale è caduta Pirelli, in ribasso del 2,7%. Alcuni analisti prevedono che lunedì prossimo la società annuncerà una revisione dei target.
Contrastati gli altri titoli industriali: Fiat è scesa dello 0,6%, Fiat Industrial +0,2%, Finmeccanica è arretrata del 2,6% in attesa dei risultati che saranno annunciati a mercati chiusi. In calo anche Prysmian -2,1%, che nella trimestrale diffusa oggi ha annunciato un aumento del debito sopra le stime degli analisti.
Fra i petroliferi, Eni è scesa dello 0,4%, Tenaris ha chiuso in parità, Saipem ha ceduto il 3,2%, mentre Saras affonda con un -5,9%.
Tra i titoli finanziari Generali, che domani annuncerà i risultati del terzo trimestre, ha guadagnato lo 0,4%. I buoni risultati hanno spinto Azimut in rialzo del 3,2%.
Forti perdite per Autogrill -3,9% e Mediaset -3,4%. In calo anche Diasorin -2%.
In calo Enel -1,9%, debole anche Telecom Italia -1,1%.

Prosegue la discesa a Piazza Affari in attesa della conferenza stampa di Mario Draghi prevista per le 14.30. Il Ftse Mib è arrivato a perdere oltre un punto percentuale scendendo fino a quota 15.102. In territorio positivo, anche se con incrementi frazionali, Parigi Londra e Francoforte. Commodities poco sopra la parità con il petrolio wti che resiste a 85 dollari il barile, e l’oro che galleggia a 1.715 dollari l’oncia.
Stamani ha avuto successo l’asta dei titoli spagnoli, concentrata su bond a medio/lunga scadenza. Sono stati piazzati 4,76 miliardi di bond, più dei 4,5 miliardi previsti come target massimo dall’emittente. Elevate le richieste pari rispettivamente a 2,83, 2,11 e 1,57 volte l’offerta. Ciononostante, la reazione degli spread è fiacca così come quella delle Borse europee (Madrid perde lo 0,7%). Lo spread Btp/Bund è tornato a salire a 365 punti base.
Su tutti svetta la Grecia, il cui spread scende di 20 punti base a quota 1.542, poco sopra i minimi dell’anno, grazie all’approvazione delle misure di austerity che aprono la strada alla terza tranche di aiuti, salvo intoppi dell’ultima ora che quando si parla di Grecia sono sempre da tenere in conto. Il rendimento del decennale è sceso di nuovo sotto il 17%.
Tra i peggiori di Piazza Affari stamani si segnalano Pirelli (-4%) e Finmeccanica, ques’ultima in attesa dell’uscita dei conti prevista oggi a mercati chiusi. Gli analisti di Equita si aspettano un ritorno all’utile per 7 milioni di euro dal rosso di 791 milioni registrata un anno fa, i ricavi dovrebbero attestarsi a 3,87 miliardi di euro, il margine operativo lordo (Ebitda) a 291 milioni mentre gli ordini sono stimati a 3,02 miliardi di euro. Male anche Tenaris che ieri sera ha pubblicato i dati del terzo trimestre 2012. Le vendite sono salite del 7% a/a a 2,65 miliardi di dollari, leggermente al di sotto delle attese degli analisti.
Maglia rosa del listino è invece Lottomatica che sale di oltre 2 punti percentuali e si porta a ridosso di quota 17 euro.

I NUMERI
Chiusura positiva per le Borse europee sostenute da una serie di buoni risultati societari, mentre anche oggi Wall Street è rimasta chiusa a causa dell’uragano Sandy che ha flagellato New York City. Il FTSE 100 a Londra ha guadagnato l’1%, il DAX a Francoforte l’1,1%, il CAC40 a Parigi l’1,5%, l’IBEX 35 a Madrid l’1,4% e lo SMI a Zurigo lo 0,5%. L’EuroStoxx 50, l’indice delle 50 principali blue chips della zona euro, è salito dell’1,5%. A Milano il FTSE MIB ha guadagnato l’1,1% a 15.521,77 punti. Positiva fin dall’avvio, piazza Affari ha preso vigore dopo il buon esito dell’asta dei Btp, nonostante lo spread Btp-Bund resti stabile sui 350 punti. Il petrolio wti si porta a 85,64 dollari il barile, mentre l’oro staziona a 1.710 dollari l’oncia. Cross euro/dollaro stabile a 1,30. La Borsa americana riaprirà domani.

IL RIASSUNTO DELLA GIORNATA
Con Wall Street chiusa per l’allarme uragano, a tenere banco oggi è stato il caso Grecia. Il primo ministro ellenico Samaras nel pomeriggio ha annunciato l’accordo con la trojka, ma subito dopo è arrivata la replica di Venizelos, il leader del partito socialista, che ha definito “scellerato” tale annuncio. In Spagna il Pil del terzo trimestre ha mostrato una flessione dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,6% su base annua. Dati migliore delle attese che indicavano -0,4% e -1,7%.
E’ migliorato leggermente il Btp con lo spread a quota 350 punti base. Nell’asta in programma stamattina il Tesoro ha piazzato con successo Btp a 5 e 10 anni per 7 miliardi con i rendimenti in calo ai minimi da maggio 2011.

PETROLIFERI IN EVIDENZA A PIAZZA AFFARI
A dare gas ai mercati azionari europei sono stati i titoli petroliferi (Stoxx del settore +1,8%) e i titoli dell’auto (+1,9%). Eni ha chiuso in rialzo del 2% dopo avere comunicato stamattina un utile del terzo trimestre 2012 superiore alle attese degli analisti. Il cane a sei zampe ha guadagnato il 2,08% a 17,69 euro dopo aver chiuso i primi nove mesi del 2012 con un utile netto di 6,33 miliardi di euro, in rialzo del 13,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre i profitti del solo terzo trimestre hanno mostrato un balzo del 40,3% a 2,48 miliardi di euro. Gli acquisti si sono riversati anche gli altri titoli petroliferi di Piazza Affari, anche se con volumi inferiori rispetto alle ultime sedute: Saipem +0,9%, Tenaris +1,9%, Saras +5,2%. I rialzi dei petroliferi sono stati innescati dalla britannica Bp che è balzata del 4,4% dopo avere annunciato risultati migliori delle attese e un incremento del dividendo.
Nel settore auto Fiat è scesa del 4,6% dopo avere comunicato i dati del terzo trimestre. L’utile operativo è stato migliore delle attese, ma il debito è cresciuto più delle stime. Il management ha drasticamente abbassato gli obiettivi di ricavi e utile operativo del 2013 e 2014.
Grande corsa di Pirelli, in rialzo del 3,9%, nella scia del produttore finlandese di pneumatici Nokian, in rialzo dell’8%, che ha confermato le precedenti indicazioni sugli utili dell’intero 2012 grazie al buon andamento del mercato russo. Positiva Fiat Industrial +1,9%.
Denaro anche sui titoli del lusso con Ferragamo +2,3% e Tod’ss +2,4%.
Banche in recupero dopo le perdite di ieri: Unicredit +1,5%, Intesa +0,9%, MontePaschi ha chiuso in parità, Mediobanca ha guadagnato il 2,3%.

LE ATTESE PER DOMANI
C’è fermento tra gli investitori per la riapertura degli scambi a Wall Street, dopo la chiusura delle ultime due sessioni. Tra i dati in arrivo dal fronte macro Usa da segnalare l’indice settimanale relativo alle richieste di mutui ipotecari e il dato relativo al costo unitario del lavoro che nel terzo trimestre dovrebbe mostrare una variazione positiva dello 0,5%. Per l’indice Chicago PMI di ottobre si prevede un rialzo a 51,4 punti rispetto ai 49,7 della rilevazione di settembre, quindi sopra la soglia dei 50 punti che separa le fasi di contrazione dalle fasi di espansione. Prima del suono della campanella saranno diffusi i risultati del terzo trimestre di General Motors assieme ai conti di Mastercard, mentre a mercati chiusi saranno diffusi i conti di Visa dai quali ci si attende un utile per azione di 1,5 dollari.
In Europa è in agenda il tasso di disoccupazione di settembre che dovrebbe attestarsi all’11,4%, in linea con la rilevazione di agosto. A Piazza Affari sono in agenda i risultati del terzo trimestre di Fiat Industrial.

I NUMERI DELLA CHIUSURA
Avvio di settimana in territorio negativo per le borse europee a cause delle incertezze sull’evoluzione della crisi in Spagna, dove il governo Rajoy continua a temporeggiare rinviando la richiesta di aiuti, e in Grecia, con Atene alla ricerca di una soluzione per ricapitalizzare le banche. Maglia nera a Milano, penalizzata dalle esternazioni del clown di Arcore, con l’indice Ftse Mib che perde l’1,51% e scende a 15.349 punti, poco sopra il minimo intraday in area 15.263. Il Dax di Francoforte cede lo 0,4% a 7.203,16 punti, l’Ftse 100 di Londra arretra dello 0,2% a 5.795,10 punti, il Cac 40 di Parigi scende dello 0,76% a 3.408,89 punti, l’Ibex di Madrid segna -0,6% a 7.728,6 punti. Crolla Atene, giu’ dell’8,34% dopo che le banche hanno prorogato di un mese la pubblicazione delle trimestrali. Nella giornata in cui Wall Street è rimasta chiusa per l’emergenza determinata dal passaggio dell’uragano Sandy, che oggi si è abbattuto su una New York vuota e spettrale, il petrolio wti si posiziona a 85 dollari il barile in calo di oltre un punto percentuale, mentre l’oro staziona a 1.709 dollari l’oncia, in calo frazionale.

SPAGNA E GRECIA
Chiusura in profondo rosso per Milano, con i bancari che zavorrano il listino pagando la risalita dello spread, tornato nuovamente sopra quota 350 punti base. Come ampiamente riportato dai quotidiani di tutto il mondo, l’ex premier italiano Berlusconi, la cui fedina penale sta assumendo le dimensioni di un poema epico, ha sferrato il suo colpo di coda minacciando di togliere l’appoggio al governo Monti e attaccando la Germania sulla gestione della crisi dei debiti sovrani. In Grecia, invece, si intensificano i negoziati tra la troika e l’esecutivo ellenico per trovare una soluzione che allontani lo spettro della bancarotta di Atene. Per quanto riguarda la questione spagnola, oggi al governo di Madrid è stato riconosciuto di aver rispettato gli accordi presi con l’Unione Europea il 20 luglio scorso, quando venne decisa la ricapitalizzazione delle banche del Paese con l’assistenza finanziaria europea. E’ la conclusione a cui sono arrivati i funzionari del Fondo Monetario Internazionale al termine della prima missione di monitoraggio indipendente del settore finanziario spagnolo che si e’ tenuta a Madrid dal 15 al 26 di ottobre. Secondo quanto reso noto dal Fmi, una seconda missione e’ attesa nel primo trimestre del 2013. I dati macro arrivati dagli USA nel primo pomeriggio non hanno suscitato praticamente alcuna reazione da parte degli investitori, la cui attenzione e’ rimasta rivolta all’Europa e soprattutto all’Italia, alla luce di un quadro politico alquanto instabile. Oltreoceano i redditi personali sono saliti a settembre dello 0,4% (in linea al consenso) e le spese personali per i consumi dell’0,8%, a fronte di una previsione di +0,6% m/m.

I NUMERI DI PIAZZA AFFARI
La risalita dello spread ha penalizzato duramente tutto il comparto bancario: maglia nera del listino MontePaschi che cede il 4,46% a 0,218 euro, Mediobanca lascia sul terreno il 4,29% a 4,33 euro, Popolare di Milano il 4,41% a 0,425 euro, Banco Popolare il 4,32% a 1,218 euro, Unicredit il 2,47% a 3,394 euro, Intesa il 2,67% a 1,238 euro. Tra i petroliferi reggono bene Eni (-0,97% a 17,33 euro) e Saipem (-0,87% a 34,17), nonostante il petrolio wti continui ad aggirarsi in area 85 dollari il barile. Tenaris, al contrario, perde oltre il 3% e si porta a 14,2 euro.
Vendite anche su Finmeccanica (-3,85% a 3,796 euro) e Campari (-3,04% a 6,22 euro), quest’ultima in scia ai downgrade di Mediobanca e Deutsche Bank. Alla vigilia dei conti trimestrali Fiat ha ceduto lo 0,58% a 4,122 euro, mentre Ansaldo Sts, maglia rosa del listino, si mette in luce con un balzo del 2,31% a 6,64 euro dopo la pubblicazione dei conti che hanno superato le attese degli analisti. Generali ha guadagnato lo 0,83% a 12,22 euro in scia ad un report di Deutsche Bank che ha alzato il giudizio sulla compagnia assicurativa a buy da hold portando il target price a 14,5 euro dal precedente 11,7 euro. Bene anche Pirelli & C. (+1,17%), che ha beneficiato dell’intonazione positiva dell’intero settore.